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| Simlatt | |
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Le sostanze plastiche entrano nella nostra catena alimentare
Gli Stati generali della scienza mondiale riuniti ad Erice Le particelle nocive nell'acqua, nei pesci, nei contenitori metallici 23 ago '06 - ERICE. La plastica è entrata definitivamente nella catena alimentare dell?uomo. Ne sono certi gli scienziati riuniti ad Erice, dove si ospita in questi giorni la 36esima Sessione dei Seminari Internazionali sulle Emergenze Planetarie. Dal focus sulle sostanze plastiche negli ambienti marini che si è appena concluso sono emersi importanti risultati sullo stato di salute degli oceani e sulle conseguenze dell?ingresso di elementi plastici nella nostra catena alimentare. Charles Moore, dell?Algalita Marine Research Foundation di Long Beach, ha spiegato come "il problema si sia ormai spostato dalla semplice presenza di rifiuti plastici (come bottiglie, contenitori e altri detriti) nelle nostre acque alla capacità di questi materiali di rilasciare sostanze pericolose per l'organismo umano. L'enorme quantità di plastica dispersa negli oceani a livello globale produce particelle nocive che vengono liberate nelle acque, contaminando i pesci e altri organismi marini, che trattengono sostanze come il PCB, la diossina ed altre molecole teratogene. Entrando in questo modo nella catena alimentare dell'uomo". "Il bersaglio principale di queste sostanze è l'apparato riproduttivo, sia maschile che femminile. Mentre il periodo di maggiore vulnerabilità dell'uomo è quello della gravidanza", ha precisato Frederick S. vom Saal della Divisione di Scienze Biologiche dell'Università del Missouri. "Durante la gestazione, la donna trasmette al feto questi elementi, che vanno ad intaccare il sistema riproduttivo e il cervello del nascituro provocando effetti permanenti. Ad essere assimilate sono soprattutto la diossina, il PCB (Policarbonatoplastico), il DDE, il PVC (Polivinilepolidrato) ed altre sostanze - ha aggiunto la Prof.ssa Shanna H. Swan del Centro di Epidemiologia Riproduttiva di Rochester - Abbiamo osservato che nei bambini maschi nati da madri nelle quali si registrano alti livelli di questi elementi alcuni caratteri sessuali appaiono alterati". Gli studi epidemiologici presentati oggi ad Erice, dimostrano ad esempio, un eccessivo sviluppo del seno, una maggiore frequenza di casi di obesità ed asma, ma anche disfunzioni immunitarie. "Sebbene si tratti ancora di cambiamenti ormonali di lieve intensità, quello che ci preoccupa è la diffusione globale di queste sostanze plastiche e dunque l'ampiezza del numero di persone colpite dei loro effetti - ha aggiunto la Prof.ssa Swan - Non solo, un altro elemento che suscita grande preoccupazione nella comunità scientifica internazionale è la certezza che queste sostanze plastiche siano trasmesse di generazione in generazione mutando, sebbene gradualmente, il patrimonio genetico dell'uomo". Ma l'allarme non arriva soltanto dagli ambienti marini. Il Prof. Saal, concludendo il suo intervento, ha avvertito: "Le sostanze plastiche sono presenti anche nei contenitori metallici che utilizziamo quotidianamente per la conservazione dei cibi o per la loro cottura a micro-onde". Fonte: LaStampa.it Edited by Simlatt on Aug 23, 2006 1:12 PM |
| Filippo | |
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Più che un articolo, una veloce nota:
La FDA crea una task force per le nanotecnologie Le nanotecnologie e l'interazione di queste con i sistemi biologici rappresentano un campo di studi molto importanti quanto complicati per il futuro della scienza medica. Per l'analisi di strutture con dimensioni dell'ordine dei nanometri, la FDA (Food and Drug Administration) ha creato al suo interno una task force con il preciso compito di esaminare questo nuovo sbocco scientifico. Fonte: http://www.bioblog.it... |
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![]() COMUNICATO STAMPA DEL 24/08/06 Allarme dalla Columbia University: un nuovo studio dimostra lo stretto collegamento fra l'uso di farmaci antidepressivi sui minori ed i suicidi infantili. I risultati di un nuovo studio del dott. Mark Olfson (Collegio di Medicina della Columbia University e New York State Psychiatric Institute) rafforzano le evidenze del rapporto fra tentati - e riusciti - suicidi di bambini e adolescenti ed il loro trattamento con antidepressivi. Il Dott. Mark Olfson, con il suo team, ha predisposto uno studio "case control", ovvero utilizzando i dati certificati dai centri di servizio medico, al fine di valutare il rischio di suicidi tra i giovani pazienti che hanno seguito una "procedura di scarico" (terapia di uscita) dopo l'ospedalizzazione per depressione. Lo studio ha utilizzato come criterio quello di misurare quei casi di tentato e riuscito suicidio che hanno precedentemente ricevuto o meno trattamenti antidepressivi di tipo farmacologico, unitamente ad una comparazione fra i vari livelli di gravità della malattia, al fine di tener conto anche di quella variabile. Tutti i casi di tentato e riuscito suicidio sono stati catalogati sulla base molteplici criteri di controllo: età, sesso, razza, residenza, data di uscita dall'ospedale, sostanze usate, eventuali precedenti tentativi di suicidio, e recenti trattamenti con farmaci psicotropi o antidepressivi. Il risultato dello studio ha evidenziato che nel periodo di tempo esaminato 263 (duecentosessantatre) tra bambini ed adolescenti hanno tentato il suicidio, e che esso è riuscito in 8 (otto) casi. Lo studio ha confermato come bambini ed adolescenti che avevano usato antidepressivi sono significativamente più soggetti a tentativi di suicidio di quelli che non ne hanno usati. Il rapporto sfavorevole è poi schiacciante se si esaminano solo i casi di suicidi riusciti, anche se il dott. Olfson avverte che occorrerebbe un ulteriore approfondimento statistico. "E' ora importante eseguire studi ambientali per esaminare le risultanze a lungo termine di questi fattori, incluse le relazioni temporali fra l'uso di antidepressivi ed i tentati suicidi per ogni paziente. Questi primi risultati tuttavia - dichiara Olfson - ci suggeriscono l'utilità di maggiori precauzioni e monitoraggi durante l'uso di tali sostanze su minori seriamente depressi". Luca Poma, Portavoce nazionale di "Giù le Mani dai Bambini"® - prima campagna di farmacovigilanza in Italia - ha dichiarato: "questo studio, di una clinica universitaria autorevole come quella della Columbia University, non fa che confermare i "warning" lanciati in Italia dal ns. ente. I produttori condizionano quotidianamente la ricerca, pubblicando solo gli studi favorevoli al profilo commerciale degli psicofarmaci, studi finanziati da loro: ogni qual volta la ricerca universitaria davvero indipendente si attiva, vengono evidenziati chissà perchè risultati esattamente opposti. L'utilizzo disinvolto di questi farmaci psicoattivi su bambini ed adolescenti è assolutamente da censurare: chi non lo fa e tace davanti a queste evidenze scientifiche si assumerà la responsabilità di questi suicidi e di ogni altro eventuale danno cagionato ai bambini italiani". Fonte: Arch Gen Psychiatry (2006;63:865-872) ? Traduzione ed editing a cura della redazione di "Giù le Mani dai Bambini"® Per info media: portavoce@giulemanidaibambini.org - 337/415305. Giù le mani dai bambini Quì la discussione Edited by Filippo on Aug 25, 2006 3:23 PM |
| Simlatt | |
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Wrec, da Firenze una torre girevole che produce energia
Avveniristico progetto "made in Florence" per un edificio ecosostenibile nel Dubai clicca per ingrandire FIRENZE. Un edificio di 59 piani che ruota e genera energia elettrica. Il futuro è oggi per il gruppo di architetti fiorentini che lo hanno progettato - David Fisher, Fabio Bettazzi, Marco Sala con la partecipazione dell'ingegner Leslie Robertson - ed è anche sostenibile. La torre girevole, che sarà costruita a Dubai, è stata presentata stamani a Firenze nell'ambito delle iniziative del Wrec (World Renewable Energy Congress). Presente anche l'assessore comunale all?ambiente Claudio Del Lungo. Lesile Robertson è il progettista strutturale del "World Trade Center" di New York e di numerosi altri grattacieli. Tante le particolarità davvero avveniristiche dell'edifico che diventerà un albergo. A partire dal fatto che ognuno dei 59 piani ruota in maniera indipendente dagli altri, consentendo così, a chi ne occupa gli ambienti interni, di svegliarsi vedendo dalla propria camera da letto il sorgere del sole e di cenare dinanzi al tramonto. Dal punto di vista della sostenibilità ambientale, però, la caratteristica più importante è che l'edificio genera energia elettrica, poiché tutti i suoi piani sono simili a "mulini a vento" ed autoproduce così il 30% dell'energia che gli è necessaria. Si tratta di una specie di grande parco eolico per orizzontale. Quello che ci sentiamo di notare, senza voler entrare troppo in argomentazioni architettoniche che non ci competono, è che forse poteva essere indicato un maggiore sfruttamento degli impianti solari termici e fotovoltaici, di cui, stando alla documentazione, ce ne è davvero poca traccia. Dal punto di vista "scenico", invece, desta curiosità il fatto che non essendo i piani circolari, l´aspetto dell´edificio muta continuamente. «Si tratta, dunque, - dicono i progettisti - di un´opera architettonica dinamica, partecipe del dinamismo della natura stessa» Un altro vantaggio è dato dal fatto che questo edificio, essendo costituito da piani singoli e distinti, dispone di una resistenza ed elasticità tali da dotarlo di una notevole componente antisismica. L'inventore della torre rotante è l'architetto Fiorentino David Fisher. L'assessore del Lungo, durante la presentazione, ha sottolineato "Il piacere di che questa idea sia nata a Firenze". Aggiungendo inoltre che, «pur nella consapevolezza che si tratta di un'architettura che non si integra con quella della città, per cui non si vedrà mai niente di simili a Firenze, si tratta comunque di un progetto di grande interesse». Fonte: Greenreport Edited by Simlatt on Aug 26, 2006 1:19 AM |
| Andrea Sacco | |
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Alla prima curva, l'animale perde il controllo dell'auto e fa un frontale Nessun ferito, ma la padrona dovrà risarcire di tasca sua tutti i danni Cina, mette il cane al volante e si schianta "E' molto intelligente, voleva provare" PECHINO - Quando si incrocia qualcuno che "guida da cani", di solito ci si arrabbia con lui. A volte, però, la colpa può essere di qualcun altro. E se al volante c'è davvero un cane e alla prima curva l'auto fa un frontale, a finire nei guai è il padrone. E' quanto è accaduto in Cina, dove la bizzarra signora Li, di fronte alla curiosità del suo cagnolino per il mondo dei motori, lo ha messo alla guida provocando un incidente con un povero malcapitato. L'incredibile vicenda si è svolta sabato scorso a Hohhot, una località della Mongolia interna. La donna, che un agente della polizia locale ha definito come un tipo "assurdo", da tempo notava che il suo cane, a suo avviso molto intelligente, aveva preso l'abitudine di osservarla attentamente mentre guidava. Qualche volta, ha spiegato, le aveva perfino fatto capire che non gli sarebbe dispiaciuto giocare un po' con il volante. E così, per accontentare le presunte richieste dell'animale, la signora Li ha deciso di fargli provare l'emozione della guida. Per rendergli meno difficile il debutto nell'inedito ruolo di autista, la donna si è seduta al posto del conducente e lo ha preso in braccio. Dopo aver spiegato al quadrupede la divisione dei compiti - a lei freno e acceleratore, a lui il volante - ha messo in moto. Peccato che il cane, sicuramente molto dotato di intelletto ma decisamente non all'altezza del compito, non sia riuscito a controllare la vettura: alla prima curva la coppia è finita frontalmente contro un'auto che viaggiava nella corsia opposta. Fortunatamente, nell'incidente non ci sono stati feriti. All'arrivo della polizia, la signora Li ha candidamente raccontato l'accaduto. Purtroppo per lei, la spiegazione non è piaciuta soprattutto all'assicurazione: ora dovrà risarcire di tasca sua tutti i danni causati. (Repubblica 28 agosto 2006) |
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Quattrocento bimbi al secondo
Riporto la lettera aperta di Pannella dove viene affrontato il problema |
| Filippo | |
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BUONGIORNO
di Massimo Gramellini Hombre vertical 31/8/2006 Da ieri ho un nuovo poster nel cuore: quello del dottor Carlos Lemus. Dirige l?ospedale «Simon Bolivar» di Bogotà, Colombia, dove è appena stato praticato l?aborto a una bimba di undici anni violentata dal patrigno. Il cardinale Alfonso Lopez Trujillo, presidente del pontificio consiglio per la famiglia, ha proclamato la scomunica. Del patrigno? No. Dei medici che hanno effettuato l'intervento, nonché dei familiari della piccola che avrebbero ordito «l?orrendo crimine». La violenza carnale? No. La decisione di far interrompere la gravidanza meno voluta e cercata del mondo. A questo punto entra in scena il dottor Lemus, cattolico praticante. Ascoltate le sue parole: «Come fedele, rispetto la posizione del cardinale, anche se non la condivido. Come direttore d?ospedale, mi assumo tutte le responsabilità di quanto è successo: che la scomunica colpisca me e soltanto me, non i medici che lavorano alle mie dipendenze. Come cittadino, ho disposto l?aborto in ossequio a una sentenza della Corte Costituzionale che fa esplicito riferimento ai casi di violenza in questione. Come uomo, infine, ho visto il visino angosciato della bimba quando è arrivata all?ospedale e quello del tutto trasformato quando ne è uscita: è quanto basta alla mia coscienza». La Chiesa fa bene a fare il suo mestiere. Ma forse lo farebbe meglio se i suoi campioni assomigliassero un po? meno al cardinal Trujillo e un po? di più al dottor Lemus. |
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La California ci riprova: Approvata legge per la riduzione delle emissioni di gas-serra. Il 25 % entro il 2020
Per chi non avesse seguito, questo è il primo tentativo mandato in fumo dall'amministrazione Bush, il petrolpresidente americano. |
| Robi | |
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Io schiavo in Puglia di Fabrizio Gatti REPORTAGE FOTOGRAFICO Io tra gli schiavi La raccoltaVita in una stalla Il ghetto rumeno Sfruttati. Sottopagati. Alloggiati in luridi tuguri. Massacrati di botte se protestano. Diario di una settimana nell'inferno. Tra i braccianti stranieri nella provincia di Foggia Il padrone ha la camicia bianca, i pantaloni neri e le scarpe impolverate. È pugliese, ma parla pochissimo italiano. Per farsi capire chiede aiuto al suo guardaspalle, un maghrebino che gli garantisce l'ordine e la sicurezza nei campi. "Senti un po' cosa vuole questo: se cerca lavoro, digli che oggi siamo a posto", lo avverte in dialetto e se ne va su un fuoristrada. Il maghrebino parla un ottimo italiano. Non ha gradi sulla maglietta sudata. Ma si sente subito che lui qui è il caporale: "Sei rumeno?". Un mezzo sorriso lo convince. "Ti posso prendere, ma domani", promette, "ce l'hai un'amica?". "Un'amica?". "Mi devi portare una tua amica. Per il padrone. Se gliela porti, lui ti fa lavorare subito. Basta una ragazza qualunque". Il caporale indica una ventenne e il suo compagno, indaffarati alla cremagliera di un grosso trattore per la raccolta meccanizzata dei pomodori: "Quei due sono rumeni come te. Lei col padrone c'è stata". "Ma io sono solo". "Allora niente lavoro". Non c'è limite alla vergogna nel triangolo degli schiavi. Il caporale vuole una ragazza da far violentare dal padrone. Questo è il prezzo della manodopera nel cuore della Puglia. Un triangolo senza legge che copre quasi tutta la provincia di Foggia. Da Cerignola a Candela e su, più a Nord, fin oltre San Severo. Nella regione progressista di Nichi Vendola. A mezz'ora dalle spiagge del Gargano. Nella terra di Giuseppe Di Vittorio, eroe delle lotte sindacali e storico segretario della Cgil. Lungo la via che porta i pellegrini al megasantuario di San Giovanni Rotondo. Una settimana da infiltrato tra gli schiavi è un viaggio al di là di ogni disumana previsione. Ma non ci sono alternative per guardare da vicino l'orrore che gli immigrati devono sopportare. Sono almeno cinquemila. Forse settemila. Nessuno ha mai fatto un censimento preciso. Tutti stranieri. Tutti sfruttati in nero. Rumeni con e senza permesso di soggiorno. Bulgari. Polacchi. E africani. Da Nigeria, Niger, Mali, Burkina Faso, Uganda, Senegal, Sudan, Eritrea. Alcuni sono sbarcati da pochi giorni. Sono partiti dalla Libia e sono venuti qui perché sapevano che qui d'estate si trova lavoro. Inutile pattugliare le coste, se poi gli imprenditori se ne infischiano delle norme. Ma da queste parti se ne infischiano anche della Costituzione: articoli uno, due e tre. E della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Per proteggere i loro affari, agricoltori e proprietari terrieri hanno coltivato una rete di caporali spietati: italiani, arabi, europei dell'Est. Alloggiano i loro braccianti in tuguri pericolanti, dove nemmeno i cani randagi vanno più a dormire. Senza acqua, né luce, né igiene. Li fanno lavorare dalle sei del mattino alle dieci di sera. E li pagano, quando pagano, quindici, venti euro al giorno. Chi protesta viene zittito a colpi di spranga. Qualcuno si è rivolto alla questura di Foggia. E ha scoperto la legge voluta da Umberto Bossi e Gianfranco Fini: è stato arrestato o espulso perché non in regola con i permessi di lavoro. Altri sono scappati. I caporali li hanno cercati tutta notte. Come nella caccia all'uomo raccontata da Alan Parker nel film 'Mississippi burning'. Qualcuno alla fine è stato raggiunto. Qualcun altro l'hanno ucciso. Adesso è la stagione dell'oro rosso: la raccolta dei pomodori. La provincia di Foggia è il serbatoio di quasi tutte le industrie della trasformazione di Salerno, Napoli e Caserta. I perini cresciuti qui diventano pelati in scatola. Diventano passata. E, i meno maturi, pomodori da insalata. Partono dal triangolo degli schiavi e finiscono nei piatti di tutta Italia e di mezza Europa. Poi ci sono i pomodori a grappolo per la pizza. Gli altri ortaggi, come melanzane e peperoni. Tra poco la vendemmia. Gli imprenditori fanno finta di non sapere. E a fine raccolto si mettono in coda per incassare le sovvenzioni da Bruxelles. 'L'espresso' ha controllato decine di campi. Non ce n'è uno in regola con la manodopera stagionale. Ma questa non è soltanto concorrenza sleale all'Unione europea. Dentro questi orizzonti di ulivi e campagne vengono tollerati i peggiori crimini contro i diritti umani. ...contunua qui.... |