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A former member
Posted Sep 22, 2007 5:04 PM
Post #: 18
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I Poteri Forti reagiscono ed iniziano la radiografia nella vita del Grillo...

GRILLO: DAGOSPIA GLI FA LE PULCI, ?RICORSE AL CONDONO TOMBALE?

(AGI) - Roma, 21 set. - ?Nel 2000 era il 231esimo contribuente italiano (un posto sopra Barilla), per due volte e? ricorso al condono tombale da lui tanto vituperato, dice di possedere solo due case ma al catasto ne risultano molte di piu??. Dagospia fa le pulci a Beppe Grillo e racconta della Gestimar di Genova, ?una immobiliare di cui il comico-politico detiene la maggioranza assoluta delle azioni (al fratello e? restata una quota simbolica), ma di cui Andrea e? restato amministratore unico. Per fortuna, perche? cosi? mentre Beppe tuonava negli spettacoli-comizio contro i condoni fiscali del governo di Silvio Berlusconi destinati a ladri e malfattori, l?amministratore della sua societa? vi aderiva con entusiasmo, cercando cosi? di evitare inutili diatribe con il fisco. Scrisse Andrea nella relazione al bilancio 2002 della Gestimar - prosegue Dagospia: - ?In considerazione della possibilita? concessa dalla legge finanziaria 2003 di definire la propria posizione fiscale con riferimento ai periodi di imposta dal 1997 al 2001, fermo restando il convincimento circa la correttezza e la liceita? dell?operato sinora eseguito, si e? ritenuto opportuno di avvalersi della fattispecie definitoria di cui all?articolo 9 della predetta legge (condono Tombale)?. L?anno successivo Giulio Tremonti aveva prorogato al 2002 la copertura del condono. E la Gestimar di Grillo l?ha rifatto. Sempre tombale, sempre per non avere inutili discussioni con il fisco. Unica differenza: versando qualcosa in piu? dell?anno precedente?. Ma la comunicazione fra i fratelli ?non deve avere funzionato al meglio - prosegue Dagospia. - Perche? due anni dopo, era il 2004, Grillo, che del condono aveva appena usufruito per due anni, scrisse una lunga lettera a ?Repubblica? e cosi? si rivolse provocatorio ai parlamentari della Casa delle Liberta?: ?Mettiamo, per ipotesi, che costoro non abbiano mai rubato, evaso le tasse, corrotto un finanziere o un giudice, maneggiato fondi neri, societa? offshore, P2, tangenti e condoni??. Un guaio, quella societa??.

?Perche? sul piano personale se c?e? uno che di condoni non ha mai avuto bisogno e? sempre stato Grillo - scrive Dagospia: - di tasse ne ha pagate a montagne. Basti guardare la lista dei 500 contribuenti 2001 (relativa al 2000) diffusa due anni dopo dalla Agenzia delle Entrate. Grillo risultava il 231esimo contribuente in tutta Italia, dichiarando un reddito (allora in lire) di 5 miliardi e 289 milioni. Alle sue spalle, 232esimo posto, c?era il primo industriale della pasta italiana, Guido Barilla?. (AGI)

- su: http://www.industrial...
emanuele0428
Posted Sep 23, 2007 10:23 AM
emanuele0428
Torino, IT
Post #: 5
Jacopo Fo su Grillo tongue


Non sanno piu' cosa dire contro Beppe Grillo.
E io mi godo davanti alla tv il loro terrore.

Gente che suda.
Furbetti che sono stati zitti di fronte a rapine di miliardi, che alzano la voce perche' Grillo dice troppe volte VAFFANCULO.
Politici avvezzi a ogni inciucio e corruzione che blaterano di STILE E BUONE MANIERE.
E quel povero direttore del tg2 che dice che a furia di parlare male dei politici finisce che qualcuno spara e allora di chi e' la colpa?
Un discorso veramente intelligente di fronte a un movimento che ha portato in piazza piu' di 600mila persone senza il benche' minimo incidente, senza lasciare spazio alla piu' piccola provocazione. 600mila persone in piazza e neanche uno che sia inciampato e si sia storto una caviglia! 600mila persone che non hanno neanche lasciato in giro una cartaccia (i Meetup hanno pagato persino le pulizie straordinarie degli spazzini).
Un movimento che a Roma ha disinnescato, con quattro risate, la provocazione di un gruppo di neonazisti che erano arrivati con i cartelli e i gagliardetti a cercare rogna.
Questa teoria che la gente che ruba e gli incapaci non vadano neppure denunciati all'opinione pubblica e' interessante per un giornalista. E spiega perche' il tg2 censura cosi' tante notizie su raggiri e scandali.
Il tg2 fa giornalismo non violento.
Stanno zitti cosi' non provocano omicidi.
Niente notizie, niente terrorismo.
In fondo se uno spreca 100 milioni di euro al giorno avra' pure i suoi motivi.
Bravi.

Molti si sono scocciati per la battuta di Beppe sull'Alzheimer di Prodi.
Ricapitoliamo i fatti: 800mila cittadini lavorano gratuitamente per 6 mesi per redarre un libro di proposte per affrontare i problemi strutturali dell'Italia. Grillo lo consegna a Prodi solennemente. Passa piu' di un anno e Prodi non dice niente e fa ben poco. 600mila italiani scendono in piazza contro questa immobilita' della politica. Prodi dice: Se hanno delle proposte perche' non le tirano fuori?
Ma come: SE HANNO DELLE PROPOSTE?!?
MINCHIA!
CAZZO!
MERDA SECCA!
"Ecco, hai detto MERDA SECCA, sei un cafone!"
MA VAFFANCULO!

Quando il saggio indica la luna i coglioni si mettono a discutere se l'unghia del suo dito indice e' sporca.

Ma la verita' che brucia e' che Grillo ha tirato giu' il muro del silenzio.
Sono ormai 15 giorni che non si parla d'altro.
Improvvisamente i Media Addormentati si sono accorti che noi italiani ci siamo rotti i coglioni di tutto questo paradiso dei furbi, spreco, inefficienza, burocrazia, processi eterni, assenza di certezza della pena.
E' un grande momento orgasmico per chi da anni si sbatte a denunciare gli obbrobri del potere.
Uno dei momenti per i quali val la pena di vivere. Insomma incassiamo un'altra grande soddisfazione dopo quella che ci siamo goduti quest'inverno con l'esplosione del panico ecologista.
E' un bel periodo!
Il re e' nudo. E ora i grandi media cercano di recuperare la credibilita' perduta e hanno iniziato a pubblicare inchieste che sbattono in faccia ai cittadini i costi allucinanti di una classe dirigente incapace.
Fa pena vedere politici e commentatori affannarsi a blaterare di ANTIPOLITICA.
Ma quale antipolitica? Ma quale politica?
Quella dei furbi e dei giornalisti a noleggio che gli tengono mano?
Il dibattito che avviene sui media e' truccato. Fanno sentire solo piccoli spezzoni dei discorsi di Beppe Grillo e quando i politicanti pontificano le loro sentenze non c'e' mai nessuno a fare da contraddittorio.
Ma tutti questi commenti che cercano di diluire l'incazzatura e agitare spauracchi di dittature non riescono a nascondere la realta' dei fatti: si e' rotta la connivenza della maggioranza degli italiani con i partiti tradizionali.

E comunque non si capisce da che parte stiano i media. E' come se fingessero di schierarsi contro Grillo ma contemporaneamente lo sostenessero nei fatti. Si', perche' certamente a qualche master sull'informazione glielo hanno detto che "non importa se se ne parla bene o male, l'importante e' che se ne parli"...
E gli avranno anche spiegato, a questi direttori di testata testoni, che non c'e' nulla di piu' potente di un Convitato di Pietra.
Lo schema del dibattito televisivo con dieci commentatori che dicono che Grillo e' un cretino e nessuno che lo difende e' il massimo della fascinazione mediatica a favore di Grillo.
Grillo e' trattato come se vivesse in un altro paese o fosse un latitante.
Strepitoso.
Cosa c'e' di piu' affascinante di un leader perseguitato e censurato che fa ridere, appare raramente, e' pacifico come un frate francescano e dice le parolacce?
Ciliegina sulla torta: ormai le televisioni lo chiamano "l'ex comico Beppe Grillo".
Eh si', che lo sanno tutti che fa ancora l'attore, con spettacoli da 5000 persone a sera, quando c'e' poca gente... Ma usano la definizione "ex comico" in modo infamante, tipo "ex ragazza facile".
Invece Grillo e' un grande comico e il Vaffanculo Day e' un grande colpo di teatro.

Ora non sappiamo che cosa succedera' ma siamo certi che la politica italiana in futuro non potra' piu' essere la stessa.
E credo che il movimento che si sta sviluppando a vista d'occhio abbia di fronte una sfida epocale.
Quel che i media non hanno capito e' che Grillo non e' l'antipolitica, e' un'idea nuova di fare politica.
La sua proposta della rete degli Amici di Grillo e ora delle liste civiche per i Comuni ha gia' creato un sistema completamente nuovo di fare politica, dando visibilita' e potere alle migliaia di piccoli gruppi che in Italia sono impegnati nella difesa del territorio, dei diritti civili e della pace, nel volontariato, nella cultura alternativa.
Un movimento enorme che non ha piu' rappresentanza nei partiti attuali.
L'ANTIPOLITICA e' fare un nuovo partito e mettere nella commissione dei 40 saggi incaricati di tenerlo a battesimo monumenti all'inefficienza monnezzara come Bassolino e Jervolino.
E non ho dubbi sul fatto che oggi liste civiche col bollino di Grillo saprebbero auto-organizzarsi in ogni contrada e riuscirebbero anche a esprimere candidati credibili e capaci. E se eletti saprebbero dar prova di vera efficienza nel tagliare sprechi e burocrazia.
Credo che Grillo punti non al parlamento, come sostengono molti, ma a creare esempi di amministrazioni espresse dalla gente che si mettano a lavorare per la gente. E credo che questo faccia paura piu' di ogni altra cosa.
stefano albertini
Posted Sep 23, 2007 11:14 PM
user 4800002
Torino, IT
Post #: 15
Massimo Fini su Grillo

DI MASSIMO FINI
Il Gazzettino

Più impressionante e significativa della stessa manifestazione di Beppe Grillo è stata la reazione del mondo politico e di quella sua dependance che è il sistema televisivo.

Prima si è cercato di ignorare il fenomeno, di nasconderlo, di oscurarlo. il TG1 ha dato una brevissima notizia, senza immagini, del "V-Day", il TG5 è riuscito nell'impresa di far apparire semivuota una piazza che era invece gremita e debordava nelle vie circostanti. Poi, di fronte alll'evidenza, si è passati alla demonizzazione del comico genovese. Un po' la stessa tattica seguita con la Lega Nord che era anch'essa, almeno ai suoi inizi, un movimento antipartiti. Anche se questa volta le cose, data l'accelerazione stratosferica che sta avendo il nostro tempo, sono andate molto più velocemente.

Grillo è stato bollato, in modo bipartisan, come fenomeno da baraccone, populista, qualunquista, fautore di una "deriva fascista". Prodi, definito scherzosamente dal comico "Valium" o "Alzheimer", ha ricevuto la solidarietà di tutti i partiti, e il suo linguaggio è stato definito di "sconcertante immoralità" (Sandro Bondi), come se gli uomini politici in questi ultimi anni non ci avessero abituati a ben di peggio, fuori e dentro il Parlamento tanto da subire, proprio recentemente, un duro richiamo dalla Corte di Cassazione nell'ambito di una sentanza che si occupava del turpiloquio politico.

Anche il presidente Napolitano ha sentito il bisogno di scendere in campo (definendo "pericoloso un clima in cui i partiti vengono messi indiscriminatamente sotto accusa"), in una contesa che non lo riguarda per nulla, se non per il fatto di essere, come Capo dello Stato, non solo il principe dei privilegiati ma perchè gode di questi privilegi da epoca immemorabile non avendo mai fatto altro che il parlamentare e non avendo lavorato un solo giorno in vita sua.

Ma l'intervento più grave è stato quello del direttore del TG2, Mazza, che con un linguaggio circonvoluto e allusivo nella forma ma chiaro nella sostanza ha sostenuto che Grillo eccita il terrorismo e che se domani qualcuno attenterà a uno dei suoi bersagli polemici la responsabilità morale ricadrà su di lui. E' una minaccia inaccettabile, squadrista, perchè tende a rendere criminale e impossibile ogni critica al sistema dei partiti che, esca dal più scontato, banale e innocuo "politically correct". Inoltre innesca un circolo vizioso e perverso perchè se domani dovesse accadere qualcosa a Grillo potrebbe essere addebitato a Mazza.

Queste reazioni scomposte dicono una cosa sola: che la classe politica si sente tremare la terra sotto i piedi e sa di avere la coda di paglia. E ne ha ben donde. In questi anni gli avvertimenti ci sono stati, ma li ha sistematicamente ignorati. Nel 1992-94 le inchieste di Mani Pulite ottennero un grande consenso popolare perchè i cittadini erano stufi di essere taglieggiati, angariati, umiliati dai partiti e dai loro apparati. Anche se ci furono delle strumentalizzazioni quelli che gettarono le monetine a Craxi o che inseguirono Gianni De Michelis per le calli di Venezia non erano solo "comunisti", era anche gente che non ne poteva più in particolare dell'arroganza dei socialisti che erano arrivati a prepotenze da Don Rodrigo, a "torre le donne altrui".

Ma bastò poco alla partitocrazia per riprendere in mano la situazione. Scese in campo, presentandosi come "uomo nuovo", uno dei principali sodali di Craxi, Silvio Berlusconi, la Lega fu inglobata e innocuizzata, i cittadini vennero convinti che i veri colpevoli erano i giudici e i ladri di regime le loro vittime. Più tardi vennero i girotondi. Cosa chiedevano i "girotondini" (un milione di persone a piazza San Giovanni a Roma)? Protestando contro le leggi "ad personam" chiedevano che fosse rispettato almeno il principio elementare dell'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge senza la quale la liberaldemocrazia, che già rinuncia all'uguaglianza sociale, non si giustifica più. Ma anche i "girotondini", le cui manifestazioni erano assolutamente pacifiche, furono irrisi e sbeffeggiati, da destra e da sinistra. Ma intanto la rabbia, benchè repressa, o forse proprio perchè repressa, montava in modo sordo e sotterraneo. Nel 2004 pubblicai un libro, "Sudditi-Manifesto contro la democrazia", in cui denunciavo, argomentando, che la liberaldemocrazia, la "democrazia reale", quella che concretamente viviamo, non è la democrazia ma un regime di oligarchie. Vendette più di 100 mila copie, non poche per un saggio teorico. Ma tre anni dopo "La Casta" di quel grande cronista che è Gian Antonio Stella, che puntualizza con casi concreti ciò che io avevo denunciato teoricamente, ha venduto un milione di copie.

Adesso è arrivato il "grillismo". È probabile che il sistema, che ha molti mezzi per farlo, riuscirà ad inglobare e ammortizzare anche questo fenomeno. Ma se il sistema politico non cambierà strada - e non la cambierà, perchè non può farlo dato che la democrazia rappresentativa non è che l'involucro legittimante del vero nocciolo della questione: un modello di sviluppo paranoico che ci stressa tutti e che è la vera, anche se spesso inconscia, origine della rabbia popolare - un giorno o l'altro salterà per aria come il coperchio di una pentola tenuto troppo a lungo sotto pressione.

Massimo Fini
(www.massimofini.it)
Fonte: www.ilgazzettino.it
22.09.07
A former member
Posted Sep 24, 2007 3:02 PM
Post #: 513
A former member
Posted Sep 25, 2007 12:23 PM
Post #: 7
non ho recuperato la versione file (o link), non so nemmeno se esistono ma segnalo CALDAMENTE di acquistare la rivista INTERNAZIONALE di questa settimana (uscita sabato 22 sett).

troverete:

gli articoli di 5 giornalisti stranieri che commentano il V-day (e la differenza con i nostri giornalisti è impressionante.

un completo e ottimo servizio sul riciclaggio dei rifiuti. un vero testo di riferimento.
un commento sul consumismo ecologista che fa riflettere: comprare bio o verde non è una soluzione, la soluzione è non comprare.

tutto è troppo lungo da trascrivere, io faccio qualche fotocopia e quando riuscirò a partecipare a qualche incontro del meet-up li porterò.
A former member
Posted Sep 25, 2007 2:17 PM
Post #: 359
Da Repubblica

"Ho detto no a Bill Gates per i poveri dell'Himalaya"

BERLINO - Dalla stanza di comando di Microsoft alle misere scuole senza libri in Nepal o in Indocina, dai piani alti del top dell'economia postmoderna al dramma quotidiano del Terzo mondo. La conversione alla pietà e alla filantropia, oggi, trova per caso la sua via di Damasco. Senza pensare a San Paolo, John Wood era ai vertici del successo quando ha scelto l'addio al potere e alla ricchezza. Ha creato e guida Room to read, un'organizzazione non governativa che con un'efficienza da multinazionale raccoglie fondi per biblioteche per l'infanzia, scuole, libri, computer.
Aiuto ai bimbi nei paesi più poveri della Terra. E specialmente aiuto alle bambine, le più discriminate: bimbe, ragazze e donne sono due terzi degli analfabeti. Con un sito per contatti, donazioni e informazioni: www. roomtoread. org In Italia sta per lanciare le sue iniziative a Milano. Qui a Berlino è venuto a presentare "Von Microsoft in den Himalaya", "Da Microsoft all'Himalaya" (editoriale Murmann), il libro in cui si confessa. Lo abbiamo incontrato, ecco il suo racconto.

"A soli 35 anni ero il numero due di Microsoft in Cina e in tutto l'Estremo oriente, il mercato decisivo. Avevo un lavoro splendidamente pagato, la carta di credito illimitata, prospettive di carriera senza limiti", dice sorridendo a un passo dalla Porta di Brandeburgo. Quarantatre anni ben portati, eleganza casual da tipico giovane 'wasp' (bianco, anglosassone, protestante) vincente, l'accento tra il californiano e l'australiano che tradisce gli anni di lavoro nell'Asia-Pacifico, nuova locomotiva del mondo.
"Dopo anni di superlavoro senza sosta cercai vacanze estreme. Anche noi guerrieri invincibili di Bill Gates dovevamo rigenerarci. Arrivai a piedi a Bahundanda, un povero villaggio del Nepal. Lassù vicino al 'tetto del mondò ebbi l'incontro che cambiò la mia vita".
Fiero quasi ancora come un manager davanti agli azionisti, Wood mi mostra i depliant del suo nuovo orgoglio, il decollo di Room to read in pochi anni: trecento nuove scuole costruite, con operai e gente del posto, 4000 biblioteche, due milioni di libri per l'infanzia in lingue locali distribuiti gratis più un milione e mezzo di libri in inglese, 150 laboratori con computer per l'allaccio al mondo online di oggi, tremila programmi in aiuto a bambine e ragazze per strapparle a miseria, analfabetismo e oppressione sessista.
Wood continua a narrare: "Lassù conobbi mister Pasupathi, amministratore di tutte le scuole di montagna del posto. Diventammo amici, mi mostrò la scuola principale: quasi niente banchi né sedie, e una stanza chiamata biblioteca, ma senza libri in vista. Solo un armadio chiuso a chiave. "Là sono i miei pochi tesori, venti libri per centinaia di bimbi e ragazzi", mi disse il preside. Poi mi sorrise: "Chi sa, forse lei un giorno tornerà qui portandomi qualche libro. O forse ci dimenticherà"".
Wood tornò al lavoro con la testa in subbuglio. Cominciò a documentarsi online, apprese cifre da trauma: quasi 800 milioni di analfabeti nel mondo, di cui un terzo donne e bambine. 115 milioni di bimbi che non hanno alcuna speranza di cominciare mai la scuola. "Solo istruendoti hai possibilità di andare avanti", dice. "Era stato così anche per me: papà fu il primo in famiglia a entrare in college, io seguii il suo esempio ed ero arrivato al vertice di Microsoft. Cominciai a cambiare dentro, a sentire altri interessi, altre priorità: quei bambini senza libri né scuola divennero per me più importanti del successo dell'azienda e mio personale. Cominciai tentando con la filantropia part-time, poi capii che non funzionava: o i bambini poveri o la multinazionale. Iniziò il bracco di ferro con Microsoft. Non seppero capire la mia nuova esigenza. Non volevano perdermi, erano ostinati a tenermi a ogni costo, mi offrirono ogni vantaggio. Dissi no: della mia vita decido io, non la negozio con voi. Non c'era spazio per compromessi. Lasciai l'azienda".
L'inizio fu improvvisato: Wood sfruttò tutte le sue conoscenze nel mondo online. Scrisse una e-mail circolare a tutti i colleghi e amici nel mondo, chiedendo fondi, donazioni, aiuti. All'inizio, chiese solo libri di scuola per il maestro nepalese. Come indirizzo di recapito, diede la casa paterna: "Dopo poche settimane, papà mi raggiunse da qualche parte in Asia sul cellulare, mi chiese cosa doveva fare: i libri arrivati per posta avevano già riempito tutto il garage di casa. Forse quella e-mail circolare è ancora in giro nella rete".
Fu anche un inizio duro, di rinunce. Addio allo stipendio da sogno, alla carta di credito illimitata, a tutti i fringe-benefits immaginabili, all'auto nuova ogni sei mesi. "Oggi vivo con circa il 20 per cento di quanto guadagnavo prima della mia svolta, va bene così. Rimpiango poco o nulla, mi va benissimo non cambiare più auto di lusso ogni pochi mesi, e invece guidare ancora la mia vecchia Audi finché non cadrà a pezzi. Non sono queste le cose essenziali nella vita".
Forse qualcos'altro era meno irrinunciabile nella vita di prima della conversione alla carità, ma John Wood dovette voltarle le spalle. La sua girlfriend era la giovane Sophie, ai vertici dell'economia anche lei. Lui gli spiegò la sua scelta, a poco a poco cessarono di frequentarsi.
"Gli inizi furono duri", narra ancora Wood. "Ci furono momenti di disperazione, la tentazione di mollare tutto e ammettere il fallimento, come un'azienda nuova che va in bancarotta. All'inizio, nessuno ci credeva, nessuno o quasi donava denaro. Il mio primo viaggio in Nepal lo feci sul dorso di un bue yak carico di pacchi di libri per mr. Pasupathi e le sue scuole. Poi imparammo a organizzarci. Una strategia chiara, su due binari: la carità con l'energia di Madre Teresa di Calcutta, l'efficienza organizzativa ai livelli delle migliori multinazionali, con 150 impiegati retribuiti e un migliaio di volontari sparsi nel mondo povero. Dovevamo mettere a fuoco gli obiettivi prioritari e crescere, crescere senza sosta, per garantire più aiuti. E crescere cercando di suscitare forze sul posto: tutti i libri per l'infanzia in lingua locale li abbiamo fatti scrivere da artisti locali scovati dai nostri volontari, le scuole le facevamo costruire dai locali".
Adesso siamo più conosciuti, è più facile raccogliere fondi di beneficienza, dice Wood soddisfatto come un supermanager i cui titoli volino a Wall Street. "Dai 50mila dollari annui di offerte l'anno degli inizi siamo passati a una media di 50mila al giorno nel 2007". Ormai l'ex supermanager di Microsoft è una star mondiale nel mondo della carità, la Cnn e il Wall Street Journal, Newsweek e il Financial Times parlano di lui. Le tappe a Berlino e prossimamente a Milano sono nuovi passi, "per quei bambini a cui voglio provare a dare un futuro: 1,3 milioni oggi, dieci milioni nei miei obiettivi entro il 2020. L'istruzione dà chances di una vita migliore più di ogni altra cosa. Per i bimbi, e soprattutto per ragazze e donne".
continua...
(24 settembre 2007)
Clod
Posted Sep 26, 2007 10:07 AM
user 4808070
Torino, IT
Post #: 80
Articolo tratto dall'Unità
http://www.unita.it/v...

Il Grillo dei Mondi
Roberto Brunelli

Dubbio orrendo dubbio. E se Giuseppe Grillo in arte Beppe ci stesse giocando a tutti un clamoroso scherzo? Una cosa come la mitica trasmissione radiofonica che nel lontanissimo 1938 fece precipitare tutta l´America nel panico più profondo, ovverosia l´adattamento della «Guerra dei mondi» ad opera di Orson Welles? Lì il giovane Welles utilizzò lo strumento delle comunicazioni di massa per convincere tutti che stessero arrivando i marziani, qui il più attempato Grillo usa altri mezzi di comunicazione di massa, appena un po´ più sofisticati, per convincerci dello sbarco dell´antipolitica. Lì era la radio (il massimo per quei tempi), qui è Internet e, tramite quella, televisioni e giornali.

Il dubbio viene guardando le performances del Grillo ben assortite nella puntata speciale a lui dedicata di Annozero. Il comico (ricordiamoci che è un comico, e lui lo dice e lo ripete, così come Welles diceva e ripeteva, durante la trasmissione, che si trattava di un radiodramma), sale sul palco e mette in scena la sua pièce: arringa, ma arringa recitando. Ha un copione, questo è chiaro, tant´è vero che ripete le stesse parole esatte sia sopra il palco, di fronte alla folla acclamante, sia sotto il palco, quando viene intervistato da alcuni cronisti. Esattamente le stesse parole... un po´ come se qualcuno andasse ad intervistare Gabriele Lavia dopo una messinscena dell´Amleto, e quello ti dicesse: «Essere o non essere, è questo il dilemma...».

Così come nel ?38, è una splendida messinscena ben consegnata a scatenare il panico. Oggi tanti parlano del «terremoto Grillo», e così fu un vero e proprio terremoto quello che allora squassò l´America, con ovvia sequenza di titoloni sui giornali, polemiche, inchieste. Questa volta è un bel pezzo di politica a sprofondare in uno stato di isteria, che fa dire tutto e il contrario di tutto. Allora, era la radio che entrava in tutte le case, ora ci entrano la rete delle reti e la televisione, che assicura a tutti i maggiori talk-show l´en plein in fatto di ascolti: Matrix ha fatto il 21 per cento, Santoro ha fatto cappotto con il 20 per cento e persino Confronti, di Gigi Moncalvo, ha toccato il 13 per cento, per lui inedito.

Tutta una questione di linguaggio. È quello che rende la politica, paradossalmente, «fragile», di fronte all´irruenza del comico. La politica, grosso modo, risponde con le sue contorsioni, mentre il comico parla una lingua (fin troppo) accessibile a tutti. Nel ?38, Orson Welles - che appena due anni prima aveva realizzato il primo Macbeth voodoo della storia del teatro, e per di più con un cast di soli neri - utilizzò il linguaggio della radio e fu creduto da mezz´America, certissima della presenza degli alieni sul suolo nazionale. Oggi, Beppe Grillo sale sul palco e scatena il suo blog, dice che mette su le sue liste civiche, e tutto il mondo che gira intorno alla politica gli crede, con tanto di sondaggi, inchieste, cifre.

È solo un dubbio, sia chiaro. Un paradosso, se volete. Giusto perché stiamo parlando di un uomo di spettacolo, che ha sempre calcato i palcoscenici e, prima, il piccolo schermo. Che sa come reagisce il pubblico di fronte ad una battuta. Una delle sue preferite è questa: «Mastella mi ha risposto al suo blog. A me! Ad un comico! Ma ve lo immaginate in Inghilterra Brown che risponde a Mr. Bean?». Ecco, appunto. Una battuta. Come dicono in America: «The show must go on...».

rbrunelli@unita.it
A former member
Posted Sep 26, 2007 2:04 PM
Post #: 1,311
Myanmar, scatta la repressione Caricati i manifestanti. "Ucciso un monaco"
Per disperdere la folla usati anche i gas lacrimogeni e gli spari in aria. Un'ottantina i fermati
Il premier britannico Brown ha chiesto la convocazione del Consiglio di sicurezza dell'Onu

YANGON - La polizia nel Myanmar ha caricato i manifestanti con i manganelli e ha sparato sulla folla, i proiettili sono volati sopra le teste di monaci e giovani in corteo. Un religioso è stato ucciso, ha riferito il Segretario generale del Consiglio dell'Unione birmana Cecilia Brighi, responsabile del Dipartimento Esteri della Cisl. La notizia è stata confermata anche dalla stampa locale e da fonti ospedaliere. Almeno 17, secondo l'agenzia Afp, sono stati feriti. Irene Khan, Segretaria generale di Amnesty International, ha chiesto l'invio immediato a Myanmar di una missione del Consiglio di sicurezza dell'Onu. Mentre il premier
britannico Gordon Brown ha chiesto la convocazione urgente dello stesso Consiglio di Sicurezza.

Dopo la prima notte di coprifuoco a Myanmar, stamane a Yangon centinaia di militari e poliziotti in assetto antisommossa hanno preso posizione attorno ad almeno sei grandi monasteri che, nei giorni scorsi, erano stati il motore della rivolta. Le forze dell'ordine hanno isolato la celebre pagoda di Shwedagon, punto focale delle manifestazioni contro la giunta militare al potere da 45 anni nel Myanmar, picchiando una decina di monaci buddisti, e usando i gas lacrimogeni per disperdere la folla che si era radunata, circa 700 persone. Tra i manifestanti c'erano molti giovani, a differenza dei giorni precedenti, nei quali in corteo c'erano quasi esclusivamente monaci. Sono state arrestate un'ottantina di persone.

Le violenze non hanno fermato comunque le proteste. Circa 500 monaci buddisti, attorniati da una catena umana di sostenitori, hanno ripreso infatti a Yangon una marcia di protesta contro la giunta militare, diretti alla pagoda Sule, nel centro della città. La polizia ha cercato di fermarli, ma intanto si sono messi in corteo altri due gruppi di manifestanti. In tutto, nei vari cortei è stato stimato che ci siano al momento decine di migliaia di manifestanti. Dalle forze dell'ordine sono partiti anche alcuni spari verso l'alto. La folla ha gridato più volte a soldati e poliziotti "imbecilli, imbecilli".

Uno dei cortei, seguito da camion militari che trasportano una quarantina di soldati, è diretto verso la residenza di Aung San Suu Kyi, la paladina dei diritti umani, Premio Nobel per la Pace, da anni agli arresti domiciliari nella sua abitazione alla periferia di Yangon.

Il gruppo di monaci in testa a questo corteo ha più volte esortato i manifestanti che li accompagnano a non esporsi alle violenze. "Ci pensiamo noi monaci - hanno detto alla folla - per favore, non seguiteci". E poi, esortando alla non-violenza nei rapporti con i militari, hanno a più riprese aggiunto: "Noi li ricolmeremo di amabile gentilezza".

Proteste di piazza anche a Sittwe, città portuale 560 chilometri a ovest di Yangon. Sono circa 15.000 i manifestanti, guidati dai monaci buddisti, scesi finora nelle strade. Nella manifestazione sono presenti anche cittadini musulmani.

Mentre nella notte sono stati arrestati un noto attivista per i diritti civili, Wing Nain, e il più celebre attore locale, Zaganar, che aveva appoggiato apertamente la protesta ed era andato in una pagoda ad offrire acqua e cibo ai monaci.

Inoltre nei giorni scorsi Zaganar, intervistato da una radio clandestina, aveva fatto appello perchè la popolazione si unisse alla protesta: "I monaci sono nelle strade, a pregare per noi, mentre noi ce ne stiamo a casa a guardare la tv: è una vergogna", aveva detto.

Il governo giapponese ha esortato oggi la giunta militare birmana a "reagire con calma" alle manifestazioni di protesta in corso nel paese. Una dichiarazione in tal senso è stata fatta dal ministro degli Esteri Masahiko Komura e lo stesso 'numero due' del governo Nobutaka Machimura ha accennato in una conferenza stampa alla situazione in Myanmar, precisando che Tokyo eserciterà tutta l'influenza possibile affinchè la crisi si risolva "in maniera costruttiva". L'appello del Giappone segue quelli di ieri dell'Unione Europea e del presidente degli Stati Uniti George W. Bush.

Il coprifuoco imposto dalla giunta militare vige dalla 21:00 alle 05:00 ora locale e rimarrà in vigore per 60 giorni nelle città più importanti. Il provvedimento trasferisce all'esercito il controllo diretto della sicurezza in tutto il Paese e proibisce gli assembramenti e le riunioni di più di cinque persone.

(26 settembre 2007)
tibe
Posted Sep 26, 2007 5:45 PM
user 4074216
Torino, IT
Post #: 67
http://www.lastampa.i...

26/9/2007 (17:05)
Intercettazioni, via libera
della Giunta per Fassino

Atti rinviati al Gip di Milano
per Massimo D'Alema

ROMA
La Giunta per le Autorizzazioni della Camera dei deputati ha dato il suo via libera alla richiesta del Gip Clementina Forleo di utilizzare le intercettazioni riguardanti Piero Fassino e Salvatore Cicu con Giovanni Consorte nell?ambito dell?inchiesta Unipol.

È questa la decisione emersa nella riunione odierna. «Il voto potrebbe esserci anche domani», ha spiegato Antonio Leone di Fi. A favore ha votato tutta la maggioranza e il presidente della Giunta Carlo Giovanardi (Udc). Forza Italia, An e Rosa nel Pugno hanno invece votato contro.

La Giunta per le Autorizzazioni della Camera dei Deputati ha rinviato gli atti riguardanti Massimo D?Alema al Gip di Milano. È questa la decisione emersa nella riunione di oggi.
La giunta per le autorizzazioni della Camera - con l?astensione di Forza Italia e di Alleanza nazionale e il voto contrario dell?Italia dei Valori - si è dichiarata incompetente a decidere sulla richiesta del gip di Milano, Clementina Forleo di utilizzare le intercettazioni riguardanti Massimo D?Alema nel processo contro Giovanni Consorte in quanto il ministro degli Esteri all?epoca dei fatti era europarlamentare.
Andrea Sacco
Posted Sep 28, 2007 10:09 PM
AndreaSacco
Torino, IT
Post #: 1,951
da la Repubblica

Il documento approvato oggi dal Consiglio dei ministri prevede la riduzione a 450 deputati e 200 senatori già dalla prossima legislatura

Il governo presenta un progetto per abbassare il numero dei parlamentari



ROMA - Una risposta all'antipolitica, alle proteste che arrivano dall'opinione pubblica, anche sull'onda di un libro di successo come "La Casta" e di molte inchieste giornalistiche. Il governo si dichiara favorevole alla riduzione, anzi al dimezzamento del numero dei parlamentari. Lo anticipa il ministro per l'attuazione del programma, Santagata: "Il Consiglio dei ministri ha approvato una dichiarazione che impegna il governo a operare nei confronti del Parlamento per una riduzione del numero dei parlamentari. Era uno dei nostri obiettivi".

Un processo avviato già prima dell'estate, molto prima che scoppiasse il ciclone Grillo. Il ministro delle riforme, Vannino Chiti, ha espresso "grande soddisfazione" illustrando i dettagli del documento approvato oggi. "All'avvio di una manovra finanziaria che contiene 100 buone notizie per gli italiani - ha affermato Chiti - questa è senz'altro la centounesima: e non per ordine d'importanza. Il governo, infatti oltre a sottolineare l'urgenza di riforme indispensabili per migliorare il funzionamento delle istituzioni, si è anche impegnato, per quanto di sua competenza, a operare affinché l'approvazione di tali riforme sia effettivamente possibile. Con questo atto si ribadisce il sostegno al lavoro già compiuto nella Commissione affari costituzionali della Camera, cui hanno contribuito come relatori sia esponenti della maggioranza che dell'opposizione".

Il ministro ha poi ricordato i punti di cui il governo ha sottolineato l'urgenza: "1. La riduzione del numero dei parlamentari a 450 deputati e 200 senatori già dalla prossima legislatura; 2. maggiori responsabilità e poteri al presidente del Consiglio attraverso l'introduzione del potere di nomina e revoca dei ministri, l'attribuzione della fiducia del Parlamento al solo candidato alla presidenza e l'introduzione della sfiducia costruttiva; 3. la revisione del bicameralismo paritario; 4. l'attribuzione al governo del potere di incidere sull'ordine dei lavori delle Camere e fissazione di limiti ulteriori al potere governativo di adozione di atti aventi forza di legge".

Prosegue ancora Chiti: "5. la correzione di alcuni aspetti del Titolo V relativi al sistema delle competenze concorrenti tra stato centrale ed enti locali; 6. modifica dell'art. 138 della Costituzione, elevando il quorum per l'approvazione in seconda lettura di leggi di revisione della Carta, per impedire che vengano fatte a colpi di maggioranza da una sola parte politica e favorire, al contrario, il dialogo e la collaborazione necessaria per riforme di questo tipo".

"Un dialogo e una collaborazione - ha concluso Chiti - che auspichiamo da subito, e su cui contiamo per realizzare finalmente, e nell'interesse generale, quel rinnovamento di cui il Paese ha tanto bisogno".
(28 settembre 2007)
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