What's Meetup? Find out!

Real groups make a real difference

Meetup Groups meet face-to-face to pursue hobbies, network, get support, make friends, find playgroups or even change the world!

Get on the Internet to get off the Internet!

Join Gli Amici di Beppe Grillo di Torino

You'll get invited to our Meetups as soon as they're scheduled!

[img]http://files.meetup.com/206829/ufficio-_stampa.jpg[/img]

Simlatt
Posted Oct 29, 2006 10:01 PM
Simlatt
Torino, IT
Post #: 498
Giunta elezioni convoca Previti
Dopo condanna definitiva verso decadimento mandato

(ANSA) - ROMA, 26 OTT - La Giunta per le elezioni della Camera dei deputati ha convocato per il 9 novembre prossimo Cesare Previti. Ad accompagnare l'esponente di FI, condannato con sentenza definitiva per la vicenda Imi-Sir, probabilmente il suo difensore Giovanni Pellegrino, ex senatore Ds ed ex presidente della commissione stragi. La giunta dovrebbe pronunciarsi sulla decadenza del mandato di parlamentare di Previti, condannato anche all'interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Fonte: ANSA


QUI il commento di Nando dalla Chiesa.
A former member
Posted Oct 30, 2006 1:44 PM
Post #: 7
REPORT: puntata del 29 ottobre 2006

Titolo della puntata: A TUTTO GAS

L'inverno é alle porte e siamo pronti a scommettere che anche quest'anno si parlerà di ''emergenza Gas''.

Lo scorso inverno ci furono dibattiti e grandi titoli sui giornali perché la Russia aveva chiuso momentaneamente i sui rubinetti e sembrava che se fossimo morti dal freddo sarebbe stata colpa del fatto che in Italia non c'erano riserve sufficienti.

E allora tutti a parlare improvvisamente di emergenza e della necessità di costruire dei rigassificatori che in molti non vogliono sul proprio territorio. In realtà quella momentanea chiusura dei rubinetti russi ha inciso per poco più del 2 per cento sul nostro fabbisogno di gas.

Perché allora si parla di emergenza, quando alcune importanti società italiane nei momenti di bisogno hanno venduto all'estero l'energia prodotta dal nostro gas?

Eppure si continua a far credere che l'emergenza é grossa e che non possiamo fidarci dei distributori che ci inviano gas via tubo, africani o russi che siano e che bisogna diversificare le fonti di approvvigionamento.

Tutto questo potrebbe essere anche giusto, ma che fine ha fatto l'energia rinnovabile in Italia e perché un premio Nobel come Carlo Rubbia é stato costretto ad andare in Spagna per realizzare la prima centrale elettrica al mondo a funzionare con energia solare?

A questo link potete vedere il video integrale e leggere anche il testo della trasmissione.

www.report.rai.it
A former member
Posted Oct 31, 2006 5:20 PM
Post #: 426
Italia - 28/10/2006
Che acqua abbiamo, che acqua vogliamo

Inserito nella rassegna di conferenze Terra Madre incontra il Salone del Gusto, si è tenuto questa mattina alle ore 11 nella Sala Gialla del Lingotto Fiere l?incontro-dibattito dal titolo Che acqua abbiamo, che acqua vogliamo. Importanti studiosi ed esperti internazionali, moderati dal professore di Ecologia Applicata dell?Università Tor Vergata di Roma Stefano Cataudella, hanno condiviso riflessioni ed esperienze su un?emergenza planetaria ancora poco sentita: l?uso sostenibile dell?acqua come bene pubblico.
Fritjof Capra, docente dell?Università di Berkeley in California, ha inquadrato la situazione mondiale di oggi, che presenta due tipi di sviluppo in continua ascesa: il capitalismo globale della new economy, che trasferisce denaro e si basa sul concetto per cui tutto, compresa l?acqua, è un prodotto commerciale, e le piccole comunità, che trasferiscono energia e materia e si fondano sulla convinzione che ogni tipo di vita ? e l?acqua è l?elemento fondante della vita ? vada protetta e non possa essere mercanteggiata.
Luigi Bistagnino, docente della Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, ha poi presentato il progetto Las Gariotas, concretizzato con successo in Colombia da Paolo Lugari. L?italiano ha fatto rinascere grandi distese diventate aride e scarse di acque impiantando alberi e ricreando foreste rispettose della biodiversità. Con questa operazione si sono date nuove opportunità di lavoro alla popolazione locale e si è arrivati a instaurare un microclima molto simile alle grandi foreste amazzoniche e quindi ricco d?acqua.
Tommaso Fattori, del Tavolo toscano per l?acqua, ha spiegato come nella sua regione si sia riusciti, con un grande lavoro di comunicazione, a sensibilizzare la gente comune al tema del consumo sostenibile delle risorse idriche. Solo con l?azione consapevole dei cittadini, ha aggiunto Fattori, si può tornare a considerare l?acqua per quello che è, un bene comune e un diritto di tutti.
Un altro esempio di rinascita idrica del territorio è giunto dal messicano Raul Garciadiego. Attraverso il progetto Agua para siempre l?organizzazione Alternativas, portatrice di una filosofia molto simile a quella di Slow Food, ha permesso alla popolazione della regione arida del Tehuacan di avere la sicurezza idrica e alimentare per tutto l?anno. E questo coniugando la saggezza e l?esperienza antica dei contadini locali con le scoperte delle scienze moderne.
Nel suo intervento Walter Mazzitti, segretario generale del Sistema intergovernativo euro-mediterraneo per l?informazione sulla gestione dell?acqua nel bacino del Mediterraneo, ha ricordato come solo da 13 anni si sia cominciato a discutere di ?politiche dell?acqua? e come purtroppo ben poco sia stato deliberato in concreto per cercare di limare le enormi differenze tra l?Occidente sprecone e i Paesi poveri in cui ogni giorno 6000 bambini muoiono per mancanza d?acqua. Con il Sistema euro-mediterraneo si sta cercando di sensibilizzare l?opinione pubblica riguardo a queste tematiche, per vincere la sfida lanciata da Kofi Annan un anno fa: ridurre del 50% entro il 2015 il numero di persone che non hanno accesso diretto all?acqua.
Luca Mercalli, presidente della Società meteorologica italiana, ha presentato gli ultimi dati sullo stato del nostro ecosistema ponendo l?attenzione sul fatto che l?acqua sulla Terra è presente in enorme quantità, ma è mal distribuita. Sentiamo così parlare ogni giorno di siccità contrapposte ad alluvioni, di ghiacciai in assottigliamento e di aumento della desertificazione. La vera questione in gioco è perciò la salvaguardia dell?ambiente e l?utilizzo responsabile delle acque potabili, solo lo 0,01% delle risorse idriche della Terra.
Per Rossella Monti, direttore dell?Ente HydroAid di Torino, è necessario che l?uomo si ponga dei limiti senza pretendere di programmare lo sviluppo dell?ambiente e che si arrivi al più presto a parlare di ?etica dell?acqua?.
Dopo un breve intervento di una rappresentante della Smat, Società metropolitana acque di Torino, il professor Wolfang Sachs dell?Istituto Wuppertal per il clima, l?ambiente e l?energia ha chiuso la lunga serie di riflessioni riassumendole in cinque imperativi: raccogliere meglio l?acqua, che spesso viene sprecata; abbassare il fabbisogno di acqua, soprattutto quella richiesta dall?agricoltura intensiva; eliminare il consumo diseguale, che porta alla povertà e ai conflitti; contenere gli stravolgimenti climatici; gioire dell?acqua come patrimonio comune.


FONTE: Rassegna stampa del "Salone Internazionale del Gusto 2006"

Qualcuno di voi ha assistito alla conferenza?!
Giovanni Volpe
Posted Nov 2, 2006 6:32 AM
GioVolpe
Torino, IT
Post #: 263
Inceneritore: la Procura sente odore di bruciato

L?inceneritore torinese previsto al Gerbido, in funzione dal 2011 (a regime dal 2012), finisce sotto inchiesta. Ieri mattina un ufficiale di polizia giudiziaria si è presentato negli uffici di via Valeggio, dove ha sede l?Associazione d?ambito torinese per la gestione dei rifiuti (Ato), presentando una richiesta di acquisizione di atti su richiesta della Procura.

Nel mirino dei magistrati le motivazioni che hanno portato a definire la tecnologia del futuro impianto, con particolare riferimento alle «nanopolveri» - cioè al potenziale inquinante - e alle «nanopatologie» ad esse correlate. Bocche cucite dalla Procura. La richiesta, confermata dall?ATO e dall?assessorato provinciale all?Ambiente, non è la prima del genere. Il che fa presumere che i magistrati, probabilmente sulla base di qualche esposto, stanno inquadrando a 360 gradi un tema che infiamma il dibattito politico. «Siamo assolutamente tranquilli - commenta Paolo Foietta, presidente Ato -. Da qualche tempo a questa parte la Procura ha chiesto documentazione su diversi fronti attinenti all?ambiente ed in particolare al ciclo dei rifiuti: dal sistema del porta a porta alle piattaforme del Conai, passando per l?inceneritore. Anche questa volta forniremo il materiale richiesto».

Sulla stessa posizione Angela Massaglia, l?assessore provinciale alla Pianificazione ambientale: «L?iter relativo al progetto del termovalorizzatore è segnato dalla massima trasparenza. Garantiremo tutta la collaborazione possibile». Tanto dall?Ato quanto dalla Provincia emerge semmai quale «perplessità» per la coincidenza fra la nuova richiesta della Procura e il dibattito sulla revisione del Programma provinciale dei rifiuti iniziato giusto ieri in Consiglio. Per intenderci, si tratta del piano che - fra le altre cose - conferma la tecnologia del primo inceneritore e propone di estenderla anche al secondo impianto previsto a servizio della zona Nord del territorio.

L?iter del termovalorizzatore al Gerbido prevede entro fine anno la conclusione della Valutazione di impatto ambientale e il rilascio dell?autorizzazione ambientale integrata da parte della Provincia. La volta finale sarà il prossimo anno: nel primo semestre 2007 Trm conta di reperire le risorse (300 e rotti milioni) ed appaltare la costruzione dell?impianto.
romina
Posted Nov 7, 2006 12:23 PM
user 2698167
Torino, IT
Post #: 129
Dal Molise campanello d'allarme per Prodi
Il candidato della Cdl avanti di dieci punti
7/11/2006
La Mattina
CAMPOBASSO. Quando devono essere scrutinate ormai solo un pugno di schede, Michele Iorio, il candidato della Cdl alla presidenza regionale, è saldamente in testa con il 55%. Mentre Roberto Ruta, giovane avvocato della Margherita, è fermo al 45%. Si profila dunque una debacle per il centrosinistra che crolla proprio nelle sue roccaforti come Campobasso e Termoli.

Silvio Berlusconi esulta, parla di un risultato che rileva «la profonda crisi di fiducia verso il governo Prodi e al tempo stesso un forte apprezzamento per quanto ha fatto il presidente uscente Iorio». Doppia soddisfazione per il Cavaliere perchè Forza Italia in Molise si conferma il primo partito: «Ringrazio i molisani per questa fiducia che mi sento personalmente impegnato a onorare». L'ex premier ha chiamato al telefono Iorio per complimentarsi e gli ha promesso che quando il suo ginocchio lo consentirà (Berlusconi nei giorni scorsi è stato operato al menisco) verrà personalmente a Campobasso a festeggiare la vittoria. Anche il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa sottolinea i risvolti del voto molisano sul piano nazionale, affermando che «per Prodi si tratta di una sonora bocciatura». E da Campobasso Iorio segue a ruota la linea dei suoi leader romani: «Ho vinto io e Prodi ha perso: questo è un voto anche politico. La mia esperienza di governo è stata premiata, mentre le promesse della sinistra non sono state credute (ma gli vogliamo concedere un pò di tempo??? Berlusconi nn c'ha messo 5 anni per "svestire" l'Italia!!!». Il senatore Iorio ha poi assicurato che lascerà lo scranno di Palazzo Madama. Lo sfidante Ruta si prende tutta la responsabilità della sconfitta: «E? solo colpa mia, il governo e la Finanziaria non c?entrano».

A queste elezioni regionali, però, il centrodestra ha voluto attribuire una valenza nazionale. Berlusconi infatti è venuto nel Molise ben tre volte, trasformando un min-test (i SUOI soliti sondaggi)(i votanti del resto sono 327 mila elettori, emigrati compresi, quelli di un quartiere di Roma) come la rivincita dopo la sconfitta subita alle Politiche di aprile. «Mandate agli italiani un messaggio di Risorgimento contro l'Italia delle tasse», aveva tuonato il Cavaliere durante i suoi tour elettorali. Un modo per far entrare nell'urna molisana il malcotento dell'opinione pubblica per la Finanziaria del governo Prodi. Resta però il fatto (almeno parlando con gli esponenti locali dell'Unione ma anche della Cdl) che il risultato del Molise sia legato soprattutto a specifiche questioni cittadine. Ad esempio il crollo del consenso a Campobasso viene addebitato alla cattiva amministrazione del sindaco del centrosinistra, Giuseppe Di Fabio.

Tenuto conto che nel capoluogo molisano alle ultime elezioni politiche lo schieramento prodiano aveva vinto con un vantaggio di 10 mila voti. Stessa storia a Termoli, altra roccaforte «rossa», dove il primo cittadino è stato eletto appena otto mesi fa: luna di miele subito finita e oggi la Cdl in questa citta è avanti di 1.500 voti. Poi c'è il caso di Montenero di Bisaccia: nel paese di Di Pietro si è verificata una guerra fratricida dentro l'Italia dei Valori. La consigliera Bonelli in un comizio in piazza ha accusato l'ex pm di Mani Pulite di aver imposto la candidatura consiliare di un «signore che ora è sotto inchiesta». Il risultato è che a Montenero i dipietristi hanno perso voti (ma a livello regionale l'Idv è in crescita) e l'Unione è stata quasi raggiunta dalla Cdl. Minimizza l'onorevole Giuseppe Astore, coordinatore regionale dell'Idv: «La verità è che in Molise sono venuti più volte Berlusconi, Fini e Casini. Prodi solo una volta e non si è stata mai fatta una manifestazione unitaria». Va giù più pesante Leoluca Orlando, portavoce nazionale di Italia dei Valori: «Per quanto ci riguarda da oggi in poi non sosterremo ad alcun livello alcun candidato che non sia stato espresso da primarie vere e libere che abbiamo coinvolto i cittadini». Insomma, magari non è del tutto vero che a far cambiare il vento del consenso sia stata la Finananziaria e che, come sostiene Prodi, il test elettorale del Molise non è significativo a livello nazionale. Ma nessuno qui si nasconde che si tratta di un campanello d'allarme per il governo, per una coalizione che alle Politiche aveva vinto la sfida, anche se per l'1,8%. Ma ora, spiega da Roma Ignazio La Russa «gli italiani stanno aprendo gli occhi». Anche Daniele Capezzone, presidente della commissione Affari produttivi della Camera, consiglia al suo schieramento di svegliarsi: «Spero che nessuno nell'Unione sottovaluti la gravità della crisi politica in atto. Mi auguro che la risposta non sia "tutto va bene madama la marchese"».
romina
Posted Nov 7, 2006 12:26 PM
user 2698167
Torino, IT
Post #: 130
Tensione in Iraq, leader europei contro pena di morte per Saddam
lunedì, 6 novembre 2006 6.47

BAGHDAD (Reuters) - L'Iraq ha deciso di revocare gradualmente il coprifuoco entrato in vigore ieri per fronteggiare eventuali reazioni violente dei ribelli alla sentenza di condanna a morte contro Saddam Hussein, che ha scatenato le urla di giubilo dei parenti delle vittime, le proteste dei suoi sostenitori più accaniti e perplessità sulla pena capitale da parte di numerosi leader europei, tra i quali il presidente del Consiglio Romano Prodi.
Intanto altri cinque soldati statunitensi sono stati uccisi oggi, secondo quanto riferito dall'esercito, alla vigilia delle elezioni Usa di medio termine che potrebbero costare ai Repubblicani del presidente George W. Bush il controllo del Congresso, proprio a causa della sua criticata gestione della guerra in Iraq.
Vari colpi di mortaio sono stati sentiti oggi contro la Zona Verde di Baghdad, la cittadella fortificata sede del governo dove si riunisce anche il tribunale che ha giudicato Saddam.
L'ufficio del primo ministro ha annunciato che dalle 6 di domattina (4 ora italiana) verrà concesso ai veicoli di tornare a transitare nelle strade della capitale. Ai pedoni a Baghdad viene già consentito di tornare a spostarsi liberamente.
Il rigido coprifuoco imposto su Baghdad e su altri centri urbani sembra aver evitato ieri e oggi l'esplosione di scontri e di episodi di violenza dopo che il presidente dell'Alto tribunale iracheno ha condannato a morte per impiccagione l'ex dittatore accusato di crimini contro l'umanità.

Tuttavia il verdetto di un processo che i funzionari Usa speravano potesse aiutare a risanare il paese ha diviso gli iracheni. Accolto con gioia dai musulmani sciiti oppressi sotto il regime di Saddam, ha rappresentato allo stesso tempo un'umiliazione per i sunniti.

Il ministero dell'Interno ha ordinato ieri la chiusura di due emittenti televisive arabe sunnite, accusate di incitare alla violenza. Per contro la televisione di stato, controllata dal governo a guida sciita, da quando è stata pronunciata la sentenza ha incominciato a trasmettere scene non-stop di festeggiamenti e immagini delle esecuzioni che avvenivano al tempo di Saddam.

Circa 200 sostenitori di Saddam hanno manifestato oggi a Falluja, nell'Iraq occidentale, urlando slogan pro-Saddam come "Daremo il nostro sangue per te". Anche Mosul, nella zona settentrionale del paese, e Samarra, a nord di Baghdad, sono state teatro di dimostrazioni in favore dell'ex dittatore.

Nel tentativo di contrastare la probabile sconfitta causata dalle vicende irachene nelle elezioni di domani per il rinnovo del Congresso degli Stati Uniti, il presidente George W. Bush ha accolto ieri come una giusta vendetta il verdetto emesso dall'Alto tribunale iracheno.

"La mia decisione di destituire Saddam è stata corretta e il mondo è un posto migliore grazie a questo", ha detto Bush durante la campagna elettorale.

Bush ha definito la sentenza una "pietra miliare nel cammino del popolo iracheno per sostituire un regime tirannico con uno stato di diritto".

Alcuni funzionari dell'amministrazione statunitense negano che il verdetto, la cui versione integrale sarà pubblicata solo fra qualche giorno, sia stato emesso in fretta per avvantaggiare la campagna politica dei repubblicani. Il portavoce di Bush Tony Snow ha definito l'ipotesi "assolutamente ridicola".

EUROPEI CONTRO PENA DI MORTE ALL'EX RAIS

Italia e Francia oggi hanno chiesto all'Iraq di non uccidere Saddam Hussein, perché sarebbe eticamente scorretto e rischierebbe di spingere il Paese verso la guerra civile.

Sul fronte italiano, il presidente del Consiglio Romano Prodi - in visita a Londra - e il ministro degli Esteri Massimo D'Alema dopo un incontro con l'omologo francese a Parigi hanno ribadito la contrarietà alla condanna a morte.

"Nella situazione drammatica e difficile in Iraq, l'esecuzione di Saddam Hussein potrebbe spingere il paese verso una vera guerra civile", ha detto D'Alema ai giornalisti nella capitale francese.

"L'Italia è contraria alla pena capitale e anche in un caso così drammatico, riteniamo che questo non debba avvenire", ha detto Prodi durante una visita a Londra.

Il ministro degli Esteri francese Philippe Douste-Blazy ha precisato che la Francia e l'Unione Europea si oppongono alla pena di morte e vogliono vederla abolita in tutto il mondo.

A Londra il premier Tony Blair ha dichiarato che la Gran Bretagna si oppone alla pena di morte, ma pungolato dai giornalisti non ha voluto dire chiaramente se a suo parere Saddam dovrebbe essere giustiziato.

"Siamo contro la pena di morte, si tratti di Saddam o di chiunque altro", ha detto Blair in una conferenza stampa.

"Comunque, ciò che credo sia importante è riconoscere che questo processo a Saddam - che è stato gestito dagli stessi iracheni che decideranno in proposito - ci ricorda molto chiaramente la totale e barbara brutalità di quel regime", ha aggiunto.
romina
Posted Nov 7, 2006 2:32 PM
user 2698167
Torino, IT
Post #: 134
Cause perse

Qualcuno potrebbe pensare: be', ormai se ne sono andati dal governo, non contano più


Il 2 ottobre Fininvest ha perso la causa per diffamazione che mi aveva fatto nel 2004 per il mio primo articolo su Internazionale, <http://www.internazio...

in cui descrivevo il ruolo che Fininvest e altre aziende italiane hanno avuto nell'accelerare il declino del paese. Il tribunale non solo ha respinto le accuse come infondate ma ha anche condannato la Fininvest a pagare le spese processuali e del mio avvocato.

Pochi mesi prima, anche il senatore Previti, ex avvocato di Fininvest, pregiudicato e reo confesso, aveva perso la causa per diffamazione che mi aveva intentato. Né io né i giuristi che avevo consultato avevamo dubbi sull'impossibilità per Fininvest di vincere una causa intentata contro un semplice testo di satira politica tratto dallo spettacolo che avevo replicato decine di volte sui palcoscenici di tutta Italia.

Fininvest: un nome, una promessa. Quella di investire bene i soldi degli azionisti. E invece che fanno? Sprecano tempo e denaro dell'azienda per intentare cause per diffamazione che sanno di perdere. Vi sembra buona amministrazione questa?

L'ho sempre detto: Fininvest e i suoi amici hanno troppi avvocati. Più di una settantina li hanno piazzati in parlamento, a fare le leggi che poi usano nei loro processi. Ma come impiegare il tempo degli altri? Semplice: facendogli fare cause contro chiunque dica o scriva verità o opinioni sgradite, poco importa se le cause verranno perse.

L'importante è far sapere ai potenziali critici che, anche se vinceranno la causa, dovranno pagare caro il loro diritto d'opinione: comunque vada, dovranno incaricare e pagare un avvocato, fare diversi viaggi a proprie spese per andare alle udienze, perdere giornate di lavoro per preparare la difesa e partecipare al processo.

Uno come me ha il tempo e la notorietà per difendersi, ma gli altri? Francesco Giuffrida è un coraggioso dirigente della Banca d'Italia che su incarico della procura della repubblica di Palermo per il processo a Marcello Dell'Utri ha condotto un'accurata perizia tecnica sui flussi di capitali diretti alla Fininvest. Per questo dovrà comparire in giudizio, citato dalla Fininvest per presunti danni morali.

La citazione è arrivata alla vigilia del processo d'appello per Dell'Utri, e in corrispondenza con un altro incarico attribuito a Francesco Giuffrida, questa volta dalla procura di Roma, per indagare sui movimenti di capitali legati alla vicenda di Roberto Calvi. "Sembra una minaccia, un modo per zittirlo e intimorirlo al processo", ha dichiarato a giugno un magistrato al giornalista del Corriere della sera Felice Cavallaro.

È la stessa tecnica usata contro i critici da altri venditori di fumo, le multinazionali del tabacco. Ai loro amici e alleati che vengono dalla tradizione del manganello e dell'olio di ricino, gli uomini Fininvest insegnano una via più elegante per intimidire chi li contesta. È la via legale all'egemonia e all'arricchimento immeritati.

I misfatti più grandi di molti uomini Fininvest e dei loro amici sono proprio quelli commessi in modo legale. Il peggiore è stato il prelievo di decine di miliardi di euro in un paio di decenni "dalle tasche degli italiani" ? anche di quelli che non guardano le loro televisioni ? che hanno comprato e comprano i prodotti della pubblicità. Del prezzo pagato dal consumatore infatti una percentuale consistente, spesso il cinque o il dieci per cento o anche di più, è risucchiato dal prelievo per finanziare la macchina pubblicitaria, la più iniqua delle "tassazioni" sui consumi.

Come scrivevo due anni fa, più che di profitti in un mercato competitivo, si tratta di una rendita senza rischi, basata sul monopolio, sullo statalismo, sulla produzione di niente di materiale. Meriti e rischi non ne ha, perché il bombardamento pubblicitario è forzato e non è evitabile dai cittadini (altro che Casa delle libertà!) e perché questa rendita pubblicitaria si fonda su concessioni statali di frequenze televisive ottenute corrompendo il potere politico ai tempi di Craxi e della Democrazia cristiana.

Eppure tutto ciò è ? o almeno sembra ? legale. Come formalmente legale è stato il successo con cui uomini come Berlusconi, Previti, Dell'Utri, Berruti e altre decine di loro colleghi d'azienda o compagni di politica si sono sottratti alle pene a cui quasi certamente qualunque altro cittadino non miliardario e non parlamentare sarebbe stato condannato se avesse fatto le cose che hanno fatto loro. Colpevoli e impunibili.

A confermare il successo della loro operazione politica c'è la tendenza, che qualcuno potrebbe avere, a pensare: be', ormai se ne sono andati dal governo, non contano più. Questo sarebbe il miglior modo di premiare il loro disegno di diventare intoccabili, grazie alla politica. Berlusconi dichiarò a giornalisti come Montanelli e Biagi che l'unico modo per salvare se stesso e le sue aziende era entrare in politica. Lui e i suoi amici ci sono riusciti.

Per questo anche se non sono più al governo, quasi tutto il loro potere è intatto. A chi tra i simpatizzanti della nuova maggioranza non se ne fosse reso conto va ricordata una frase di un grande aforista del secolo scorso: "Credevano di essere al potere. Invece erano solo al governo".

Beppe Grillo
A former member
Posted Nov 9, 2006 4:54 PM
Post #: 435
Elezioni di medio termine negli USA: i Repubblicani sconfitti dai Democratici



Fonte: The Independent
A former member
Posted Nov 9, 2006 8:18 PM
Post #: 13
Software libero e formati aperti

Tutti conoscono la suite Microsoft Office con i famosi Word, Excel, Access, PowerPoint ecc.

Da anni si trova in rete liberamente scaricabile OpenOffice, una suite che ha dei programmi simili, legge i formati Microsoft come i .doc, i .xls ecc.

OpenOffice insieme a NeoOffice StarOffice e molti altri utilizza per salvare i documenti il formato ISO 26300, noto anche come OpenDocument.

A Milano quest'oggi vi è stato un curioso convegno dal titolo "Milano chiama Boston", era presente Leon Shiman, consulente del governo del Massachusetts. Già, il Massachusetts dal 2007 adotterà per la pubblica amministrazione l'OpenDocument con migliaia di dollari di risparmio sulle licenze dei software.
Solo il comune di Milano spende secondo una notizia di tempo fa del Corriere della Sera, 30 milioni di euro l'anno per l'informatica, non si sa quanto in licenze per i software.

Pensare a Linux ed al software libero?
A former member
Posted Nov 14, 2006 12:21 PM
Post #: 441
Seppur l'Inghilterra non è certamente un Paese con una coscienza ecologica molto alta, parrebbe che una minima intenzione di cambiare radicalmente le cose (in meglio) ci sia!
Non sto a tradurvi tutto il testo, tuttavia provo a riassumere per i non anglofoni: il ministro dell'ambiente inglese (Ben Bradshaw) ieri ha posto l'attenzione sul fatto che è necessario ridurre gli imballaggi inutili...per fare ciò chiede la collaborazione dei consumatori e dei supermaket... e se la collaborazione dai supermarket risultasse scarsa, invita il pubblico a ribellarsi contro i supermarket stessi!!

Public urged to take a stand against packaging
A government minister has called for direct action by the public against "excessive and unnecessary" food packaging.

Ben Bradshaw, the Local Environment minister, urged people to strip off unnecessary wrapping and leave it at the checkout. He also said producers of particularly superfluous packaging should be prosecuted for wasting resources. As evidence of the problem, he pointed to a boxed product from Pizza Express with double the packaging of a Sainsbury's budget pizza and criticised Jacksons of Piccadilly for selling a box containing individually wrapped teabags.

During one of his first engagements since being promoted to minister-of-state rank on Friday, Mr Bradshaw said: "I would urge people, if they find excessive and unnecessary packaging, to leave it at the supermarket checkout and to report it to trading standards."

His remarks dismayed supermarkets which had just emerged from a meeting with the minister about their plans to reduce packaging.

Despite years of pronouncements about the need to reduce packaging, the amountrose by 12 per cent between 1999 and 2005. Britons annually throw out five million tons of packaging.

Under the Courtauld Commitment agreed last year, 13 retailers have promised to halt the rise in packaging by 2008 and to start reducing it by 2010. So far they have cut packaging waste by 35,000 tons, according to figures from the Waste and Resources Action Programme. The target is 340,000 tons by 2010. At a press conference after meeting the signatories, Mr Bradshaw suggested the Government would consider legislation unless companies kept their promises.

Dumping of over-packaged goods has happened in shops in Germany regularly but only occasionally here. Suggesting the direct action, Mr Bradshaw said "refuse" should be at the top of the environmental hierarchy of "re-use, reduce and recycle".

David Bellamy, environmental manager for the Food and Drink Federation, was surprised at the call. "I don't think we would necessarily go down that route. Our members' perspective is that they are working to minimise the amount of waste," he said.

A spokesman for Tesco complained that the idea had "practical issues" while Sainsbury's ventured it might even be illegal under the 2005 Clean Neighbourhoods Act. Sending e-mails to the managing director would be better, said Alison Austin, Sainsbury's policy director.

Mr Bradshaw was defiant in a later interview with The Independent. "It's up to people to decide," he said. "But if anyone finds something that's over-packaged I would urge them to complain and if they feel really strongly about it to leave it for the supermarket to deal with ...At a time when we are trying to get across the message that the reduction of waste is important in the battle against climate change, it's even more inexplicable ... that goods are overpackaged."

Fonte: The Independent
Powered by mvnForum