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Certo Alberto... Siamo qui per questo! Let's go on...
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| Alberto | |
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Amici se avete altri siti da cui poter reperire informazioni in merito all'eolico vi prego di inserirli all'interno di questo Forum.
Da poco ho scoperto che alcuni amici di Faeto hanno un certo attivismo in tal senso ed hanno organizzato anche alcune conferenze molto interessanti alle quali hanno partecipato moltissime persone dei paesi interessati. www.faetolibera.it |
| CicloMan | |
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Amici se avete altri siti da cui poter reperire informazioni in merito all'eolico vi prego di inserirli all'interno di questo Forum. ritengo che quello della lipu www.lipucapitanata.it sia il più ricco, tenuto conto che quasi tutta italia vi fa riferimento. saluti antoniod |
| CicloMan | |
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è passato molto tempo dall'intervento di mauro, ma la risporta richiedeva una lunga lavorazione.
mi scuso per la lunghezza. Con l?adesione dell?Italia al protocollo di kyoto il governo ha dovuto mettere in campo una serie di strumenti volti a promuovere una riduzione dei gas serra. Faccio una parentesi relativamente al mio precedente post ove citavo il fatto che potenzialmente la fonte eolica poteva produrre al massimo il 3% del nostro fabbisogno di energia elettrica, ebbene il consumo di energia elettrica contribuisce solo per 1/3 all?immissione di gas serra in quanto per 2/3 contribuiscono il trasporto su gomma ed il riscaldamento. Il succo della questione è che grazie all?eolico ed alla inevitabile compromissione del nostro paesaggio appenninico, l?italia potrà appena risparmiare l?1% di immissioni inquinanti in atmosfera, sollievo divorato dall?incremento dei consumi in pochi mesi dell?anno. Tornando alle misure promosse dal governo vorrei soffermarmi solo su due che poi consentono all?eolico di sbaragliare la concorrenza del solare fotovoltaico, termico e termodinamico. L?imprenditore che decide di produrre energia da vendere ovviamente ricerca le fonti che comportano i minori costi ed attualmente queste risultano i combustibili fossili. Il governo per incentivare l?utilizzo di fonti rinnovabili ha deciso di drogare il mercato dell?energia riconoscendo un guadagno extra su ogni kwatt venduto proveniente da fonte rinnovabile (o assimilabile). Con tale contributo, che poi paghiamo noi contribuenti, gli imprenditori hanno incominciato a guardare con maggiore attenzione le fonti alternative. La seconda iniziativa messa in campo dal governo è il famigerato certificato verde. Attualmente se un grande produttore di energia elettrica da fonte tradizionale (fossile o nucleare) volesse entrare nel mercato italiano dovrebbe dimostrare di produrre almeno il 3%, da fonte rinnovabile o assimilabile, di quanto immette sul mercato. L?imprenditore allora o si produce da se questo 3% di corrente ?pulita? o la acquista da qualcuno che la produce o più semplicemente acquista i certificati verdi, ovvero delle attestazioni riconosciute a chi produce da fonte rinnovabile in misura proporzionale all?energia pulita prodotta. Tornando dunque al grande imprenditore, per vendere il suo 97% deve per forza accaparrarsi un certo numero di certificati verdi, che però saranno al contempo contesi da altri imprenditori e questa logica del mercato porta il costo dei certificati a schizzare verso l?alto. (( faccio una riflessione a questo punto ? quanto appena detto mi fa capire che produrre una certa quantità di energia da fonte rinnovabile non riduce l?uso di energia da fonte fossile, ma al contrario ne consente l?immissione sul mercato di una quantità 30 volte superiore, il famoso rimanente 97%)) Si è capito che chi è in grado di sfruttare una fonte rinnovabile o assimilabile si avvantaggia sia del prezzo maggiorato del kwatt venduto, sia della vendita del certificato verde, però sceglierà sempre la fonte alternativa a lui meno costosa rispetto alle altre e quindi sempre e solo l?eolico. Se poi l?imprenditore dell?eolico sfrutta, come effettivamente accade, la legge 488 ed por della regione e della comunità europea, si costruisce l?impianto con i soldi del contribuente, i suoli sono in massima parte demaniali o pagati con quattro spiccioli ai proprietari, poi si riconoscono poche briciole ai comuni sottoforma di royalty e si riempiono di mazzette le tasche della giunta comunale. Vengono anche assunti un paio di lavoratori (figlio e nipote del sindaco) che devono esclusivamente guardare le pale che girano e nel caso avvisare la ditta specializzata olandese che viene, aggiusta e fugge altrove. Indotto zero. Visto che poi l?affare è grosso, gli espedienti per superare i possibili ostacoli sono numerosi e particolarmente astuti. E? ormai prassi erogare un contributo al comune se questo manifesta anche il solo interesse per il possibile impianto eolico, questo contributo semestrale o annuale consente ai comuni di indebitarsi di meno e, se possibile, a fare più spese, offrire servizi, operare investimenti. Se poi nel corso dell?iter la regione blocca il progetto per vizi di forma, incompatibilità ambientale ecc., i comuni vengono minacciati dalle ditte sia di non ricevere quel contributo, sia di rimborsare quanto precedentemente avuto ed anche di possibili penali e denunce e quindi i comuni inferociti costringono la regione a fare valutazioni più morbide che ad oggi non hanno bloccato alcun progetto, al più da 15 pale vengono autorizzate 12. pazienza se poi il parco eolico è al centro dell?istituendo parco regionale dei monti dauni, vorrà dire che ritaglieremo la parte interessata o ritarderemo l?istituzione del parco. E qui tornano i conti sul fatto che la legge regionale sui parchi ha previsto l?istituzione dei parchi del subappennino quasi un decennio fa (legge regionale n° 19 del 24/07/1997) e siamo ancora fermi alle preconferenze ed ancor peggio nessuno ne parla. Moltiplicate la situazione per le decine di parchi eolici presenti in tutto il subapennino e vi ritrovate al foto esatta di quello che sta accadendo. segue in successivo post |
| CicloMan | |
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Mauro nel suo intervento faceva riferimento alla possibilità di smantellare le pale eoliche quando non più gradite. Ebbene le pale di ultima generazione (quelle sulla foggia-troia per intenderci) hanno torri alte 80 metri a cui si aggiungono le pale di 80 metri di diametro per un?altezza totale di 120 metri (palazzo alto 40 piani). E? ovvio che un impianto del genere necessita di fondamenta in cemento armato molto profonde, ancor più profonde se installate su suoli poco stabili come quelli di tutto il subappennino. Allora un enorme sbancamento riempito di cemento. Inoltre le eliche arrivano intere e quindi giungono da noi su trasporti eccezionali scortati dalla polizia e richiedono, per giungere sul sito prescelto apposite vie d?accesso che penetrano su crinali che mai allora erano stati raggiunti da un automezzo, quindi dall?agricoltura o da costruzione edilizia, praticamente immacolati. Allo scempio degli sbancamenti per le fondamenta e per la costruzione di vie d?accesso si aggiunge il fatto che la corrente prodotta deve giungere attraverso tralicci e cavidotti prima ad una centrale di trasformazione (da continua ad alternata), costruita una per ogni gruppo di pale installate, ad una distanza intermedia, e poi sempre attraverso altri tralicci e cavi trasportata a diversi km di distanza dove viene immessa in rete, ovviamente questa non viene sfruttata direttamente dal comune più vicino perché deve essere tutta venduta con il famoso incentivo, il comune dovrà continuare a comprarsi la sua corrente dall?enel. Quindi quando un comune si promuove come energeticamente autosufficiente grazie alle pale eoliche sta dicendo una grossa bufala. Supposto che dopo tutto questo lavoro ed un certo numero di anni di funzionamento si decida di smantellare tutto, rimuovere le fondamenta in cemento armato diventa praticamente impossibile e nel frattempo le strade costruite avranno già consentito lo sfruttamento dei terreni con agricoltura intensiva ed abusi edilizi, cosa che è sistematicamente avvenuta sul gargano ogni volta che un ente ha realizzato una nuova strada o tratturo. Vorrei ora invece analizzare alcuni possibili scenari futuri. Ci sono in cantiere vari progetti di ricerca, ovviamente pochissimo finanziati, volti a sperimentare nuove fonti energetiche. Tra questi progetti molto promettenti sono la fusione fredda, il solare termodinamico, il bioetanolo da vegetali diversi dalla canna da zucchero e dalla barbabietola, ecc.. E? plausibile aspettarsi che i risultati sperati possano nel giro un decennio divenire realtà e quindi produrre energia ad un costo economico ed ambientale minore dell?eolico e delle fonti fossili. In tale evenienza il governo non avrebbe più interesse a incentivare l?uso di quelle fonti ed ecco dunque venir meno di colpo i guadagni per gli speculatori d?oggi. Queste ditte allora, per non farsi carico di alcun costo di smantellamento delle pale eoliche, di colpo falliranno e dunque lasceranno ai comuni ed alle generazioni future le pale che, prive di manutenzione, andranno via via deteriorandosi ed impediranno l?accesso alle zone interessate per questioni di incolumità pubblica. Per convincervi del fatto che questo rischio è reale vi informo che le ditte sono tenute per legge a stipulare delle fideiussioni, sappiamo bene quanto queste garanzie possano essere aggirate con le famose scatole cinesi (finanziarie fantasma), e quindi quanto sia poi difficile perseguire reati di natura economica.
Da questo quadro descritto si dovrebbe intuire quanto è complicata la materia e quanto la posta in gioco sia grossa. ALLORA L?EQUAZIONE AMBIENTALISTA = PERSONA CHE ACCETTA QUALCUNQUE TIPO DI FONTE RINNOVABILE ALTRIMENTI NON E? AMBIENTALISTA E? INACCETTABILE E MOSTRA IGNORANZA IN MATERIA AMBIENTALE. Allora che si fa ? Sempre a smentire coloro che ritengono gli ambientalisti dicano sempre e solo no, io proporrò un percorso possibile in italia, anche se da noi la situazione è troppo incancrenita per poter essere ripensata. I piani energetici dovrebbero pianificare lo sfruttamento di un mix di fonti energetiche, ognuna con una propria quota. esaurita la quota eolica l?imprenditore sarà dunque costretto a orientarsi su altre fonti come solare, biomasse, ecc.. Poi attualmente le ditte che speculano sull'eolico riconoscono miseri guadagni (royalty) ai comuni a fronte di decine e centinaia di pale installate nei loro territori. Se invece i comuni costituissero delle municipalizzate ad ok, potrebbero fare tutto in autonomia, accedendo ai finanziamenti e vendendosi la corrente ed i certificati verdi guadagnando 10 volte quanto loro offerto dagli speculatori e soprattutto installando 10 volte meno pale eoliche (bastano 1-2 max 10 pale). Inoltre questi piccoli parchi eolici non satureranno la quota da eolico imposta dal piano energetico e quindi garantiranno a molti comuni di investire in eolico su una piccola parte del proprio territorio, senza operare dunque grossi scempi ambientali. spero di essere stato sufficientemente chiaro, non certo esaustivo in quanto potrei, se qualcuno vorrà, offrire ulteriore spunti di riflessione. saluti antoniod |
| Alberto | |
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Antonio il tuo discorso mi ha appassionato enormemente.. mi dispiace averlo letto soltanto adesso ma putroppo motivi di studio mi hanno tenuto lontano dal vostro Forum. Prima di iniziare mi presento (anche perchè non l'ho fatto fino ad oggi.. mi scuso per questo).
Tempo fa.. un pò per curiosità.. un pò perchè da un pezzo seguo il Forum di Beppe Grillo.. ho deciso di iscrivermi al vostro Forum e sin dalle prime battute ho potuto apprezzare lo spessore delle argomentazioni apportate dai vari iscritti. Il motivo per cui sono interessato a questo argomento è duplice: da un dato cè l'attenzione nei confronti di un argomento che è di scottante attualità per il piccolo comune del sub.appennino nel quale vivo: Pietramontecorvino per la precisione, dall'altra la curiosità e la "sete di conoscenza" che l'Amministratore di un sito internet dedicato ad un piccolo comune toccato da tali problematiche non può non avere: il sito che amministro e che vi invito a visitare è www.pietraonline.it Quello che da amministratore ho scelto di fare è di non aprire un nuovo argomento nel mio sito (www.pietraonline.it) ma di cercare di far spostare i miei iscritti all'interno di questo interessante raccoglitore di idee qual'è il sito dei Grilli di Foggia e.. perchè no.. tentare anche di avviare una stretta collaborazione tra i due portali. L'obiettivo vuole essere quello di aggregarci e confluire in qualcosa di più importante di noi e non di isolarci nella marginalità che caratterizza un piccolo comune. Naturalmente questa "positiva aggregazione" non deve farci dimenticare chi siamo e da dove veniamo.. anche perchè sarebbe un grave errore.. in quanto il sub-appennino oggi come non mai ha bisogno di persone che ne riconoscano le elevate potenzialità e non che le occultino come è stato fatto fino ad oggi. Proprio ierisera ho preso parte ad un Consiglio Comunele all'interno del quale tra gli argomenti all'Odg c'era anche la presentazione alle associazioni dei cittadini e la successiva richiesta di parere favorevole o contrario su due progetti di "Parchi Eolici" da realizzare a ridosso del sito archeologico di Montecorvino (ai più conosciuto come "la sedia del diavolo" - visibile dalla S.S. Foggia-Campobasso all'altezza della MonteShell). Si tratta di quella enorme torre in stato di abbandono ma che da qualche anno ha visto crescere l'interesse della Facoltà di Beni Culturali dell'Università degli Studi di Foggia che non più tardi di una settimana fa ha presentato la prima bozza degli studi effettuati sul sito. Beh.. intorno a questo "SITO ARCHEOLOGICO" di importanza storica in quanto ha dato origine ai paesi di Pietra Motta e Volturino si vuole realizzare un parco eolico da complessive 16 pale che andrebbero a stravolgere completamente lo scenario paesaggistico di quell'area. Ascoltando i pareri delle varie associazioni ho capito che se da una parte alcune erano davvero ben informate e decise ad opporsi alla realizzazione di tale opera e che, da subito, hanno dimostrato fermezza di pensiero. Dall'altra parte ho visto che ci sono persone davvero male informate che si lasciano abbagliare come tu dicevi Antonio da pochi spiccioli e da promesse di posti e sistemazioni a figli e nipoti. Quello che io personalmente credo è che... chi dispone degli strumenti e della capacità adatte a reperire informazioni deve farlo e deve mettere quelle informazioni a disposizione di chi è direttamente interessato e che potrebbe diventare parte lesa. Tutto questo al fine di evitare quelle che in gergo economico si chiamano ASIMMETRIE INFORMATIVE che portano al FALLIMENTO DEL MERCATO in quanto la parte forte con POTERE CONTRATTUALE (i proprietari dei fondi - i comuni - la collettività) si ritroverebbero ad essere parte debole ed oggetto di sciacallaggio da parte di grandi Società speculatrici. Quello che ho deciso è quindi di impegnarmi personalmente nell'aiutare queste persone ad accrescere le loro informazioni in merito a questa problematica ecco perchè più di una volta vi ho esortati a propormi materiale utile a tale scopo.. ecco perchè sono felicissimo del tuo messaggio ricco di spunti caro Antonio.. ecco perchè utilizzero i messaggi scritti da te e da altri per prendere spunti ed avviare interessanti discussioni atte a sensibilizzare i cittadini del mio paese.. ecco perchè mi mobiliterò con tutte le mie forze per farsi che nel mio paese si ponga in essere un REFERENDUM POPOLARE volto a far realizzare la VOLONTA' POPOLARE ed evitare che decisioni prese da pochi gruppi "mal informati" e di "facili da convincere" anche con piccole somme.. possano contribuire ad aggravare lo scempio paesaggistico che ormai da anni caratterizza il nostro territorio. ORA BASTA... !!!!! Edited by Alberto on Mar 29, 2007 8:34 PM |
| Mauro | |
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Linee guida per eolico e paesaggio
In ministero dei beni culturali ha pubblicato le linee guida per l'inserimento degli impianti eolici nel paesaggio. Nelle 70 pagine della guida si parla della percezione sociale del paesaggio e di come dipingere i ventoloni per mimetizzarli. Il tutto ricade nell'applicazione dei principi sanciti dalla Convenzione Europea del Paesaggio. La regione Toscana aveva inserito, per esempio, il criterio della frequentazione per valutare l'impatto visivo di un parco eolico. Permettetemi di semplificare il concetto: mettere un impianto in un posto poco frequentato crea meno disagi che metterlo in uno dove regolarmente arriva un sacco di gente. In generale, vengono affrontati aspetti tecnici come la redazione delle mappe di visibilità degli impianti eolici e le tecniche per la fotografia di paesaggio. Tra i consigli, sembra che gli allineamenti siano percepiti meglio dell'ordine sparso. Sul colore sono possibili alcune variazioni del tono del bianco al fine di ridurne la brillantezza. Le indicazioni belghe suggeriscono, in ambito agricolo, di sfumare al verde la base del pilastro per garantire continuità con la linea di orizzonte. Il consiglio di coinvolgere le popolazioni locali nella discussione, fin dall'inizio, e' ben presente. Interessante il fatto che vari studi effettuati in Danimarca, nel Regno Unito, in Germania e nei Paesi Bassi dicano che le popolazioni rurali sono generalmente più favorevoli all'eolico di quelle urbane. La pubblicazione delle linee guida e' stata curata dal Politecnico di Milano. Linee guida per l'inserimento degli impianti eolici nel paesaggio su Governo.it |
| Mauro | |
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Coi mulini via le tasse!
![]() Alla scoperta dei piccoli Comuni che hanno scelto l'eolico per finanziare i propri progetti. C'è chi ha deciso di ospitare un parco eolico per pagarsi un impianto di teleriscaldamento da geotermia e chi vuole gli aerogeneratori per ristrutturare il proprio patrimonio storico. Oggi è il turno di chi coi mulini ci finanzia direttamente il proprio bilancio. Si tratta del Comune di Alberona, paese di bassa montagna in provincia di Foggia che conta 1250 abitanti. Lì, prima ancora che tutti i mulini siano in piedi, l'addizionale Irpef è già stata ufficialmente abolita e la mensa dell'Istituto Scolastico Comprensivo è già gratuita. Dal prossimo settembre, il bilancio comunale prevede anche un contributo di ?1000 per le famiglie dei bambini che si iscrivono per la prima volta all'Istituto Scolastico. Ad Alberona esiste un parco eolico di ben 60 turbine gestito dalla IVPC di Avellino, che versa al Comune ?150'000 all'anno. Ma il Comune ha deciso di far costruire un nuovo e molto più redditizio parco eolico che consterà di ulteriori 60 turbine e sarà gestito da tre società diverse - Fortore Energia, WWEH ed Energy - ognuna delle quali gestirà 20 pale. Ogni mulino a vento avrà una potenza di 2 MW, per un totale di 120 MW. Alberona ha spuntato dalle tre società condizioni interessanti: oltre alle royalties, le aziende dovranno sborsare un'una tantum di quasi ?1'250'000, mentre su base annuale dovranno versare ?10'000 per finanziare progetti ecologici e sociali. In pratica, il Comune si è assicurato un anno di royalties in più rispetto al tempo di effettivo funzionamento dell'impianto: le royalties annuali della nuova windfarm a regime ammonteranno infatti a ?1'200'000. Al momento, sono entrate in funzione 13 turbine (26 MW) per le quali il Comune ha già incassato ?260'000. L'amministrazione di Alberona ha anche vinto un contenzioso con la IVPC per il pagamento dell'ICI relativa al vecchio parco eolico sulle annualità 1999-2004: grazie a questa sentenza l'azienda avellinese dovrà corrispondere ben ?600'000 alle casse comunali. Quando il nuovo parco eolico sarà ultimato, il Comune rimborserà ai cittadini il canone fisso dell'Enel, abolirà la tassa sui rifiuti e soprattutto cancellerà quella che ultimamente sembra essere la tassa più odiata dagli italiani, ovvero la famigerata Imposta Comunale sugli Immobili. Non è finita: studenti e lavoratori pendolari potranno viaggiare gratis verso i luoghi di studio e di lavoro e l'amministrazione prevede anche di realizzare nuove infrastrutture a servizio della zona artigianale/industriale, di istituire una mensa gratuita per gli anziani e di costruire un centro diurno utilizzabile dai giovani e dagli over 65. Dulcis in fundo, verrà avviata una manutenzione straordinaria delle strade rurali. Non a caso, il sito ufficiale del Comune è tutto un pullulare di bandi di gara. Il sindaco di Alberona, Giambattista Forgione racconta: "Alberona è un paese che conta poco più di 1.200 abitanti, molti dei quali sono anziani. Gli introiti dell'eolico ci servono per migliorare la qualità della vita e continuare a favorire la nascita di nuove attività produttive e occupazionali, per fermare lo spopolamento e per convincere i nostri giovani a costruire qui il proprio futuro". L'ultima nota d'obbligo quando si parla di eolico è quella paesaggistica: sappiate che i mulini di Alberona non hanno spaventato il Touring Club Italiano, che ha insignito la ridente località del Subappennino dauno con la bandiera arancione, mentre l'ANCI ha inserito il Comune nel club dei "Borghi più belli d'Italia". Gli unici a dover temere la potenza energetica di Alberona sono semmai i Comuni vicini: difficile trovare in giro una concorrenza fiscale più aggressiva e, oltretutto, l'amministrazione alberonese ha anche statuito che sui parchi eolici ci potrà lavorare solo personale domiciliato nel Comune... benvenuti nell'era del protezionismo comunale!! |
| A former member | |
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Anche il comune di zapponeta sta lavorando ad un progetto simile (installazione di un'insediamento eolico), ma non so quali siano le intenzioni dell'amministrazione riguardo ai benefici da distribuire presso la cittadinanza...se ho qualche informazione in più dato che ho la possibilità di reperirne da fonti dirette, vi farò sapere...
ciao |
| Alberto | |
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Ho capito bene???
Primo parto eolico: royalty annue pari a 150.000 Euro. Secondo parco eolico: royalty annue pari a 1.200.000 Euro + 10.000 Euro per progetti ecologici e sociali + una tantum pari a 1.250.000 Euro. Cosa si intende per una tantum pari a 1.250.000 Euro ??? Edited by Alberto on May 27, 2007 12:03 PM |