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Da LaRepubblica online:
Italiani contenti dei loro sindaci il migliore è De Luca a Salerno Tra i pochi primi cittadini sotto la soglia della rielezione, la Moratti e la Iervolino Benissimo Chiamparino a Torino, consensi alti ma in calo per Veltroni a Roma <B>Italiani contenti dei loro sindaci<br>il migliore è De Luca a Salerno</B> Secondo posto in classifica per il sindaco di Torino Chiamparino ROMA - Sono stati versati fiumi di inchiostro sulla crisi della politica e la disaffezione degli elettori. D'ora in poi converrebbe forse precisare: politica nazionale. Il sondaggio "Governance poll" sul consenso dei cittadini verso gli amministratori locali effettuato dalla Ipr Marketing e pubblicato oggi sul Sole 24 Ore mostra infatti un dato molto diverso. Stando alla ricerca svolta tra settembre e novembre dello scorso anno con interviste telefoniche su campioni rispettivamente di 2000, 600 e 800 persone, moltissimi governatori di Regione, sindaci e presidenti di Provincia, guadagnano infatti gradimenti rispetto a quelli riscossi il giorno dell'elezione e solo una netta minoranza di amministratori locali risulta avere un consenso inferiore al 50 per cento. I leader delle tre classifiche. A guidare le tre classifiche sono il presidente della Lombardia Roberto Formigoni, il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca e il presidente della provincia di Parma Vincenzo Bernazzoli. Il primo ottiene un gradimento del 62%, molto meglio del 53,8 raccolto alle elezioni e del 60% riscosso dallo stesso sondaggio svolto nel 2006. Impressionante il balzo in avanti del primo cittadino salernitano, gradito dal 75% degli intervistati. Il giorno delle comunali, presentandosi con una coalizione di centrosinistra dopo molte divisioni e polemiche interne allo schieramento, fu eletto con il 56,9, salito al 66% nel sondaggio 2006. Per il presidente della provincia di Parma Vincenzo Bernazzoli (centrosinistra) si tratta invece di una rimonta, visto che era stato eletto con il 56,1%, ma nel sondaggio 2006 era sceso al 55,5. A Burlando la maglia nera dei governatori. Su base regionale, dietro Formigoni viene il governatore dell'Umbria Maria Rita Lorenzetti (centrosinistra), con un gradimento del 58%. Altissimo, ma in calo sia rispetto alla nomina (63%), sia rispetto al 2006 (59,3%). Alle sue spalle come consensi percentuali, ma in crescita, il presidente del Friuli Venezia Giulia Riccardo Illy (centrosinistra) che balza dal 53,2% delle elezioni al 56,5 del "Governance Poll". Guadagnano consensi anche il veneto Giancarlo Galan (centrodestra, dal 50,6 al 55%) e la piemontese Mercedes Bresso (centrosinistra, dal 50,9% al 51,5). Crollano invece sotto la soglia del 50% Loiero (centrosinistra, Calabria), Cuffaro (centrodestra, Sicilia), Iorio (centrodestra, Molise), Soru (centrosinistra, Sardegna), Marrazzo (centrosinistra, Lazio), Bassolino (centrosinistra, Campania), Vendola (centrosinistra, Puglia), Del Turco (centrosinistra, Abruzzo) e Burlando (centrosinistra, Liguria), il meno "gradito" con il 44%. Perdono colpi Moratti e Iervolino. Solo 17 su 107 invece i primi cittadini che in caso di elezioni a settembre-novembre 2007 non sarebbero stati confermati. Tra questi spiccano il sindaco di Milano Letizia Moratti (48%), quello di Napoli Rosa Russo Iervolino (47%), quello di Catania Umberto Scapagnini (centrodestra, 45%), quello di Trieste Roberto Di Piazza (centrodestra, 48%) e quello di Padova Flavio Zanonato (centrosinistra, 47%), mentre ultimo in assoluto è il primo cittadino di Cosenza Salvatore Perugini (centrosinistra) con appena il 40%. Balzo in avanti per Cacciari e Chiamparino. Tra i big, ottimo risultato per il sindaco di Torino Sergio Chiamparino (centrosinistra), secondo in classifica generale con un gradimento del 73%, stabile rispetto al sondaggio 2006, ma decisamente migliore del 66% ottenuto alle elezioni, e quello di Venezia Massimo Cacciari (centrosinistra), con il 58%, 7,5 punti percentuali in più rispetto alle comunali. Conservano invece consensi molto larghi, ma inferiori a quelli delle elezioni, Walter Veltroni a Roma (dal 61,4 al 60%) e Lorenzo Domenici a Firenze (centrosinistra, al 66 al 60%). Il crollo di Cofferati. A Bologna si mantiene al 50%, ma in caduta libera, il gradimento di Sergio Cofferati, eletto per il centrosinistra nel 2004 con il 55,9%. Da segnalare, infine, il terzo posto in classifica generale del sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Scopelliti (centrodestra), con il 72% dei consensi, due punti in più della percentuale ottenuta alle elezioni. |
| federica d. | |
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Articolo del 6 dicembre 2007, fonte The Economist online.
(l'articolo è in inglese, spero non ci siano problemi per la lettura) The Mafia in Italy A declining family business The godfathers are under pressure from police and businessmen alike BEFORE flinging himself out of the window when surrounded by police, Daniele Emmanuello, the Mafia ?godfather? of Gela, a port in Sicily, managed only to pull some clothes over his pyjamas. Or so it seemed. He was shot dead as he fled on December 3rd, and during the autopsy pathologists discovered that Mr Emmanuello had done something else in his final moments: he had swallowed a small plastic bag containing tiny coded notes. segue... Qui il link all'articolo completo. |
| federica d. | |
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Caricato file, nella sua sezione, sulla distribuzione della democrazia nel nostro pianeta.
Qui il rapporto 2007 recuperato da l'Economist. |
| federica d. | |
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Come non metterla in Ufficio Stampa.
Badili Badola: come rendere più verde Torino a colpi di rastrello |
| federica d. | |
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Fonte: Il Messaggero del 1 Gennaio 2008.
Ruini e Bondi: rivedere la legge sull'aborto ROMA (1 gennaio) - Il cardinale Camillo Ruini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, e forza Italia tornano a chiedere una revisione della legge sull'aborto. A 30 anni dalla sua introduzione, la 194 va «aggiornata al progresso scientifico», che «ha fatto fare grandi passi avanti alla sopravvivenza dei bambini prematuri» e va applicata anche nelle parti «di difesa della vita», ha detto Ruini in una dichiarazione trasmessa lunedì sera dal Tg5 delle 20. Ruini definisce «inammissibile» praticare l'aborto «ad un'età del feto nella quale egli potrebbe vivere anche da solo». Ruini rispondeva a una domanda sull'appello del direttore del Foglio, Giuliano Ferrara, per una moratoria sull'aborto, dopo quella sulla pena di morte. «Credo che dopo il risultato felice ottenuto riguardo alla pena di morte - ha detto l'ex presidente della Cei - fosse molto logico richiamare il tema dell'aborto e chiedere una moratoria, quantomeno per stimolare, risvegliare le coscienze di tutti, per aiutare a rendersi conto che il bambino in seno alla madre è davvero un essere umano e che la sua soppressione è inevitabilmente la soppressione di un essere umano». «In secondo luogo - ha aggiunto - si può sperare che da questa moratoria venga anche uno stimolo per l'Italia, quantomeno per applicare integralmente la legge sull'aborto che dice di essere legge che intende difendere la vita, quindi - ha aggiunto - applicare questa legge in quelle parti che davvero possono essere di difesa della vita e forse, a 30 anni ormai dalla legge, aggiornarla al progresso scientifico che ad esempio ha fatto fare grandi passi avanti alla sopravvivenza dei bambini prematuri». Secondo Ruini, infatti, «diventa veramente inammissibile procedere all'aborto ad un'età del feto nella quale egli potrebbe vivere anche da solo». Bondi (FI) con Ruini. «Mi riconosco pienamente nelle parole di S.E. Cardinale Camillo Ruini, intervenuto nel dibattito aperto dalla proposta di Giuliano Ferrara sulla difesa della vita», ha detto il coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi. «Parlo a titolo personale, ma con la convinzione di dover rappresentare le ragioni dei laici come dei credenti di Forza Italia, uniti dalla difesa della dignità della persona e del valore sacro della vita. Alla luce di questi valori - ricorda Bondi - ho presentato una mozione parlamentare per rivedere le linee guida della Legge 194, sulla base della necessità di tenere conto delle nuove possibilità tecnologiche che rischiano di inficiarne i principi ispiratori». Udc prudente. La posizione di Bondi si scontra però con quella dell'Udc, motivata dal vice presidente del Senato Mario Baccini. «Dobbiamo fare una seria promozione della vita - premette l'esponente centrista - in tutti gli ambienti e in tutti i segmenti della società. E solo quando saremo pronti e sicuri di vincere con convinzione, senza forzature, la battaglia in Parlamento - avverte Baccini - varrà la pena di proporre la revisione delle linee guida della 194, altrimenti si corre solo il rischio di rafforzare l'area abortista». Edited by federica d. on Jan 12, 2008 7:56 PM |
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TUNNEL E FALDE
ACQUIFERE: UNA CONVIVENZA IMPOSSIBILE! Il Punto informativo NO TAV NO TIR di Chiomonte e i Comitati No TAV NO TIR dell'Alta Valle di Susa invitano gli abitanti a una serata informativa sul tema dell'acqua. VENERDì 18 GENNAIO 2008 - alle ore 21:00 - presso la Polisportiva "Amici di Chiomonte" (Bocciofila CRAL, via Levis, Chiomonte) Testimonianze e documenti sui prosciugamenti già avvenuti in passato a causa dei grandi cantieri e sui problemi legati all'ipotesi di nuovi tunnel in Valle. Interverranno : BEPPE FERRERO (Guardaparco): inventario dei danni del passato e ricognizione sui rischi futuri. TESTIMONIANZE DAL MUGELLO: dove i cantieri del TAV hanno creato disastri ambientali. A proposito di acqua, alta velocità e disastri ambientali Una serata informativa a Chiomonte per continuare l'opera di sensibilizzazione e informazione sui temi legati al territorio e alle sue problematiche e quindi a ciò che riguarda la nostra vita in questa vallata. Questa volta si è scelto di approfondire il tema dell'acqua, a proposito delle interferenze con le falde acquifere e delle relative conseguenze che si sono presentate in passato in concomitanza con i lavori per le grandi opere quali ferrovia, autostrada e centrali elettriche. La ricostruzione dei danni del passato ci mette allerta sugli impatti possibili dei cantieri per la costruzione di una nuova linea ferroviaria TAV, di cui, pur non essendoci ancora un progetto ufficiale, si sa già abbastanza per considerarla una fonte di devastazione ambientale, sociale, e culturale per l'intera vallata. Per aiutarci a capire meglio di che si tratta, una testimonianza dal Mugello (appennino tosco-emiliano), dove i cantieri TAV purtroppo hanno già prodotto danni irreparabili, ci illustrerà come e perché è stato possibile arrivare a questo disastro ambientale fatto di torrenti prosciugati o inquinati, perdita di acque potabili in interi paesi, dissesto idrogeologico, cantieri ancora aperti nonostante il fine lavori fosse previsto anni fa e, infine, una spesa folle di denaro pubblico che si è moltiplicata nel corso degli anni. Non possiamo attendere dai promotori del TAV Torino-Lione e delle autorità "competenti" quel lavoro di informazione per aiutare le popolazioni a capire le reale natura del progetto, in questi anni abbiamo visto solo slogan di propaganda che riempiono TV e giornali con paroloni quali "sviluppo", "progresso", lavoro", "interessi europei". Pertanto riteniamo sia importante confrontarci e aggiornarci sullo stato attuale dell'opera, sugli sviluppi e possibilità di fronte a cui si trova ora il movimento No Tav. Da qualche settimana è aperto a Chiomonte, sulla Strada Statale 24, via Levis n. 14, un piccolo spazio informativo aperto tutti i venerdì dalle 17:00 alle 19:00 dove si possono trovare libri e documentazione sul progetto TAV e sulla storia del movimento di opposizione. In ogni caso, invitiamo tutti gli abitanti di Chiomonte e dintorni a partecipare alla serata che si terrà alle ore 21:00 di venerdì 18 gennaio presso i locali della Polisportiva "Amici di Chiomonte" in via Levis (Bocciofila CRAL, Statale 24) |
| Elisotta | |
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Prima l'occupazione del Rettorato, poi l'autorizzazione a manifestare, infine l'annuncio
"Motivi di opportunità". Il Viminale: "La sicurezza sarebbe stata garantita al mille per cento" Il Papa annulla la visita alla Sapienza "Troppe divisioni. Soprassediamo" di BRUNO PERSANO ROMA - L'annuncio arriva nel tardo pomeriggio: il Papa, alla Sapienza, non andrà. Non è per motivi di sicurezza ma per opportunità. Nessuna segnalazione di minacce. L'annullamento - si apprende da fonti vaticane - sarebbe dovuto a motivi di opportunità legati alle prennunciate contestazioni. Un comunicato stringato quello diffuso dalla sala stampa della Santa Sede: "A seguito delle ben note vicende di questi giorni, si è ritenuto opportuno soprassedere all'evento. Il Santo Padre invierà, tuttavia, il previsto intervento". Un messagio che ha preso tutti in contropiede a partire dal direttore dell'Osservatore Romano che, sulla prima pagina del suo giornale stampato appena un'ora prima della nota del Vaticano, pubblica un fondo che contesta l'opposizione alla visita del Pontefice ma non fa alcun cenno alla scelta di Ratzinger: "La giudicherei davvero curiosa una voce che sostenesse il contrario". E invece il comunicato arriva come una bomba. In mattinata l'aula del Senato accademico è stata occupata da un gruppo di un centinaio di studenti. Dopo una lunga mediazione - condotta da un funzionario di polizia del commissario Trevi, Marcello Cardona - il Rettore aveva concesso ai ragazzi uno spazio davanti all'ingresso dell'università dove avrebbero potuto manifestare giovedì mattina. Ma i filmati della contestazione avrebbero fatto il giro del mondo e il Vaticano ha ritenuto un danno all'immagine insopportabile per Benedetto XVI. Qualche altro leggerà per lui il suo intervento giovedì all'inaugurazione dell'anno accademico della Sapienza. Ed è bufera nel mondo politico. Rincrescimento per la decisone del Papa è stata espresso da destra, ma anche la sinistra avanza delle perplessità. Il premier condanna "chi ha provocato tensioni": "Nessuna voce deve tacere nel Paese, a maggior ragione quella del Papa". Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, riferendosi ai 67 docenti che hanno chiesto al Rettore di annullare la visita del Papa, denuncia allarmato: "Se questi sono i maestri dei nostri figli, c'è da aver paura per il nostro futuro". "Eppure la sicurezza sarebbe stata garantita al mille per cento" ha detto il ministro degli Interni Giuliano Amato. Ci tiene a ribadirlo il Viminale che la scelta del Vaticano nulla c'entra con il timore per l'incolumità del Pontefice. Piuttosto "non era il caso di accettare l'invito" spiegano fonti vaticane: "Se si riceve un invito da parte di una famiglia, ma poi quella famiglia comincia a dividersi, e accade quello che è successo in questi giorni, non è più il caso di accettare''. Prima la lettera dei 67 docenti di Fisica che ricordavano la frase su Galileo citata da Ratizinger quando era cardinale in un intervento pronunciato nel marzo 1990 a Parma. Un'affermazione del filosofo Paul Feyerabend: Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto. "Parole che ci offendono e ci umiliano", scrissero i professori. Poi la vivace protesta degli studenti aderenti ai collettivi di facoltà Rete Autoformazione, i manifesti nel campus, le scritte sulla statua della Minerva all'ingresso dell'università: "Fra Giordano è bruciato, Galileo ha abiurato, noi resisteremo contro il Papato". Stamane l'occupazione del Rettorato, un'occupazione pacifica, lontana dalla violenta reazione di 30 anni fa quando nella Sapienza occupata fu cacciato Luciano Lama, ma decisa e convinta. Poi l'annuncio della Santa Sede intorno alle 17, quando gli studenti erano riuniti in assemblea per decidere la "settimana anticlericale". E' scoppiato un applauso. "Ha vinto il corpo vivo dell'università", dicono alcuni, ma altri, gli studenti cattolici, si sono radunati nella cappella della Sapienza per una veglia di preghiera che proseguirà tutta la notte. (15 gennaio 2008) Come godoooooo ![]() |
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Forse non è inerente al MU, però volevo segnalare questa notizia che mi ha sconvolto...
Pubertà accelerata da junk food Maurizio Blondet 15/01/2008 La mamma di Harley Tedds, un giorno, ha scoperto sgomenta sua figlia mentre in bagno si depilava le gambe. Le ascelle se l'era già depilate. Harley ha cinque anni. «Mi sono accorta che non era solo grassottella, le stava crescendo il seno», dice (1). Mamma Tedds è una delle migliaia di mamme americane che segnalano, giustamente allarmate, i segni di precocissima pubertà nelle loro figlie. Bambine che hanno la prima mestruazione a cinque anni. Bambine di tre con comportamenti sessuali da adolescenti, sbalzi d'umore e ribellioni da sedicenni. «Sbatteva la porta, cercava di picchiarmi», ricorda Hayley Haldin di sua figlia Ellie, che aveva tre anni. Ha finito per portarla dal medico. Che ha comunicato alla mamma che la bambina necessitava di iniezioni di ormoni per ritardare la pubertà. E' un fenomeno che i medici americani conoscono bene, e che vedono aumentare dagli anni '90. Specie nel mondo anglosassone, le bambine tendono a raggiungere la pubertà prima degli 11 anni. Una ricerca sulla popolazione di Bristol ha appurato che una bambina su sei diventa pubere all'età di sei anni. Naturalmente, la spiegazione scientistica collega il fenomeno con l'aumento della leptina, un ormone che è prodotto dai tessuti grassi: poiché i bambini diventano sempre più grassi ad ogni generazione, hanno anche alti livelli di leptina, che innesca il fenomeno della pubertà precoce. Lo psicologo ebreo Aric Sigman ha spiegato alla BBC (2) che questo fenomeno è accentuato nelle ragazzine di genitori divorziati e risposati. Gli ormoni «odorosi» emanati dal padrino (dal nuovo marito di mammà) «ecciterebbero» la risposta ormonale della bambina, è la sua teoria. «Se una bambina sente che il suo ambiente familiare è instabile è possibile che un meccanismo evolutivo entri in gioco, per assicurare che i geni (della bambina) siano trasmessi prima, piuttosto che poi». L'evoluzionismo, naturalmente. Darwin ha sempre ragione. Le bambine vogliono trasferire il loro corredo genetico. Gli individui non sono altro che strumenti con cui i geni si trasmettono alle generazioni seguenti. La vita è fatta per i geni, non i geni per la vita: è la grande intuizione dell'evoluzionismo. Peter Clayton, endocrinologo pediatrico all'Università di Manchester: «Certo nella nostra pratica clinica curiamo più ragazzine in pubertà precoce che 10 anni fa, ma può essere una conseguenza di una aumentata attenzione al fenomeno, più che una crescita reale del fenomeno stesso». «Dobbiamo ancora capire le ragioni profonde del fatto», dice Ilpo Huhtaniemi, docente di biologia riproduttiva all'Imperial college di Londra: «Per esempio, la massima incidenza di pubertà precoce si riscontra tra le bambine del terzo mondo adottate da famiglie del primo mondo». Già, chissà perché. Forse sono gli alimenti, forse i panini McDonald, forse la carne che in USA e in Gran Bretagna viene da vitelli gonfiati di ormoni vietati nell'Europa continentale. Ormoni della crescita, estrogeni vari che vengono somministrati agli animali per aumentarne rapidamente il peso e quindi i profitti per gli allevatori. Naturalmente anche questo ha una parte, concede Sigman. Ma non dimentichiamo, aggiunge, gli altri fattori: le bambine mangiano più dolci e merendine delle loro mamme e nonne, stanno troppo davanti alla TV, tutte cose che accrescono il grasso corporeo e dunque la produzione di leptina. E non dimentichiamo «il fattore evolutivo». Il fattore evolutivo, ovvio. Darwin ha ragione. Basta non discutere gli interessi dell'industria alimentare e del cibo-spazzatura di cui si gonfiano gli americani e gli inglesi. E anche i piccoli italiani, sempre più. I rischi della sessualizzazione precoce dei bambini hanno effetti sociali disastrosi, e parimenti sottovalutati. Bambine che diventano donne a tre-sei anni sono meno capaci di controllare i loro impulsi di quelle che diventano puberi più tardi, quando la personalità è (relativamente) più adulta. Le gravidanze precoci che sono la piaga sociale anglo-americana, con ragazze-madri quattordicenni che devono allevare un neonato, è una delle conseguenze. Altra conseguenza: l'uso precocissimo di droghe e alcool, che segnala una vulnerabilità in bambini e bambine ai disturbi emotivi propri della pubertà, come la depressione, sbalzi d'umore e turbe del comportamento. Si aggiunga l'educazione alla trasgressività edonista, veicolata dalla pubblicità e dalla TV: questo lo riconosce anche Sigman. Senza dimenticare, però i «meccanismi evolutivi»: le bambine vogliono trasmettere i loro geni, per la sopravvivenza della specie. Meglio prima che poi, come insegna il darwinismo. Sarà per dare ragione a Darwin che certe leggi americane tutelano gli allevamenti industriali e le aziende agricole che usano ormoni e altri fito-chimici contro quelle imprese agricole che cercano di produrre cibi sani e con pochi ausilii «scientifici». Due aziende agricole della California, che producono e vendono latte allo stato naturale, hanno fatto ricorso contro una nuova legge di quello Stato, la AB1735, che stabilisce un limite di 10 batteri coliformi per il latte crudo, esattamente quello che è richiesto per il latte pastorizzato (ossia cotto e sterilizzato). La legge è evidentemente passata per pressioni della lobby agro-industriale (3). I batteri coliformi sono onnipresenti nell'ambiente e nel latte, e non provocano disturbi. Per millenni l'umanità ha bevuto latte senza allarmarsi dei coliformi. Ma naturalmente, la scienza ha stabilito l'equazione: microrganismi eguale malattia. E' l'industria alimentare che ci libera dai microrganismi. Già solo col latte pastorizzato, vi libera dai lactobacilli acidofili e i micro-nutrienti (vitamine, enzimi che aiutano la digestione del latte, grasso di panna che contiene i precursori della vitamina A, e che collabora all'assorbimento delle vitamine e minerali contenuti nella frazione acquea del latte). In compenso però l'industria del latte alimentare vi aggiunge vitamina D sintetica. E sul cartone strilla: «With vitamins added!». Col punto esclamativo. La pubblicità ci rende migliori. Più grassi. Più sensuali. Maurizio Blondet Note 1) «Kids hitting puberty at three», News.com.au, 13 gennaio 2008. 2) «Stress fuelling early puberty», BBC, 7 febbraio 2006. 3) «California Dairies Sue to Stop Enforcement of Unfair Raw Milk Standards», San Francisco Chronicle, 28 dicembre 2007. Copyright © - EFFEDIEFFE - all rights reserved. fonte: la leva di archimede |
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Mafia, condannato a 5 anni
il governatore della Sicilia Cuffaro PALERMO - Il presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, è stato condannato a 5 nel processo per le 'talpe' alla Direzione distrettuale antimafia di Palermo. La terza sezione penale del Tribunale, presieduta da Vittorio Alcamo, ha escluso l'aggravante di aver favorito la mafia. A Cuffaro è stata applicata anche la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici. I pm avevano chiesto la pena di 8 anni. Nel processo per le 'talpe' alla Direzione distrettuale antimafia, il presidente della Regione era imputato di favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e rivelazione di segreto. Cuffaro, contrariamente a quanto egli stesso aveva annunciato, ha assistito alla lettura della sentenza nell'aula bunker di Pagliarelli. (repubblica on line18-01-2008) Edited by ago v(^x^)v on Jan 18, 2008 6:01 PM |