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Rassegna Stampa

A former member
Posted Nov 3, 2007 2:30 AM
Post #: 54
Forse non sono stati i giudici a farli uscire, ma una stupida legge scritta e votata ad unanimità (tranne qualcuno) dal parlamento...i giudici non hanno deciso nulla... hanno solo ubbidito!!
LOCK
Posted Nov 4, 2007 12:34 PM
CLASS-ACTION
Ragusa, RG
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da LA GAZZETTA DEL MAZZOGIORNO




«La politica è poco attenta ai diritti dei consumatori»

A dichiararlo l'ex commissario europeo, Mario Monti, che critica la decisone della commissione Bilancio del Senato di escludere dalla legge Finanziaria la «class action», l'azione legale collettiva per il risarcimento dei danni. Lo stesso strumento all'estero si sia dimostrato decisivo per la tutela del libero mercato e dei consumatori

ROMA - Maggioranza e opposizione sembrano poco attente alla tutela dei consumatori: questo il parere dell'ex commissario europeo, Mario Monti, che critica la decisone della commissione Bilancio del Senato di escludere dalla legge Finanziaria la «class action», l'azione legale collettiva per il risarcimento dei danni. In un editoriale pubblicato da un quotidiano nazionale, l'economista sottolinea come la «class action» sia «un'innovazione che disturba interessi costrituiti dell'economia e della finanza». La decisione della commissione Bilancio, come lo scarso interesse mostrato dall'opposizione, secondo Monti, dimostrano che «nè gli uni nè gli altri devono aver considerato atto di intelligenza politica l'andare a testa bassa contro influenti corporazioni
(sic!) aliendandosele a vantaggio della parte opposta e, cioè, nel solo interesse dei cittadini».

Nel rilevare come lo strumento della «class action», all'estero si sia dimostrato decisivo per la tutela del libero mercato e dei consumatori, Monti auspica che le forze politiche adottino, comunque, l'azione collettiva.

«In Italia, se la legge Finanziaria non è ritenuta il veicolo appropriato - scrive l'economista - occorre che il Parlamento dia comunque un forte segnale di impegno prevedendo una scadenza vicina per concludere. Altrimenti - conclude - ci sarà un'ulteriore perdita di credibilità del sistema politico sui temi concreti e di interesse quotidiano per i cittadini».

4/11/2007




i corsivi sono nostri



Ma lo sa il nostro Mario Monti che la class action proposta in Finanziaria NON E' una class action VERA?

E lo sa il nostro Mario Monti che la class action ha dimostrato di funzionare, in Europa, là dove è stata importata su modello anglosassone e NON là dove invece, come in Francia, è stata promulgata all'europea?

Lo sa Mario Monti che in Francia dal '92, la class action "alla francese" è stata adoperata solo 5 volte? Ovvero 5 volte in 15 anni?? (vedi pag. 5 del documento linkato)


Se lo sa, allora è in cattiva fede. Se non lo sa, allora va informato!




LOCK
Posted Nov 4, 2007 8:45 PM
CLASS-ACTION
Ragusa, RG
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COMUNICATO UFFICIALE ALLE AGENZIE, in risposta alle disquisizioni dell'economista Monti.



Silvana
Posted Nov 9, 2007 10:32 PM
bradipattivista
San Giuliano Terme, PI
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non so come funzioni il gruppo rassegna stampa... ma vi quoto questo articolo sulla class action
8-11-2007
IL SOLE 24 ORE
IN PRIMO PIANO
Camera e Senato, class action a doppio binario
RIPRESA A MONTECITORIO Riparte l'esame sulla base del testo unificato. Oggi a Palazzo Madama l'Unione decide se includere una «cornice» nella manovra
Isabella Bufacchi
ROMA
Camera 1, Senato 0: nella partita "di ritorno" sulla class action, ieri la commissione Giustizia a Montecitorio ha adottato un testo base sull'azione collettiva risarcitoria, con due modifiche sostanziali al ddl Bersani, e ha iniziato una discussione preliminare sul provvedimento. Intanto a Palazzo Madama nella maggioranza sarebbe maturato «un accordo di massima» - appoggiato dal Governo - per introdurre in Finanziaria questa rivoluzionaria riforma dell'ordinamento giuridico: senza però specificare come.
Ieri sera Roberto Manzione, il senatore di Unione Democratica che assieme a Willer Bordon aveva depositato in commissione Bilancio un primo testo sulla class action, stava lavorando a una versione "riformulata" da presentare in Aula forse oggi stesso. Ma non è escluso che in extremis emergano al Senato soluzioni più "soft" per impegnare l'Esecutivo a procedere.
Intanto ieri è stata la Camera a iniziare i lavori su un nuovo provvedimento. Il relatore Alessandro Maran (Ulivo) ha proposto un testo base che modifica il ddl Bersani in due punti: 1) un allargamento della sfera dei soggetti legittimati ad avviare il procedimento, andando oltre le 16 associazioni come l'Adusbef riconosciute dal Cncu delle Attività produttive ma mantenendo la formula rigida a difesa di «consumatori e utenti»; 2) una forma di responsabilità aggravata e d'ufficio «per aver agito senza la normale prudenza» nell'ipotesi che una seconda azione collettiva risarcitoria sia respinta. «La commissione Giustizia Camera va avanti - ha detto Maran - ma il testo base potrà essere modificato. È un punto di partenza, il risultato delle discussioni nel corso delle nostre audizioni, per analizzare la norma in dettaglio».
La commissione Giustizia a Montecitorio si è rimessa in moto dopo oltre sette mesi di stasi. La partita "di andata" sulla class action infatti è stata vinta dal Senato: è stato il tentativo di emendamento alla Finanziaria, con un testo presentato in commissione Bilancio a Palazzo Madama la scorsa settimana da Manzione e Bordon, a riportare alla ribalta l'azione collettiva, che era finita nel dimenticatoio. Manzione ieri sera stava lavorando su un testo riformulato per accogliere la richiesta di estendere i soggetti legittimati oltre alle associazioni dei consumatori Cncu. In linea con quanto sta accadendo alla Camera. Anche se le associazioni finora escluse ieri hanno bocciato qualsiasi iniziativa che si limiti a mantenere la formulazione originaria del ddl Bersani in base alla quale sarebbero riconosciute solo le «associazioni rappresentative dei consumatori e degli utenti». Il Siti guidato da Domenico Bacci, che rappresenta gli interessi di 16mila "risparmiatori traditi", reclama a viva voce l'inserimento esplicito della categoria degli investitori. Altre associazioni, che si lamentano per essere rimaste escluse, hanno formato su iniziativa del Siti il «Coordinamento delle Associazioni di Tutela di interessi collettivi specifici»: un gruppo al quale aderiscono una ventina di associazioni tra le quali Greenpeace Italia, Wwf Italia, Legambiente, Comitato Sopravvissuti del Vajont, Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, Telefono Blu, Telefono Rosa, Telefono Azzurro, Aitf (Associazione Italiana Trapiantati di fegato Onlus) e da ultimo ieri anche la Federazione Italiana Antiracket-Antiusura che fa capo a Tano Grasso.

badi
Posted Nov 10, 2007 6:46 PM
user 4721747
La Spezia, SP
Post #: 116
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SONO DEL MEET UP DI LA SPEZIA VI PREGO DI LEGGERE QUESTO POST
http://beppegrillo.me...
Silvana
Posted Dec 15, 2007 8:44 AM
bradipattivista
San Giuliano Terme, PI
Post #: 792
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menocchio
Posted Jan 28, 2008 9:18 AM
user 5023489
Pisa, PI
Post #: 105
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Anche questo e' un bel colpo:
http://www.rainews24....

ciao
c.
Silvana
Posted Feb 28, 2008 9:26 PM
bradipattivista
San Giuliano Terme, PI
Post #: 1,194
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quoto dal circolo Agorà di Pisa che quota Infopal:
A Gaza ancora un raid israeliano. Uccisi tre bambini palestinesi, altri sei feriti mentre giocano a pallone sulla spiaggia. La versione ufficiale israeliana è vergognosa e inaccettabile
Nuovo raid aereo israeliano questa sera nella striscia di Gaza: uccisi 3 bimbi palestinesi e almeno una quindicina i feriti di cui 6 giovanissimi. Sono stati colpiti mentre stavano giocando in un improvvisato campo di calcio lungo la spiaggia, vicino a Jabaliya. Un portavoce militare israeliano ha confermato il raid aereo, affermando che "l'obiettivo dell'attacco era un gruppo di miliziani che si accingevano a sparare razzi sul territorio israeliano". Miliziani in un campo di calcio sulla spiaggia e dunque all'aperto? Gli israeliani adesso hanno paura che anche i palloni si trasformino in razzi? Le versioni ufficiali israeliane non reggono più alla prova dei fatti e i mass media italiani faranno bene a diffidarne piuttosto che riportarle come veline.

il Forum Palestina
www.forumpalestina.org Riceviamo da:



28-02-2008 Roma

Da: http://www.infopal.it...

Striscia di Gaza


Da ieri mattina all'alba, le forze israeliane hanno bombardato e massacrato 13 palestinesi e ne hanno feriti a decine.

Per rappresaglia, la resistenza palestinese, nel pomeriggio, ha lanciato decine di razzi artigianali contro Sderot, la colonia israeliana a ridosso del confine con la Striscia di Gaza. Una donna è morta e alcuni altri coloni sono rimasti feriti.

In serata, Israele ha bombardato un campo-giochi, cercando di colpire una piattaforma per il lancio di razzi, facendo a pezzi 3 bambini innocenti che stavano giocando a pallone. Molti altri sono rimasti feriti.

Questi sono i fatti nella loro sequenza cronologica e di causa-effetto.

Ebbene, il tg2 delle 20,30 ha aperto il servizio dalla Striscia di Gaza con un incredibile Pagliare inviato a...Gerusalemme, che raccontava dei 30 razzi della resistenza e poi del bombardamento israeliano, come fosse una risposta agli attacchi palestinesi, e non vice-versa. Ha pure aggiunto: "Anche da parte palestinese ci sono state vittime". Come? Anche da parte palestinese? Ma 13 morti ammazzati e decine di feriti meritano un'apertura di notizia, non una "concessione" a fine servizio. Inoltre, i fatti non si sono svolti secondo la sequenza da lui narrata, ma esattamente al contrario.

Ci chiediamo come sia possibile manipolare l'informazione in modo così volgare e in barba a qualsiasi codice deontologico professionale. Le notizie non sono lo spettacolo di veline o di "Grandi Fratelli": la regola delle 5W il Pagliara dove l'ha lasciata?

E' possibile che l'Ordine dei Giornalisti non intervenga a monitorare questo modo anti-etico di fare informazione?

La Redazione di Infopal.it


Sul sito potrete vedere la foto del neonato ?terrorista? palestinesi di Gaza (6 mesi) ucciso questa mattina, 28/2/2008, dai missili israeliani



Silvana
Posted May 13, 2008 2:01 AM
bradipattivista
San Giuliano Terme, PI
Post #: 1,400
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AL FIANCO DEL POPOLO PALESTINESE

CONTRO IL MILITARISMO BIPARTISAN

ED IL PROGETTO DEL 'GRANDE MEDIORIENTE'





Da 60 anni il popolo palestinese subisce le conseguente di vivere in un lembo di terra al centro degli interessi imperialistici occidentali.

Nel 1948 un bagno di sangue e la cacciata di oltre 800.000 palestinesi dalle loro case sanciscono la nascita di uno Stato che da 60 anni persegue il progetto della 'Grande Israele'.

Da quel giorno i palestinesi non hanno più avuto pace. Immutata negli anni la pressione politica, economica e militare contro un popolo ridotto a vivere oggi prigioniero nel 23% della propria terra, circondato da un impressionante muro e dall?embargo economico di USA e U.E.



Oggi il progetto del Grande Israele si sposa con quello del 'Grande Medio Oriente', perseguito con ferocia dall'amministrazione statunitense e coadiuvato dalle potenze europee.

La normalizzazione di un'area strategica del pianeta in funzione degli interessi occidentali passa attraverso la distruzione della resistenza dei popoli iracheno, libanese, siriano.

La resistenza dei palestinesi assume, tra queste, un valore simbolico e materiale di primaria importanza, che spiega l'incredibile concentrazione di forza usata costantemente contro di loro.



Ogni potenza contribuisce all?assedio israeliano contro i palestinesi

nelle forme che meglio si attagliano allo 'stile' delle varie diplomazie.



Il governo Prodi si è distinto per l'appoggio incondizionato allo Stato d'Israele, attraverso un vergognoso accordo militare, l'apertura di credito politica, economica e culturale ad un paese che quotidianamente si macchia dei peggiori crimini di guerra.

Il lucido progetto d'annientamento di un intero popolo, perseguito da Israele oramai alla luce del sole, è stato legittimato dal riconoscimento della 'ebraicità' di quello Stato, come dichiarato da Prodi nell'ultimo incontro con Ehud Olmert. I bombardieri israeliani che nel luglio - agosto 2006 hanno distrutto il Libano ed ucciso oltre 1.500 civili innocenti si rifornivano d?armi giunte dalla base USA di camp Darby, dal 1951 insediata in Toscana. La successiva presenza delle truppe italiane in Sud Libano - nelle reiterate dichiarazioni dell'ex Ministro degli Esteri D'Alema - assolvono al compito di proteggere i confini Nord d'Israele.



Una politica così smaccatamente filo israeliana, poco comprensibile agli occhi di un'opinione pubblica che quotidianamente assiste ai crimini dell?esercito israeliano, ha bisogno di una potente campagna propagandistica e ideologica . Ecco allora la nascita della 'Sinistra per Israele', il progressivo abbandono della causa palestinese da parte della cosiddetta 'sinistra radicale', le iniziative 'culturali' che vedono uno Stato criminale ospite 'd'onore' alla fiera del libro di Torino.



Nella nuova spartizione colonialista del Medio Oriente, utile per il controllo di aree strategiche, risorse e mercati d'armi, la cosiddetta 'azienda Italia' si è ritagliata, sulla pelle dei popoli mediorientali, un ruolo di primo ordine, attraverso l'occupazione militare, la vendita di armi (Finmeccanica), le imprese (ENI,) e le ONG 'progressiste'. Il 'peacekeeping', volto 'buono' della guerra, ipocritamente rappresentato come 'operazioni di pace'.



Il Movimento contro la guerra ha smascherato questa mistificazione, assumendo in pieno la parola d'ordine della SOLIDARIETÀ CON LA RESISTENZA DEL POPOLO PALESTINESE E DI TUTTI I POPOLI IN LOTTA CONTRO LE OCCUPAZIONI MILITARI.



La Rete nazionale Disarmiamoli!

www.disarmiamoli.org
Silvana
Posted May 13, 2008 2:01 AM
bradipattivista
San Giuliano Terme, PI
Post #: 1,401
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Vuota la Fiera per Israele, piena la piazza per la Palestina. Grande vittoria politica
Una manifestazione ampia e vivace ha attraversato le vie di Torino, a suggello della campagna Free Palestine di boicottaggio della Fiera del Libro 2008 e della sua infausta scelta di dedicare l'annuale edizione della kermesse allo stato di Israele come "ospite d'onore". La manifestazione, composta da delegazioni nazionali (da tutta Italia) e internazionali (Svizzera, Francia, Israele) ha mostrato in maniera molto chiara di sapere "da che parte stare": contro gli inchini ai poteri forti, con le ragioni di chi resiste al (neo)colonialismo di marca imperiale, ricordando che "non c'è nulla da celebrare" per uno stato criminale fondato sulla rimozione di un altro popolo e una pratica continua di pulizia etnica e regime istituzionalizzato di apartheid
L'Assemblea Free Palestine e il Forum palestina ritrngono di aver raggiunto i propri obiettivi nella misura in cui ha imposto un dibattito pubblico a livello nazionale sulle ragioni del boicottaggio contro quelle della resa. A conferma di un successo annunciato dall'intensità della polemica, l'inflessione pesante nel numero delle visite, già evidente nei giorni inaugurali, pesante in questo sabato-giorno clou della kermesse.

Il serpentone era aperto da una bandiera palestinese lunga dieci metri e larga quattro, sostenuta da una quindicina di persone. Tanti i partecipanti, un centinaio le organizzazioni che hanno aderito. Subito dopo il vessillo palestinese, uno striscione mostrava le immagini del conflitto israelo-palestinese, con scritto «Boicotta Israele, sostieni la Palestina». C'era anche una gigantografia con il rogo delle bandiere di Israele e degli Stati Uniti in piazza a Torino il 1° maggio e la frase «Israele non è un ospite d'onore».
Il corteo ha attraversato i quartieri popolari di San Salvario, Nizza Millefonti e Lingotto, riuscendo a comunicare le proprie ragioni con gli abitanti, nei giorni precedenti pesantemente spaventati da una campagna mediatica di isteria e terrorismo psicologico, mirante a descrivere una giornata di zone rosse, e scontri. Un'operazione non riuscita, grazie alla presenza degli abitanti del quartiere e di numerosi esercizi commerciali che hanno scelto di non aderire all'appello allarmista alla chiusura.
Alcuni di loro hanno addirittura voluto esprimere dal furgone del corteo il proprio dissenso alla cappa di paura imposta da media, politici e questura. Gli abitanti del quartiere invece di farsi intimorire dall'invito a rimanere barricati nelle proprie case, hanno accolto il corteo e l'hanno rimpolpato di persone, portando a 8000 le 5000 presenze iniziali.


Gli interventi di lungo tutto il corteo hanno ribadito le parole d'ordine della mobilitazione per un "2008 anno della Palestina". Dai microfoni hanno parlato i vari soggetti che hanno promosso la campagna e organizzato la manifestazione.
Oltre alla foltissima presenza di centri sociali antagonisti, organizzzazioni di solidarietà internazionale, sindacati di base e la comunità palestinese, significativa e molto apprezzata la presenza di Ebrei contro l'occupazione, che hanno accompagnato il corteo con interventi e testimonianze durante e alla fine del percorso.

Imponente la presenza delle forze dell'ordine: polizia, carabinieri e guardia di finanza che hanno letteralmente blindato con più di 1000 uomini, il perimetro del Lingotto Fiere, bloccando con vari reparti antisommossa tutte le vie di accesso ad un 'evento che continua a pretendersi "culturale" nonostante l'elmetto indossato.


La manifestazione si è infine conclusa dove aveva preteso di arrivare, a un centinaio di metri dall'ingresso del Salone, con una serie di interventi che hanno ricordato le ragioni - molto politiche - di un evento "culturale" e del suo boicottaggio. A Torino non c'era invece Fausto Bertinotti che proprio sabato avrebbe dovuto partecipare ad un convegno alla Fiera. Il leader di Rifondazione Comunista ha deciso di annullare l?appuntamento, considerando che già il 1 maggio era stato duramente contestato dagli organizzatori del corteo Free Palestine.


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