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Muoviamoci, per tempo
Bologna, 30 agosto 2006 - Settembre è alle porte. Il mese che tradizionalmente segna il ritorno a scuola per i ragazzi e la ripresa delle attività per tutti settori produttivi. Questo significa che strade e autostrade saranno nuovamente prese d´assalto negli orari di punta da lavoratori e studenti. Ma significa anche che ritorneranno, pressanti, i problemi legati all´inquinamento e, conseguentemente, le limitazioni imposte al traffico per tutelare la qualità dell´aria. Di seguito viene offerto un riassunto dei punti salienti contenuti nel quinto Accordo sulla qualità dell´aria, approvato lo scorso 31 luglio, ma anche qualche suggerimento per provare e adottare con un buon anticipo un mezzo alternativo, amico dell´ambiente, per raggiungere scuole e uffici. Dunque, il 31 luglio 2006 Regione, Province, Comuni capoluogo e Comuni con più di 50 mila abitanti hanno approvato congiuntamente il nuovo Accordo sulla qualità dell´aria che stabilisce quali tipologie di veicoli potranno circolare nei mesi più critici, ovvero da ottobre a marzo, e quali limitazioni saranno imposte al traffico nel medesimo periodo. In sintesi: - potranno circolare sempre i veicoli elettrici, ibridi, alimentati a gas metano o gpl, le auto condivise e quelle con tre persone a bordo, i diesel con filtro antiparticolato annotato sulla carta di circolazione e i mezzi a benzina euro 4; - saranno soggetti a limitazioni, dal lunedì al venerdì, i veicoli pre euro ed euro 1 diesel; - i veicoli privati dovranno rimanere fermi nella giornata di giovedì a partire da gennaio 2007. Questa misura potrà però essere revocata, di volta in volta, dai sindaci. Per venire incontro a una richiesta della Commissione europea e per tenere fede al documento di accordo generale relativo al problema di inquinamento che affligge tutte le regioni del bacino padano, le Regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto e le Province autonome di Trento e Bolzano hanno concordato di indire congiuntamente la limitazione della circolazione in una giornata da concordare. In quella giornata potranno circolare soltanto i veicoli a metano e gpl, gli euro 4 a benzina e gli euro 4 diesel dotati di filtro antiparticolato. Gli indirizzi e le misure contenuti nell´Accordo riguardano il triennio 2006-2009 e, tra questi, è già stato deciso lo stanziamento di nuove risorse per la riconversione dei veicoli privati a metano o gpl e per il trasporto pubblico. L´obiettivo conferma quello già fissato con il precedente Accordo, ovvero raggiungere il traguardo dei 30 mila veicoli trasformati nell´arco dei tre anni. Una misura che mira a ridurre l´emissione di polveri fini in atmosfera e per la quale la Regione destinerà, anche per il bilancio 2007, un contributo di cinque milioni di euro. Nella stessa direzione va anche il previsto ampliamento della rete dei distributori di metano e gpl. Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, sono in corso di attuazione i nove accordi di programma sottoscritti da Regione, Province e Comuni per il triennio 2004-2006 per i quali sono stati investiti 667 milioni di euro. Tra gli interventi previsti i principali riguardano la creazione di corsie riservate e l´attuazione di misure di snellimento dei flussi di traffico. I mezzi utilizzati dalle aziende di trasporto pubblico dovranno adeguarsi agli stessi valori di emissione per le polveri previsti per i veicoli euro 4, adottando e installando quindi filtri antiparticolato, ma anche prediligendo l´impiego di biocarburanti e sostituendo le flotte con mezzi a metano, gpl o elettrici. |
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CHE AVEVANO PREVISTO UN XXI SECOLO A CORTO DI ENERGIA
30/8/2006 NON ci sarà nessuna «fine del petrolio» per i prossimi 80 anni e questa «fine» potrà superare il secolo, tenendo conto, oltre che delle riserve economicamente certe, anche di quelle probabili e di quelle possibili. Non ci sarà nessuna «fine del petrolio», perché prima che si esaurisca questa fonte energetica verrà progressivamente sostituita dal gas naturale (e «non» da un?altra fonte come qualcuno va dicendo). L?era degli idrocarburi (petrolio e gas naturale) continuerà pertanto a contrassegnare il secolo XXI e parte del secolo XXII, mentre le fonti energetiche alternative e rinnovabili continueranno ad aumentare progressivamente il loro peso sui consumi mondiali, ma diventeranno dominanti soltanto dopo la seconda metà del secolo XXII. I PRIMI ALLARMI Non è la prima volta che si annuncia la «fine del petrolio». Un allarmante ed un allarmato articolo comparso nel 1951 sul «New York Times» annunciava che in base alla stima di allora le riserve petrolifere conosciute avrebbero permesso di produrre idrocarburi ancora per tre lustri, dopodiché, alla metà degli Anni 60, si sarebbe rimasti all?asciutto. Non era la prima volta che annunci di questo tipo venivano pubblicati. Già nel 1910 il Servizio Geologico degli Stati Uniti affermò che c?era petrolio ancora per 20 anni (ma limitatamente alla realtà americana). Ma la previsione più drammatica (per l?eco che ebbe e per gli eventi che immediatamente seguirono all?annuncio) fu quella contenuta nel rapporto del System Dynamics Group del MIT, il Massachussets Institute of Technology. Tale rapporto era stato commissionato nell?agosto 1970 da un «gruppo di cittadini di tutti i Paesi preoccupati della crescente minaccia implicita nei molti e interdipendenti problemi che si prospettano per il genere umano». Così amavano farsi chiamare un centinaio di scienziati e Premi Nobel associati al Club di Roma. LA RICERCA DEL MIT Il rapporto, coordinato dal professor Dennis Meadows, per il quale lavorò per oltre un anno un gruppo interdisciplinare di studiosi, prese il nome di «I limiti dello sviluppo» e fu pubblicato nel marzo del 1972. Era suddiviso in cinque capitoli relativi alle proiezioni fino al 2100: aumento della popolazione, della produzione alimentare, dell?industrializzazione, dell?inquinamento e l?ultimo era dedicato al consumo ed al possibile esaurimento (a «certe» condizioni) dei principali minerali del mondo utilizzati come materie prime. Le «condizioni» sulla base delle quali erano state fatte le proiezioni circa l?eventuale futuro esaurimento dei 19 minerali presi in esame erano fondamentalmente due. 1. Il dato di riferimento iniziale era la quantità di riserve conosciute di ogni minerale alla data del 1970 (secondo quanto pubblicato dal Bureau of Mines degli Stati Uniti). 2. Il futuro veniva calcolato sulla base del «trend» di sviluppo della singola materia prima, che teneva conto della serie storica dei consumi degli ultimi 10 anni. Alle suddette «condizioni» il Rapporto del MIT arrivava alla conclusione che il petrolio si sarebbe esaurito entro 20 anni ed il gas naturale sarebbe finito entro 22 anni. In realtà, che di petrolio ce ne fosse ancora per almeno 30 anni era stato detto e scritto già negli Anni 60 del secolo scorso. In quegli anni entrò ufficialmente nella letteratura petrolifera mondiale il fattore «R/P». Era inteso come rapporto tra la quantità di riserve economicamente producibili nel mondo (espressa in barili o in tonnellate) e la quantità di idrocarburi prodotti all?anno (in barili o tonnellate). Questo fattore, alle condizioni suddette, è oggi pari a 37 anni per il petrolio e a 65 anni per il gas naturale. Intanto, da qualche anno, sono entrati nel linguaggio tecnico i termini «olio pesante» e «olio difficile». Si intende per «olio pesante» un greggio molto viscoso, quasi solido, identificato con il termine chimico di «bitume». Esistono molte sabbie o scisti impregnati di bitume. In particolare esistono grandi giacimenti di sabbie bituminose nell?Athabasca, nella regione canadese dell?Alberta. È stato calcolato che ai prezzi attuali del petrolio tali sabbie sono economicamente trattabili ed è stato ufficializzato che le risorse producibili ammontano ad almeno 174 miliardi di barili (pari al 10% del bitume in posto), ponendo in questo modo il Canada come secondo Stato dopo l?Arabia Saudita nella classifica dei Paesi con le maggiori riserve di petrolio. Ma analoghi giacimenti a quelli dell?Athabasca - e persino più estesi - sono presenti nell?Orinoco, in Venezuela, in Russia, in Estonia e in minima parte anche in Italia. Includendo le riserve economiche mondiali di «olio pesante» nel rapporto «R/P», il suo valore salirebbe ad oltre 60 anni. LE RISORSE «DIFFICILI» Questo valore sale ulteriormente ad almeno 80 anni, se si considera il contributo che il cosiddetto «olio difficile» darà in futuro. Si considera «olio difficile» quello dei giacimenti a grandi profondità marine (in Brasile e in Angola), quello dei giacimenti alle alte latitudini (Mare Artico e Mare Antartico) e, infine, quello ritrovato in aree di non facile accesso oppure climaticamente aspre (Mar Caspio e Siberia orientale). Se oggi il contributo alla produzione mondiale del petrolio «facile» è del 70% e quello del petrolio difficile è del 30%, nel 2030 si prevede la seguente ripartizione (se il prezzo del petrolio rimarrà al di sopra dei 60 dollari al barile): petrolio facile = 50%; petrolio difficile = 35%; petrolio pesante = 15%. E, quindi, appuntamento al XXII secolo! [TSCOPY]Politecnico di Torino[/TSCOPY] |
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Nel vuoto assoluto si annida l?energia che muove l?Universo
E? LA FORZA DI CASIMIR, CON PARTICELLE ATOMICHE CHE APPAIONO E SCOMPAIONO UN PROGRAMMA INTERNAZIONALE: «ORA APPLICHIAMOLA ALLE NANOMACCHINE» 30/8/2006 C?E? un?energia che si annida nello spazio, anche nel vuoto più assoluto che si possa concepire. Un ribollire di particelle atomiche che appaiono e scompaiono continuamente e, infatti, vengono chiamate virtuali. Non alterano il bilancio totale dell?Universo perché, per esistere, hanno contratto una specie di «prestito», energia rubata che poi devono restituire, scomparendo. Ma il loro è un ribollire che costituisce la cosiddetta energia del punto zero, una delle tante curiosità della meccanica quantistica, la teoria che descrive le leggi del mondo subatomico. LE FLUTTUAZIONI E? un?esistenza evanescente, ma le particelle che nascono dalle fluttuazioni quantistiche (questa la definizione ufficiale) riescono a farsi notare lo stesso, o almeno a provocare un effetto evidente: la Forza di Casimir. Molti pensano di sfruttarla come motore delle nanomacchine, apparecchi composti da singole molecole e grandi pochi milionesimi di millimetro che potrebbero essere usati in svariati campi, non ultimo la medicina. Un progetto europeo - «Nanocase» - si propone ora di misurare con altissima precisione la Forza di Casimir e le possibilità di applicazioni pratiche. Concepita per la prima volta nel 1948 dal fisico olandese Hendrik Casimir, la forza si manifesta tra due lastre, due specchi si potrebbe dire, posti a distanza di pochi millesimi di millimetro. Senza che ci sia nulla a spingerli, i due specchi finiranno per avvicinarsi tra loro. La spiegazione è proprio nelle fluttuazioni quantistiche. Particelle virtuali, i fotoni, si creano sia tra le due superfici che all?esterno di esse. Però, all?interno, i fotoni di lunghezza d?onda superiore alla distanza tra le piastre vengono rapidamente eliminati. All?esterno questo non avviene e, così, vi sono più particelle. L?energia esterna risulta maggiore, generando una pressione che finisce per spingere le piastre l?una contro l?altra. FENOMENI CURIOSI Le cose diventano più complicate quando non si usano piastre, ma magari sfere o altre forme, oppure quando si cambia il materiale che compone le superfici. Allora succedono fenomeni curiosi: la forza può spingere gli oggetti lateralmente, o forse addirittura allontanarli, diventando repulsiva anziché attrattiva. Tutti questi aspetti sono al centro delle misurazioni che verranno compiute nei prossimi mesi, nell?ambito del «Nanocase», da scienziati inglesi, francesi e svedesi sotto il coordinamento dell?Università di Leicester. Usando un particolare microscopio a forza atomica, capace di produrre un vuoto estremamente spinto, i ricercatori proveranno a stabilire l?utilità della Forza di Casimir per trasmettere energia nelle nanomacchine. PROBLEMI «COLLOSI» «Il problema con le nanomacchine - dice Chris Binns, del dipartimento di Fisica ed Astronomia dell?Università di Leicester, coordinatore del progetto - è che a livelli molecolari ogni cosa diventa ?collosa?. In ogni meccanismo composto da singole molecole i vari pezzi tendono ad aderire tra loro, rendendo impossibile il funzionamento. Perciò dobbiamo trovare un modo per trasmettere energia senza contatto. La Forza di Casimir potrebbe essere l?unica soluzione». IL «NULLA» È «QUALCOSA» Ma studiare a fondo questo straordinario fenomeno potrebbe portare anche molto più lontano, fino nel cuore delle cruciali questioni che sia la fisica sia la cosmologia stanno affrontando in questi anni. «La teoria quantistica - continua Binns - ci dice che il vuoto, anziché essere un ?nulla? è in realtà un ?qualcosa?, dal quale tutte le particelle (fotoni, elettroni e via dicendo) vengono in qualche modo generate. La Forza di Casimir è una manifestazione osservabile dell?energia del punto zero ed è, quindi, un modo per studiare le proprietà fondamentali dello spazio». Apparentemente insignificante per la nostra vita di tutti i giorni, l?energia del punto zero può significare molto nella ricerca di spiegazioni per le più recenti osservazioni astronomiche, che disegnano un Universo che si sta espandendo sempre più velocemente. «Una delle spiegazioni più plausibili - commenta Roberto Onofrio, del dipartimento di Fisica ed Astronomia del Dartmouth College, negli Stati Uniti, e del Dipartimento di Fisica ?Galileo Galilei? dell?Università di Padova - è che il vuoto quantistico fornisca la riserva di energia necessaria per l?accelerazione cosmica. Anche in questo caso, esperimenti sulla Forza di Casimir possono fornire informazioni complementari alle osservazioni astronomiche e cosmologiche per vagliare questa ipotesi». IL PUNTO ZERO Energia dal nulla insomma, o almeno questa è l?idea che può venire ad un primo sguardo. Una vecchia battuta «quantistica» dice che nello spazio vuoto contenuto in una tazzina ce ne sarebbe abbastanza da far bollire tutti gli oceani della Terra. Ma sembra decisamente improbabile che potremo mai usarla. Il punto zero, infatti, è il minimo livello di energia concepibile nell?Universo. Come facciamo noi, che siamo «in alto», a tirarne fuori qualcosa? L?ENERGIA MINIMA «In un certo senso - spiega Onofrio, che nel 2002 ha fatto parte del gruppo di scienziati che effettuò a sua volta una delle più precise misurazioni della Forza di Casimir fino ad oggi registrata - c?è una contraddizione, perché è difficile immaginare di estrarre energia da un sistema che già è nello stato di minima energia. Tuttavia potrebbe essere possibile realizzare sistemi nei quali c?è un cosiddetto minimo locale di energia di punto zero (ma non assoluto, nel senso che, spostandosi abbastanza da quel minimo, se ne trova uno ad energia ancora più bassa)». «Sarebbe uno stato che potrebbe passare verso un altro stato assoluto di minima energia - aggiunge -. La differenza tra i due minimi potrebbe essere utilizzata come sorgente energetica. Se l?Universo è accelerato mediante effetti di vuoto quantistico, si potrebbe pensare che questa estrazione continua di energia sia già in corso». Americo Bonanni |
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GRAZIE UE
http://eur-lex.europa... "Non esistono quindi prescrizioni specifiche per gli ingredienti fabbricati grazie alla nanotecnologia" Un saluto a tutte le cavie. |
| Simlatt | |
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Che succede in Afghanistan
Ann Jones, giornalista Usa, racconta la pace che non c'è ![]() L'articolo intero qui non ci sta, però vi consiglio vivamente di leggerlo. ...I mercenari, ancora presenti nel paese, si trovano regolarmente coinvolti in progetti relativi alla "sicurezza", così che il denaro degli aiuti umanitari, come sta accadendo anche in Iraq, finisce nel budget militare.... ...Il 70 percento del denaro statunitense legato agli aiuti ha questa clausola, di doverci comperare roba made in Usa, soprattutto sistemi d'arma.... ...la signora Bush disse che gli Usa avrebbero fornito 17,7 milioni di dollari in più per sostenere l'istruzione in Afghanistan. [...] il fondo in questione è stato usato per costruire un'università privata, l'Università americana dell'Afghanistan, diretta alle elite afgane e statunitensi, e a cui si accede a pagamento... Fonte: Peace Reporter Edited by Simlatt on Sep 4, 2006 2:16 PM |
| Chiara | |
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Edited by Chiara on Sep 4, 2006 6:01 PM |
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Edited by User 2,695,004 on Sep 8, 2006 4:59 PM |
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da La Repubblica di oggi
"Picchiati perché omosessuali" Bologna, sassi contro due studenti di PAOLA CASCELLA La sede Arcigay di Bologna BOLOGNA - Luca e Vincenzo che camminano abbracciati, uno circonda le spalle dell'altro, lui lo tiene per la vita. Vanno verso la Salara, la sede del Cassero, il circolo Arcigay bolognese. Sono quasi le due di notte, ma c'è ancora gente che balla, che ascolta musica. È una delle tradizionali serate danzanti offerte dal circolo a uomini e donne. La coppia si ferma fra i cespugli ai bordi del viale di circonvallazione. Si accosta una macchina, scatta la punizione: volano sassi, qualcuno urla l'insulto più classico "finocchi di m...". Sono in tre, dall'accento si direbbero slavi, uno tira fuori una spranga. Botte da orbi. Luca G., 23 anni, finisce a terra col naso rotto. È un attivista di Antagonismogay. L'altro, Vincenzo M., 26 anni, se la cava con qualche contusione. Sono studenti universitari fuorisede, Bologna la conoscono come una città civile e tollerante. Ora si sono chiusi in casa, il cellulare è spento. Dopo l'ambulanza del 118 e le cure al pronto soccorso dell'ospedale Maggiore, Luca non riesce a muoversi dal letto. E non solo per i lividi e la frattura al naso. Tutti e due sono "letteralmente sotto choc per questa chiara aggressione a sfondo omofobico", spiega Cathy Latorre, dello staff legale subito messo a disposizione dal Cassero. Intanto, dal Comitato provinciale Arcigay arriva l'appello "a non sottovalutare l'ennesimo episodio di violenza" contro gli omosessuali. Ci tengono pure i ragazzi, "vogliono che si sappia - dice l'avvocato - sono stati pestati perché camminavano abbracciati senza nascondere la loro omosessualità". Mercoledì notte non hanno reagito all'assalto scappando. Quando è cominciata la sassaiola hanno affrontato gli aggressori che erano ancora in macchina. "Che state facendo, che volete?". Quello che impugnava la spranga è stato anche disarmato mentre urlava i suoi insulti. Oggi si presenteranno davanti ai poliziotti della questura per firmare la denuncia. Latorre è convinta che debba essere riconosciuta "l'aggravante delle lesioni personali per motivi abietti". Le aggressioni di queste settimane, non solo a Bologna, e non solo nei confronti degli omosessuali, impensieriscono il Comitato provinciale Arcigay. Molto preoccupato si dice il presidente Matteo Cavalieri: "L'ultimo caso omofobico si inserisce in un clima di generale violenza che sembra contraddistinguere questi ultimi mesi. Chiediamo che tali episodi non vengano sottovalutati, da anni i vertici di Arcigay si battono per un provvedimento legislativo che equipari i crimini contro gli omosessuali a quelli dettati da odio razziale, etnico, nazionale o religioso". Per il parlamentare Ds Franco Grillini bisognerebbe "estendere la legge Mancino contro il razzismo anche ai delitti e alle violenze nei confronti delle persone omosessuali". Questa di Bologna "è solo l'ultima di una catena di delitti, violenze e intimidazioni ai danni degli omosessuali che fa dell'Italia un Paese fortemente a rischio per la vita, la sicurezza e la libertà della comunità Glbt (gay, lesbiche, bisex e transessuali). Purtroppo l'omofobia è coltivata con cura da organizzazioni politiche e clericali che non esitano ad usare un linguaggio violentissimo e razzista persino nelle campagne elettorali. Gruppi come Forza Nuova, per esempio, ma non solo loro evidentemente, fanno dell'omofobia e dell'odio antigay il loro principale cavallo di battaglia. Le conseguenze dell'omofobia politica si traducono poi facilmente in 'licenzà alla violenza". (8 settembre 2006) Edited by User 2,317,615 on Sep 8, 2006 9:09 PM |
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Paraguay: Morto Stroessner, dittatore impunito
Marcelo Izquierdo - Traduzione di Olindo Ionta ![]() L'ex dittatore paraguaiano Alfredo Stroessner è morto nell'impunità. Protetto dagli alti muri della sua tenuta nell'esclusivo quartiere Lago Sur a Brasilia- una zona conosciuta popolarmente come "la Penisola dei Ministri" in quanto vi risiedono funzionari del governo e ambasciatori- ha vissuto i suoi ultimi anni sicuro che mai avrebbe avuto seguito la richiesta di estradizione a suo carico. "È stato un presidente terrorifico", ha così riassunto Mario Melanio Medina, conosciuto come il "vescovo rosso", tra le poche persone che ebbbero il coraggio di denunciare le sistematiche violazioni dei diritti umani che hanno caratterizzato la dittatura di Stroessner, morto a Brasilia all'età di 93 anni in seguito di un collasso generalizzato degli organi dovuto ad un'infezione polmonare. Negli ultimi anni Stroessner aveva abbandonato perfino le sue giornaliere camminate per l'elegante quartiere dove viveva dal 1989 e dove fu fotografato per l'ultima volta nel 2000. A quei tempi usciva sempre in tuta da ginnastica, con occhiali da sole e cappelletto rosso per proteggersi dal sole, poiché soffriva di cancro alla pelle. Quando qualche giornalista si azzardava ad avvicinarsi, era subito intercettato dalle sue guardie del corpo. Riceveva soltano suo figlio Gustavo, anche lui ricercato dalla giustizia paraguaiana e, come lui, esiliato in Brasile, insieme ad una stretta cerchia di parenti e vecchi amici. Protetto da sofisticati sistemi di sicurezza e senza alcun problema economico, ha vissuto in silenzio fino all'ultimo giorno. La sua fortuna è stata calcolata, secondo il giornalista Antonio Pecci, membro della Commissione Verdad y Justicia, in 1.400 milioni di dollari. Alle sue spalle ha lasciato una scia di 4000 desaparecidos, 10000 prigionieri politici e altre migliaia che soffrirono torture o dovettero patire l'esilio durante il suo regime di "mano dura", che durò 35 anni, in uno dei paesi più poveri dell'America Latina secondo le stime degli organismi per i diritti umani. La sua morte ha spaccato ancora il paese. Da un lato coloro che hanno sofferto la sua lunga dittatura (1954-1989) con le torture, la repressione e l'assassinio dei propri familiari; dall'altro i suoi eredi politici, incarnati oggi dal nipote Gustavo Alfredo "Goly" Domínguez Stroessner, leader del Movimento di Union Nacional Republicana corrente "stronista" del Partido Colorado, al potere in forma ininterrotta dal giorno del golpe di suo nonno. "Il generale Stroessner ha fatto molto per il suo paese e mancherà molto alla gente, che lo adorava" ha detto la Senatrice "colorada" Adriana de Fernández. Potere e esilio Stroessner ancora oggi è sinonimo di Paraguay. Il dittatore, figlio di un immigrato tedesco, è nato nella città di Encarnación il 3 novembre 1912. Formatosi come militare nel suo paese, in Francia e Brasile, combattè contro la Bolivia nella guerra del Chaco (1932-35) che il suo paese vinse e dalla quale ne uscì con il grado di tenente. In seguito si affiliò al Partido Coloraado formatosi nel 1887 e partecipò attivamente alla guerra civile del 1947. Un anno dopo fu promosso colonnello ed in seguito generale. Nel 1954 con l'appoggio di Waschington capeggiò un colpo di stato che destituì il Presidente Federico Chávez dando così inizio al regime. Stroessner si trasformò in un "muro di contenimento" per l'avanzata del comunismo in America Latina, e come tale ricevette l'appoggio dei diversi governi stastunitensi che si susseguirono durante la sua dittatura. Aveva l'abitudine di rieleggersi periodicamente con elezioni-farsa nelle quali vinceva con cifre vicine alla totalità dei voti. L'opposizione era azzittita con la violenza ed il terrorismo di Stato, anche in associazione con i dittatori dei paesi vicini nell'Operazione Condor che unì i regimi militari nella regione durante gli anni '70 con lo scopo di annientare l'opposizione e la guerriglia di sinistra. "Io ritengo che il Generale (Stroessner) ha fatto ciò che ha fatto nel momento che gli è toccato vivere. La gente del Partido Colorado conosce molto bene la sua abnegazione per gli anni di sacrificio che gli ha dedicato" ha detto ad Apro suo nipote Dominguez Stroessner in una recente intervista. I suoi difensori sostengono che Stroessner ha realizzato delle opere pubbliche che hanno generato un favorevole periodo di stabilità economica mantenendo appacificati tanto i sostenitori del partito come gli indifferenti. Alti comandi militari sono stati denunciati per corruzione e narcotraffico durante il regime, una pratica che, secondo l'opposizione, fu tollerata dall'ex-dittatore per mantenersi al potere. Nel frattempo, affermava che il paese viveva nella più totale ed assoluta tranquillità sociale: il suo slogan era "la pace di cui gode il paese" sebbene i suoi oppositori parlassero della "pace dei sepolcri" in riferimento alla feroce repressione del regime. Durante la sua dittatura decine di migliaia di paraguaiani furono costrette ad emigrare in Argentina. Nel 1988 il viaggio di papa Giovanni Paolo II accellerò la sua fine. La Chiesa Cattolica radicalizzò le sue critiche. Il 3 febbraio 1989, un anno dopo, il consuocero del dittatore, il defunto Generale Andrés Rodriguez, con un golpe di palazzo che condusse Stroessner al suo esilio dorato in Brasile. Il militante per i diritti umani ed ex prigioniero politico paraguaiano Martín Almada, che scoprì i così detti "Archvi del Terrore" della polizia segreta paraguaiana, sostiene che da allora lo "stronismo" è rimasto in vigore nel paese in forma ininterrotta. "Rodriguez ha dato vita al golpe militare che estromise Stroessner dal potere, ma non è stata una rivoluzione bensì un passaggio di consegne che affermò uno "stronismo" senza Stroessner. Il sistema di corruzione e impunità da lui creato si è rafforzato a causa dell'immobilità della giustizia. La nuova classe ricca ha così potuto godere della sua ricchezza mal ottenuta" ha affermato. Alla sua morte Stroessner aveva quattro richieste di arresto ed estradizione a suo carico emessi dai giudici paraguaiani per il sequestro e l?omicidio dei suoi oppositori. Il governo di Luz Inacio Lula da Silva si trovava in piena revisione delle richieste di Assunción quando la morte ha sorpreso l'ex dittatore. continua... Da: www.canisciolti.info Fonte: www.proceso.com.mx - Paraguay: Un dictador impune Edited by Simlatt on Sep 11, 2006 11:42 AM |
| Chiara | |
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