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What's Meetup?

Maybe it's time for a little less face-to-screen and a little more face-to-face.

What's a Meetup Group?

Meetup Groups are today's support groups, parent playgroups, citizen groups, fitness groups, book clubs, professional groups, and other powerful local groups!

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A former member
Posted Jan 5, 2008 7:00 PM
Post #: 375
ogni discorso è valido ma viviamo in una società egoista e pensare che una madre pensi al futuro del bambino quando pensa all'aborto!
il figlio nasce appena concepito tutto il resto sono chiacchere
quando pensi all'aborto il figlio è già nato e sta crescendo e vive e va accettato e questa porca società dovrebbe aiutare le cose.
poi è un parlare perchè la verità non la possiede nessuno
neanche madre teresa di calcutta
Robes
Posted Jan 5, 2008 11:54 PM
RobertoF
Genova, GE
Post #: 41
Ho visto il video linkato da Antonietta.
Inizialmente ho condiviso il senso di strumentalizzazione finalizzata alla disinformazione ed all'estremismo ideologico.

Tra i video collegati devo però segnalare il seguente:
Il grido silenzioso (1)
Il grido silenzioso (2)

Nonostante sia visivamente meno estremo di quello segnalato da Antonietta, mi sembra molto più impattante e, per l'equilibrio dimostrato dal narratore, convincente.

Nel confronto tra i 2 video la riflessione che mi viene da fare è che le posizioni ideologizzate e fondamentaliste, in ognuno dei 2 sensi, sono SEMPRE dannose.

Proprio per la delicatezza del tema non si può assumere una posizione ASSOLUTAMENTE A FAVORE O CONTRO.

Bisogna invece fornire alle donne tutti i mezzi culturali affinchè la scelta di abortire sia EFFETTIVAMENTE L'EXTREMA RATIO.

Sono d'accordo che debba esistere il diritto ad abortire da parte della donna, ma spero che in futuro, nella società dell'edonismo sessuale ad ogni costo, non divenga equivalente al diritto di RIFARSI IL SENO (nella società dell'immagine rifarsi il seno potrebbe assumere un'importanza cruciale per l'equilibrio psichico di alcuni soggetti, degno di tutela giurisdizionale....)

(cosa c'entra Ferrara con un discorso di scelte equilibrate???)
A former member
Posted Jan 6, 2008 2:32 PM
Post #: 72
Ho visto il video linkato da Antonietta.
Inizialmente ho condiviso il senso di strumentalizzazione finalizzata alla disinformazione ed all'estremismo ideologico.

Tra i video collegati devo però segnalare il seguente:
Il grido silenzioso (1)
Il grido silenzioso (2)

Nonostante sia visivamente meno estremo di quello segnalato da Antonietta, mi sembra molto più impattante e, per l'equilibrio dimostrato dal narratore, convincente.

Nel confronto tra i 2 video la riflessione che mi viene da fare è che le posizioni ideologizzate e fondamentaliste, in ognuno dei 2 sensi, sono SEMPRE dannose.

Proprio per la delicatezza del tema non si può assumere una posizione ASSOLUTAMENTE A FAVORE O CONTRO.

Bisogna invece fornire alle donne tutti i mezzi culturali affinchè la scelta di abortire sia EFFETTIVAMENTE L'EXTREMA RATIO.

Sono d'accordo che debba esistere il diritto ad abortire da parte della donna, ma spero che in futuro, nella società dell'edonismo sessuale ad ogni costo, non divenga equivalente al diritto di RIFARSI IL SENO (nella società dell'immagine rifarsi il seno potrebbe assumere un'importanza cruciale per l'equilibrio psichico di alcuni soggetti, degno di tutela giurisdizionale....)

(cosa c'entra Ferrara con un discorso di scelte equilibrate???)

Ecco mi sembra che Roberto sia il più equilibrato in tutto questo discorso...

Io penso che sia i video sia le immagini postate da Maria siano fuorvianti, in quanto tendono ad influenzare le coscienze in un verso o nell'altro e questo per il legislatore è sbagliato.

Io penso che la 194 sia il miglior compromesso, anche tenendo conto che è una legge che funziona; perché combatte l'effetto più negativo e devastante in assoluto che è lo sfruttamento e la clandestinità.

Quello che forse è carente è la sua applicazione in toto ossia nella parte che favorisce lo sviluppo dei consultori dove si dovrebbe fare azione sociale ed informativa. Solo che per fare questo ci vogliono investimenti.

Va detto che sarebbe molto più semplice abolire per legge la pratica dell'aborto equiparandolo magari pure all'omicidio; lavando le coscienze di questi soloni politicanti e tanti saluti... Nessun investimento in cultura ed informazione, aumento della clandestinità e delle morti di madri disperate costrette ad abortire in sottoscala polverosi, ecc ecc

Uno stato che legifera in questo modo sull'impeto dell'emergenza e dell'emozione non mi da' per niente fiducia e sinceramente mi fa anche un po' schifo.
Kaloma
Posted Jan 6, 2008 3:25 PM
user 3035209
Genova, GE
Post #: 87
Io penso che sia i video sia le immagini postate da Maria siano fuorvianti, in quanto tendono ad influenzare le coscienze in un verso o nell'altro e questo per il legislatore è sbagliato.



Se hai letto bene, le immagini che io ho inserito sono una risposta al video...
della serie: ci preoccupiamo di dare una coscienza a chi non ce l'ha (ma chi l'ha detto!) e non ci preoccupiamo della nostra di coscienza!!

Di quello che potremmo fare tutti i giorni!!! (premere a che il problema della malnutrizione in africa si risolva!!!! Ve lo ricordsate il dbito pubblico dei paesi africani?)

Io personalmente ho recepito le immagini del link come una vera e propria violenza gratuita, solo atta a strumentalizzare la petizione contro l'aborto, senza analizzare le reali motivazioni di tale atto, come dici tu, gli strumenti che vengono dati alle donne in difficoltà.
Antonietta
Posted Jan 6, 2008 3:59 PM
user 4165372
Genova, GE
Post #: 12
Per Robes.

Ho visto il video che hai linkato.... NO COMMENT!

Mah, forse ho capito male io il tuo intervento, ma non la vedi la strumentalizzazione?

.... Scusa, mi fermo qui, è meglio!

Comunque pace, Antonietta.sad
Robes
Posted Jan 7, 2008 10:15 PM
RobertoF
Genova, GE
Post #: 42
Oggi su raitre c'è stata una puntata della trasmissione di Augias dedicata all'aborto.
Ha affrontato l'argomento in modo molto equilibrato, centrando la questione principale.
Infatti non ha parlato dell'aborto in sè, quando si è già in presenza dell'emergenza ed è necessario intervenire, ma della PREVENZIONE.
Come sempre il miglior modo per affrontare un problema di difficile soluzione è innanzitutto cercare di evitare che accada.
Quindi si è parlato di EDUCAZIONE SESSUALE.
Dell'uso del preservativo e delle altre tecniche di contraccezione.
Dei nuovi campanelli di allarme, per cui il numero di aborti ha smesso di scendere da 10 anni e in Italia si consumano 1000 "pillole del giorno dopo" al giorno.

La scienza ha fatto giganteschi passi in avanti nel corso dei secoli. Tutti gli strumenti ci sono, quello che bisogna evitare è che la gente si dimentichi cosa c'è dietro una pillola. Nel nostro tempo il rischio è la DISSOCIAZIONE.
La stessa cosa accade quando dissociamo il prodotto "carne", elaborato fino a renderne irriconiscibile la provenienza, dall'animale che deve essere ucciso per renderlo disponibile.
Sotto il profilo culturale si può e si deve fare molto.
Non dimentichiamo quindi che in molti casi (purtroppo non in tutti) il nostro comportamento è determinante per il verificarsi degli eventi successivi.

SOSTENIAMO SEMPRE L'USO DEL PRESERVATIVO
A former member
Posted Jan 9, 2008 3:33 PM
Post #: 378
il diritto di abortire da parte di ogni donna per me sa molto di:

"sei incinta? hai i tuoi diritti" ma con la coscienza sei da sola sempre e sono azzi tuoi.

in questo senso si deve lavorare facendo sentire la donna parte di una società che pensa a lei, insieme (?!?!?!) ad un ipotetico padre insieme a persone che la fanno sentire protetta e amata in modo che possa elaborare la decisione non da sola ma in un contesto culturale favorevole.

io penso che in tutto questo parlare di diritti alla fine la donna rimane sola in un deserto di giudizio sottile.

la legge va conservata per impedire il mercato clandestino ma bisogna al contempo lavorare sulla cultura (a scuola?) e sulle condizioni di vita affinchè sempre meno donne scelgano la via tetra dell'aborto verso una via comune di vita.

la donna, la donna, la donna!!!! e alla fine rimase sola piangere sul suo letto!
Laura
Posted Feb 9, 2008 7:38 PM
user 2264154
Genova, GE
Post #: 55
Si e' costituita a Genova, fra singole ed associazioni femminili, la Rete 194,che sta difendendo, con i soliti scarsi mezzi di chi non ha sponsors altolocati, la legge che trent'anni fa ha legalizzato l'aborto.color]

Il 18/2 e' stata indetta una conferenza stampa, che si spera partecipata anche dai giornalisti.

Il 23/2 alle 16,30 a De Ferrari ci sara' un presidio, con facolta' di sottoscrivere l'appello che trovate sul Blog rete194.wordpress.com, insieme ad altre informazioni ed interventi.
La presenza fisica sara' importante.

Collaborate, i diritti acquisiti vanno assolutamente conservati! Anche quelli di altri.

Aldo
Posted Feb 11, 2008 11:23 PM
Aldo63
Genova, GE
Post #: 198
Appello per la difesa della legge 194



"Sembra parlino della 194 ma ancora una volta gli uomini parlano tra loro usando il corpo femminile".

Ancora si parla di legge 194. Ancora si parla di revisione, anzi, oggi persino di moratoria.
Tutte noi proviamo una strana impressione, legata ad un terribile vuoto di contenuti, alla surreale sensazione di un copione già scritto "a prescindere", una messinscena che ogni tanto deve essere recitata.
Infatti, basta un po' di memoria storica per ricordarsi che da sempre, ad intervalli regolari, la legge 194 è stata oggetto di attacchi, improvvisi o a lungo preparati.
Un costo in laicità, che i nostri uomini al comando hanno sempre pagato per continuare a governare impunemente, possibilmente senza le donne (però in nome delle donne, come è ovvio). Se non fosse che hanno le leve del potere in mano sembrerebbero quello che per certi aspetti sono, una parata di incoscienti che parla di cose che non conosce. Ma sono loro a decidere, sulla base dei loro interessi, non dei nostri, dei loro equilibri politici e scambi di favori; non i bambini, tanto meno le donne sono al centro del loro agire.

D'altra parte, e neppure questa è una novità, le nostre voci hanno poco spazio, molto meno di quello dato ai protagonisti di questa recita. In realtà sulla 194, così come sulla legge 40, le questioni pregnanti non sono mai quelle sollevate, ed è per questo che qualsiasi risposta nel merito è inutile,la posta in gioco è altra.

È? il passaggio dal concetto di prevenzione a quello di dissuasione (quest'ultimo totalmente assente dalla lettera e dallo spirito della legge), la voluta confusione fra i due termini, a caratterizzare il dibattito odierno.
Se le obiezioni sollevate alla legge 194 fossero davvero di prevenzione, ottimizzazione, miglioramento, adattamento ai progressi della medicina, comprenderebbero, oltre a potenziamento e finanziamento per i consultori, anche un'attenzione agli articoli della legge, quelli nei quali si definiscono i modi e le condizioni dell'obiezione di coscienza in relazione alle responsabilità di applicazione della legge da parte delle strutture e direzioni sanitarie, e si impegnano le Regioni ad organizzare corsi di aggiornamento e di formazione su contraccezione, assistenza alla gravidanza e al parto, e "sull'uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell'integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l'interruzione di gravidanza".

In altre parole: una regolamentazione del diritto all'obiezione di coscienza nelle strutture pubbliche; un potenziamento delle tecniche che aumentano la possibilità di scelta, diminuiscono i tempi, semplificano le procedure, prima fra tutte la RU486; una forte campagna di prevenzione, di somministrazione, informazione sui contraccettivi, compresi quelli di emergenza; il potenziamento della rete dei consultori e il loro finanziamento; infine, ma non ultimo, una potente spinta a occuparsi seriamente dell'aiuto, a tutto campo, della donna che mette al mondo un figlio.
È necessario inoltre, che si promuovano nelle scuole dei corsi di educazione sessuale, che oltre all´informazione prevedano una parte dedicata all´educazione ai sentimenti e alle relazioni di genere, perché si diventa adulti responsabili nella consapevolezza della propria e dell´altrui dignità.

Gli attacchi alla legge in realtà convergono verso il vero nodo della 194: l´autodeterminazione della donna, vero punto indigeribile per chi avrebbe anche chiuso un occhio su tutto il resto.

Non piace che le donne facendolo emergere dal privato e dal clandestino, attraversino, con questo dramma, una struttura pubblica, che ciò avvenga dentro il servizio sanitario nazionale e che siano loro a decidere. La compresenza di questi tre fattori è la miscela micidiale che i cosiddetti difensori della vita non tollerano e ai quali la diminuzione degli aborti, il successo di una legge che vogliono a tutti i costi stravolgere, non interessa minimamente.

Perché è il consenso materno che porta dal concepimento alla nascita di una persona, perché il processo del nascere non può prescindere dal corpo della donna che accoglie.

Per questo vogliamo difendere la legge 194 e chiediamo a tutte e a tutti di far sentire le nostre ragioni partendo dal sottoscrivere e dal far sottoscrivere questo appello .
- Rete 194 di Genova :
AIED Genova, ARCILesbica, Coordinamento Donne CGIL, Coordinamento Ligure Donne Latino-americane, Donne di Unione a Sinistra, Donne in quotazione, Forum Donne PRC di Genova e Provincia, Forum della Sinistra Europea, Gruppo Mafalda Sampierdarena , Laboratorio Politico di donne, Rivista Marea, Società Per Azioni Politiche di Donne, Usciamo dal Silenzio Genova, Sabrina D?amico, Roberta Gemelli, Laura Spierto(Donne di Genova contro la violenza ), Teresa Bruneri, Michela Buscaldi, Fulvia Carosio, Marina Cassani, Annamaria Castello, Patrizia Guelfi, Irene Ravera, Deborah Lucchetti
Laura
Posted Feb 14, 2008 1:03 AM
user 2264154
Genova, GE
Post #: 56
Dall?Osservatorio sulla legalità e sui diritti
Parla la donna vittima del blitz della polizia dopo l?aborto
A rischio l?autodeterminazione delle donne
GIOVED 14 FEBBRAIO 2008 - Napoli piazza Vanvitelli alle ore 17
La polizia irrompe nel policlinico di Napoli contro una donna

Parla la donna vittima del blitz della polizia dopo l?aborto
13 Febbraio, 2008, 12:09 pm

Riteniamo di pubblicare questa intervista a cura di Giuseppe Del Bello, perché quanto accaduto a napoli ci deve far pensare. Dobbiamo trovare le parole per comunicare la gravità della situazione: quali difensori della vita possono fare violenza ad una donna che ha perso suo figlio due volte: la prima quando ha saputo l?esito dell?amniocentesi e la seconda quando è ricorsa all?interruzione della gravidanza? Le parole del ministro Turco sono per noi deboli e poco efficaci a fronte di un?aggressione di tale portata. Le donne non si sentiranno difese, forse alcune eviteranno di andare ai consultori pubblici; è quello che vogliono, la clandestinità



?Dai poliziotti un vero terzo grado, penso ad una denuncia?
?Sarebbe stato il primo figlio
un dolore non farlo nascere?
di GIUSEPPE DEL BELLO

NAPOLI - ?Mi hanno trattata in un modo assurdo. Interrogata come se avessi fatto chissà che. E invece io soffrivo, quel figlio lo volevo a tutti i costi. Mai avrei abortito se non avessi avuto quel terribile verdetto?.
Silvana, napoletana, vive ad Arzano (un paese alle porte di Napoli) con la mamma. Magra, poco più di un metro e 60. Sta per essere dimessa dal reparto di Ostetricia del Nuovo Policlinico dove è ricoverata da giovedì scorso. Ed è qui che l?altro ieri è stata sottoposta a un duro interrogatorio da cui non si è ancora ripresa. ?Ero appena rientrata dalla sala operatoria?, sibila con un filo di voce.

Come e quando ha saputo che il bimbo aveva una grave malattia?
?Ho 39 anni e mi era sembrato indispensabile sottopormi all?amniocentesi. L?ho fatto alla sedicesima settimana nell?ospedale di Frattamaggiore, non lontano da dove abito. Era il 18 gennaio e il referto con la diagnosi me l?hanno consegnato il 31. Sul foglio c?era scritto ?Sindrome di Klinefelter?. Poi mi hanno tradotto il significato, una cosa terribile?.

Una brutta malattia?
?Sì, un difetto dei cromosomi che poteva comportare ritardo mentale, problemi al cuore, diabete e l?assenza di alcuni ormoni?.

Ed è così che ha deciso di abortire?
?Non c?era altra scelta. Appena mi hanno comunicato che mio figlio sarebbe stato un malato per tutta la sua vita, non ho avuto dubbi. Ho deciso al momento, d?istinto: abortisco. Anche se sapevo che per me rappresentava una scelta particolarmente dolorosa. Mai avrei messo al mondo, da sola visto che non sono sposata, un bimbo in condizioni così gravi per il resto dei suoi giorni. E per favore che nessuno si permetta di parlarmi di egoismo, la mia è stata una scelta che va nella direzione opposta?.

Quando è andata la prima volta al Policlinico?
?Il 31 gennaio, per sottopormi a tutte le indagini preliminari, dai prelievi di sangue all?elettrocardiogramma, compresa la visita dallo psichiatra?.
E che le ha detto?
?Che la mia salute psichica sarebbe stata a rischio se non abortivo. E venerdì scorso mi sono ricoverata nel reparto di Ostetricia dove avevo conosciuto il dottor Leone. A lui avevo portato il referto e poi manifestato la volontà di abortire. La decisione è stata mia. Nessuno è intervenuto in questo senso. Il giorno prima ero stata anche al Cardarelli per sottopormi a consulenza genetica, me lo avevano chiesto gli specialisti del Policlinico per spiegarmi meglio la situazione del bimbo e della sua patologia. Intanto ero entrata nella 21esima settimana?.

Nei termini di legge.
?Certo. Mi avevano comunicato che si poteva fare entro la 23esima settimana. Per tre giorni mi hanno somministrato i farmaci per stimolare le contrazioni dell?utero. Ma lunedì alle 11 il medico mi ha rifatto l?ecografia e si è accorto che il feto era morto?.

Quindi?
?Ho continuato con la terapia e finalmente alle 6 e mezza di sera ho abortito. Poi mi hanno portato in sala operatoria e, con l?anestesia, mi hanno ripulito l?utero?.

E infine, di nuovo in corsia.
?Sì, e lì ci ho trovato una poliziotta pronta a interrogarmi. Non capivo cosa stava succedendo, ero ancora sotto l?effetto dell?anestesia?.

Cosa le ha chiesto?
?Mi ha bombardato di domande. Mi ha fatto terzo grado: come era successo, perché avevo abortito, chi era il padre. Addirittura se avevo pagato?.

Pagato chi?
?Sospettavano che avessi dato soldi ai medici per abortire. Insistevano. E poi sono passati anche a Veronica, la compagna di stanza ricoverata per gravidanza a rischio. Mi sono trovata in una situazione assurda appena fuori dalla sala operatoria?.

Sporgerà denuncia?
?Ci sto pensando, visto il trattamento che la polizia mi ha riservato, avendo già affrontato un trauma terribile che mi fa ancora soffrire?.



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