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.... no, criticare tutto a priori no, ma bisogna rimanere vigili, questo sempre. Più passa il tempo e più mi rendo conto che gli unici custodi delle nostre radici culturali millenarie, sono i cittadini, non tutti certo, alcuni di noi, quelli che trovano il tempo per esempio per aprire siti come sassikult.it (e lo dico senza retorica) o che semplicemente, lasciano tutto e iniziano a studiare il proprio passato, dato che nelle scuole, anche quelle basse (elementari e medie), non si usava studiare la propria città. Allora rimaniamo vigili, sempre. Condivido le riflessioni di tR sulla necessità di climatizzare queli ambienti e sulla situazione igenico-sanitaria. Anche se dipende da vari fattori, l'esposizione al sole, la tipologia originale (cantina, casa, fondo..) alla fine il tufo è tufo ossia calcarenite, e la sua porosità lascia poco scampo all'umidità. Già immagino il mega impianto di climatizzazione e deumidifacazione che sarà stato scelto, mi auguro che sia nascosto, quanto meno. A Firenze Michelangelo, la concezione del "sistema culturale cittadino" appare molto differente rispetto a quella materana, qui la sensazione è che ci sia all'eccesso quella consapevolezza di essere un contenitore culturale eccellente, una consapevolezza che a Matera deve ancora arrivare. Dico all'eccesso perché tutto è un pò fermo al concetto di "cultura del rinascimento", ma guai e dico guai a toccargli le loro "risorse culturali". Se si avesse un decimo di questa consapevolezza, fra le istituzioni prima di tutto e fra la gente, non dovremmo preoccuparci più di cosa "appare" nei Sassi, di cosa viene "trasformato" nei Sassi e noi vivremmo un attimino più tranguilli. benvengano queste discussioni (anche fuori dal web), lavoriamo per far crescere questo valore fra le persone, fino ad allora... occhi bene aperti! Dk Edited by domeniko on Sep 21, 2007 7:46 PM |
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Un elefante in una cristalleria...
![]() Ma dove siamo? Cosa devono fare con un mezzo del genere? Devono scavare una trincea? Devono sbancare una montagna? ![]() Epperbacco tR |
| domeniko | |
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forse è una nuova scultura per il musma?
![]() questi artisti contemporanei... |
| concioCAD | |
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ti ricordi quei file, da te postati se non ricordo male, relativi alla rivista "Matera Città sotterranea"? penso tu lo abbia fatto per favorire la diffusione delle notizie; pensi che un lavoro pagato dalla comunità per il bene della comunità non possa essere messo in rete sul sito comunale? pensi che 250 copie gratuite (o anche più) siano paragonabili alla forza ed alla diffusione dello stesso documento in rete?
non mi pare di aver dato giudizi quanto piuttosto aver segnalato una assenza, a cui l'UNESCO non può dare risposte, non è deputato a farlo: è la città che deve dotarsi di strumenti efficaci per garantire e promuovere la tutela: la discussione che ho cercato ed ho innescato non condanna nessuno, sia chiaro, vuol essere uno stimolo alla scarsa operatività locale; hai mai visto tavole tecniche, sulle alterazioni, sul degrado fisiologico o patologico della calcarenite, dei materiali rigidi e porosi tipici materani, a cui riferirti durante le considerazioni ed i tuoi studi/lavori relativamente ai Sassi? sai, a Bressanone, intorno al 1995 fu presentato un lavoro commissionato dalla soprintendenza di Matera al Prof. Giorgio Torraca che illustrava le alterazioni della calcarenite sottoposta a cicli di invecchiamento: il confronto riguardava le applicazioni di materiali "tradizionali" rispetto a prodotti moderni (provenienti da studi fisico-chimici): tu ne sai niente di quello studio? se fosse stato pubblicato, oltre che sugli atti del relativo convegno, anche in forma di estratto e reso disponibile alla cittadinanza? il livello di conoscenza di questi aspetti della materia sarebbe cresciuto? e con esso la consapevolezza dell'uso di provvedimenti appropriati e corretti. (a pensarci bene, forse in qualche anfratto della soprintendenza lo studio è conservato: gli atti dei convegni di Bressanone non so in zona dove potrebbero consultarsi, sicuramente nella biblioteca dell'ICCROM, nel palazzo del San Michele a Roma, l'ingresso è dalla parte opposta rispetto alla piazza di Porta Portese: vi trovi anche dattiloscritti e ricerche mai pubblicate di coloro che hanno frequentato i corsi dell'ICCROM e ICOMOS e riguardano casi ed esempi in tutto il mondo) Ed invece oggi, sarai d'accordo, le tessiture murarie si scuciono e ricuciono in un continuo rappezzo, che snatura l'autenticità dei luoghi senza fornire però, risposte ai diversi stati di alterazione e degrado tipici materani. La struttura organizzativa ed operativa dell'UNESCO (fra ICCROM ed ICOMOS) non può certo fornire una accurata catalogazione del sistema urbano dei rioni Sassi, le loro differenze tipologiche (e gli opportuni e più appropriati rimedi per cui ti eri posto il problema qualche intervento fa) derivate da una serie di condizioni al contorno differenti: per il rione Pianelle è un discorso, per la Civita è un altro, per il rione degli Schiavoni e Casalnuovo un altro ancora e così via. Volevo sottolineare questo aspetto e se ben ricordi ho parlato anche di tutela di alcuni segni nei sassi così particolari da richiedere rilievi, studi e catalogazione secondo le metodiche della "archeologia verticale"; ed anche qui: UNESCO oppure no, al fine di una tutela moderna e consapevole, è importante? I balconi vengono fuori, le malizie scompaiono, le volte "figurine" vengono incappucciate all'estradosso da resine armate e scorticate all'intradosso per creare l'effetto rustico, l'intonaco viene demonizzato mentre le spazzolature energiche preferite, le capriate perdono il monaco, le volte rinfianchi e frenelli, i tetti tegole ed elementi fittili. Lo hai mai visto il manuale di Città di Castello o quello di Roma? ti sembrano strumenti paragonabili a quello del recupero dei Sassi di Matera? E francamente non so nemmeno se Manuali e codici possano davvero servire: per certo so che siamo indietro, molto indietro prima nella conoscenza poi nel dibattito. La struttura dell'Ufficio Sassi aveva prioritariamente questo compito: la diffusione della conoscenza relativamente ai Sassi e la catalogazione. A parte un CD con le norme, le procedure, i regolamenti e le suddivisioni in ambiti ed UMI hai mai visto una serie di documenti tecnici a base storica in grado di chiarirti gli antichi processi edilizi dei Sassi. Hai mai provato a chiedere al grande Ufficio a cosa serve rimuovere i rinfianchi sostituendoli con le resine armate? a niente ti rispondo io: a spendere i soldi della 771 utilizzando un materiale elastico al fianco di uno rigido e poroso, inefficace ed invasivo: ed è solo un esempio. Qwerty, non parliamo dell'UNESCO più di tanto e lasciamo le definizioni altisonanti li dove sono e per le quali sono state create. Nel guardare le foto di tR io non ci vedo l'UNESCO, vedo un patrimonio lacero che ha bisogno di cure, di responsabilità e senso critico. a presto cC |
| A former member | |
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Non mi va di trasformare questo spazio in una discussione a due su quello che si è fatto e che non si è fatto.
Voglio solo precisare che: 1) il manuale del recupero dei Sassi ha il copyright della Electa, e non vedo proprio come il Comune possa metterlo in rete. Il manuale del recupero di Roma e quello di Città di Castello li conosco benissimo, sono andato a comprarmeli in libreria per interesse professionale, non li ho mai trovati pubblicati in rete nè me li hanno dati gratis i comuni che li hanno pubblicati. Ritengo siano due manuali vecchi, seppur fatti molto bene, redatti in modo obsoleto che analizzano gli elementi costruttivi e di finitura degli edifici, ingessando in una griglia di casi compatibili le soluzioni progettuali. Una sorta di rapido prontuario d'intervento per accorti capicantiere, meglio se diplomati. Il manuale di Restucci è volutamente diverso, descrive un percorso progettuale che inizia con l'analisi urbana e, passando attraverso le modalità di reperimento di fonti storiche e le indagini documentarie, descrive le tecniche e gli attrezzi utilizzati per costruire; raccoglie dalla voce dei mastri muratori le modalità di esecuzione di particolari elementi architettonici, trasmessi per tradizione orale; prende in esame gli elementi costruttivi e di finitura che, attraverso l'uso della fotografia e non del disegno, non sono mai estrapolati dal loro contesto originario; si pone problematiche relative al decoro e all'arredo urbano e all'illuminazione notturna; definisce le linee guida di come si dovrebbe affrontare il processo progettuale; fino a spingersi ad ipotizzare le procedure per l'informatizzazione dell'intero e complesso processo di recupero.(Ovviamente come era possibile nel 1998) Si chiude con una bibliografia ragionata che non indica le fonti su cui è stato elaborato il manuale, ma delinea un percorso culturale funzionale alla storia del patrimonio urbano e alle problematiche del recupero. E' poi compito del progettista elaborare soluzioni; stà alla sua sensibilità calibrare gli interventi, studiare metodologie innovative, proporre materiali e tecniche che risolvano casi anomali, perchè la tecnica edilizia è in continua evoluzione e quello che oggi è ritenuto valido fra 5 o 10 anni può essere stato migliorato ulteriormente, o aver dimostrato tutta la sua inadeguatezza. La responsabilità del comune è certamente quella di non averne proposto un aggiornamento o un ampliamento, ma se i tecnici che operano nei Sassi non lo utilizzano è solo per loro indolenza personale. Sorvolo sugli studi del Prof. Torraca, perchè mi risulta che non siano stati mai ultimati per insufficienza di finanziamenti, quindi non vedo come possano essere pubblicati. La struttura dell'Ufficio Sassi aveva prioritariamente questo compito: la diffusione della conoscenza relativamente ai Sassi e la catalogazione. A parte un CD con le norme, le procedure, i regolamenti e le suddivisioni in ambiti ed UMI hai mai visto una serie di documenti tecnici a base storica in grado di chiarirti gli antichi processi edilizi dei Sassi. 2) Mi sento ridicolo a fare l'avvocato del diavolo dell'Ufficio Sassi, ma l'informazione che dai non è esatta, l'ufficio è stato costituito per le finalità prevista dalla legge, elaborare e portare a compimento i due programmi biennali di attuazione previsti per gli anni 1986-87 e 1988-89, sotto il coordinamento e la guida del gruppo di progettisti che avevano "vinto" il concorso del 74. Non sarebbe potuto essere diversamente visto che, come stabilito dalla legge 771/, l'ufficio si compone di 2 architetti e 2 ingegneri, 4 geometri e 4 geometri disegnatori, 1 consulente legale, 1 segretaria dattilografa. Era una struttura puramente tecnica a supporto del gruppo capeggiato dal professor Giura Longo, simile alla composizione della cooperativa che, sul finire degli anni '70, aveva supportato il medesimo gruppo di progettisti nella definizione dei piani di recupero previsti dalla legge che istituiva il concorso internazionale. Non è previsto un archeologo, nè uno storico dell'arte, nè un esperto di archivistica e catalogazione ma, quel che è peggio, è che per il personale tecnico designato non era richiesto alcun attestato di competenza in restauro, e non è stato mai organizzato il sia pur minimo corso di formazione professionale volto a quella specializzazione. Grazie alle consuete logiche lottizzatorie politiche l'ufficio in questione è nato con due architetti neo laureati, un ingengere idraulico e uno strutturista del cemento armato e otto geometri la cui età media non superava i 25 anni e che, nel migliore dei casi, avevano fatto gli assistenti di cantiere o i contabili per qualche impresa impegnata a costruire cooperative. Costoro si sono ritrovati a dover gestire un patrimonio inestimabile, e alcuni di loro non avevano neanche la più pallida idea di che cosa fossero i Sassi. Il tutto, poi, lavorando in una stato di assoluta precarietà, con rinnovi di contratto che, in alcuni casi, venivano concessi di mese in mese. |
| A former member | |
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3) Hai mai provato a chiedere ad un esimio architetto, ingegnere o geometra direttore dei lavori di cantieri di privati, per quale cavolo di motivo fa utilizzare questi materiali, in cantiere, dall'impresa edile? Gli hai mai chiesto se ha mai sfogliato (non letto ... sfogliato), almeno una volta nella sua carriera professionale, i manuali che abbiamo citato? Se la conoscenza che ne ha va oltre la citazione del titolo e dell'autore? La realta è che se da un lato (comune - soprintendenza) mancano i controlli dall'altro (progettisti ed esecutori) c'è una diffusa disattenzione (è un eufemismo) verso la qualità degli interventi e, ancora una volta, l'operazione di recupero è intesa come opportunità per lucrare sui finanziamenti disponibili e farsi la casa con un consistente contributo statale. E vivaddio se il recupero del patrimonio storicoediliziomonumentaleurbanisticoarc Credimi, lo so per certo, fra il 1992 e il 2000 il comune ha erogato ben 18,5 milioni di euro in contributi a privati per il recupero di edifici, oltre il 40 delle risorse economiche realmente messe a disposizione dalla 771/86 (sui 100 miliardi, 8erano erano destinati al provveditorato e 5 a pagare studi, progetti, indagini ecc.) una messe non indifferente che ha fatto lavorare studi professionali, imprese edili, artigiani e venditori di materiali da costruzione; essi hanno altrettante responsabilità, quante ne hanno comune e soprintendenza, se come dici tu... ...Nel guardare le foto di tR io non ci vedo l'UNESCO, vedo un patrimonio lacero che ha bisogno di cure, di responsabilità e senso critico. Per ultimo voglio ribadire che se non si cambia la consapevolezza che noi abbiamo nei confronti di questo nostro patrimonio non riusciremo mai ad approcciare in modo corretto le tematiche del recupero - restauro - riuso; se la dichiarazione del valore universale dei "Sassi e del Parco delle Chiese Rupestri di Matera" che l'UNESCO ha accettato è percepita come "definizione altisonante" allora siamo sulla strada sbagliata; deve essere invece percepita come profonda consapevolezza, in grado di guidarci nell'approccio rispettoso e ammirato alla conservazione ci quello che ci è stato tramandato e che dobbiamo termandare a chi verrà dopo di noi. Scusatemi per la lunghezza di questi miei interventi, ma è un tema a cui tengo molto, troppo, e mi sento abbastanza coinvolto. Saluti a tutti. Edited by User 3,836,258 on Sep 22, 2007 11:02 AM |
| temparossa | |
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Non è previsto un archeologo, nè uno storico dell'arte, nè un esperto di archivistica e catalogazione ma, quel che è peggio, è che per il personale tecnico designato non era richiesto alcun attestato di competenza in restauro, e non è stato mai organizzato il sia pur minimo corso di formazione professionale volto a quella specializzazione. Per ultimo voglio ribadire che se non si cambia la consapevolezza che noi abbiamo nei confronti di questo nostro patrimonio non riusciremo mai ad approcciare in modo corretto le tematiche del recupero - restauro - riuso; se la dichiarazione del valore universale dei "Sassi e del Parco delle Chiese Rupestri di Matera" che l'UNESCO ha accettato è percepita come "definizione altisonante" allora siamo sulla strada sbagliata; deve essere invece percepita come profonda consapevolezza, in grado di guidarci nell'approccio rispettoso e ammirato alla conservazione ci quello che ci è stato tramandato e che dobbiamo termandare a chi verrà dopo di noi. I tuoi interventi sono sempre mooooolto graditi, come quelli di concioCAD e di tutti quelli che intervengono su questi temi, perchè aiutano a chiarire aspetti interessantissimi e creano maggiore sensibilità sul delicato problema del recupero/restauro. Con immenso piacere tR |
| domeniko | |
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Mi piace questo thread anche se a volte esce dal tema principale per avviare dibattiti, è bello proprio per questo.
Non vedo negli interventi, nessuna reale intenzione di "scontro" a muso duro, se non per esclusivi fini dialettici e di comprensione reciproca. Personalmente sono molto colpito (piacevolmente) dal livello della discussione raggiunto in questo thread e anche io spero che si continui a discuterne tra tutti noi. Grazie a Qwerty, concioCad, temparossa, Michelangelo, pericle e tutti quelli che sono intervenuti. |
| concioCAD | |
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grande Qwerty, guarda che dibattito si sta sviluppando e quante informazioni si stanno divulgando.
quello che oggi manca, è proprio questo. Grazie a te oggi abbiamo pareri sui manuali del recupero, di questo o di quel centro antico (o storico) e sul fatto che esistono e possono anche ingessare la tutela, in una griglia di casi compatibili. Viene fuori che l'ufficio Sassi, giustamente come da te affermato, non è una struttura in grado di produrre qualità ma solo gestire un po' di burocrazia (sintetizzo così). Viene fuori che non sono parole altisonanti bensì concetti che esprimono una realtà "culturale" complessa, controversa ed in evoluzione continua e per questo particolarmente affascinante e meritevole di tutele particolari e differenziate (restauro - recupero - riuso). Sono passati vent'anni (o poco più dalla 771), quarant'anni dal primo concorso o almeno dal bando del Concorso Internazionale, più di cinquant'anni dalle leggi sullo sfollamento, più di un secolo dal viaggio di Zanardelli in Basilicata (e Matera). E' ora di prenderne atto e di dare nuove risposte ... niente di personale, per carità, è solo un modo per stimolare la circolazione delle idee ... e mi sembra che di informazioni, oltre ai pareri, ne stanno venendo fuori: le impacchettiamo, fra un po', e le trasmettiamo all'assessore competente, che credo abbia bisogno di ripensare alla qualità della tutela in questa città, mettendo in campo forze e strumenti nuovi. a presto, sempre con interesse e piacere ... ed un pizzico di polemica stimolante! concioC PS: non sono d'accordo sull'analisi dei manuali del recupero: spero che altri esprimano nuovi pareri. Per la questione copyright dell'Electa hai ragione: ma se il Comune ha pagato uno studio a dei professionisti, questo studio è della comunità e, se fosse stato consegnato nelle mani del comune, ritengo sia giusto che fosse messo a disposizione di tutti invece che giacere in chissà quale cassetto, così come si fa per uno strumento urbanistico o per le stesse recenti Previsioni Generali di Recupero (alias terzo piano biennale) disponibili sul sito del comune. |
| A former member | |
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Caro ConcioCad,
Ti quoto pienamente, e ringrazio te e tutti i partecipanti. QW |