Meetup Groups meet face-to-face to pursue hobbies, network, get support, make friends, find playgroups or even change the world!
Get on the Internet to get off the Internet!
You'll get invited to our Meetups as soon as they're scheduled!
| A former member | |
|
|
*
V-Day: Grillo, ma dove sono finiti i soldi chi ti ha finanziato? Ma dove sono finiti i soldi del V-day? LapulcediVoltaire solleva la questione dei finanziamenti alla manifestazione dell'8 settembre. Beppe Grillo aveva infatti chiesto ai visitatori del blog di contribuire a raggiungere i 45.000 euro per Piazza Maggiore a Bologna, quindi via con i versamenti sul conto corrente. Ma quanto è costata davvero la giornata? E perchè Beppe Grillo non accenna ai contributi dei cittadini, che pare gli abbiano dato 40.000 euro? Nel video qui sotto potete sentire il suo discorso sul costo della manifestazione. Dopo avere cavalcato l'onda del successo di piazza, le delusioni iniziano a farsi sentire. E col passare del tempo, spiega Ilcentrosinistradeigiovani, sfuma anche il poco entusiasmo suscitato dalle liste civiche. Ma cosa sta facendo Grillo in questi giorni? A quanto pare, rimane aggrappato al sua roccaforte, il blog, e lascia cadere alla stessa rapidità con cui le ha create l'ipotesi delle liste. Insomma, non ne parla più. Intanto, oggi pubblica un post sull'Alzheimer dopo la boutade sul premier Romano Prodi che aveva innescato polemiche da parte di associazioni a difesa dei malati. Calma piatta dunque a neanche un mese dal V-Day. Speriamo che l'arroganza della Casta non abbia di nuovo il sopravvento. UPDATE! ore 15.00 Forse la Rete ha accelerato la risposta alle nostre domande e il chiarimento arriva in questi minuti proprio dal blog di Grillo. Scrive infatti in un ps: "Sto ultimando i conti delle spese vive sostenute per il V-day. Li pubblicherò a breve con il risultato della sottoscrizione. Un grazie di cuore a chi ha sostenuto il V-day". - Link attivi su: http://politicaesocie... Edited by User 5,079,509 on Oct 3, 2007 4:05 PM |
| RosarioP | |
|
|
Questa notizia mi fa godere
![]() Mastella denuncia 'Mastellatiodio' La polizia postale: chiudere il blog ROMA - Dal malumore alle denunce. Clemente Mastella dopo aver sopportato offese e numerosi "atti di inciviltà" come lui stesso ha definito ciò che alcuni blogger hanno scritto di lui, è passato all'attacco. Il ministro della Giustizia ha presentato una denuncia alla polizia postale e ha chiesto l'oscuramento del sito mastellatiodio.blogspot.com colpevole sin dal titolo di avere un atteggiamento ostile nei suoi confronti. A quanto si apprende è stato accertato che il sito è stato aperto in California anche se sarebbe residente su un server in Italia. La richiesta di oscuramento del blog arriva il giorno dopo il suo sfogo contro l'ondata di critiche ricevute in seguito alla vicenda del pm di Catanzaro Luigi De Magistris, arrivate anche dal suo duellante virtuale per eccellenza, Beppe Grillo. "Se la giustizia è fatta sui blog o nelle piazze, è la fine della democrazia" ha detto Mastella, pur senza fare alcun riferimento esplicito all'ideatore del V-Day. Il blog denunciato ha esattamente la stessa grafica di quello del ministro (clementemastella.blogspot.com) di cui è volutamente una copia, pur avendo opposti contenuti. Il sito contiene una serie di interventi del ministro in video o citazioni accompagnata da ironiche, polemiche o dure riflessioni, firmate Diadorim Riobaldo, lasciando spazio ai commenti. Mastella aveva già dichiaratamente polemizzato con il sito nel corso della puntata di Ballarò del 25 settembre criticandone il titolo e commentando: "L'odio è pericoloso". A questo proposito il blog, oltre che linkare il video con l'intervento di Mastella al programma di RaiTre, risponde: "Il titolo del nostro blog è chiaramente di natura puramente simbolica (...) Noi ci auguriamo semplicemente che personaggi politici incompetenti, arrivisti, profittatori e soprattutto arroganti (...) siano cacciati dalle stanze del potere una volta per tutte, magari senza godere della pensione da parlamentari. Ripeto: chiediamo troppo?" L'ultimo "post" ("Signora ironia, questa sconosciuta") è datato sabato 29 settembre e attacca questa volta la carta stampata e la televisione, colpevoli di aver frainteso l'ennesimo messaggio di Grillo sul suo blog. "Addirittura Grillo è stato costretto a pubblicare un nuovo post per specificare il proprio messaggio. Un po' come spiegare una barzelletta a un idiota che non riesce a capirla da solo" si legge ancora nel sito. Gli autori di "mastellatiodio" sono gli stessi del finto blog di Casini, già denunciati alla polizia postale di Roma dal presidente dell'Udc la settimana scorsa. "Casini ci ha denunciati" hanno scritto i blogger, "e quindi è meglio chiudere qui. Naturalmente il blog non è scritto da Casini" hanno ammesso definendo la loro "una innocente provocazione , il nostro modo di protestare contro questa classe politica inetta e fuori dal mondo". Quindi, dopo essersi augurati di non dover pagare "conseguenze pesanti del loro gesto", i blogger si sono rivolti a Casini concludendo: "è stato interessante vedere cosa molti cittadini hanno voglia di dirti e pensano di te. Non credi?". Dopo oltre dieci giorni il finto blog di Casini è comunque ancora online, anche se sulla homepage campeggia la scritta "Blog non ufficiale su Pier Ferdinando Casini". Bisogna vedere ora cosa accadrà al sito dedicato a Mastella, aperto appena un mese fa. (3 ottobre 2007) |
| A former member | |
|
|
V-DAY: POPULISMO O RIVOLUZIONE?
DA L'ESPRESSO Fassino esprime i suoi dubbi, D?Alema si scaglia contro il comico, Bertinotti lo difende, Travaglio vuole tornare in piazza. Mentre in tutte le città d?Italia stanno nascendo reti di comitati Beppe Grillo lancia le liste civiche. Secondo voi la giornata voluta dal comico è il segnale di una vera voglia di cambiamento oppure è solo un fuoco di paglia? ?esclusione dei condannati dal Parlamento, la preferenza e un limite di due mandati: con questi tre punti Beppe Grillo ha trascinato in piazza l?8 settembre scorso una miriade di persone. Sono state raccolte 300mila firme in poche ore. Il suo partito è pronto a partire, e dal blog il comico lancia le liste civiche. Dall?altra parte della barricata il mondo della politica è in subbuglio e cerca di reagire. Fassino replica a Grillo nel comizio di chiusura della Festa Nazionale dell'Unità e Massimo D?Alema accusa il ciclone V-Day di essere portatore di violenza e di porre problemi senza fornire risposte, ma sia alla Camera che al Senato il movimento neonato vanta già numerosi e disparati sostenitori: da Di Pietro a Pecoraro Scanio. Insomma, il polverone si è alzato ma l?Italia ha realmente voglia di voltare pagina? Oppure si tratta esclusivamente di populismo dell?ultima ora, dove tutti sono pronti ad armarsi di forcone disposti a lasciarlo cadere per salire sul primo carro che passa? Che ne pensate? (17 settembre 2007) |
| A former member | |
|
|
SESTO POTERE
Dopo il caso Grillo, internet sotto accusa: è davvero un luogo di confronto democratico o può diventare un ''grande fratello'', più persuasivo, populista e pericoloso della televisione? DA L'ESPRESSO Quando Hillary Clinton si è presentata alle presidenziali americane lo ha fatto con un messaggio in Internet. Un filmato brevissimo, otto secondi. Molto leggero, per non escludere chi non aveva la banda larga o era in Rete col telefonino. Che cos'ha detto Hillary? Niente o quasi: sono qui, mi candido, converseremo, arrivederci. Una performance salutata dai più con entusiasmo (wow, siamo nell'era delle Web-primarie!) ma che forse nascondeva l'essenza profonda della comunicazione politica in Rete: ultralight, brevissima, priva di contenuti, degradata a minispot. L'ipotesi che il videoclip della Clinton rappresenti la più evidente metafora dei rischi di Internet viene avanzata da un docente di marketing come Paolo Landi, che a metà ottobre uscirà con il primo libro 'Contro il Web' scritto finora in Italia: 'Impigliati nella Rete', edito da Marsilio. Un saggio, ovviamente, pensato prima che Beppe Grillo riempisse le piazze con i suoi 300 mila usciti dal mondo virtuale per incarnarsi in lunghe fila davanti ai banchetti. Ma è proprio il fenomeno Grillo a far esplodere la questione in tutta la sua attualità: e se Internet, per caso, fosse 'peggio' della televisione, in termini di persuasione occulta e manipolazione dei cervelli? E se il mezzo 'democratico' per eccellenza, quello con cui chiunque può partecipare e far sentire la sua voce al mondo a costo zero, fosse invece un medium che esalta infinitamente il carisma e semplifica a dismisura il messaggio? Ancora: e se per ottenere consenso attraverso la Rete - scatenando il famoso tam tam che consente di diventare popolari on line - fosse indispensabile un'esaltazione dei toni, un impoverimento del linguaggio e un azzeramento della riflessione? Insomma: e se Internet rischiasse in qualche caso di trasformarsi in una specie di 'Sesto potere', ancora più potente del Quarto di Orson Welles e del Quinto di Sidney Lumet? Ovviamente nel successo di Grillo agli elementi mediatici si mescolano robuste questioni di contenuto, come l'avversione diffusa per una classe di politici che ne ha combinate un po' troppe. Ma è attraverso il Web che Grillo è uscito dal cono d'ombra mediatico a cui l'aveva costretto il lungo esilio televisivo, ed è usando la grammatica di Internet che il comico genovese ha diffuso il suo messaggio, ottenendo i risultati che si sono visti. E allora la domanda resta: com'è fatta questa grammatica? Porta al confronto orizzontale e alla vera partecipazione dei cittadini dal basso o - al contrario - a un'illusione di coinvolgimento che nasconde dinamiche in cui la qualità dei messaggi è secondaria rispetto alla capacità di utilizzare il mezzo? "La Rete è il modello di comunicazione ideale per una generazione che ha tempi di consumo rapidi e non gradisce altre forme espressive in cui i contenuti non siano sintetici e sincopati", accusa Landi. Il cui riferimento è, evidentemente, al fatto che il linguaggio con cui si comunica sul Web (dagli Instant messages agli stessi blog, fino ai videoclip) ha come caratteristica fondante l'estrema brevità. I famosi tre minuti oltre i quali si cambia canale in tivù, sono diventati quattro righe di 'post' o cinque secondi di videoclip oltre i quali si cambia sito. Con la conseguenza che la Rete rischia di premiare i messaggi meno articolati. Oltre che, naturalmente, i più 'divertenti': al Web ci si avvicina come mezzo più di entertainment che di informazione, quindi non è strano che ad aver successo sia un comico, proprio come su YouTube i video più popolari sono quelli che fanno ridere. Ma è sul mix di assertività e rozzezza che insiste Landi: "Come Hillary, costretta a usare nel suo messaggio in Rete un linguaggio a prova d'idiota, anche Beppe Grillo ricorre a concetti molto basici per farsi capire dal popolo dei blog. A molti può sembrare una grande novità in politica usare la parola 'Vaffanculo', ma è la parola magica che tutti capiscono in un universo come la Rete che ha tempi di consumo rapidissimi. Che non azzerano la distanza tra politico e cittadino ma semmai azzerano la comunicazione di idee". |
| A former member | |
|
|
*
Grillo e il Meetup di Roma disconoscono la Lista Civica Nazionale E i "grillini" romani hanno detto basta. La famosa spaccatura all'interno dei MeetUp, i movimenti di supporto spontaneo a Beppe Grillo che hanno avuto un ruolo determinante nell'organizzazione del V-Day, è stata ufficializzata da un comunicato stampa. Le voci che circolavano in rete già da qualche tempo, con discussioni accese ed insistenti, sono esplose alla notizia della denuncia promossa dal Codacons contro i manifesti affissi a Roma in vista della presentazione, il 6 ottobre, della Lista Civica Nazionale . Ed è proprio questa la causa della presa di posizione dei supporter capitolini: non tutti condividono il progetto di liste civiche e il loro ruolo nella corsa contro (o verso) il nascente Partito Democratico. "Alcuni della Lista Civica Nazionale - dichiara uno dei portavoce dei Grilli Romani - sono personaggi con una storia politica alle spalle ed uno schieramento ben preciso, mentre il nostro è, e deve rimanere un movimento trasversale". In un comunicato diramato il 3 ottobre, il MeetUp di Roma - che conta qualche migliaio di iscritti - prende le distanze dal resto dei movimenti nazionali, intimando di mettere "giù le mani dal V-Day!" . Il riferimento è allo slogan "Dal V-Day alla Lista Civica Nazionale" che figura su "numerosi manifesti pubblicitari a Roma che pubblicizzano la Lista Civica per la Repubblica dei cittadini." "In relazione al manifesto e al richiamo esplicito al V-Day - si legge ancora - Gli Amici di Beppe Grillo di Roma, organizzatori del V-Day di Parco Schuster a Roma, si associano a Beppe Grillo che nel suo blog il 20 settembre ha pubblicato la seguente nota: 'Mi segnalano un'iniziativa del 6 ottobre a Roma dal titolo 'Dal V-Day alla Lista Civica Nazionale' di Roberto Alagna, Oliviero Beha, Pancho Pardi, Elio Veltri. Voglio informarvi che io non ho nulla a che fare con la Lista Civica Nazionale che viene proposta'. Pur condividendo le idee volte a "migliorare lo scenario politico" italiano, i Grilli Romani "ritengono comunque che il richiamo al V-Day nel manifesto pubblicitario possa risultare poco chiaro e induca i cittadini ad associare il V-Day con un'iniziativa politica e un movimento, la Lista Civica Nazionale, che non ha partecipato in alcun modo all'organizzazione dell'8 settembre a Roma in Parco Schuster." Insomma, V-Day e Liste Civiche sarebbero fenomeni distinti che non dovrebbero neppure essere avvertiti dall'opinione pubblica come complementari. Il comunicato ricalca l'esposto del Codacons che ha fatto storcere in naso ad Oliviero Beha, uno dei firmatari della Lista Civica. Beha aveva anche risposto pubblicamente al disconoscimento di Grillo ricordando come pochi mesi prima lui stesso avesse appoggiato non solo il progetto di Lista Civica Nazionale ma anche lo slogan apparso sui manifesti. E se qualcuno si chiede "perchè al V-Day di Milano c'era il banchetto per firmare il Manifesto per una Nuova Politica, promosso dalla Lista Civica Nazionale, a circa due metri dal banchetto per firmare le tre petizioni" (quelle della legge popolare, ndr.), la risposta di Beha insinua il dubbio all'interno della corrente post 8 settembre. "NOI STESSI - tuona il giornalista contro Grillo - ti sottoponemmo un Manifesto per la Riforma della Politica che tu, Travaglio, Fo, Tabucchi, Imposimato e migliaia di altri avete firmato certamente non sotto dettatura. Potevi aggiungerlo al tuo post. Oppure informare il popolo dei grillini che il titolo dell'iniziativa del 6 ottobre TI E' STATO SOTTOPOSTO DA ELIO VELTRI PRIMA DI ANDARE IN STAMPA, e tu non hai obiettato alcunché, se non il fatto che non saresti stato presente." Che le smentite e i rimpianti stiano già facendo breccia nell'universo grilliano? In questo caotico botta e risposta è davvero meglio mettere i puntini sulle "i", il 14 ottobre è sempre più vicino. - su: http://www.rivistaonl... - Dichiarazioni di beha: http://www.repubblica... - Denuncia Codacons: http://www.codacons.i... Edited by User 5,079,509 on Oct 4, 2007 3:02 PM |
| Andrea Sacco | |
|
|
Ecco perchè vogliono allontanare Luigi De Magistris dalla Calabria
Qualche informazione sul caso 'Why Not?' C'era una volta anzi, c'è ancora a Lamezia Terme (CZ) una società che si chiama 'Why Not?' che da tempo, praticamente sin dalla sua nascita, presta i suoi lavoratori interinali alla Regione Calabria per servizi che vanno dalla sorveglianza idraulica, alla tutela del patrimonio, alla gestione del personale, di banche dati ed altri servizi informatici; questa società impiega oggi 635 dipendenti e vanta un fatturato di 12 milioni di euro. Certamente gran parte del merito di tale successo è dovuto al fatto che in pratica la Regione, seppur con decine di migliaia di dipendenti, non riesce - per così dire - a gestire neppure il proprio personale, e si affida perciò in outsourcing a 'Why Not?'. E fin qui sembra l'inizio di una storia quasi 'normale', magari una di quelle storie di piccola clientela come tante ce ne sono in Italia, ed invece c'è dell'altro, e 'che' altro! Da 'Why Not?' mutua oggi il nome l'inchiesta aperta alla Procura della Repubblica di Catanzaro e portata avanti dal sostituto procuratore Luigi De Magistris, perché sarebbe questa la società capo-fila di una serie di scatole cinesi finalizzate all'intercettazione di una gran parte dei finanziamenti pubblici erogati dalla Regione Calabria e dall'Unione Europea per i più disparati settori economici. E adesso comincia il bello. Durante gli interrogatori dei testimoni (anche interni a Why Not) da parte di De Magistris sono venuti fuori nomi di importanti personaggi del mondo della politica calabrese nonché dell'imprenditoria e delle forze armate di tutta Italia e così nei mesi scorsi i carabinieri hanno perquisito decine di abitazioni private per poi irrompere addirittura al Palazzo del Consiglio regionale negli uffici privati di alcuni consiglieri ed assessori regionali alla ricerca di materiale probatorio per l'inchiesta. Cioè, come se i carabinieri irrompessero negli uffici parlamentari di Montecitorio, giusto per farti comprendere la gravità della cosa. E così le persone indagate sono 19 e provenienti da tutta Italia. Tra queste anche il generale Paolo Poletti, attuale capo di Stato Maggiore della Guardia di Finanza, l'assessore al turismo e Vicepresidente della Regione Calabria, Nicola Adamo (Ds), l'assessore regionale all'agricoltura e forestazione, Mario Pirillo (ex Margherita adesso esponente del Partito Democratico Meridionale), un consigliere regionale dei Ds, Antonio Acri, l'ex responsabile per il Sud Italia della Compagnia delle Opere, Tonino Saladino (più volte intercettato al telefono con il Guardasigilli Mastella), l'ex assessore regionale alla sanità di centrodestra, Gianfranco Luzzo ed un quarantenne di Vibo Valentia, Salvatore Domenico Galati, già collaboratore dello staff del senatore e coordinatore regionale di Forza Italia Giancarlo Pittelli. Un bel minestrone di inciuci, non c'è che dire. E se vi dicessi che tra gli indagati ci sono anche il capocentro del Sismi di Padova, Massimo Stellato, ed una funzionaria del Cesis (l'ufficio di coordinamento dei servizi segreti), Brunella Bruno? Ecco che il quadro della situazione si manifesta in tutta la sua preoccupante tristezza e drammaticità. I reati contestati, a vario titolo, spaziano dalla corruzione, all'associazione a delinquere, alla violazione delle leggi sulle associazioni segrete (sic), alla truffa, al finanziamento illecito ai partiti. Addirittura si ipotizza per alcuni l'appartenenza ad una massoneria coperta (la c.d. 'Loggia San Marino'), che sarebbe servita da collante per portare a termine gli affari illeciti del gruppo di potere trasversale con le dovute coperture istituzionali. Cioè, praticamente, pare si tratti di una vera e propria lobby e che questa abbia influito sulle scelte di amministrazioni pubbliche per l'utilizzo di finanziamenti e l'assegnazione di appalti. Ovviamente inutile dire che il Vicepresidente Adamo, ad esempio, in linea con la recente linea Ds sui magistrati milanesi, si è subito detto pubblicamente vittima di un complotto contro sé, il suo partito, la sua famiglia ed il suo lavoro, accusando, seppur indirettamente, il PM dell'inchiesta di agire per conto di non si sa chi (e meno male che lo stesso De Magistris era stato inserito anni fa nel famoso elenco delle 'toghe rosse' di berlusconiana memoria!). [continua....] Edited by Andrea Sacco on Oct 5, 2007 12:21 AM |
| Andrea Sacco | |
|
|
Eccola la regione del dopo-Fortugno! Eccola la regione dove un uomo delle Istituzioni, un politico, è stato ucciso meno di due anni fa in un seggio delle Primarie, a Locri, giusto sei mesi dopo quelle elezioni regionali dove il centrosinistra, imbarcando di tutto ha raggiunto il record storico di preferenze (oltre il 62% dei consensi).
E non finisce qui. Il 20 giugno scorso, dopo la riunione della Conferenza dei capigruppo e dei presidenti di Commissione in Consiglio regionale, è stato dato mandato al presidente del Consiglio, Giuseppe Bova (Ds), di (cito testualmente) <<assumere, attraverso l'Avvocatura regionale, ogni iniziativa giudiziaria volta alla difesa dell'onorabilità dell'Assemblea>>. In poche parole i politici coinvolti nelle inchieste attraverso il compagno Bova hanno querelato i testimoni di De Magistris con i soldi dei contribuenti, bene sottolinearlo, dopo aver già querelato per fantomatiche diffamazioni anche noi di 'Ammazzateci tutti' a dicembre 2006, rei di aver chiesto di non essere più strumentalizzati politicamente e sollecitato chiarimenti circa la questione del 50% - di allora? di consiglieri regionali inquisiti (dato comunque confermato successivamente anche dalla Direzione Nazionale Antimafia e dal Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso ed oggi salito al 65%, con 33 consiglieri inquisiti su 49 eletti). Di queste cose, quanti giornali e televisioni ne hanno parlato e ne parleranno? Io sono solo uno squattrinato 21enne studente fuori sede con già due querele sulle spalle, e più di questo ultimo disperato appello non so proprio cosa fare ed a chi rivolgermi. Al Presidente della Repubblica? Alla Corte Europea? Alle Nazioni Unite? A chi, a che cosa? Già diverso tempo fa abbiamo aperto assieme ad altri movimenti ed associazioni calabresi e molto prima che il Ministro di disgrazia ed ingiustizia Mastella ne chiedesse il trasferimento, una petizione ( http://www.petitionon... Non ci arrendiamo. Abbiamo già raccolto più di 50.000 firme: uno straordinario popolo fatto di giovani, associazioni, professionisti, ed anche qualche forza politica. Incontrandoci non ci siamo mai chiesti da dove venivamo ma per dove insieme volevamo andare. Alla faccia di chi ci etichetta banalmente come 'anti-politica', coloro i quali fanno prima (e gli conviene) a criticare gli effetti di un malcontento collettivo che pervade l'intera società italiana senza però soffermarsi e ricercarne le cause. Abbiamo allestito e stiamo allestendo in questi giorni banchetti un po' dappertutto, davanti ai supermercati, alle poste, all'ingresso di scuole ed università di tutta Italia: da Reggio Calabria, a Palermo, a Milano, a Roma, a Bari, a Potenza. Magari siamo solo piccole gocce in uno stagno, ma vogliamo ancora sperare che questo Ministro di disgrazia ed ingiustizia torni ad occuparsi di filosofia, lasciando i magistrati a fare il loro lavoro, per il bene dell'Italia. Non si tratta di stabilire se vogliamo essere garantisti o giustizialisti, ma solo essere consci che oggi nel nostro Paese i magistrati scomodi vengono fatti saltare non solo con il tritolo, e quindi chiediamoci solo da che parte stare: se dalla parte degli onesti o dall'altra. C'era una volta in Italia la Giustizia, c'era una volta in Calabria l'Italia. Appuntamento a Roma lunedì 8 ottobre davanti al CSM, in Piazza Indipendenza per gridare insieme: E adesso trasferiteci tutti. Aldo Pecora Edited by Andrea Sacco on Oct 5, 2007 12:23 AM |
| Andrea Sacco | |
|
|
Assegnati i premi Ig-nobel 2007 (La Repubblica)
|
| A former member | |
|
|
*
* il comico e i messaggi razzisti Grillo: «Non controllo il blog» Beppe Grillo chiede aiuto. Al ministero della Giustizia, e agli stessi frequentatori del suo blog. Il comico genovese diventato fustigatore di politici, giornalisti e industriali, non riesce ad arginare il fiume in piena di messaggi negazionisti, nazisti e razzisti che invade le pagine elettroniche del diario online. I sostenitori del revisionismo storico, per i quali l'olocausto e altre immani tragedie dell'epoca moderna sono frutto della propaganda sionista, non si fermano. E lui, il promotore del V-Day, non riesce a impedire che il blog sia vittima di «infiltrazioni», come Il Tempo ha segnalato nei giorni scorsi. «I messaggi dei negazionisti in rete sono decine di migliaia, è gente molto organizzata, hanno siti e blog, non si nascondono - sottolinea Grillo - La cancellazione dei loro messaggi dal mio blog è comunque continua». E spiega che a febbraio ha chiesto ai suoi avvocati se era possibile intervenire per vie legali, «ma non sembra che vi siano estremi per ipotesi di reato». A questo punto, i legali di Beppe «hanno telefonato al ministero di Grazia e Giustizia, e poi scritto in modo molto ossequioso al sottosegretario e al ministro perché intervenissero». Risultato? Zero. «Nessuna risposta», riferisce Grillo, che allega la lettera e la ricevuta di avvenuta ricezione. Nella missiva, l'avvocato Enrico Grillo specifica che «il gestore del blog ha più volte intimato all'ignoto interlocutore di astenersi dall'inserire commenti di tale sgradevole tenore non ottenendo, però, alcun positivo riscontro». Fallito questo tentativo «istituzionale» (e sarebbe il caso che dal dicastero di Mastella una risposta arrivasse comunque), il comico-blogger-trascinapopoli si rivolge direttamente ai suoi seguaci: «Chiedo un piccolo aiuto ai frequentatori del blog - scrive - Esiste una funzione "cestino" per cancellare i commenti che non rispettano le regole del blog. Usatela contro i negazionisti». L'appello ha suscitato reazioni diverse. C'è chi continua a prendersela con la «casta» dei giornalisti. «Se sono stati idioti quelli che hanno scritto certe cose nel blog, ancora più idioti sono stati i giornalisti/a della Rai che ha deciso di divulgarlo a milioni di persone - commenta Luisa P. - Sarebbero passati ignorati, io personalmente ho un cervello per capire quali sono i commenti idioti e quelli in tema. Non ho bisogno di un filtro, ma forse per i giornalisti della Rai che hanno deciso di autolobotomizzarsi...». Wladimir Z., invece, osserva che «cestinare le idee altrui non è democratico, ma dal momento che Hitler, Stalin, Mussolini e tutti i dittatori della storia hanno determinato catastrofi scempi in giro per il mondo, bisogna continuare a censurare tutto quello che danneggia la memoria di coloro che ci hanno lasciato la pelle». E aggiunge: «Se un giorno Grillo diventasse un dittatore o il movimento assumesse caratteristiche violente dovrebbe anch'esso subire una severa censura». Qualcuno, infine, cita Francois Voltaire e la sua frase sulla libertà di espressione («Disapprovo quello che dite ma difenderò fino alla morte il vostro diritto a dirlo»), e dimentica quella di Martin Luther King: «La mia libertà finisce dove comincia la vostra». Giuseppe Sanzotta: "Così Grillo alimenta la violenza" - su: http://www.iltempo.it... |
| A former member | |
|
|
*
ndr. e questo era già prevedibile "Vi hanno usati TUTTI"... credevate che non facessero la TAV ??? No Tav-sinistra, è rottura - "Diserteremo Roma - Non ci facciamo usare" MAURIZIO TROPEANO Da ieri la frattura tra i partiti della sinistra radicale e il Movimento No Tav è diventata palese. Nei mesi scorsi, soprattutto dopo il voto di fiducia al governo Prodi, non erano mancate le contestazioni a Rifondazione, Verdi e Comunisti italiani. Ai primi di settembre i comitati avevano contestato esponenti di Prc alle festa di Liberazione. Ieri l?ultimo strappo: il rifiuto di aderire alla manifestazione del 20 ottobre organizzata dalla sinistra alternativa perché «non vi sono le condizioni e i presupposti per partecipare». La scelta è stata presa il 3 ottobre nel corso dell?assemblea che si è svolta a Villardora: «20 ottobre? No, grazie, abbiamo altri programmi». Nel documento si giudica «quantomeno equivoco chiamare il movimento all?appuntamento». Il motivo? «Vogliamo rimanere noi stessi e non intendiamo farci usare dai partiti nel tentativo illusorio di spostare delicati equilibri all?interno della maggioranza». Tutto il documento approvato è una contestazione ai partiti della sinistra radicale perché «richiamare oggi il governo al mantenimento del suo programma elettorale risulta ben poco credibile» soprattutto dopo l?approvazione del dodecalogo, dove è prevista la realizzazione del collegamento Torino-Lione «con l?oggettivo sostegno di tutta la maggioranza». Secondo i comitati non esistono governi amici, anzi «la Val di Susa sta misurando quanto il governo ?amico? renda sempre più difficile mantenere quel rapporto di fiducia con le amministrazioni locali che ha contribuito fino ad oggi a fermare le devastazioni del Tav». E? evidente la critica ai sindaci che hanno deciso di continuare a partecipare con i propri esperti ai lavori dell?Osservatorio guidato dal commissario straordinario, Mario Virano. E? evidente, soprattutto, la lontananza con le scelte fatte da uno dei leader del movimento, quell?Antonio Ferrentino, presidente della Comunità Montana della Bassa Val di Susa che non solo ha aderito alla manifestazione ma è uno dei promotori a livello locale della mobilitazione. A cercare di ricucire i rapporti tra la sinistra radicale e i No Tav restano singoli esponenti di Prc come l?europarlamentare Vittorio Agnoletto, la deputata Marilde Provera, o il consigliere regionale, Juri Bossuto. Nei giorni scorsi in valle era arrivato anche Marco Rizzo del Pdci. I comitati però «pensano ad un diverso modo di fare politica che tolga spazio alle segreterie dei partiti per consegnarlo alla partecipazione dei cittadini veri». - su: La Stampa di oggi (Cronaca TO) Edited by User 5,079,509 on Oct 5, 2007 4:51 PM |