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Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
1,191st Post

da www.marcoboschini.it

Tra pane e petrolio - 18 novembre 2007.
Si è chiuso giovedì scorso alla Città dell?altraeconomia, a Roma, il controvertice sull?energia. Una proposta di documento di lavoro, aperta a ulteriori idee, sarà disponibile quanto prima sul sito www.otherearth.net . Per merito di alcune associazioni e di volonterosi comitati il Word Energy Council di Roma non è passato sotto silenzio, come forse avrebbero preferito i loro organizzatori. Infatti, mai come ora, è emersa la incapacità delle «forze del mercato» di controllare il disordine planetario scatenato da una guerra commerciale senza confini e senza risparmio di mezzi per il controllo e la spartizione delle risorse energetiche. Amministratori delegati delle major del petrolio e ministri dei governi più energivori del pianeta si sono aggirati al Wec come i ciechi e gli storpi dei quadri di Brueghel. Incapaci di prospettare una qualsiasi via di uscita se non quella di estrarre di più [petrolio, uranio, carbone, gas, scisti bituminosi, sabbie, cereali, olio di palma, acqua?] e di bruciare qualsiasi cosa. Solo il cinismo del «chairman» di turno, Chicco Testa, è riuscito a dichiarare che i cento dollari a barile sono utili a sviluppare nuove tecnologie, e non invece a inimmaginabili speculazioni finanziarie. Così vanno le cose, e noi sappiamo bene che i primi a farne le spese saranno coloro che già oggi stentano ad avere accesso all?energia. La sciagura degli agrocarburanti [meglio: «necrocombustibili»] sta lì a dimostrare come nella competizione tra pane e petrolio a perdere non sono i Suv. Al controvertice si sono svolte sei giornate autogestite con seminari ed incontri con testimoni, tra cui Walden Bello, Alex Zanotelli, Edward Omeire, militanti di comitati di resistenza locale, tra cui una delegazione bulgara in lotta contro le centrali nucleari «sovietiche» rilevate dall?Enel, esperti, tra cui Gianni Naggi, Andrea Masullo, Angelo Baracca, Nicola Canenna, Attilio Tornavacca, Valerio Calzolaio e amministratori e parlamentari, tra cui Marco Boschini, Pina Rozzo, Grazia Francescato, Umberto Guidoni, Musacchio, Agnoletto. Action e Carta hanno coordinato l?incontro nazionale con i comitati. Non è mancato un combattivo presidio con Greenpeace all?inaugurazione del Wec che ha intercettato l?auto blu del ministro, Bersani, che più si sta distinguendo per voler trasformare il paese in una piattaforma al servizio degli amici «baroni elettrici». La proposta finale, lanciata all?insieme del movimento altermondialista, è di avviare una campagna e un forum sociale mondiale tematico sull?energia, intesa come bene comune e declinata su due obiettivi: il diritto a respirare, a vivere, cioè, in un pianeta non più stressato e alterato dagli «effetti indesiderati» del folle sviluppo industriale capitalistico in corso; il diritto all?accesso per tutti ad una equa quantità di energia sufficiente a svolgere le necessarie attività umane. Si tratta insomma di reclamare, come è già stato scritto, la definizione di un vero contratto mondiale per l?energia che prospetti una via di transizione dai fossili al solare [in tutte le sue forme, tali da consentire una autonomia, una sufficienza e una sovranità energetica delle popolazioni], attribuendo dei target di consumo e di emissione [non solo di CO2] pro capite tali da far rientrare rapidamente l?umanità in parametri di vera sostenibilità ambientale e sociale. Inutile ricordare che l?energia è il bandolo della matassa da cui partire per affrontare tutte le incongruenze del sistema economico/sociale. Persino i potenti del Wec hanno dovuto più volte riconoscere l?interdipendenza [questa è stata la parola più usata] delle questioni energetiche. Una sfida che va accolta, poiché l?unica risposta possibile [non militare] può venire solo da un?idea di condivisione equa ed eticamente responsabile delle limitate risorse energetiche disponibili. Una «social energy», come ha scritto Carta sul mensile in edicola. www.carta.org
Paolo Cacciari - deputato PRC.

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
1,206th Post

Dal Cacao Alcatraz di oggi.

100 metri quadri a 100mila euro
E' lo slogan della nuova eco-casa, presentata alla Fiera Campionaria di Milano. Basso impatto ambientale, risparmio energetico e idrico e rientro di una parte dei costi grazie alla vendita dell'energia elettrica prodotta dai pannelli solari fotovoltaici. (Fonte: Repubblica).

Nella sez. files trovate una locandina sul fotovoltaico.

Edited by Loris D. on Nov 23, 2007 at 7:52 PM

Loris D.
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Treviso, IT
1,218th Post

Dal Cacao Alcatraz di oggi.

Dalle parole ai fatti
Complimenti al sindaco di Torraca, piccolo borgo storico arrampicato sui monti del Cilento, che ha lanciato una "rivoluzione verde" cambiando le lampadine a incandescenza dell'illuminazione pubblica con Led alimentati da energia fotovoltaica. La bolletta e' scesa da 43mila a 17mila euro all'anno. C'e' bisogno di dire altro? (Fonte: Famiglia Cristiana, segnalata da Pasquale Doronzo).

Loris D.
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Treviso, IT
1,219th Post

Dal Cacao Alcatraz di oggi.

Il Cioccodiesel
Due convinti ambientalisti inglesi stanno organizzando un viaggio in Africa, da Londra al Mali, a bordo di un camion alimentato a cioccodiesel, la cosiddetta Mobilità dolce. I due amici sono colleghi in un'azienda produttrice di biodiesel e utilizzeranno circa 4mila kg di scarti di lavorazione del cacao, da cui otterranno poco piu' di 2000 litri di carburante. Dal tubo di scappamento uscira' un gradevolissimo profumo di gianduiotto bruciato. (Fonte: Lanuovaecologia).

A former member
129th Post

notizia stupefacente.....

L'EOLICO GALLEGGIA SUL MAGNETE
fonte: Punto Informatico

Si chiama MagLev Wind Turbine, e promette di rivoluzionare il settore dell'energia eolica. Una megaturbina che per funzionare sfrutta la levitazione magnetica, proprio come i treni superveloci giapponesi, ed è in grado di produrre fino ad 1 gigawatt di potenza: per fare lo stesso con i dispositivi tradizionali ci vorrebbero oltre 60 eliche. Una rivoluzione.
.
Ma i vantaggi dell'eolico magnetico non si esauriscono qui: la turbina è in grado di funzionare già con brezze leggere di soli 1,5 metri al secondo, ed è in grado di resistere anche a regimi più sostenuti da 40 metri al secondo (oltre 140 chilometri all'ora). Inoltre, l'assenza di parti meccaniche in movimento elimina l'attrito: solo l'1 per cento della forza del vento viene dispersa per muovere le pale, mentre il restante 99 per cento può essere convertito in energia pulita.
Le pale magnetiche sono anche economiche: costruirne una può costare fino al 75% in meno rispetto all'equivalente tradizionale, senza contare che mancando i complessi meccanismi che consentono al rotore di allinearsi con la direzione del vento viene anche considerevolmente ridotta la difficoltà di progettarle e realizzarle. E la manutenzione, che ha un costo, è di gran lunga inferiore: un apparato eolico-magnetico secondo i suoi progettisti potrebbe funzionare per 500 anni con un minimo di controlli periodici.

La nuova turbina è ancora un concept, è stata presentata all'inizio dell'estate in Cina al Wind Power Asia 2007, ma è destinata a diventare presto realtà: costruttori cinesi e statunitensi sono al lavoro per realizzare quanto prima esemplari funzionanti, con potenze comprese tra 400 e 5.000 watt cadauna, tanto per cominciare. A regime, produrre un kilowatt di elettricità potrebbe costare appena 0,7 centesimi di euro.

Luca Annunziata


Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
1,233rd Post

Dal Cacao Alcatraz di oggi.

Sembra, si dice, si mormora che dal 2012 la Renault produrrà auto elettriche in Israele. I veicoli avranno un'autonomia di 200 km e proprio in Israele verrà sperimentato un nuovo sistema di rifornimento: invece di aspettare che le batterie si ricarichino, si sostituiscono. In un secondo momento la gas station provvederà a ricaricarla e metterla su un'altra autovettura. (Fonte: http://www.newcarnet.... , segnalata da Davide Calabria).

Edited by Loris D. on Nov 30, 2007 at 11:52 PM

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
1,234th Post

Dalla mailing nazionale di Impronta Ecologica (Rete Lilliput).

Ma l'energia nucleare è davvero "carbon free"? Di Sergio Zabot.
Un rinnovato dibattito sta emergendo sul potenziale dell?energia nucleare per mitigare le emissioni di gas serra, in particolare di anidride carbonica. La tesi centrale pro-nucleare è che le centrali nucleari non emettono CO2 e quindi il ricorso massiccio al nucleare ci consente di contrastare il cambiamento climatico. In realtà solo le operazioni nel reattore sono ?carbon free? ovvero senza emissioni di CO2. Tutte le altre operazioni della filiera del combustibile ? estrazione dalle miniere, frantumazione e macinazione, fabbricazione del combustibile, arricchimento e gestione delle scorie ? necessitano di parecchio combustibile fossile e quindi emettono CO2. Senza entrare nel merito delle operazioni di decommissioning e di trasporto e riprocessamento del combustibile esausto che necessitano di un?analisi a parte; mi focalizzo in questo breve scritto, solo sull?aspetto delle emissioni di CO2 dovute alla produzione del combustibile nucleare. Queste emissioni sono state quantificate ormai da molti ricercatori indipendenti dall?industria nucleare. I primi lavori sono stati pubblicati da Nigel Mortimer, (1) fino a poco tempo fa capo unità delle ricerche sulle risorse presso l?università Hallam di Sheffield in Gran Bretagna. Nel 2000 uno studio molto dettagliato è stato condotto da Joe Willem Storm Van Leeuwen, (2) docente dell?Università di Groningen, in Olanda e Philip Smith, fisico nucleare in Olanda. Questi studi rivelano che le emissioni di CO2 dipendono fondamentalmente dalla concentrazione di Ossido di Uranio (U3O8 ? detto anche ?yellowcake?) nel minerale estratto. Se consideriamo il minerale ?high grade? con un minimo di 0,1% di ossido di uranio, da ogni tonnellata di minerale grezzo si ricava un kg di ossido di uranio. Se prendiamo in esame il più diffuso ?low grade? ossia con concentrazioni non inferiori allo 0,01% di ossido di uranio, per ottenere un kg di Yellocake occorre trattare 10 tonnellate di minerale. Se poi consideriamo che nello ?yellocake? la concentrazione di Uranio fissile (235) rispetto l?Uranio naturale (238) è intorno allo 0,5% e che per alimentare i comuni reattori di potenza nel mondo occorre operare un processo di arricchimento che porti l?isotopo fissile 235 tra il 3% e il 5%, Van Leeuwen e Smith hanno calcolato che il consumo di energia fossile per questi processi di fabbricazione è così grande che le quantità di CO2 emessa è comparabile con quella emessa da un equivalente ciclo combinato alimentato a gas naturale. Secondo D. T. Spreng, (3) (Net-Energy Analysis, 1988) la Richiesta di energia per la vita operativa di un reattore ad acqua pressurizzata (PWR) da 1000 MWe che produce 200.000.000 MWh è di 5 Milioni di tep di energia fossile dei quali 4 Mtep sono consacrati alle fasi di estrazione del minerale, macinatura, conversione, arricchimento e produzione del combustibile. Ciò significa che ogni 1.000 kWh prodotti occorre spendere 200 kWh di idrocarburi con le relative emissioni inquinanti e climalteranti. Occorre rilevare poi che le quantità conosciute di riserve di uranio con ?grado? superiore allo 0,01% sono molto limitate e che la maggior parte delle risorse sono ?low grade?. Con il contributo attuale alla produzione elettrica mondiale di circa il 16%, le riserve di ?high grade uranium ores? possono durare pochi decenni con prezzi sempre più crescenti. Non dimentichiamo che negli ultimi anni il prezzo dello ?yellowcake? è sestuplicato, passando dai 20 $ per libbra nel 2000 a 120 $ per libbra nel 2007. La quantità di CO2 che viene emessa nel processo di lavorazione dell?Uranio è quindi considerevole e le analisi dettagliate sono ancora limitate. Sebbene queste analisi siano fondamentali per poter condurre un dibattito serio sul ?ritorno al nucleare? esse non vengono mai menzionate. Un altro aspetto critico nel processo di produzione di uranio è la grande quantità di acqua necessaria, anche questo sempre taciuto. Ma questo merita un approfondimento a parte.

(1) Mortimer,N 1991,?Nuclear power and global warming ?,Energy Policy 19:76-8,Jan-Feb.
(2) Van Leeuwen,Jan Willem Storm and Smith,Philip 2005,Can nuclear power provide energy for the uture; should it solve the CO2-emission problem? www.stormsmith.nl
(3) http://italy2.peaceli... la contabilità del ciclo di produzione dell?uranio, vedi anche:
Sustainability Aspects of Uranium Mining: Towards Accurate Accounting - Gavin M Mudd, Mark Diesendorf http://nzsses.aucklan...

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
1,264th Post

Dal Cacao Alcatraz di oggi.

La rete elettrica italiana si rifa? il look
Terna, il gestore della rete elettrica nazionale, ha annunciato che investira? un miliardo di euro per ammodernare e abbassare l?impatto ambientale della rete per l?alta tensione. Verranno abbattuti 4.800 tralicci e sostituiti oltre 1.200 km di cavi con nuovi conduttori ad alta tecnologia che verranno interrati. Tutti i progetti saranno avviati a breve e interesseranno 11 regioni. L?opera di ammodernamento portera? diversi benefici: una riduzione delle ?perdite? della rete, oggi stimate in circa 300 milioni di kilowattora, il fabbisogno energetico di 100mila famiglie! Saranno inoltre svincolati circa 4000 ettari di terreni non piu? soggetti a servitu? e, grazie alla connessione di nuovi impianti eolici, si avra? un aumento delle energie rinnovabili per circa 1.000 MW. (Fonte: Repubblica).

Loris D.
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Treviso, IT
1,275th Post

Dal Cacao Alcatraz di oggi.

Natale ecologico
All'acquario di Kanagawa, in Giappone, le luci dell'abete di Natale sono alimentate dalle scariche elettriche di un pesce. A parte un vago odore di sushi tutto funziona alla perfezione.

Loris D.
user 2633358
Treviso, IT
1,304th Post

Dal Cacao Alcatraz.

Mentre il Senato degli Usa non sembra avere particolarmente a cuore il tema dell'ambiente, i vari Stati adottano sempre piu' spesso misure locali per mettere un limite alle emissioni di anidride carbonica: nel Montana si e' intensificata la protesta di un movimento ambientalista bipartisan che si oppone all'apertura di una nuova centrale elettrica a carbone, il Kansas ha negato il permesso alla costruzione di un'altra centrale a carbone perche' il nuovo impianto aumenterebbe le emissioni di gas serra. Negli ultimi anni la Pennsylvania ha invece conquistato una posizione di primo piano nello sviluppo delle energie rinnovabili, in particolare quelle eolica e solare. Grazie a una legge approvata nel 2004, che fissa obiettivi ambiziosi per la produzione e l'uso di energie alternative, questo stato ha attirato un miliardo di dollari di investimenti e favorito la creazione di tremila nuovi posti di lavoro. Nel New England (la regione storica che comprende Connecticut, Massachusetts, Vermont, New Hampshire e Maine), infine, gli scienziati stanno trovando il modo di ottenere biocarburanti dalle alghe, risolvendo cosi' anche il problema della mucillagine. (Fonte internazionale.it) - Davide Calabria.

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