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The Grilletti Brussels Beppe Grillo Meetup Group Message Board
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Cari Grilletti,
Vi chiedo di voler prendere in seria considerazione l'iniziativa, di alcuni amici che ho personalmente conosciuto giu a Genova durante il raduno con Beppe Grillo, che riguarda la CLASS ACTION Questa iniziativa e' molto importante per tutti i cittadini. Per migliorare la comunicazione e il coordinamento Vi chiedo di iscriverVi sul RESET CLASS ACTION NATIONAL GROUP Come vedete nell'articolo (per ragioni di spazio lo posto in un secondo messaggio) non si discute dell'approvazione della Class Action, ormai imminente, ma dell'approvazione di una class action seria ed efficace, diversa da quella che vuole approvare il Governo, che riserva la facoltà di avviare la classe alle sole associazioni dei consumatori "di stato" e che costringe il cittadino ad avviare unanuova causa civile singola nel in caso di esito positivo della classe. Insomma sarà una Class Action inutile. Vi invito a firmare le petizioni e aiuta a far capire che la Class Action del Governo è inutile, occorre far approvare una delle seguenti proposte di legge: Pedica AC 1834 , Fabris AC 1330 , Poretti-Capezzone AC 1443 e Grillini AC 1882 o almeno una legge simile. andate anche sul sito www.antenneattive.org e vedrete l'intervento di Lorenzo, il mago della CLASS ACTION. sono a disposizione per ulteriori informazioni! Edited by LOCK on Mar 30, 2008 5:10 PM |
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Alcune considerazioni sull'urgenza e sull'improcrastinabilità dell'introduzione di questo strumento di tutela collettiva nell'ordinamento giudiziario italiano.
Attualmente "quando un rilevante numero di persone risulta danneggiato finanziariamente o fisicamente da un medesimo evento, il ricorso individuale alla giustizia condurrebbe all'instaurarsi di un grande e corrispondente numero di processi, con conseguente uso inefficiente delle risorse giudiziarie, spese processuali in alcuni casi improponibili per il singolo attore e sentenze anche tra loro contraddittorie per l'instaurarsi dei diversi processi in tribunali diversi."( Sen. Benvenuto ) Allo stato attuale la legislazione italiana prevede due diversi modus operandi uno in campo civile ed uno in quello penale. Nel civile in seguito all'approvazione del «codice del consumo» (decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206) una pluralità di cittadini può, al termine dell'iter processuale ( che per altro non prevede conciliazioni stragiudiziarie ) ottenere il riconoscimento formale della dannosità di un determinato prodotto, contratto ecc. Ma allo stesso tempo non può ottenere collettivamente un risarcimento per il danno subito. Quindi per esempio nel caso delle RCA auto i singoli cittadini dopo aver ottenuto, a seguito dell'interessamento delle authority, il riconoscimento della dannosità contrattuale a loro inflitta hanno dovuto adire a vie legali singolarmente. Quali sono i risultati di simili percorsi autonomi attualmente consentiti nel nostro ordinamento: 1° Le sentenze avvengono in tempi diversi. 2° Le sentenze sono tra loro contraddittorie. 3° Si viene a produrre il fenomeno noto come «floodgate»: ovvero il classico e dannosissimo congestionamento delle Corti. 4° Ed è il più importante: la disparità e lo squilibrio tra le parti in causa è una costante di ogni singolo procedimento che vedrà sempre il "cattivo" armato di tutto punto e la vittima indifesa ed economicamente impreparata a sostenere un simile confronto. Nel caso delle ricariche telefoniche attualmente oggetto di una dura battaglia condotta dal brillante e determinato studente partenopeo Andrea D'Ambra in collaborazione, tra gli altri, con Beppe Grillo, si sta per ottenere esattamente il medesimo risultato ( nella migliore delle ipotesi ). Proprio in questi giorni Andrea D'Ambra sul forum Report Rai 3 ci aggiorna sull'iter della sua battaglia: L'autore della petizione continua "ormai siamo ad 800mila firme raccolte dalla petizione sul sito www.aboliamoli.eu , 800mila persone chiedono che il costo di ricarica venga abolito perché non trova alcuna giustificazione e questo è stato sottolineato anche nel dossier redatto dalle due Authority a conclusione dell'indagine congiunta". "Vogliamo il rimborso di tutti i costi di ricarica sostenuti finora da noi consumatori e andremo fino in fondo su questa strada dopo l'abolizione di questa tangente con la quale gli operatori di telefonia mobile italiani hanno guadagnato 1,7 miliardi di Euro soltanto nell'ultimo anno" annuncia Andrea D'Ambra... Purtroppo quand'anche l'Authotity si pronunciasse favorevolmente, il rimborso (in questo caso dei costi di ricarica) non può avvenire. E questo per la semplice ragione che il nostro ordinamento giudiziario non lo prevede, se non tramite l'immissione nell'"arena" legale di decine di migliaia di processi singoli, con le conseguenze sopra elencate.. Invece in California, dove è operativo lo strumento class actions, la Yellow Cab Co (compagnia di taxi) aumentò le sue tariffe, modificando i tassametri, in violazione delle disposizioni amministrative. Un gran numero di passeggeri pagò un prezzo lievemente più alto di quello dovuto, consentendo alla compagnia di realizzare un beneficio enorme. Attraverso una class action introdotta in nome di tutti i consumatori danneggiati, la cui identificazione non era in quel caso possibile ( come nel caso dei costi di ricarica ), la Corte accolse la domanda adottando un criterio di fuid recovery: i taxisti furono condannati ad applicare una tariffa inferiore a quella normale fino a quando i loro profitti illeciti non fossero redistribuiti ai consumatori (caso Daar versus Yellow Cab Co). Il "nostro legale", durante un meetup a Firenze ci ha spiegato che attualmente esistono comunque strumenti utili alla soluzione positiva di un contenzioso di tal fatta... nel penale... Ma quanto dura "un penale" in Italia? E, può la nostra macchina giudiziaria, già totalmente ingolfata, reggere qualche altra decina di migliaia di singoli processi penali? L'impossibilità di ottenere giustizia rapida nel penale, l'impossibilità di una conciliazione stragiudiziaria data invece dalla class action, rendono non solo vana la speranza di farsi giustizia in questo o in quel processo, ma addirittura dannoso il tentativo di ricorrervi massivamente. Le statistiche dicono che i risultati ottenuti sono sempre gli stessi: ingolfamento cronico delle corti penali, sentenze pervenute "a babbo morto", sentenze sempre inadeguate ed ingiuste. Inoltre le sentenze pronunciate, per esempio, contro la società k in favore di Tizio o Caio, non serviranno a rendere giustizia a Sempronio che magari ha subito lo stesso reato ma non ha trovato il modo, l'occasione o il tempo per partecipare al medesimo processo che ha partorito tale sentenza. Invece nelle class action, a seguito del pronunciamento di una determinata sentenza per un determinato reato, il singolo cittadino che può dimostrare di aver subito tale reato ma che non ha partecipato al processo in oggetto, può associarsi a posteriori alla richiesta di risarcimento previa presentazione di documentazioni comprovanti la sua reale associabilità alla classe che ottenuto la sentenza in proprio favore. Inoltre un processo penale, proprio per le sue attuali ed inalienabili caratteristiche, non costituisce fattore di DETERRENZA. Una multinazionale che subisce un processo che dura vent'anni, praticamente non lo subisce ma lo fa subire. A chi? A tutti quei disgraziati, vittime o parenti delle vittime, che si sono costituiti parte offesa e che, spesso per decenni, hanno dovuto: 1- pagare spese legali esorbitanti, 2- pagare le proprie trasferte testimoniali nella sede giudiziaria del convenuto. 3- spendere il proprio tempo e quindi rinunciare alle relative possibili remunerazioni professionali nel corso di tutta la sconfinata procedura legale. E ancora, diamo un'occhiata agli organigrammi delle società che solitamente si rendono artefici di azioni penalmente perseguibili ai danni della collettività: esiste un direttore amministrativo, un direttore generale, un direttore tecnico e quindi un presidente. ........ segue .......... |
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Ma generalmente questi personaggi non sono, ripeto non sono, i proprietari della società. Il fatto che il direttore generale, quello tecnico o quello amministrativo, dopo venti o trenta anni di processo, possano venir condannati magari con la condizionale a due o tre anni di galera, ovviamente agli arresti domiciliari, è un costo sicuramente preventivato dagli inarrivabili e oziosi azionisti o proprietari della società stessa. In fondo, a parte le spese processuali ( il cui importo, generalmente, per una società di tal fatta è assolutamente risibile ) qual è il danno che tali proprietari-azionisti-possidenti dovranno subire? Praticamente NESSUNO. Invece con la class action e l'introduzione della conciliazione amichevole stragiudiziaria la proprietà effettiva della società oggetto d'accusa dovrà sborsare una somma cospicua di denaro alle vittime del reato da lei perpetrato. Quindi si tratterebbe in questo caso di una effettiva e repentina punizione della società rea e di un effettivo e repentino risarcimento della collettività che tale reato si è trovata a dover subire. Tutto ciò costituisce un poderoso fattore di deterrenza. Nell'ipotesi che altre società x-y-z avessero l'intenzione di perpetrare un danno alla collettività equiparabile a quello individuato come oggetto sanzionato ad una una prima società k tramite class action, tali società ci penseranno non una , non dieci ma cento volte prima di provare a mettere in atto il medesimo reato. Perché, pur con tutte le eccezioni ipotizzabili, la possibilità di nuove ed ulteriori cause risarcitorie vittoriose non sarebbe affatto improbabile. Invece pensiamo all'ipotesi di un processo classico, del tipo operai Montedison-versus-Montedison, Porto Marghera, oppure vittime della strage Linate 8 Ottobre-versus-Aeroporto di Linate Milano... Qui è bene precisarlo e ribadirlo: la giustizia non è stata assolutissimamente ottenuta, in questi casi come negli infiniti altri consimili. Le società coinvolte non hanno risentito minimamente delle sentenze. Economicamente non ne hanno tratto alcun nocumento. E per ciò che riguarda le altre società che magari hanno commesso o stanno commettendo reati consimili? Beh... possono dormire sonni tranquilli! Perché a loro dovrebbe andare peggio stando così le cose? In conclusione. Le battaglie come quella per esempio giustissima contro gli inceneritori, allo stato dell'arte, non possono che avere un esito decisamente incerto. Inoltre, vincere una singola battaglia non ci darebbe alcun vantaggio strumentale nell'affrontare le più che probabili future casistiche consimili: nuove forme di inquinamento, attualmente ignote o non approfondite scientificamente, nuovi sistemi di truffa ai danni della collettività, attualmente non ancora esperiti o compresi nella propria concreta gravità, ecc. ecc. ecc. Dotarsi di uno strumento jolly come la class action, capace di fungere da strumento di difesa e attacco collettivo in innumerevoli situazioni analoghe ma diverse tra loro, costituisce invece una priorità assoluta per tutti quanti noi. L'egoismo, l'ignoranza, l'indifferenza per i problemi altrui sono alla base della mancata partecipazione collettiva a cause come quella degli inceneritori. Ma l'egoismo, l'ignoranza e l'indifferenza sono fattori estirpabili nell'arco dei decenni, forse dei secoli e sono quindi fattori sostanzialmente inalienabili dalla nostra realtà sociale contemporanea. Prescindere da questa semplice seppur dolorosissima constatazione oggettiva, significa voler eludere i termini reali dei problemi che ci siamo imposti di risolvere. Le class action vengono invece incontro e partecipano di questa seppur non encomiabile caratteristica sociale. Le class action sono utili per tutti indistintamente. Sono utili per chi ha subito una micro truffa così come lo sono per chi ha subito magari un lutto grave in famiglia e possono quindi costituire elemento di coesione per gli uni e per gli altri. Inoltre sono assai appetibili per gli avvocati che non sono sempre "azionisti-ecologisti-volontari" |
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UN MILIONE DI DONNE AMERICANE SI RIBELLANO !!!
GIGANTESCA CLASS ACTION CONTRO WALL-MART !! Cenerentola scende in guerra contro il big business e lo fa tremare come i sindacati non sanno più fare. Si sono stancate e sono tante, quel milione e centomila Cenerentole sottopagate rispetto ai maschi, irrise, discriminate, che lavorano nel castello del più grande dei grandi magazzini del mondo, la Wal-Mart americana, mille e 92 ipernegozi in sei Paesi e 1 milione e 800 mila dipendenti, e non chiedono scarpine di cristallo, ma salari equi, promozioni e dignità. Soprattutto pretendono di non sentirsi più chiamare "bambola" dal direttore del negozio e di non essere più invitate "a farsi belle", se vogliono fare carriera. Ma fatti bello tu, rispondono le impiegate della Wal-Mart che hanno ottenuto ieri, nonostante la disperata difesa della controparte che gli aveva sparato contro ogni cavillo e tecnicalità escogitate dai suoi formidabili legali, il diritto di portare in tribunale questo datore di lavoro colossale che esse accusano di "sexual discrimination". Nel linguaggio della giurisprudenza americana, si chiama CLASS ACTION, un'azione legale avanzata da un gruppo di persone a nome di un'intera "classe" (curioso residuo di semantica marxiana) di presunti danneggiati. Di queste class action, di querele collettive, i tribunali americani traboccano, dai casi famosi dei fumatori contro le produttrici di sigarette alle più oscure e quotidiane azioni di abbonati contro società telefoniche, sovente chiuse con transazioni private. Ma il caso delle "Cenerentole contro Wal-Mart" è qualcosa di assai più imponente della solita causa intentata dai cacciatori di ambulanze. Lo è per le dimensioni dell'accusato, questa catena di mega empori nella quale un cliente potrebbe entrare neonato e uscire soltanto per la sepoltura, trovando dentro tutto, dalle culle ai farmaci, dal cibo al mobilio. Lo è per la quantità delle querelanti, quelle donne che formano il 60% del personale ma soltanto il 14% delle dirigenti. Respinte dall'amministratore delegato che si fa fotografare stravaccato su una poltrona a forma di scarpa da donna leopardata con tacchi a spillo. * Ebbene CARE AMICHE, questo è quello che POSSONO FARE le donne AMERICANE per i propri diritti e per la tutela della propria dignità professionale... LORO POSSONO VOI NO E questo perché negli USA, come del resto in quasi tutte le democrazie occidentali esiste la possibilità di adire vie legali tramite CLASS ACTION mentre in ITALIA ciò non è possibile!! Se volete combattere l'inquinamento (veramente), se volete tutelare (veramente) la vostra salute e quella dei vostri figli, se avete a cuore ( veramente) la vostra dignità professionale ed il ruolo che vi spetta di diritto in questa nostra società dei consumi, ecc. ecc. ecc. (veramente)... ebbene, se queste sono le vostre intenzioni, questi i vostri propositi, avete l'occasione di ottenere una clamorosa vittoria. Per la prima volta. Forse per l'ultima. In Commissione Giustizia sono attualmente in discussione numerosi progetti di legge che definiscono l'introduzione della CLASS ACTION nel nostro ordinamento. L'associazione Telefono Rosa e numerose Associazioni Esponenziali di Tutela degli Interessi Collettivi Specifici tra cui: - SITI Sindacato Italiano per la Tutela dell' Investimento e del risparmio - Comitato 8 Ottobre (Incidente di Linate) - Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada - Associazione Disastro Aereo Capo Gallo 06/08/05 - Telefono Blu Sos Consumatori - TELEFONO ANTIPLAGIO - GREENPEACE ITALIA tramite la seguente petizione, chiedono, reclamano, esigono che il Governo e la suddetta commissione promulghino realmente una legge per introdurre in Italia la CLASS ACTION. Chiedono, reclamano ed esigono che sia una legge ONESTA, COMPLETA e basata sul modello USA, capace cioè di garantire a TUTTI i cittadini l'acesso a questo potente e rivoluzionario strumento legale. Chiedono, reclamano ed esigono che sia una legge che non limiti l'accesso a tale strumento alle sole associazioni consumeristiche generaliste riconosciute dallo STATO. CHIEDONO, RECLAMANO ED ESIGONO tramite la seguente petizione: Petizione per una vera Class Action cartacea >>>> scaricare il testo, stampare e faxare alla Commissione Giustizia, al Ministro Bersani, ecc.. nota: -gli indirizzi sono presenti nel fax -spesso il link funziona al secondo o al terzo tentativo... insistete!! ______________________________________ Sottoscrivere anche la seguente petizione on-line per massimizzare l'effetto della nostra partecipazione e delle nostre sacrosante richieste, rendendolo visibile all'opinione pubblica e ai mass media!! Petizione "Approvazione della CLASS ACTION" on-line Promossa da Antonio Imperi (Italia Dei Valori) e mpsclientidelusi ______________________________________ DIVULGATE I LINK ALLE DUE PETIZIONI OVUNQUE SE VOLETE CHE PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA LA COLLETTIVITA' OTTENGA RISULTATI CONCRETI E REALI ______________________________________ *articolo di Vittorio Zucconi, La repubblica (8 febbraio 2007) testo completo ... i corsivi e i grassetti sono nostri |
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Questa settimana è decisiva per la legge sulle Class Action, perché sarà audito in Commissione Giustizia l'Organismo Unitario dell'Avvocatura (domani, Giovedì 15 Febbraio) ed il giorno seguente Venerdi' 16 Febbraio alle 9:30 e per tutta la giornata, a Roma presso la Camera dei Deputati si terrà un
Per questo evento, abbiamo organizzato le riprese video a cura del meetup di Roma. I testi dell'audizione del 15 in Commissione ed il materiale audio-video del congresso AGIT, saranno opportunamente divulgati. ______________________________________ Sul versante denunce e scandali vi segnalo l'importante questione degli OGM potenzialmente mutageni e la censura sugli studi specialistici operata dalle CORPORATIONS tramite i nostri più che proni dipendenti... ( a cura di Daniela Terrile/meetup Brussels )... la questione era già nota grazie alla Gabanelli, la novità è che ora stanno facendo sparire i documentari in tutta Europa... ...un caso da manuale per una futura gigantesca CLASS ACTION, quando e se otterremo la legge necessaria per poterla fare!! ______________________________________ Vi aggiorno inoltre sulle adesioni alle nostre petizioni: Petizione per una vera Class Action cartacea Promossa dalle Associazioni Esponenziali di Tutela degli Interessi Collettivi Specifici: - SITI Sindacato Italiano per la Tutela dell' Investimento e del risparmio - Comitato 8 Ottobre (Incidente di Linate) - Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada - Associazione Disastro Aereo Capo Gallo 06/08/05 - Telefono Blu Sos Consumatori - Telefono Rosa - Telefono Rosa Internazionale - TELEFONO ANTIPLAGIO - Associazione Cittadinanza Attiva - Salerno - GREENPEACE ITALIA - Azionariato Diffuso/Federisparmiatori/Comitato Risparmiatori e piccoli azionisti Bipop-Carire *** - Forum Tangobond *** Petizione "Approvazione della CLASS ACTION" on-line Promossa da Antonio Imperi (Italia Dei Valori) e mpsclientidelusi |
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http://www.antenneatt...
QUESTA SERA MARTEDI 27 FEBBRAIO ore 21.00 Antenneattive in collaborazione con il Gruppo 280 IL NAZIONALE Presenta: AudioConferenza sul tema Class Action Martedi 27 febbraio ore 21 IN DIRETTA STREAMING Ospite: Lock Lock, organizer del meetup Reset Class Action National Group, introdurrà il tema class action, promuovendo le petizioni per convertire in Legge le pdl attualmente in discussione presso la Commissione Giustizia del Parlamento Italiano. Potrete seguire in diretta con Tvants l'AudioConferenza e fare domande al nostro ospite postando commenti a questa pagina ed entrando direttamente in conferenza Skype. clicca qui per informazioni sulla ricezione della trasmissione e per sapere come intervenire in diretta http://criminology.me... Edited by User 3,397,316 on Feb 27, 2007 3:27 PM |
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se non si avrà class action, questo è quanto il nostro stato ci offre attualmente:
dal sito ADUC: Il magna-magna della conciliazione? e il cittadino paga per rinviare l'affermazione dei propri diritti! Dopo il danno, la beffa! L'Autorità garante per l'energia e per il gas ha deciso di stanziare fondi per 300.000 euro nel biennio 2007-2008 alle associazioni dei consumatori che si vorranno "formare" alla conciliazione con le aziende fornitrici dei servizi di somministrazione di energia elettrica e del gas. Da tempo denunciamo che la conciliazione è attualmente uno dei più aberranti ostacoli alla tutela dei diritti del consumatore, filtro che impedisce o ritarda di fatto la tutela giudiziale, travestito da volontà di ridurre il contenzioso e di consentire "l'amichevole" risoluzione delle controversie. Una ipocrisia che, nel campo della telefonia si è tradotta in un'estenuante attesa per poter finalmente interpellare la giustizia. Ricordiamo che i Corecom regionali hanno sedi per lo più centralizzate e che un cittadino di Cosenza, per esempio, invece di poter immediatamente adire il giudice di pace della sua città deve prima esperire l'odioso e spesso inutile, scoraggiante "tentativo obbligatorio di conciliazione" a Reggio Calabria!!! E non certo subito, deve attendere la sua "amichevole" gita per dei mesi!! Un diniego di giustizia! Consapevoli della estenuante fatica del consumatore, spesso le compagnie non si presentano, confidando che dopo un po' il consumatore medio si scoraggi e lasci perdere le questioni di principio. E ora? Non solo non è bastata l'esperienza fallimentare nel campo delle telefonia, si insiste! E si stanziano fondi per quelle associazioni di consumatori che si presteranno a questo triste gioco ai danni dei propri sostenitori! Noi non ci stiamo e denunciamo che ancora una volta, in nome di interessi altri dal consumatore, si sostengono baracche e procedure macchinose ai danni del cittadino, nonche' utili solo a far guadagnare qualche soldo alle associazioni che vi si presteranno. E' proprio il caso: dopo il danno, la beffa! Al consumatore tocca pure pagare per vedersi rinviare la domanda di giustizia alle calende greche. Claudia Moretti stanno addomesticando anche le nostre associazioni dei consumatori. e quindi consideriamo bene cosa succederà se la legge sulla class action dovesse passare nella versione del governo o peggio ancora non dovesse passare. meditate, gente, meditate. by nota: i grassetti dell'articolo sono nostri. |
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Aggiornamento urgente
Le audizioni informali dello scorso 22 Febbraio, inspiegabilmente annullate, sono state preannunciate sul sito della Camera. Speriamo sia la volta buona. Convocazione della II Commissione (Giustizia) Mercoledì 7 marzo 2007 Ore 8.45 AUDIZIONI INFORMALI Audizioni dei rappresentanti dell'Associazione Nazionale Magistrati e del Consiglio Nazionale Forense in relazione all'esame dei progetti di legge C. 1289 Maran ed abbinati, recanti l'introduzione dell'azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori. Ore 14 AUDIZIONI INFORMALI Audizioni dei rappresentanti dell'Associazione nazionale cooperative di consumatori, dell'Associazione per la tutela del credito e del risparmio, del Comitato risparmiatori e piccoli azionisti Bipop-Carire e di Italia Nostra, in relazione all'esame dei progetti di legge C. 1289 Maran ed abbinati, recanti l'introduzione dell'azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori. |
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message members of RESET Class Action National Group:
-------------------------------------- ragazzi, sabato pomeriggio c'è una riunione su skypecast molto importante. Lock ci aggiornerà su nuovi importantissimi sviluppi ed iniziative che ci vedranno coinvolti in prima persona a brevissimo giro. vi prego di esserci tutti, è il momento di agire. ricordate, la class action è la madre di tutte le nostre battaglie!!! baci. roberta |
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Ciao Daniela, Giov ore 21, ci sarà una skype cast "nazionale" idettagli li trovi pinnati sul board del meetup di Milano, ci sono indirizzi, ecc. A presto!
Sono felice di comunicarvi che ieri si è iscritto al Ed oggi, pochi minuti fa, si è unito a noi Andrea D'Ambra, Presidente di Sono certo che la nostra comune attività non potrà che trarre ulteriore giovamento da questa partecipazione diretta al Coordinamento. Resoconto dell'Audizione dei rappresentanti di Jacopo, nostro attivista, ci segnala, molto opportunamente, il punto 4.4. Il deposito cauzionale da parte del soggetto istante. Se l'introduzione di un meccanismo di aggregazione processuale può rendere economicamente conveniente l?accesso alla giustizia, tale effetto dovrebbe essere bilanciato da analoghi meccanismi che prevengano un accesso strumentale e pretestuoso. Si è constatato infatti che una delle ragioni dell'intasamento della giustizia italiana è il troppo agevole accesso sotto il profilo dei costi. Se non si pongono limiti di natura economica, è alto il rischio che le aule giudiziarie vengano inondate dalla instaurazione di giudizi di classe non necessariamente fondati, ma comunque destinati al vaglio di ammissibilità o di diniego dell'autorità giudiziaria. Si suggerisce pertanto di valutare attentamente l'opportunità di prevedere, in via obbligatoria, un deposito cauzionale da parte del soggetto istante che intenda avviare la causa collettiva. Tale requisito congiuntamente al meccanismo della responsabilità aggravata ex art. 96 codice di procedura civile può rappresentare un efficace strumento di dissuasione dalla instaurazione di cause meramente temerarie o palesemente infondate, destinate a incrementare il già pesante carico giudiziario che affligge il nostro ordinamento. Mi piace far notare che, al di la delle pretestuose attenzioni e inverosimili premure per lo stato della nostra Giustizia, l'unico intento di questo deposito forzoso obbligatorio è quello di ostacolare concretamente l'accesso a questo istituto legale. E' chiaro infatti che, un gruppo di cittadini che ha già perso una certa quantità di denaro a seguito di illeciti perpetrati da terzi non avrà certo interesse a rischiare ulteriori ammanchi economici fornendo un deposito cautelare prima dell'inizio di una causa, solo potenzialmente vittoriosa. Con le class actions intendiamo primariamente perseguire proprio l'obbiettivo di una maggiore accessibilità alla giustizia. Questo dispositivo cautelare (per le imprese convenute) renderebbe del tutto velleitario il nostro intento di caricare le spese processuali non sulle spalle della classe ma su quelle dei legali della classe, ovvero su quelle del convenuto, qualora risultasse sconfitto. NOTE:
A presto e buon lavoro, Lorenzo Promossa dalle Associazioni Esponenziali di Tutela degli Interessi Collettivi Specifici: - SITI Sindacato Italiano per la Tutela dell' Investimento e del risparmio - Comitato 8 Ottobre (Incidente di Linate) - Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada - Associazione Disastro Aereo Capo Gallo 06/08/05 - Telefono Blu Sos Consumatori - Telefono Rosa - Telefono Rosa Internazionale - TELEFONO ANTIPLAGIO - Associazione Cittadinanza Attiva - Salerno - GREENPEACE ITALIA - Azionariato Diffuso/Federisparmiatori/Comitato Risparmiatori e piccoli azionisti Bipop-Carire - Forum Tangobond Petizione "Approvazione della CLASS ACTION" on-line Promossa da Antonio Imperi (Italia Dei Valori) e mpsclientidelusi Edited by LOCK on Mar 7, 2007 9:36 PM |