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| Diego | |
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Ancora Antonio Di Pietro sempre in difesa di Beppe Grillo :
Beppe Grillo ha intervistato il figlio dei due coniugi di Gorgo al Monticano massacrati con ferocia bestiale da due criminali, di cui uno uscito grazie all?indulto, e ha pubblicato il video dell?intervista sul suo blog. I toni di Daniele Pelliciardi sono molto pacati, dice di aver scritto al ministro della Giustizia senza aver ricevuto alcuna risposta, non è d?accordo con la legge sull?indulto, ne chiede le ragioni, e lo si può capire. Grillo ha inoltre scritto di voler raccogliere le testimonianze delle persone colpite da criminali rilasciati grazie alla legge sull?indulto. Clemente Mastella non risponde alle parole di Daniele Pelliciardi, risponde invece a Grillo nel suo blog insultandolo con il termine: ?delinquente senza cuore?. Io non credo che sia tollerabile l?uso di un tale linguaggio da parte del ministro della Giustizia nei confronti di nessun cittadino. E?, a mio avviso, sia una caduta di stile che una intimidazione non suffragata da alcun fatto specifico. Per ora i delinquenti sono stati scarcerati, non vorrei che si voglia, in compenso, mettere in carcere un comico per un delitto di lesa maestà. |
| paolo | |
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Avete notato questo sul Corriere della Sera?
Non mi sembra male. La Seconda Repubblica e lo spontaneismo La terra trema sotto la casta di Giovanni Sartori La terra trema ormai sotto i piedi della Casta. Per la prima volta il popolo bue la minaccia davvero. Finora i signori del potere se ne sono infischiati della rabbia crescente di un elettorato che si sente irretito nell?impotenza (a dispetto dei rombanti discorsi che lo proclamano, poverello, sempre più sovrano). Ma ecco che, inaspettatamente, Beppe Grillo entra nella tana del nemico e, alla festa dell?Unità di Milano, spara a mitraglia contro gli ottimati Ds. Fino a meno di un anno fa Grillo sarebbe stato subissato dai fischi; invece, è stato subissato da applausi. Un episodio che richiama alla mente la caduta della Bastiglia. Di per sé quell?evento della rivoluzione francese fu un nonnulla; ma ne divenne il simbolo. Forse sto forzando troppo i fatti. Forse. Vediamo perché. Intanto, e in premessa, cosa si deve intendere per «antipolitica »? La dizione è ambigua: sta per «uscire» dalla politica, estraniarsi; oppure per «entrare» a tutta forza nella politica per azzerarla (il caso di Grillo). Ciò premesso, le novità sono due. Primo, Grillo entra in politica avendo prima creato una infrastruttura tecnologica di supporto e di rilancio: Internet, blog, e un radicamento territoriale assicurato, ad oggi, dai 224 meet up (gruppi di incontro) che in un giorno raccolsero 300 mila sottoscrittori per una legge di iniziativa popolare. Ora, né la satira politica di altri bravissimi comici (Luttazzi, per esempio), né i girotondini hanno mai dispiegato un armamentario del genere. Dal che ricavo che misurare la forza di Grillo con riferimento ai suoi predecessori sarebbe una grave sottovalutazione. Secondo. Grillo ci sa fare. Non propone un nuovo partito (il 32˚, come ironizzano a torto gli altri 31), ma un movimento spontaneo che li spazzi tutti via. Inoltre ha messo subito il dito sul ventre sensibile della Casta: il controllo dei voti. Se vogliamo davvero sapere quale sia lo stato di putrefazione del Paese, la fonte non è Grillo ma il libro La Casta di Stella e Rizzo. Quel libro ha venduto un milione di copie?un record di successo mai visto ? eppure non ha smosso nulla. Gli italiani dovrebbero esprimere la loro protesta «razionale» continuando a comprarlo. Ma anche così dubito che la Casta ascolterebbe. Perché Stella e Rizzo non controllano voti. Invece Grillo sì. Lo ha già dimostrato e si propone di rincarare la dose al più presto. Per le prossime elezioni amministrative Grillo sosterrà liste civiche spontanee «certificate » (da lui) che escludano iscritti ai partiti e personaggi penalmente sporchi. Ne potrebbe risultare uno tsunami. Anche perché il grillismo capitalizza, oggi, sulla retorica (ipocrita) di esaltazione dello «spontaneismo» dispensata da anni sia da Prodi come da Berlusconi. Hegel elogiava la guerra come un colpo di vento che spazza via i miasmi dalle paludi. Io non elogio la guerra, e nemmeno approvo le ricette politiche «al positivo» del grillismo (a cominciare dalla stupidata della ineleggibilità di tutti dopo due legislature; stupidata che l?oramai infallibile incompetenza del nostro presidente del Consiglio ha già approvato). Ciò fermamente fermato, confesso che una ventata ? solo una ventata ? che spazzi via i miasmi di questa imputridita palude che è ormai la Seconda Repubblica, darebbe sollievo anche a me. E certo questa ventata non verrà fermata dalla ormai logora retorica del gridare al qualunquismo, al fascismo, e simili. 19 settembre 2007 http://www.corriere.i... Edited by paolo on Sep 19, 2007 2:22 PM |
| Marco-TO | |
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Il gran rifiuto dei grillanti
"Non seguiremo Beppe nelle sue liste civiche" Non piacciono le proposte di un nuovo partito e del bollino-imprimatur LUCIANO BORGHESAN TORINO Grilli, grillini o grillanti? Grill-esi, torinesi e cortesi, ma non chiamateli «falsi». Della sincerità, di più, della schiettezza hanno fatto la loro qualità. Come lui, Beppe (per l?amico Antonio Ricci «Giuseppa, ma non posso dirvi perché») il fondatore. Qui, in città, si riuniscono dal luglio 2005. Guarda caso, la partenza è avvenuta in corso San Maurizio a pochi metri dal luogo dove si trovavano i «ragazzi che volevano fare la rivoluzione», a inizio Anni Settanta, con Adriano Sofri, nell?ultima sede di Lotta Continua. Altra storia, gran parte degli Amici di Grillo non erano neppure nati. «Noi ci siamo trovati in una pizzeria, da Mamma Mia», ricorda Simone Lattes, 24 anni, studente con il sogno di diventare direttore d?orchestra, una famiglia che si occupa di editoria. Che cosa ha spinto i web-viaggiatori a conoscersi a due passi da Palazzo Nuovo? «Andavamo a sentire Grillo, agli spettacoli si rideva, ma c?era da piangere. Eravamo presi dallo sconforto. Che cosa possiamo fare? Proviamo a incontrarci. Pensavamo di essere quattro gatti. Ci demmo appuntamento attraverso il blog. Dagli iniziali quaranta siamo arrivati a 1400», ai giovani si sono aggiunti pensionati e madri di famiglia. I primi organizzatori erano un ragazzo di cui non si ricorda più il nome e Cristina, che continua, saltuariamente, a partecipare alle serate. Poi - febbraio 2006 - il compito di trovare sedi e stilare ordini del giorno passò ad Andrea Sacco, 35 anni, titolare di un negozio di arredamenti, e dal luglio scorso ad «Alissa» Elena Sargiotto, 42 anni, impiegata («Ancora per poco, temo che tra qualche mese sarò disoccupata»). In questi due anni il gruppo si è occupato di ambiente, energia pulita, di informazione. Anche di elezioni. «In occasione delle amministrative in cui fu rieletto Chiamparino, un partito chiese di candidarmi - racconta Sacco -, ne parlai al gruppo, decidemmo per il ?no?, un orientamento già mio». Riecco il problema: ieri sera, in un locale di via Martini (ospitati dal Partito Umanista), i Grill-esi si sono cimentati con l?idea dell?artista-leader sulle liste civiche. Sono emerse più contrarietà che adesioni: no al metodo, al bollino-imprimatur. «Se faranno liste, mi comporterò come con gli altri partiti, li misureremo sui fatti», commenta Alissa. «Io temo liste civetta o che il meetup venga etichettato come partito di Grillo», dice Simone. Ma che cosa non va di questo mondo? «Il partitismo, l?economia, l?informazione». Perché? «Scadenti. Tutti succubi dei poteri. Nessuno fa bene la propria parte». E i Grill-esi? «Controlleranno». tratto da La Stampa Web |
| Elisotta | |
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Dal blog di Jacopo Fo, è di qualche giorno fa (del 14 settembre) ma non mi pare che sia già stato pubblicato su questo forum.
Beppe Grillo fa paura e scatta la censura! (Giornalisti venduti nel pieno di una crisi di nervi. Il primo bersaglio di Grillo sono loro: i media bugiardi. E li ha battuti.) Il Vaffanculo Day e' stato un successo clamoroso... di piu': EPOCALE. Mi e' venuta la pelle d'oca a Roma a vedere migliaia di persone in coda, fin dalle 9 di mattina. Decine di code. Una volonta' politica enorme, il segno che esiste un'Italia che non e' piu' disposta a sopportare di essere depredata di un fiume di denaro, risorse e ottenere in cambio il trionfo dei banditi e dei furbi sulla societa' degli onesti. Sono stato felice come a Natale recitando di fronte a quella platea di persone che sentivo sulla mia stessa lunghezza d'onda. Non avevo mai recitato di fronte a 10mila persone. E ho goduto in modo sadico (ed eticamente riprovevole) leggendo i giornali e guardando i telegiornali. Ho goduto perche' ho letto tra le righe il terrore di un mondo vecchio, di una corporazione di giornalisti che sentono la poltrona traballare sotto le loro natiche, minacciati dalla comunicazione in rete che li rende antiquati come piccioni viaggiatori. I servizi sul V-Day di Grillo sono stati infarciti di deliziose leccornie di imprecisione, gocce di falsita' pralinata, giuggiole di falsi farciti del miele della pavidita': estasi per il mio palato di vecchio ribelle fazioso e vendicativo. Il mio cuore si apre a un orgiastico nirvana di fronte al nulla pressofuso al limone che ci propongono gli esperti intervistati dalle larve della disinformazione. E la sensazione e' che abbiano sofferto e che per un attimo si siano chiesti, sgomenti: "Ma cosa sta succedendo?" Innanzi tutto il Vaffanculo Day non si e' svolto in 150 citta' e paesi ma in 225 (piu' 30 all'estero). Tutti i giornali parlano poi dei 300mila di Beppe Grillo ma e' assurdo perche' i partecipanti alla manifestazione sono stati ovviamente molti di piu' di quelli che hanno firmato, non tutti hanno avuto la pazienza di aspettare un'ora e piu' per apporre la loro firma e d'altra parte non era possibile raccogliere piu' firme di quelle raccolte (con registrazione dei documenti e burocrazia varia). I giornali ammettono a Bologna 50mila persone in piazza (ma erano di piu') ma le firme raccolte sono meno di 15 mila. Insomma il numero dei partecipanti al V-Day e' stato, a voler essere prudenti, di almeno 2 volte il numero delle firme: 600 mila persone. Parlare solo dei 300 mila che hanno firmato, tacendo su chi non e' riuscito a farlo ma era presente, e' una bassa carognata che denuncia una PAURA isterica. Una crisi ansiogena che ha portato Messaggero e Repubblica a non nominare nelle pagine di cronaca cittadina la manifestazione romana con 30mila partecipanti durante la giornata (almeno) e piu' di 18mila firme raccolte. Quando mai una manifestazione di questa portata non ha meritato neanche un rigo? P-A-U-R-A, eh? Paura che si evince in decine di commenti che vorrebbero essere colti e intelligenti. Qualcuno ammette trasognato di essere stato colto di sorpresa quando ha visto che dietro a un blog che raccoglie milioni di naviganti incazzati c'era veramente un popolo di esseri umani mediamente provvisto di gambe e braccia oltre che di un account. Ma nelle loro parole non c'e' vergogna per non aver compreso una rivoluzione che da dieci anni impazza cambiando la faccia del mondo. Informarsi non e' un obbligo. Ho apprezzato la zampata di qualche vecchio lupacchiotto di peluche nascosta nel taglio di molti articoli; in sintesi dice: "Va bene, non avevamo capito niente di questo movimento blog ma cosa crede di fare Grillo, mettendo insieme un mucchio di gente con slogan volgarotti alla Bagaglino? Gia' abbiamo visto i Girotondi che poi si sono sciolti al primo sole estivo. Adesso per Grillo viene il difficile: un conto e' radunare folle incazzate, un conto e' ottenere risultati e cambiare volto alla politica italiana..." La maggioranza dei giornalisti fa finta di non vedere che Grillo ha gia' ottenuto un risultato: milioni di italiani sanno che i giornali mentono. Quest'orda di penne a noleggio non credeva che qualcuno, esiliato nella rete, potesse riuscire ad additarli come bugiardi. Questi damerini fanno finta di non vedere che il primo bersaglio di Beppe Grillo non sono i politici ma proprio loro, i bugiardini dei media. Da sempre sono loro a reggere il culo ai potenti e agli inciuci. Beppe Grillo da anni li inchioda al tradimento del loro giuramento professionale, pubblicando tutto quello che essi sapevano ma hanno taciuto: gli inceneritori illegali, la megatruffa del Cip6, la bufala delle azioni argentine, della Cirio e della Parmalat, l'esproprio proletario realizzato dalla Fiat ai danni dello Stato, l'assalto alla diligenza della Telecom. E' lunga la lista delle grandi censure accettate dai giornalisti italiani. E gli italiani hanno iniziato a capirlo. Fino alla settimana scorsa il blog di Beppe Grillo era il piu' diffuso quotidiano italiano di informazione. Un quotidiano tanto potente da portare in piazza centinaia di migliaia di persone. E ora che i lettori di Grillo sono usciti allo scoperto grazie al Vaffanculo Day, il blog di Grillo ha conquistato altri milioni di nuovi utenti che in questi giorni hanno preso d'assalto il sito. Beppe Grillo non e' l'antipolitica, e' l'ANTIDISINFORMAZIONE. E questa battaglia Beppe l'ha gia vinta tutta! Oggi i media tradizionali sono molto meno autorevoli di una settimana fa e alcuni giornalisti iniziano a vergognarsi dei propri colleghi. E agli editori gli prude il culo perche' scoprono che giornali con centinaia di redattori pagati a peso d'oro e coccolati dai regalucci delle multinazionali non riescono a fare i numeri che Grillo realizza con un pugno di professionisti e una rete di volontari. Beppe Grillo ha vinto: e' riuscito a realizzare nell'informazione una rivoluzione simile a quella di Linus, il ragazzo che coinvolgendo una rete di appassionati informatici ha creato Linux, il software che sta lentamente distruggendo il monopolio di Bill Gates (Cina, Germania e decine di altri paesi lo hanno gia' adottato per l'amministrazione pubblica). Con Linux un ragazzo ha sbaragliato l'uomo piu' ricco del mondo. Con il suo blog Grillo ha smerdato una casta di potentissimi bugiardi. Che peraltro stanno reagendo come serpenti. Fa tenerezza leggere gli scritti di poveri deviati mentali che si affannano oggi ad analizzare lo stile di Grillo alla ricerca del suo segreto mediatico. Una serie di cagate intellettuali per tacere ancora la semplice verita': Beppe e' bravissimo, e' un grande comico, e' uno che studia e si documenta e racconta le verita' scomode che voi tacete! Poi vedremo se grazie a quel che succedera' domani la politica in Italia avra' una svolta. Intanto la svolta nell'informazione c'e' stata. Beppe ha vendicato tutto il popolo dei censurati, voi giornalistucoli vigliacchi e bolsi siete coperti di cacca e noi godiamo a leggere quel che scrivete in preda al panico. Continuate a farci godere! Jacopo Fo |
| Elisotta | |
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Funzionario di Palazzo Chigi si dimette
"Anch'io ero sul volo di Mastella" Lo ha comunicato con una lettera al sito "Dagospia" "Sono certo di non aver commesso alcun illecito, ma non dovevo farlo" ROMA - Riccardo Capecchi, funzionario della Presidenza del Consiglio si è dimesso dopo la pubblicazione di una sua foto sull'aereo di Stato che riportava Mastella e Rutelli a Roma dopo il gran premio di Monza. GUARDA LE FOTO (Capecchi è la persona a destra, nell'immagine numero 16) Capecchi ha scritto una lettera al sito Dagospia. "Oggi il vostro sito ha pubblicato una mia foto mentre mi imbarco sul volo di ritorno da Milano che riportava a Roma il Vice Presidente Francesco Rutelli dopo il Gran Premio di Monza. Ero su quel volo di ritorno da Milano per atto di cortesia del Ministro Rutelli dopo aver partecipato a titolo strettamente privato al Gran Premio e tengo a precisare che ero in possesso di un biglietto regolarmente acquistato per il volo AZ 2119 delle ore 20.00 da Linate a Fiumicino. Sono certo di non aver commesso alcun illecito o violazione di legge ma consapevole tuttavia di aver compiuto una leggerezza: mi è ben chiaro che non tutti hanno l%u2019opportunità di salire su un volo di Stato in alternativa ad un volo di linea solo per risparmiare alcune ore di attesa. Ciò a prescindere che in quella circostanza vi siano o meno fotografi appostati per fare degli scoop giornalistici contro questa o quella Autorità dello Stato. E credo anche che nella vita si debba essere conseguenti e che i comportamenti individuali anche del più piccolo collaboratore, quale io sono, non debbano in alcun modo inficiare ruoli ed istituzioni, esse sì importanti e prestigiose. E%u2019 per questo motivo che ho già ritenuto opportuno rimettere in modo irrevocabile il mio incarico presso la Presidenza del Consiglio. Ringrazio con l%u2019occasione il Presidente Romano Prodi ed il Sottosegretario Enrico Letta per l%u2019opportunità che mi hanno dato in questi mesi di collaborare al loro fianco". Il responsabile di Dagospia, Roberto D'Agostino, gli risponde: "Questo gesto le fa onore, ma doveva dimettersi Mastella". Come fare a scrivere a questo poveretto? l'unico sfigato che paga al posto degli altri? l'unico con ancora un po' di pudore? |
| federica daghigna | |
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Studente fulminato a forum di Kerry
Usa,troppo prolisso: polizia lo punisce - 18/09/2007 Fa forse una domanda di troppo, si prolunga al microfono togliendo spazio agli altri. O, più probabilmente, le sue sono domande scomode. Niente di delinquenziale però. Fatto sta che durante un forum dell'ex candidato alle presidenziali Usa John Kerry, uno studente è stato fulminato con una pistola elettro-shock taser dagli agenti intervenuti per allontanarlo dalla sala. Tra lo sgomento e l'incredulità del pubblico. Qui il video. ps: perdonatemi la fonte. Edited by federica daghigna on Sep 20, 2007 10:43 AM |
| Paolo | |
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Elogio a Capecchi di Massimo Gramellini
Anche Riccardo Capecchi, giovane funzionario della presidenza del Consiglio, è stato ripreso da un paparazzo mentre si inerpica sulla scaletta dell?aereo più affollato del mondo che portò Rutelli e Mastella al Gran Premio di Monza a spese nostre. Di questo passo si scoprirà che in vacanza premio dentro l?autodromo ci stava tutto il governo, con Prodi travestito da guardrail e Visco in tuta da meccanico (era quello che durante i pit stop chiedeva ai piloti la ricevuta fiscale). Ma è il comportamento di Capecchi dopo la pubblicazione della foto da parte di Dagospia a lasciare esterrefatti. Non ha gridato al complotto. Non ha invocato superiori ragioni di Stato. Ha semplicemente ammesso di aver approfittato del passaggio. E per evitare che il suo peccatuccio infangasse l?istituzione di cui fa parte, ha rassegnato dimissioni immediate e irrevocabili dall?incarico. Non le ha minacciate per poi ritirarle, come si usa da queste parti, dove di irrevocabile c?è solo la morte e, anzi, si spera di far fessa anche quella. Le ha date, per davvero. Immaginiamo lo sgomento di Mastella e Rutelli davanti a un gesto così inopinato. Riconoscere con pacatezza la propria caduta di stile? Appellarsi alla coerenza e al senso del dovere? Trarne le conseguenze annunciando le dimissioni e dimettendosi sul serio? Questo Capecchi è impazzito. Oppure è danese. Se poi non fosse né l?uno né l?altro e si presentasse alle elezioni, forse lo voterei. |
| A former member | |
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20 settembre 2007 Molfetta interessata al progetto di Beppe Grillo? La nuova corrente politica potrebbe coinvolgere anche la nostra città di Maurizio Altomare Dopo tanta ironia e comicità, pare che Beppe Grillo sia intenzionato sul serio ad affrontare la Politica nazionale. Una squadra forte la sua. In rosa, a livello nazionale, sono confermati i vari Travaglio, Fo e Beha. Niente male. Nomi pesanti che, insieme a quello del "Grillo nazionale", rafforzano questa nuova squadra politica. Qualcuno addirittura dice che se oggi si andasse a votare il Partito di Grillo potrebbe ambire ad un consenso tra il 5% ed il 10%. E Molfetta potrebbe essere influenzata dalla nuova corrente? Chi potrebbe guidare questo nuovo movimento a livello locale? Sono in tanti a chiederselo. Forse i nostri politici per primi. Ma per adesso nulla di ufficiale. Fatto sta che nonostante gli attacchi al Partito Democratico, ritenuto debole e lontano dalla questione morale, e nonostante le critiche alla fascia più "rossa" della politica italiana, troppo vecchia ideologicamente, sono soprattutto gli "uomini di centrosinistra" i più interessati al nuovo Partito di Grillo. Ma, a Molfetta, nessuno viene fuori allo scoperto. A livello locale, qualcuno ha azzardato la definizione di "Grillo molfettese" rivolta a Matteo D'Ingeo del Liberatorio Politico, uno che non guarda in faccia a nessuno e non ha peli sulla lingua. Uno che attacca Destra e Sinistra senza problemi. Ma quasi certamente non sarà lui a rappresentare questo partito. Un giornalista locale, invece, ha paragonato Grillo ad un altro politico molfettese, Nicola Piergiovanni de "La Rosa nel Pugno". Anche lui, definitosi da sempre "Amico della Città" per la sua continua attenzione ai problemi dei cittadini, potrebbe avvicinarsi allo stile Grillo. E' certo però che Piergiovanni è un politico ben identificato nel centrosinistra. Non ci si aspetta un passo simile neanche dai dissidenti di AN. Non pare possibile una scelta tale ma non bisogna trascurare che tutti questi "politici senza partito", una casa la dovranno trovare prima o poi. Negli ultimi giorni è venuta fuori anche la voce di alcuni gruppi giovanili interessati al progetto del noto comico. Questi si starebbero interessando ad aprire una nuova sede del Movimento di Grillo a Molfetta. Per il futuro non sarebbe male l'ingresso in politica locale di nuove forze fresche. - su: http://www.molfettali... |
| Elisotta | |
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Il governatore della Liguria fermato su una superstrada: aveva percorso un chilometro e mezzo
sulla corsia sbagliata. Poi mostra il tesserino (scaduto) di parlamentare e se ne va Burlando contromano in autostrada "Sono deputato", niente multa GENOVA - Per un chilometro e passa ha guidato contromano, rischiando una mezza dozzina di scontri frontali con le vetture che stavano per imboccare il casello autostradale. Fermato da una pattuglia della polizia, invece della patente ha mostrato la tessera da deputato. Che tra l'altro è scaduta da un paio d'anni. Dicono non sembrasse turbato più di tanto, anzi. "Hanno ragione", ha detto serenamente Claudio Burlando - ex ministro dei Trasporti e già sindaco di Genova, fino al 2005 in Parlamento con i Ds, attuale presidente della Regione Liguria - indicando gli automobilisti fermi ai lati della carreggiata e sotto shock per lo spavento. Gli agenti hanno calmato gli animi, preso nota del documento, telefonato in centrale. Poi lo hanno lasciato andare. Nemmeno l'ombra di una multa. E massima discrezione. I poliziotti qualche ora più tardi hanno sottoscritto - "per dovere d'ufficio" - una relazione di servizio. Che avrebbe dovuto restare chiusa in un cassetto. E' successo domenica scorsa. "Verso le ore 12,15 la pattuglia veniva inviata dal locale Centro Operativo Autostradale presso il casello di Genova-Aeroporto", scrivono gli agenti. Poco prima la centrale ha raccolto le telefonate - terrorizzate, infuriate - di alcuni automobilisti. "Giunti sul posto venivamo avvicinati da tre persone". Sono gli occupanti dell'ultima vettura che stava per essere centrata dalla macchina del Presidente. Al volante c'è un signore di 59 anni, con la figlia e il fidanzato di lei. "Asserivano di essersi trovati l'autovettura Mitsubishi Space Runner targata AH... procedere contromano". Raccontano i tre di essersi avvicinati furibondi alla macchina per prendersela con il guidatore. E che quello restava chiuso all'interno dell'abitacolo, ignorandoli, il telefonino incollato all'orecchio. Ma chi è l'automobilista? "Alla guida della Mitsubishi si trovava tale Burlando Claudio, nato a Genova il 27.04.1954, identificato mediante tessera della Camera dei Deputati numero 938...". Precisano gli agenti: "Quest'ultimo ammetteva quanto sostenuto dagli utenti senza dare un giustificato motivo alla manovra effettuata". E in coda alla relazione: "La pattuglia, non avendo comunque accertato l'infrazione in oggetto, si asteneva dal contestare alcun tipo di sanzione, limitandosi ad informare il comandante telefonicamente e a redigere la presente". Secondo la ricostruzione dei poliziotti, il presidente ligure proveniva dagli Erzelli, una collina dove sono depositati i container vuoti del porto di Genova. Voleva dirigersi verso il mare, ma ha sbagliato strada. All'altezza dell'ingresso autostradale con ogni probabilità intendeva fare inversione e passare sull'altra carreggiata. E però le due strade sono divise prima da una barriera di catene, poi dal guard-rail in cemento. Così è partito in contromano, tenendosi rasente ad un muraglione sulla sinistra, forse sperando di trovare uno spazio nella barriera ed infilarcisi. Il fatto di aver incrociato alcune macchine nell'opposto senso di marcia, di aver sfiorato più volte lo scontro, non lo ha indotto a desistere. Al contrario, ha percorso più di un chilometro. Resta da capire perché la Stradale, nonostante Burlando abbia ammesso le sue colpe, non abbia elevato alcuna contravvenzione. Codice alla mano, per la guida contromano sono previsti quattro punti in meno sulla patente. Dieci in caso di curve e strade divise da carreggiate separate. (21 settembre 2007) Volendo...info@claudioburlando.it Edited by Elisotta on Sep 21, 2007 10:08 AM |
| Peppone | |
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Il governatore della Liguria fermato su una superstrada: aveva percorso un chilometro e mezzo L'ho appena letto..cioé..davvero scandaloso..al posto di far vedere "i subacquei" al tg1..che dessero queste notizie per far vedere che gente abbiamo al governo porca di una vacca ladra! |