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"Sassi Parlanti" Meetup di Matera di Beppe Grillo Message Board › Piano Casa e la legge regionale
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La Regione Basilicata vara la legge sul rilancio dell’attività edilizia e la rendita speculativa si prepara a cementificare il territorio.
In agosto è stata pubblicata sul bollettino regionale la legge n. 25 in tema di “misure urgenti e straordinarie volte al rilancio dell’economia e alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente”. La nostra regione, come del resto molte altre del Bel Paese, ha tenuto fede ai patti sottoscritti con il governo centrale sul cosiddetto “piano casa”. E questo dopo aver fatto finta di protestare contro il Governo nazionale accusandolo di voler distruggere il territorio e le città, favorendo la speculazione edilizia e, soprattutto, rivendicando l’autonomia regionale a legiferare in materia di governo del territorio. Molti ricorderanno le minacce dei presidenti delle regioni di bloccare l’iniziativa governativa. A leggere il testo pubblicato, pensiamo che la nostra regione non poteva fare di peggio. Il testo base approvato a giugno dalla Giunta in qualche modo sembrava limitare i danni. Il testo definitivo contenuto nella legge raccoglie e soddisfa il peggio delle istanze speculative. Dai piccoli ampliamenti su edifici “uni e bi” familiari si passa a veri e propri nuovi programmi di espansione edilizia in deroga ai piani regolatori, attraverso lo strumento dell’accordo di programma (articolo 4). Per poi arrivare all’articolo 5 della legge “interventi straordinari di riuso del patrimonio esistente” . Si tratta di un vero e proprio colpo di mano. “La Regione Basilicata - si legge nell’articolato - promuove iniziative di riuso e recupero del patrimonio edilizio esistente. A tal fine consente interventi straordinari, in deroga agli strumenti urbanistici vigenti, di riutilizzo a fini volumetrici di superfici coperte e libere dei piani terra di edifici esistenti, per le seguenti destinazioni d’uso a garage, alloggi sociali e alloggi per persone handicappate, nuove unità immobiliari”. Il vero scandalo lo si avverte al punto 3 dell’art. 5, dove la regione consente, in forma generalizzata, i mutamenti di destinazione d’uso di immobili subordinandoli solo alla disponibilità di spazi da dedicare a parcheggi. Ebbene, per accedere a queste agevolazioni, a differenza di altre opportunità offerte dalla legge regionale, non viene richiesto alcun requisito particolare, del tipo certificazione energetica o rispetto delle norme per le costruzioni in zona sismica, e nessun onere economico (altro che condono edilizio!). Cosa abbia a che fare tutto questo con la crisi e il rilancio dell’economia, qualcuno prima o poi dovrà spiegarlo. Secondo la legge regionale gli oneri di costruzione possono essere ridotti dai comuni. Con semplice deliberazione consiliare è possibile derogare alla legge dello Stato. Si potrà così risparmiare sul contributo costo di costruzione e oneri di urbanizzazione (primaria e secondaria). E’ certo che la legge regionale incontri molti consensi negli speculatori e in particolare in alcune categorie di piccoli proprietari, ciò non toglie che a nostro giudizio si tratta di un provvedimento carico di ipocrisie, devastante per il territorio e inutile ai fini della ripresa economica. Si continua a premiare la rendita e i soliti furbi. Francamente ci si aspettava ben altro dal governo regionale di centro sinistra. A questo punto non resta che attendere il regolamento urbanistico che con molta probabilità si tradurrà in una variante generale all’attuale regime dei suoli, trasformando molte micro aree verdi, e non solo, in aree edificabili. Una ulteriore occasione per cementificare e peggiorare lo stato di salute della nostra città e del suo territorio. Altra cosa è il diritto alla casa, altra cosa è l’edilizia economica e popolare di iniziativa pubblica cui la città ha bisogno. |
| mimo | |
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Risposta all’assessore Santochirico in merito all’approvazione della legge regionale sul cosiddetto Piano casa.
La legge regionale è abbastanza chiara in tutti i suoi punti ed è di facile comprensione, c’è poco da spiegare o da interpretare. Con l’approvazione del provvedimento, non solo si anticipa una legge quadro che ancora non è stata emanata dal Parlamento, emerge in modo chiaro e senza equivoci lo spirito e il carattere bipartisan in tema edilizio. L’articolo 4 è di semplice lettura, i programmi integrati, a differenza di quello che afferma l’assessore, non riguardano solo la riqualificazione urbana. L’esperienza urbanistica dell’ ultimo decennio ha ampiamente dimostrato che questo tipo di strumento ha determinato solo ed esclusivamente nuova espansione urbana. Se qualcuno pensa, per fare un esempio nella nostra città, che questo aiuti a riqualificare, nel senso civile e nobile del termine, quartieri degradati come quello di Piccianello - San Pardo o Cappuccini , è pura illusione . La rendita privata non fa sconti a nessuno. Tranne qualche rarissima eccezione, non sempre si muove (per non dire mai) con la logica del bene comune e del giusto guadagno. Esempi nella nostra città non mancano, dal fenomeno di degenerazione delle cooperative edilizie, ai piani di lottizzazione di iniziativa privata, dal il centro direzionale alla zona 33, per non parlare delle aree destinate a attrezzature collettive (qui l’elenco sarebbe lunghissimo e il nostro assessore non può fare finta di non conoscere). E’ probabile, parlando della nostra città, che i privati avanzino proposte a loro convenienti su nuove aree di espansione, vedi contrada san Francesco e Scattolino, o su aree industriali dismesse, come la ex Barilla o ex mulino Alvino, proponendo trasformazioni a loro dire equilibrate, magari trasformando i VOLUMI industriali in nuovi insediamenti residenziali. In passato ho più volte ricordato gli esiti tutt’altro che edificanti della Variante al Piano Regolatore Generale per la chiusura dei porticati nei quartieri storici, voluta ed approvata dalla prima amministrazione Acito nel lontano 1986. L’allora assessore all’urbanistica nel presentare il provvedimento parlava di “ risparmio energetico e di alloggi per portatori di handicap”. Motivazioni di sostenibilità ambientale e di carattere sociale, le stesse addotte dall’assessore regionale. Si faccia un giro per la città e ci dica quanti alloggi per portatori di handicap sono stati realizzati. Non vi è nessuna ragione sociale e ambientale che possa giustificare l’articolo 5 comma 3 ne vi è relazione con il rilancio dell’economia e dell’occupazione. Le trasformazioni d’uso di immobili esistenti, “non connessi a trasformazioni fisiche”, previste dall’artico 5 comma 3, non sono affatto subordinate al rispetto delle norme per le costruzioni in zona sismica e la certificazione energetica degli edifici. Così come non incidono sul fabbisogno di edilizia sociale nella nostra città. Come qualcuno ha scritto in questi mesi, “l’edilizia è la principale forma di imprenditoria che entra immediatamente a contatto con le amministrazioni territoriali”. Non l’unica, perché anche sanità, energia, smaltimento dei rifiuti, servizi di welfare locale, sistema dei trasporti incrociano necessariamente la politica. Ma senz’altro il settore in cui le potenzialità di profitto in seguito a una decisione politica possono mutare in modo esponenziale. Si intuisce senza difficoltà, che una legge come quella approvata dalla Regione Basilicata, in deroga agli strumenti ordinari di governo del territorio, contrattata probabilmente con le solite corporazioni, può spostare volumi ingenti di risorse e di ricchezza, e che quindi il ruolo del ceto politico risulta decisivo nell’orientare futuri flussi di profitto. Accade qualcosa di simile in tutte le opere infrastrutturali (strade, ponti, edifici pubblici, tratti ferroviari, metropolitane), ma con gli interventi nel tessuto urbano gli incrementi di valore possono risultare colossali. Se davvero si vuole rispondere alla “crisi” con politiche adeguate crediamo che una amministrazione riformista di centro sinistra debba fare innanzitutto queste cose: aiutare le famiglie che hanno contratto i mutui per l’acquisto della prima casa; mettere in campo risorse finanziarie finalizzate all’integrazione dei canoni, alla riqualificazione, all’efficienza energetica (con standard più alti di quelli previsti dalla legge regionale) e all’adeguamento delle costruzioni in zona sismica; promuovere programmi di edilizia popolare a basso costo di iniziativa pubblica. E se il privato ha voglia di contribuire in modo onesto in questa fase di emergenza, è sufficiente che si faccia promotore di progetti che siano competitivi con i programmi di edilizia sovvenzionata. Tutto il resto deve rientrare nell’ordinaria gestione del territorio e delle città. Non è accettabile, ripetiamo, utilizzare l’emergenza e la legislazione in deroga per promuovere la rendita speculativa, nuovi affari con i soliti noti. Questo è naturalmente il nostro punto di vista, l’assessore è convinto di aver fatto una cosa buona, noi non ne siamo affatto certi. |
| domeniko | |
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ben detto mimo!
E per un confronto fra le varie Regioni sulle tipologie di intervento consultare questo documento |
| Zorba | |
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Gli URBANISTI nostrani hanno anticipato ed insegnato molte cose al governo di destra.
In località LaVaglia, nel Parco della Murgia materana, è sorta una oscena lottizzazione al posto di una serie di fabbricati, pollai ed ovili messi in piedi a secco nel tempo di alcuni decenni. La lottizzazione è stata consentita con una PREMIALITA' DEL 20% sui volumi che ovviamente in realtà sono cresciuti molto di più, con semipiani interrati, solai a quote differenziate, mansarde e vani tecnici elastici. L'urbanista nostrano e lungimirante ha previsto ciò nel Piano del Parco e nelle norme tecniche di attuazione già dieci anni fa. A LaVaglia sono stati considerati volumi incrementabili baracche, stalle e tufi posizionati ad hoc e per i quali è stato richiesto preventivamente l'accatastamento che non si nega a nessuno, tanto meno a dirigenti del Comune di Matera. Il parere tecnico del Parco è stato rilasciato da un "dirigente" del Comune distaccato presso il Parco che "collabora" con il dirigente del Comune interessato nell'area in questione. La cosa importante rimane la previsione urbanistica premiale già di dieci anni fa che anticipa il piano casa di Berlusconi e che i nostri governanti regionali di diversa (sic!) posizione politica dovrebbero avversare, ma tant'è! Il nostro urbanista insegna presso la facoltà di architettura della università della Basilicata ..... ma queste cose le insegna? ed il direttore Sichenze le conosce queste cose o è meglio far finta di niente e voltarsi dall'altra parte? Edited by Zorba on Sep 7, 2009 9:07 AM |
| Alfredo Morfini | |
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Dall'ultimo rapporto Svimez emerge ancora una volta un quadro economico sconfortante in cui il processo di deindustrializzazione è ormai giunto nella sua fase più avanzata. I settori più in crisi la meccanica e l'edilizia. Non penso che il piano casa sarà di per sè sufficiente a determinare una ripresa della nostra economia. Qualche nuova lottizzazione non sposterà il PIL della nostra città e della nostra regione. Ci vuole una massiccia ripresa degli investimenti pubblici in infrastrutture (strade, ferrovie, piattaforme ecologiche, etc.) che spesso vuole dire accelerazione della spesa e completamento delle opere iniziate qualche decennio fa. Una massiccia immissione di risorse nella green economy che abbassi il deficit energetico nelle fonti fossili e lo innalzi nelle rinnovabili (fotovoltaico, eolico. biomasse). Un'agro-zootecnia moderna e sistenibile. Un salto tecnologico nei processi di produzione e vendita delle aziende. I capitali sono in attesa di segnali che spostino l'asse delle rendita fondiaria e dalla rendita finanziaria agli investimenti produttivi di lungo periodo.
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| Zorba | |
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Perchè semplicemente non si piantano alberi? perchè non si fa un piano di restauro del territorio e del paesaggio?
perchè non si fanno gli adeguamenti antisismici in tutta la regione ed in tutt'Italia? perchè non si rimuovono le strade vecchie e le opere inutili e devastanti? perchè non si bonifica la ValBasento? perchè non si investe in arte, cultura, benessere, ricerca? perchè si chiedono sempre e solo strade e palazzi? come è possibile che il fututo sia visto solo come aumento di volumi costruiti e mai come assicurazione di una vita sociale gradevole per gli anziani ed i bambini? .....I capitali sono in attesa di segnali che spostino l'asse delle rendita fondiaria e dalla rendita finanziaria agli investimenti produttivi di lungo periodo. e se qualcuno pensasse che "investimento produttivo di lungo periodo è una bella serie di centrali nucleari"? questo, caro Alfredo, secondo te c'entra con il benessere dei Cittadini? forse c'entra con il benestare di alcuni! |