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I bresciani hanno più diossina nel sangue degli abitanti di Seveso. Merito della Caffaro, ma non solo. A Brescia è in funzione l¹inceneritore più grande d¹Europa. Un impianto avveniristico, disegnato da fior d¹architetti, con una ciminiera in tono con il colore del cielo. L¹inceneritore di Brescia ha vinto un prestigioso premio internazionale. Poi si è scoperto che l¹ente dispensatore del premio era sponsorizzato dalla società che ha costruito l¹inceneritore. Gestito dall¹Asm, la potente municipalizzata partecipata anche dall¹Hopa del ³capitano coraggioso² Emilio Gnutti, l¹inceneritore di Brescia è una macchina da soldi e da rifiuti: per funzionare ne attrae a getto continuo, induce a produrne sempre di più. Non per nulla Brescia è una delle città meno virtuose nella raccolta differenziata.
Il 5 luglio 2007 l¹inceneritore di Brescia ha procurato all¹Italia una sentenza di condanna da parte della Corte di giustizia europea. Nella sentenza i giudici sottolineano che non sono state rispettate le normative comunitarie poiché il progetto di una terza linea dell¹inceneritore non fu sottoposto alla preventiva valutazione di impatto ambientale e in tal modo all¹opinione pubblica non fu permesso di esprimere le proprie osservazioni prima delle decisioni dell¹autorità competente. Alla Corte del Lussemburgo aveva fatto ricorso la Commissione europea dopo aver avviato una procedura d¹infrazione contro l¹Italia in cui si ravvisava la violazione delle direttive comunitarie sull¹impatto ambientale e sull¹incenerimento dei rifiuti. Sono andato a Brescia a intervistare Marino Ruzzenenti. Insegnante e ambientalista attivo nel comitato ³Cittadini per il riciclaggio², autore del volume ³L¹Italia sotto i rifiuti² (Jaca book), Marino Ruzzenenti ha seguito fin dall¹inizio la vicenda dell¹inceneritore di Brescia e la definisce un modello negativo, sul piano ambientale ed economico, in fatto di gestione dei rifiuti. http://www.pieroricca... http://www.pieroricca... Vai a vedere il video sull'intervista |
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Welfare, "clima caldo" e qualche contestazione
alle assemblee alla Fiat di Mirafiori TORINO - "Clima caldo anche se civile" e diverse contestazioni alla Fiat di Mirafiori nel corso delle assemblee dei lavoratori alle quali i sindacati confederali sottopongono stamane il protocollo su welfare e pensioni siglato il 23 luglio con il governo. Gli interventi del segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, e di Morena Piccinini della segreteria nazionale della Cgil sono stati accolti con qualche contestazione. Fischi, invece, all'indirizzo di un delegato della Fiom che si è detto favorevole al protocollo, mentre applausi hanno accompagnato le dichiarazioni dei delegati che hanno manifestato la propria contrarietà al documento. Intanto continua il dibattito politico sull'opportunità di modificare il protocollo, così come chiede la sinistra radicale. "Il protocollo è già stato discusso e già accettato da tutte le parti sociali. Adesso non può essere rimesso unilateralmente in discussione", afferma il ministro del Commercio internazionale e Politiche europee, Emma Bonino, a margine dell'incontro con il generale della guardia di finanza, Cosimo D'Arrigo. "Il pacchetto, con tutte e due le parti, pensioni e mercato del lavoro - prosegue la Bonino - deve andare in un collegato, essendo inteso che poi deve essere approvato entro il 31 dicembre: altrimenti ritorna lo scalone. Non è proprio pensabile di scollegare le due cose: di fare prima gli scalini, cioè le pensioni, e dopo, eventualmente, il mercato del lavoro. Non è accettabile, non solo nel merito, ma soprattutto nel metodo". Anche Lamberto Dini, presentando a Montecitorio il logo del movimento Liberaldemocratici e il programma della convention che si tiene a Roma il 7 ottobre, ha assicurato: "Sul protocollo del welfare noi ci atteniamo alle parole di Romano Prodi: è immodificabile. E noi appoggiamo il presidente del Consiglio su questa sua determinazione". (1 ottobre 2007) http://www.repubblica... |
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Si diffonde a macchia d'olio l'iniziativa nata tra i grillini a Torino: GRILLO: "FIATO SUL COLLO" SBARCA IN PALAZZO VECCHIO (AGI) - Firenze, 1 ott. - L'operazione "Fiato sul collo", lanciata da Beppe Grillo a livello nazionale per monitorare i lavori dei consigli comunali, sbarca oggi a Firenze. A partire dal Consiglio comunale odierno, che avra' inizio alle ore 15.00 nel Salone dei Duecento a Palazzo Vecchio, il gruppo fiorentino degli 'Amici di Beppe Grillo' inizia un percorso di presenza attiva con l'obiettivo di favorire la partecipazione dei cittadini ai lavori consiliari e far riacquistare al cittadino un ruolo attivo nella politica. "Vogliamo essere presenti e capire le dinamiche del Palazzo, i metodi con cui i nostri amministratori discutono e dibattono dei nostri problemi", ha detto Andrea Vannini del Meet-up fiorentino. "Vogliamo vedere e capire, per poter trasmettere a chi non puo' venire gli esiti delle votazioni e le prese di posizione delle forze politiche. Vogliamo prendere le notizie direttamente alla fonte e riportarle all'esterno libere da censure, grazie ad internet e a momenti di incontro in citta'." "Abbiamo ancora sotto gli occhi il consiglio comunale di lunedi' scorso" - ha continuato Vannini. "Un consiglio dove alcuni amministratori e alcuni consiglieri hanno strumentalizzato la presenza di quei cittadini che erano presenti per partecipare al dibattito sulla tramvia e in difesa dei tanti alberi che la giunta Domenici vuole abbattere. Uno spettacolo poco dignitoso, che fa capire ancora una volta come gli amministratori pubblici considerino dei sudditi i cittadini. Con l'operazione 'Fiato sul collo', che ci auguriamo sempre piu' ricca e partecipata, chiediamo piu' rispetto e considerazione per i tanti fermenti di cittadinanza attiva presenti in citta'". (AGI) - su: http://www.agi.it/fir... |
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ed eccovi un altro bell'articolo... Tv: se i Tg preferiscono Grillo al Pd Roma, 1 ott (Velino) - Un successo per Beppe Grillo e i suoi ?vaffa? al Palazzo. L?informazione del mese di settembre è stata dominata proprio dallo tsunami provocato dal comico genovese. Un?onda anomala partita dalla piazza di Bologna l?8 settembre scorso e che sta mettendo in seria difficoltà un?intera classe politica. In particolare, tra l?8 e il 28 settembre ? dati elaborati dalla Geca Italia sull?edizione meridiana e serale ? i sette telegiornali più importanti in onda sulla tv generalista hanno confezionato ben 161 notizie su Grillo. Oltre quattro ore (250 minuti per l?esattezza), che hanno eletto Mario Giordano ? appena nominato direttore del Giornale ? come vero e proprio grillino doc. Studio aperto, infatti, è stato il telegiornale che di più ha cavalcato l?antipolitica con 35 notizie e un tempo di attenzione di oltre 50 minuti. Un occhio di riguardo al fenomeno Grillo anche dal Tg3 che ha mandato in onda oltre 45 minuti di notizie sull?argomento, mentre Tg1 e Tg5 si sono attestati entrambi intorno ai 40 minuti. Poco appeal per Grillo e i suoi ?vaffa? in casa Tg4: Emilio Fede ha mandato in onda solo nove notizie per un tempo di oltre 15 minuti. È andata malino, infine, al comico genovese anche in casa La7 dove il notiziario ha dedicato all?argomento 17 notizie e circa 23 minuti. Ma d?altronde l?editore di Antonello Piroso è Telecom Italia? Ben 250 minuti a Beppe Grillo e 190 minuti (per un totale di 121 notizie) all?intero Partito democratico. Un dato ? quello relativo ai Tg di settembre - che nel Palazzo farà storcere il naso a molti a partire da Romano Prodi che auspica ?oltre un milione di elettori per le primarie?. In particolare ? come rivelano i dati Geca Italia - tra l?8 e il 28 settembre le vicende del Pd hanno appassionato soprattutto il Tg1 e il Tg2. Mauro Mazza, che le sue ?simpatie? per il V-Day le ha esplicitate in un duro editoriale, è l?unico direttore del servizio pubblico ad aver dedicato più tempo al Pd (39 minuti) che a Grillo (37). Tanto Partito democratico, poi, sul Tg1: Gianni Riotta ha fatto confezionare 26 notizie per un totale di 38 minuti. Poco appeal, invece, per Veltroni & company sul Tg3 (30 minuti), ma soprattutto sulle reti Mediaset. Ventotto minuti sul Tg4, 23 sul Tg5 e solo due - per un totale di ben tre notizie ? a Studio Aperto. Venticinque notizie, infine, per il Pd e un tempo totale di attenzione di 29 minuti sul TgLa7. Il volo di Stato, il trasloco dei magistrati, la bagarre del Senato sulla Rai, ma soprattutto le pesanti invettive di Beppe Grillo (e Marco Travaglio). È stato, lui, Clemente Mastella, l?indiscusso protagonista della politica settembrina. Di tanta ?pubblicità? il ministro della Giustizia avrebbe volentieri fatto a meno, ma può consolarsi con i dati sui notiziari di settembre. Proprio il leader dell?Udeur, infatti, con oltre 14 minuti di interviste in viva voce si piazza all?inseguimento di un podio composto da Prodi, Napolitano e Berlusconi. Per l?esattezza - nelle edizioni meridiana e serale dei sette Tg nazionali - il presidente del Consiglio ha parlato (tra l?8 e il 28 settembre) per 25 minuti e 30 secondi. Poco più di 25 minuti anche per il presidente della Repubblica. Diciotto minuti, infine, per il Cavaliere. (Gianluca Vacchio) - da: http://www.ilvelino.i... |
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Prossimo alla chiusura sito anti-Mastella Roma, 1 ott (Velino) - Potrebbe essere la Procura di Roma, già nelle prossime ore, a estrarre quella che il Guardasigilli Clemente Mastella considera ormai una vera e propria "spina nel fianco". Si tratta del blog internettiano "Mastella ti odio" (http://www.mastellati... - su: http://www.ilvelino.i... |
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http://www.lastampa.i...
1/10/2007 (19:33) L'ira dell'Udeur contro Santoro: "Pronti a sfiduciare il Cda della Rai" Il Campanile scende in campo per difendere Mastella: «Killeraggio» ROMA L?Udeur chiede ai vertici Rai di verificare e, se del caso, fermare, una puntata di «Annozero» di Michele Santoro che, a giudizio del Campanile, sarebbe finalizzata a gettare discredito su Clemente Mastella e il suo partito, come accaduto la scorsa settimana a Ballarò. «Da quanto apprendiamo, durante la prossima puntata di "Annozero" Santoro si appresta ad attaccare nuovamente la politica e in particolare l?Udeur e il suo leader, il ministro della Giustizia Clemente Mastella. Se fosse vero, sarebbe inaccettabile. Non si può utilizzare il servizio pubblico per fini strumentali e per colpire a senso unico un partito. Non accetteremo di essere processati sulla piazza di Annozero». Lo afferma Antonio Satta, vicesegretario vicario dell?Udeur e segretario della Commissione di Vigilanza Rai. «I contatti avuti dalla redazione di "Annozero" con alcuni nostri esponenti calabresi ci fanno pensare che si stia preparando un ennesimo attacco contro di noi. Non si può dedicare ogni puntata di questa trasmissione all?Udeur». «È un killeraggio che non porta da alcuna parte se non ad iniziare una incomprensibile campagna di odio verso l?Udeur - conclude Satta - Se questa volta il direttore generale e il presidente della Rai non interverranno per evitare questa ennesima vergognosa strumentalizzazione del servizio pubblico, presenteremo al Senato, come già preannunciato, una mozione di sfiducia verso il cda della Rai» |
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Ma in molti proseguono con gli insulti e prevedono un V-Day 2 contro tutti i giornalisti NON solo minacce. Le lettere a Il Tempo da parte di lettori e frequentatori di blog continuano. Ma il vento della polemica sta portando anche messaggi di solidarietà. Incitamenti a proseguire «su questa strada, in questa battaglia», scrive C.P. Una «battaglia» iniziata quando il quotidiano di piazza Colonna ha denunciato per primo la presenza di alcuni commenti razzisti e antisemiti nel blog beppegrillo.it. Domenica pomeriggio sono cominciate ad arrivare le prime e-mail da parte di lettori che sfogliando il giornale avevano letto degli insulti diretti ai giornalisti di piazza Colonna. Hanno «abbracciato» la vicenda: «Le sono grato per la denuncia fatta da lei e da Il Tempo sul blog di Grillo», scrive G.P.. «Le invio con la presente il mio modesto e personale apprezzamento solidale, per quanto starete, lei e il giornale, subendo per aver denunciato coraggiosamente la questione». «Esprimo tutto il mio apprezzamento per quello che lei ha scritto», è invece l?introduzione di A.P., prima di immergersi in una lunga discussione sul ruolo di Beppe Grillo nel mondo della politica, del comico che era e del comico che è oggi. Altri ringraziano e incitano ad andare a fondo sulla vicenda. Oppure, propongono di fare chiarezza su nuove questioni: «Esimio Fabio, nell?apprezzare il tuo stile e nel condividere il tuo articolo odierno, mi pregio di sottoporre alla tua attenzione un progetto...», segnala P.S. Insomma, gli insulti resi pubblici domenica scorsa e l?intervista al portavoce Cer Riccardo Pacifici, hanno mosso nell?opinione di alcuni lettori l?esigenza di schierarsi anche al fianco della denuncia de Il Tempo. «Caro Fabio - commenta la vicenda S.D.C. - siamo tutti con te. Non ti curare di certi personaggi di questa società. E meno male che si appellano alla cosidetta libertà d?espressione. Forse l?errore è fargli troppa pubblicità». Un altro giovane si schiera dalla parte del nostro giornale: «Salve signor Perugia, sono un ragazzo di ventitrè anni con la passione del giornalismo e di scrivere articoli. Ho appena visto al Tg1 il servizio sulla sua vicenda - il tiggì di Gianni Riotta ha descritto i fatti in televisione con un servizio telegiornalistico - Lei ha tutto il mio appoggio e la mia solidarietà. E.C.». Ma non solo persone comuni hanno lanciato messaggi di solidarietà. Un gruppo di ragazzi che gestiscono un blog scrivono: «Questo è un piccolo blog che viaggia, cosa che è già lusinghiera, verso i 20.000 contatti: roba da ridere in confronto al celebrato blog di Beppe Grillo. Non per questo non sfugge però il fatto che il rispetto del diritto di opinione, se si ritiene anche verso le squallide invettive antisemite lette nel blog del comico genovese, non comporti un dovere morale di stigmatizzare duramente e anche, diciamolo chiaramente, di eliminare ove rasentino anche parzialmente all?incitamento all?odio razziale. Siamo quindi solidali con Il Tempo, grati a questo quotidiano per aver alzato pubblicamente il velo su questo aspetto di uno dei blog più letti d?Italia». L?oggetto del comunicato di G.P., per conto della comunity, era: «Solidali con il giornale». Ma anche ieri sono continuati i messaggi di insulti. «Complimenti!!!! Con il suo articolo non sta facendo altro che buttare altro fango sulla categoria!!!!! Vergogna!!!!», urla «madsun». D.P., invece, preannuncia un «V-Day 2 contro voi, i servi del potere». G.M., tra le tante e-mail ricevute, infine scrive: «Carissimo Perugia, sei uno pseudogiornalista come tutti gli altri... Cercate di fare polemica per qualche stronzo che come te sta cercando di delegittimare 300000 persone che si sono rotte i coglioni anche di te... Visto che sei un assiduo frequentatore del blog, perché non parli della lettera dei sigg. Borsellino-Alfano? Perché non parli della questione Rete4-Europa7? Perché? Vaffanculo!». di f.perugia su: http://www.iltempo.it... |
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Antipolitica? Il rimedio sono i circoli Antipolitica e blog, circoli e partiti. Il dibattito si allarga di giorno in giorno ma credo che su alcuni punti sia ancora necessario fare un minimo di chiarezza. Una giusta dose di antipolitica è fisiologica in una democrazia, è la medicina che aiuta a correggere la rotta quando occorre e a non perdere mai di vista le trasformazioni e i bisogni di una società. L?antipolitica diventa patologia e quindi una sindrome allarmante quando si rompe il patto tra i cittadini e chi li amministra, un patto che non è fondato solo sulla fiducia ma su un elemento altrettanto indispensabile e molto meno complicato: la capacità di ascolto della politica. Se il cittadino comune ogni mattina sfoglia il giornale o apre un libro e scopre l?elenco interminabile dei costi, dei privilegi e degli sperperi della politica, si indigna e farà sentire la sua protesta, ma la protesta finirà in piazza quando va al supermercato e si accorge, dalla sera alla mattina, che un pacco di pasta, non di caviale, gli costa qualche euro di più al chilo. È allora che la protesta diventerà antipolitica: la rivendicazione gridata di un diritto all?ascolto che è anche la riaffermazione del diritto a vedersi riconosciuta la propria identità e il proprio ruolo. Il successo dei blog e della comunicazione via internet è la conferma di questa esigenza primaria che riaffiora nei momenti di crisi profonda di una società: «Io esisto e voi, signori della politica, ne dovete tener conto, non potete far finta di niente». Ma persino i blog, nel loro linguaggio a volte crudo ed estremo e così facile da strumentalizzare per il tribuno del momento, indicano qualcosa di ben diverso da ciò che appare a una lettura superficiale. Non esprimono la voglia di cancellare la politica, ma di rinnovare la politica (lo dimostrano ogni giorno i messaggi che arrivano al blog del mio sito). Quando Di Pietro liscia il pelo a Beppe Grillo, l?ultimo regalo del governo Prodi, e profetizza la sparizione dei partiti, tranne il suo ovviamente, dice una sciocchezza colossale (e su questo molti amici del mio partito dovrebbero riflettere...). L?onda d?urto della protesta via internet non sta tracciando nel nostro Paese l?inizio di una rivoluzione antidemocratica ma sta segnalando il bisogno di ritrovare presenza e appartenenza. I sondaggi a cui la politica ricorre ormai abitualmente per scandagliare gli umori dell?elettorato, sono uno strumento parziale e passivo d?indagine; i blog, invece, con tutti i loro limiti, sono uno strumento molto più libero e attivo e quindi ben più impegnativo. Sono una chiamata al senso di responsabilità e all?azione. I blog non sono la voce del popolo, non tutti possono cliccare su un sito, né internet sostituisce la politica né i partiti: essi chiedono di ritrovare politica e partiti degni di questo nome, in grado di decidere e di agire. Un?ulteriore conferma del desiderio di politica che paradossalmente si nasconde dentro il vuoto della politica è l?altro fenomeno nuovo di questo scenario in movimento. Chi ironizza sui «circoli» dei cittadini e li liquida come un?invenzione effimera e poco più che virtuale, non coglie l?importanza della loro funzione. I circoli - l?ultimo dei miei l?ho inaugurato domenica sera in provincia di Novara - sono l?antidoto naturale all?antipolitica perché restituiscono a chi ne fa parte non solo voglia di protestare, ma voglia di fare e di partecipare, e perché obbligano chi fa politica all?attenzione e alla comprensione. Ed è significativo che i circoli siano nati e si siano sviluppati all?interno del mondo liberale delle forze politiche di centro destra: dimostrano come sia questo il solo mondo capace d?intercettare e interpretare anche le svolte più traumatiche indirizzandole lungo i binari dell?interesse nazionale. I partiti che si richiamano al popolo stanno cavalcando l?aspetto deteriore, demagogico e qualunquista dell?antipolitica e dei blog trascinandosi appresso, volente o no, l?intero governo. I partiti liberali si preoccupano invece di riannodare sul territorio il legame spezzato della classe politica con l?Italia che esiste, lavora, produce e chiede di essere compresa e «raccontata», attraverso decisioni chiare e programmi ancora più chiari. E, certo, non si accontenta di elemosine e di mance. L?ultima Finanziaria è la Finanziaria di una «casta» che capisce poco o nulla di ciò che sta succedendo. Le brioches a una folla che protesta non hanno mai funzionato, da Maria Antonietta in poi. - su: http://www.ilgiornale... |