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MeetUp Beppe Grillo Genova Message Board Il Gruppo Genova di Beppe Grillo Discussion Forum › http://photos1.meetupstatic.com/photos/event/2/7/d/b/highres_4210203.jp

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Giorgio
Posted Oct 1, 2007 12:14 PM
user 3383884
Genova, GE
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Dopo la pausa necessaria per l'organizzazione del V-Day, riprendiamo a parlare di Energia anche con quelli che si sono dichiarati interessati a quest'argomento durante la scorsa riunione generale.
A breve organizzeremo una riunione solo di questo gruppo di lavoro per ricominciare la nostra attività. Dovremo stabilire quali azioni fare con le informazioni che abbiamo attualmente circa lo sfruttamento delle energie rinnovabili, incentivi fiscali per impianti privati, ecc.

Chiunque è interessato all'argomento è invitato a scrivere qui, senza aprire altri post, anche se non fa parte del gruppo, perché l'apporto fattivo di tutti deve essere nello spirito del MeetUp.

Ciao e a presto
Paolo Bottaro
Posted Oct 1, 2007 12:43 PM
user 2634863
Savignone, GE
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segnalo quello che ho reperito in rete sperando sia utile:

26 Ottobre - ITER, dalla fusione l'energia per il nostro futuro
Il 26 ottobre si terrà, presso la Camera di Commercio di Genova, la presentazione di ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor), progetto internazionale di ricerca nel campo della fusione nucleare che ha un valore complessivo di 10 miliardi di euro. Nel corso della giornata saranno proposte le grandi opportunità che il progetto può offrire alle PMI italiane. Il workshop è organizzato da Camera di Commercio di Genova, Unioncamere Nazionale e Unioncamere Liguria in collaborazione con ENEA e con il supporto tecnico-logistico di WTC Genova e IIC ? Istituto Internazionale delle Comunicazioni.
Per informazioni: Camera di Commercio di Genova: Ufficio Innovazione Tecnologica Tel. 010 2704.389 E-mail alps"chiocciola"ge.camcom.it

link regione norma nazionale energie rinnovabili e risultati bandi già effetuati:

http://www.regione.li...

http://www.regione.li...

ciao Paolo smile
A former member
Posted Oct 1, 2007 11:12 PM
Post #: 96
Sono d'accordo, questa sarebbe un'occasione importante per un volantinaggio: per una volta che la popolazione è stata consultata ed ha dato una risposta univoca superando i quorum, si cerca di disattenderne le scelte! Si incentivino maggiormente le energie pulite e rinnovabili e soprattutto lo Stato dia l'esempio!!!

PS
Io aderisco al gruppo di lavoro.
Paolo Bottaro
Posted Oct 2, 2007 8:48 AM
user 2634863
Savignone, GE
Post #: 24
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se ho capito bene si tratta di un progetto sulla Fusione nucleare non sulla fissione ergo andrebbe ascoltato per sentire cosa propongono alle aziende se boiate o cose concrete!

Ciao P.
Giorgio
Posted Oct 2, 2007 9:14 AM
user 3383884
Genova, GE
Post #: 71
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Se si tratta di produzione di energia dal nucleare, bisognerebbe andare e chiedere:
-quanto costa l'energia prodotta per KWh
-quante scorie vengono prodotte (in Kg o Tonn.) per KWh di energia prodotto
-quanto costa rendere innocue tali scorie (per Kg o Tonn.) (e qui voglio vedere cosa rispondono..)
Se andiamo e riusciamo a fare queste domande, il volantinaggio lo farei all'uscita...
Paolo Bottaro
Posted Oct 2, 2007 9:29 AM
user 2634863
Savignone, GE
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aggiungo cio che riporta Wikipedia come info aggiuntive:

Fusione nucleare

Diagramma della reazione D-TLa fusione è il processo nucleare che alimenta il sole e le stelle consistente nell'unione di due atomi leggeri in uno più pesante. In questo tipo di reazione il nuovo nucleo costituito ha massa totale minore della somma delle masse reagenti con conseguente liberazione di alta energia che conferisce al processo caratteristiche fortemente esotermiche.

Affinché avvenga una fusione tra due nuclei, questi devono essere sufficientemente vicini in modo da lasciare che forza nucleare forte predomini sulla repulsione coulombiana (i due nuclei hanno carica elettrica positiva quindi si respingono): ciò avviene a distanze molto piccole, dell'ordine di qualche femtometro (10-15 metri). L'energia necessaria per superare la repulsione coulombiana può essere fornita alle particelle portandole in condizioni di altissima pressione (altissima temperatura e/o altissima densità).

La fusione nucleare, nei processi terrestri, è usata in forma incontrollata per le bombe ad idrogeno, ed in forma controllata nei reattori a fusione termonucleare, ancora sperimentali.

L'energia potenziale totale di un nucleo è notevolmente superiore all'energia che, ad esempio, lega gli elettroni al nucleo. Pertanto l'energia rilasciata nella maggior parte delle reazioni nucleari è notevolmente maggiore di quella delle reazioni chimiche. Ad esempio l'energia di legame dell'elettrone al nucleo di idrogeno è di 13.6 eV mentre l'energia che viene rilasciata dalla reazione D-T mostrata in seguito è pari a 17 MeV, cioè un milione di volte superiore. Con un grammo di deuterio e trizio si potrebbe produrre tanta energia quanta con 11 tonnellate di carbone.

Le tipologie di atomi interessati dal processo di fusione nucleare, in natura ed in ingegneria, sono isotopi dell'atomo di idrogeno, caratterizzati da minimo numero atomico a cui corrisponde la minima energia di innesco. Tuttavia all'interno delle stelle più grandi è possibile anche la fusione di elementi più pesanti, si ritiene fino all'ossigeno.

La fusione nucleare se controllata potrebbe risolvere la maggior parte dei problemi energetici sulla terra, perché potrebbe produrre quantità pressoché illimitate di energia senza emissioni di gas nocivi o gas serra, e senza la produzione di scorie radioattive: la piccola quantità di radioattività residua interesserebbe solo alcuni componenti del reattore a fusione, peraltro facilmente rimpiazzabili; i tempi di dimezzamento della radioattività residua sarebbero però confrontabili con la vita media della centrale (decine d'anni). La quantità di deuterio e trizio ricavabile da tre bicchieri di acqua di mare e due sassi di medie dimensioni potrebbe supplire al consumo medio di energia di una famiglia di 4 persone. Purtroppo oggi non siamo ancora in grado di sfruttare la fusione nucleare per produrre energia in modo commerciale.




Indice [nascondi]
1 Reazioni di fusione
2 La fusione come fonte di energia
2.1 Confinamento inerziale
2.2 Confinamento magnetico
3 Bibliografia
4 Voci correlate



Reazioni di fusione [modifica]

Sezioni d'urto medie (tasso di reazione) per le seguenti reazioni: Deuterio-Deuterio (D-D), Deuterio-Trizio (D-T), Deuterio-Elio (D-He3), Trizio-Trizio (T-T). La soglia per la reazione D-T è circa 50 keV, per la reazione D-He3 è circa 100 keV; per le reazioni D-D è di oltre 100 keV, e analogamente per T-T. Nel caso D-D, il tasso di reazione è cumulativo per entrambe le reazioni che coinvolgono il Deuterio.(D è il simbolo convenzionale per il deuterio, 2H, e T per il trizio, 3H)

La fusione è la fonte di energia del Sole e delle altre stelle, in cui il combustibile è confinato dalla forza della sua stessa gravità. Nelle stelle di massa inferiore o uguale a quella del Sole, prevale la reazione a catena protone-protone, in stelle di massa maggiore è invece predominante il ciclo CNO. Entrambe queste reazioni hanno temperature di soglia considerevolmente maggiori e pertanto velocità di reazione inferiori rispetto a quelle oggetto di studio sulla Terra.

Per la realizzazione di reattori a fusione, il primo problema è quello di individuare reazioni aventi una bassa energia di soglia. Questo significa un criterio di Lawson inferiore e quindi un minor sforzo iniziale. Il secondo problema è rappresentato dalla produzione di neutroni, difficili da gestire e controllare. Le reazioni che non liberano neutroni, dette pertanto aneutroniche, sono di grande interesse, ma anche quelle che liberano neutroni a bassa energia sono egualmente interessanti.

Si noti che molte delle reazioni sono parte di processi a catena. per esempio, un reattore alimentato con T ed 3He produce del D che, se le energie in gioco lo consentono, può prendere parte alla reazione D + 3He.
Le due reazioni aneutroniche più studiate sono T + 3He e D + 6Li, quest'ultima è alla base delle bombe termonucleari a fusione. In ogni caso tutte queste reazioni, anche quelle aneutroniche, non avvengono in modo "pulito", bensì in contemporanea ad una serie di reazioni secondarie, di cui alcune generano neutroni.

La reazione più studiata per uno sfruttamento pacifico è la reazione Deuterio-Trizio (D-T), che è quella a energia di attivazione più bassa: ciò permette di utilizzare dei reagenti a temperature nettamente più basse che nelle altre reazioni (tipicamente, a una temperatura di 20 keV equivalente a circa 200 milioni di gradi). Lo svantaggio è la produzione di neutroni ad alte energie (14.1 MeV), che per esempio non possono essere confinati da un campo magnetico, necessitano di schermature apposite (cemento armato), e tendono ad attivare i materiali metallici nelle vicinanze. Questo è il principale problema per un reattore a fusione, come ITER.

Ci sono studi che esplorano le possibilità di sfruttamento pacifico della reazione Deuterio-Deuterio (D-D), che al 50% dei casi produce neutroni con un'energia nettamente più bassa (2.5 MeV circa). L'energia di attivazione è però molto più elevata che nel caso D-T, per cui allo stato attuale delle ricerche la possibilità di usare praticamente questo tipo di reazione è abbastanza remota.

C'è da sottolinare infine che i requisiti che devono essere richiesti a un reattore a fusione (assenza di reazioni a catena, possibilmente basso flusso neutronico, bassa energia di attivazione) sono esattamente l'opposto di quello che si richiede a una bomba all'idrogeno. Nel caso della fusione nucleare quindi, la separazione fra ricerca civile e militare è stata più netta che nel caso della fissione nucleare.


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Paolo Bottaro
Posted Oct 2, 2007 9:30 AM
user 2634863
Savignone, GE
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La fusione come fonte di energia [modifica]
Articolo su Wikinotizie: Riprodotta in laboratorio la fornace solare
Negli ultimi sessant'anni è stato profuso un notevole sforzo teorico e sperimentale per mettere a punto la fusione nucleare per generare elettricità e anche come sistema di propulsione per razzi ben più efficiente dei sistemi basati su reazioni chimiche o sulla reazione di fissione. Al momento il progetto più avanzato per la realizzazione di energia elettrica da fusione è ITER: un reattore a fusione termonucleare (tokamak). ITER è un progetto internazionale cooperativo tra Unione Europea, Russia, Cina, Giappone, Stati Uniti d'America, Corea del Sud e India.

Per poter spingere a fondere atomi di idrogeno in maniera controllata all'interno di un reattore o, più in generale, di una camera, il combustibile deve essere innanzitutto confinato spazialmente attraverso opportune tecniche, al fine di conferire ad esso le caratteristiche fisiche ideali espresse nel criterio di Lawson.


Confinamento inerziale [modifica]
Il combustibile nucleare può essere compresso all'ignizione con un bombardamento di fotoni, di altre particelle o, naturalmente, tramite un'esplosione. Nel caso dell'esplosione, il tempo di confinamento risulterà essere abbastanza breve. Questo è il processo usato nella bomba all'idrogeno, in cui una potente esplosione provocata da una bomba a fissione nucleare comprime un piccolo cilindro di combustibile per fusione.

Nella bomba all'idrogeno, l'energia sviluppata da una testata nucleare a fissione viene utilizzata per comprimere il combustibile, solitamente un miscuglio di deuterio e trizio, fino alla temperatura di fusione. L'esplosione della bomba a fissione genera una serie di raggi X che creano un'onda termica che propagandosi nella testata comprime e riscalda il deuterio e il trizio generando la fusione nucleare.

Altre forme di confinamento inerziale sono state tentate per i reattori a fusione, incluso l'uso di grandi laser focalizzati su una piccola quantità di combustibile, o usando gli ioni del combustibile stesso accelerati verso una regione centrale, come nel fusore di Farnsworth-Hirsch.


Confinamento magnetico [modifica]
Un plasma è costituito da particelle cariche che possono quindi essere confinate da una appropriato campo magnetico. Molti campi magnetici possono essere impiegati per isolare un plasma in fusione, tuttavia il plasma interagisce con il campo magnetico influenzando l'efficienza del confinamento e riscaldando il sistema. Due sono le geometrie che ci sono rivelate interessanti per confinare plasmi per fusione: lo specchio magnetico ed il toro magnetico. Lo specchio magnetico è una configurazione "aperta", cioè non è chiusa su se stessa, mentre il toro (una figura geometrica a forma di "ciambella") è una configurazione chiusa su se stessa intorno a un buco centrale. Varianti del toro sono le configurazioni sferiche, in cui il buco al centro del toro è talmente piccolo, da scomparire totalmente.

Ognuno di questi sistemi di confinamento ha diverse realizzazioni che differiscono tra loro nell'enfatizzare l'efficienza del confinamento o nel semplificare i requisiti tecnici necessari per la realizzazione del campo magnetico. Storicamente, la ricerca sugli specchi magnetici e su altre configurazioni aperte (bottiglie magnetiche, "pinch" lineari , cuspidi, ottupoli, ecc.) ha avuto un grande sviluppo negli anni 1960-1970, ma poi è stata abbandonata per le inevitabili perdite di particelle agli estremi della configurazione. Invece, una variante dei sistemi toroidali, il tokamak, è risultato essere una soluzione inizialmente più facile di altre per un'implementazione da laboratorio. Ciò l'ha reso il sistema su cui la ricerca scientifica in questo settore ha mosso i suoi passi più significativi. Attualmente il più promettente esperimento in questo campo è il progetto ITER. Esistono comunque delle varianti di configurazioni toroidali, come lo stellarator (che è caratterizzato dall'assenza di un circuito per generare una corrente nel plasma) e il Reversed-field pinch (RFP).


Bibliografia [modifica]
(EN) A. A. Harms et al. Principles of Fusion Energy. World Scientific Publishing, 2000. ISBN 9812380337
(EN) John Wesson, Tokamaks. Oxford University Press, USA; 3rd edition, 768 pages (January 5, 2004). ISBN 0198509227
(EN) Kenro Miyamoto, Plasma Physics and Controlled Nuclear Fusion. Springer Series on Atomic, Optical, and Plasma Physics, 1 edition, 371 pages (July 21, 2005). ISBN 3540242171
(EN) Jeffrey P. Freidberg, Plasma Physics and Fusion Energy . Cambridge University Press; 1 edition, 690 pages (February 12, 2007). ISBN 0521851076

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Paolo Bottaro
Posted Oct 2, 2007 2:05 PM
user 2634863
Savignone, GE
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aggiungo qualche notizia in più che ho trovato nella pausa pappa smile

Energia da fusione
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
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L'energia da fusione è l'estrazione di energia, in forma utilizzabile (usualmente sotto forma di energia elettrica) da una reazione di fusione nucleare.
Tecnicamente, molte forme di generazione di energia sono, almeno indirettamente, derivanti dalla fusione nucleare, infatti il Sole, come tutte le stelle, è un grande reattore nucleare naturale e l'energia solare governa molti fenomeni energetici che avvengono sulla Terra, come ad esempio l'evaporazione delle acque marine e quindi la formazione delle nubi, ma il termine in questione è, di norma, utilizzato per indicare una reazione di fusione nucleare ottenuta artificialmente in maniera controllata.
Attualmente sono in corso molti esperimenti sulla fusione nucleare ma non è ancora stato realizzato nessun sistema in grado di generare e sfruttare l'energia di fusione in modo vantaggioso e sicuro.

Concetti di base
Le reazioni di fusione nucleare coinvolgono due nuclei atomici forzandoli a combinarsi per formarne uno solo.
Questo richiede una grande quantità di energia per superare la repulsione tra i nuclei dovuta all'interazione elettromagnetica, ma quando riesce il nucleo risultante ha una massa che è leggermente inferiore alla somma della masse dei due nuclei iniziali.
Questa differenza di massa diviene energia seguendo l'equivalenza tra massa ed energia definita da Einstein con la famosa formula E=mc² (dove E è l'energia, m la massa e c la velocità della luce nel vuoto).
I nuclei più leggeri sono più facili da fondere insieme rispetto a quelli più pesanti cosicché l'idrogeno, il più diffuso elemento dell'universo, è il miglior candidato come combustibile nucleare.
Una miscela di due isotopi dell'idrogeno, deuterio e trizio, richiede per fondersi relativamente poca energia, se comparata con l'energia risultante dalla fusione.
Mentre la miscela deuterio-trizio è al centro di svariate ricerche sulla fusione è bene non pensare a questa come l'unico combustibile nucleare possibile.
Altre miscele di elementi sono realizzabili e, cosa non certo trascurabile, alcune di esse non emettono neutroni durante la fusione.
L'emissione di neutroni durante una reazione di fusione ha come conseguenza di rendere via via radioattive tutte le componenti del reattore stesso (cosa che si verifica con i reattori a fissione dove il problema finale non è solo lo stoccaggio delle scorie ma quello dello stesso reattore quando questi viene dismesso).
Questi combustibili alternativi sono appunto chiamati combustibili aneutronici.
Comunque attualmente si guarda, come primo passo, al traguardo di un reattore a fusione alimentato a deuterio-trizio.



Utilizzo commerciale dei reattori a fusione
La fusione nucleare è vista da molti come la soluzione a lungo termine dei problemi energetici della Terra.
Alcuni dei possibili vantaggi che vengono elencati come derivanti dall'uso di questa tecnologia sono:

Il combustibile (idrogeno) è praticamente inesauribile ed è a disposizione di tutte le nazioni che abbiano uno sbocco sul mare. Il deuterio può essere estratto dall'acqua, anche se con costi energetici non indifferenti, ed un ditale pieno di deuterio equivale a 20 tonnellate di carbone in termini di produzione di energia. Un lago di medie dimensioni contiene abbastanza deuterio per rifornire una nazione di energia per secoli utilizzando la fusione nucleare (ovviamente supponendo di poterlo sfruttare in modo totale). In effetti gli attuali reattori sperimentali, ed anche gli ipotetici reattori di potenza di prima generazione utilizzano come combustibile una miscela di deuterio-trizio (D-T) la cui produzione richiede l'impiego di un metallo abbastanza raro: il litio. Per rendere veritiere le precedenti previsioni è necessario lo sviluppo di reattori di seconda generazione funzionanti con solo deuterio (D-D).
Nessuna possibilità di incidenti come quelli di Chernobyl o di Three Miles Island in quanto il reattore non contiene sostanze radioattive come l'uranio o le scorie di fissione. Malgrado questo non è possibile escludere altri tipi di possibili incidenti come fughe di trizio o perdite di liquido refrigerante.
Nessun prodotto chimico da combustione (anidride carbonica ad esempio) come residuo immesso nell'atmosfera e nessun contributo, o quasi, al riscaldamento del pianeta.
Impossibilità di utilizzo dei reattori per la produzione di materiale bellico o di loro utilizzo a scopi terroristici
Basso livello di radioattività residua e produzione di sostanze con corta vita media (ossia in cui la radioattività si riduce rapidamente). Durante la fusione D-T una parte dei neutroni emessi rende via via radioattivo il contenitore del reattore stesso (fattore critico nel momento della dismissione del reattore stesso) ma questa radioattività può essere grandemente ridotta usando materiali a bassa attivazione ossia poco sensibili a diventare radioattivi. Questi materiali possono avere vita media (ossia tempo di riduzione della loro pericolosità) di poche decine di anni in confronto alle migliaia di anni delle scorie radioattive prodotte dai reattori a fissione. La soluzione di questo problema, ossia la produzione di materiali poco attivabili comprende l'ideazione di sostanze con composizione chimica inusuale, che dovranno essere sottoposte a lunghe sperimentazioni dovendo tenere conto che la composizione chimica ha riflessi sulle proprietà meccaniche, e quindi sulla resistenza, dei nuovi materiali.
Uno dei dubbi non ancora risolti è se la produzione di energia attraverso la fusione nucleare sia economicamente competitiva rispetto ad altri sistemi. Questo perché a fronte di un combustibile (l'idrogeno) estremamente diffuso e disponibile, gli investimenti per costruire un ipotetico reattore a fusione e gli impianti di produzione del combustibile (sia D-T che D-D) sono stimati essere molto elevati. È anche vero che nel caso dei combustibili fossili ai puri costi economici vanno sommati ?costi? di altro genere come le tensioni internazionali, e le guerre, derivanti dal controllo delle fonti di combustibile.

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Paolo Bottaro
Posted Oct 2, 2007 2:06 PM
user 2634863
Savignone, GE
Post #: 28
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Progetti
Sfortunatamente, malgrado l'ottimismo generatosi negli anni Cinquanta con la previsione di vedere realizzati nell'arco di pochi anni i primi reattori esistono tuttora notevoli barriere tra le conoscenze scientifiche e le capacità tecnologiche, barriere che mettono in dubbio la possibilità pratica di sfruttare questa forma di energia, ma malgrado le notevoli difficoltà le ricerche continuano. Un grosso problema non risolto è quello di trovare un materiale in grado di resistere all'intenso flusso di neutroni che si genera nella reazione di fusione, flusso stimato essere 100 volte maggiore di quello prodotto dai reattori a fissione tipo PWR. Lo studio di tali materiali è attualmente (2005) ancora nelle sue fasi iniziali.

Questa situazione ha fatto si che intorno agli anni Novanta si sia dato molto risalto ad alcune notizie riguardanti la possibilità di ottenere la fusione nucleare a basse temperature, la cosiddetta fusione fredda. Ulteriori ricerche condotte da numerose università, anche italiane, non hanno però portato ne a risutati definitivi, ne a previsioni consistenti di utilizzi concreti.

L'Unione Europea, si é aggiudicata la realizzazione del progetto ITER per sviluppare il primo reattore a fusione funzionante. La Francia ha battuto il Giappone nella corsa alla realizzazione del progetto, sostenuta dalla Russia, dalla Cina e dalla stessa UE. La sede prescelta sarà Cadarache, nel Sud del Paese.

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A former member
Posted Oct 4, 2007 2:36 PM
Post #: 3
Se potete essere interessati e pensate che possa essere utile discuterne pubblicamente vi propongo il tema: AMBIENTE E DIRITTI UMANI. QUALI PROSPETTIVE IN LIGURIA? Un incontro organizzato dal Club UNESCO di Genova

LUNEDÌ 15 OTTOBRE 2007 ORE 16.30

BIBLIOTECA BERIO - SALA DEI CHIERICI

AMBIENTE E DIRITTI UMANI. QUALI PROSPETTIVE IN LIGURIA?

A CURA DI

VERA FELOLO SEGRETARIATO CLUB UNESCO DI GENOVA

SUL TEMA: L AMBIENTE E I DIRITTI UMANI SECONDO L?UNESCO

a seguire

FRANCO ZUNINO ASSESSORE ALL AMBIENTE REGIONE LIGURIA

FEDERICO VALERIO PRESIDENTE DI ITALIA NOSTRA SEZIONE DI GENOVA

GUIDO ZAVANONE POETA

MODERATORE FRANCESCO SENES

BIBLIOTECA BERIO - SALA CHIERICI - VIA DEL SEMINARIO 16 ? 16121 GENOVA

TEL 010 5576086/6093/6031

Club UNESCO Genova in collaborazione CENTRO INTERNAZIONALE ?AMICI DELLA PACE?

I TEMI AFFRONTATI:

Il Diritto Internazionale dei Diritti Umani: un?assunzione di responsabilità.
Globalizzazione e Natura violata: le imprese transnazionali.
Ambiente e territorio: azione e responsabilità degli Enti Locali. La NORMA PACE DIRITI UMANI.

INOLTRE:
è possibile produrre in Italia 21.500 Mw/ora ad un costo iniziale (a famiglia per 1 Kw sostituito) di 356 euro deducibile nel tempo nei consumi?
è possibile produrre biocarburanti pulendo i boschi e prati evitando gli incendi?
è possibile effettuare una raccolta differenziata porta a porta evitando gli inceneritori?
Gli Inceneritori a impatto Zero sull ambiente sono una realtà o solo una Fantasia?

A queste ed altre domande cercheremo insieme di rispondere nell?incontro del 15 ottobre. La partecipazione è gratuita ed è auspicabile che vogliate fare domande o esprimere il vostro punto di vista.
Grazie
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