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dal sito di LA STAMPA 05/09/07
Il sacchetto della spesa si scioglie e non sporca MARIA MAGGIORE Granoturco, olio di girasole, patate o pomodori invece del petrolio. E? la rivoluzione annunciata a Bruxelles dalla Coldiretti, che per celebrare il centenario dell?invenzione della plastica (creata un secolo fa negli Usa dal belga Leo Baekeland) ha portato nella capitale europea i nuovi prodotti in plastica realizzati con materiale interamente biodegradabile. I vantaggi sono numerosi: risparmio energetico, riduzione dell?emissione di gas carbonici, riciclaggio di materiale agricolo e, naturalmente, la creazione di posti di lavoro. Se ne è parlato al Forum internazionale, organizzato da Coldiretti con il circolo Ambrosetti, «Dal territorio la salute per la nuova Europa». E? stata anche allestita una mostra con le ultime invenzioni di plastica bio: occhiali da sole ricavati dal mais, pneumatici di grano, contenitori alimentari, sacchetti per le pile, biro, piatti, bicchieri, giochi per bambini, animali e persino pannolini. E naturalmente sacchetti della spesa, già pronti per la commercializzazione. L?Italia si pone in cima ai Paesi Ue che hanno dichiarato guerra alla plastica. Il ministro dell?Agricolutura Paolo Castro ha infatti annunciato che «entro il 2010 si cercherà di ritirare tutti i sacchetti tradizionali dal commercio per sostituirli con sacchetti organici». E intanto è operativa la prima bio-raffineria della Novamont, a Todi, dove si producono sacchetti in plastica ricavati dal mais. In tutta Europa si consumano ogni anno 100 miliardi di sacchetti di plastica: importati per la maggioranza da Cina, Thailandia e Malesia, vengono dispersi nell?ambiente, dove occorrono almeno 200 anni per decomporli, con un effetto inquinante che si aggiunge ai gas serra emessi durante la loro produzione. Con mezzo chilo di granoturco e un chilo di olio di girasole, invece, è ora possibile produrre materiale biodegradabile in grado di sostituire quasi 100 sacchetti di plastica inquinante. Ma, oltre ai sacchetti puliti, si punta anche alle bottiglie riciclabili: la «Belu» di NatureWorks ha un aspetto normalissimo, ma è realizzata a base di granoturco e quindi biodegradabile, con una scadenza di sei mesi per l?acqua contenuta. Per ogni bottiglia da mezzo litro servono appena 65 grammi di granoturco invece di 0.027 litri di petrolio, con una riduzione di 0.04 kg nelle emissioni di anidride carbonica. In Italia il risparmio sarebbe di quasi 200 milioni di litri di petrolio e i calcoli dell?Ue sono allettanti: ritirando dal mercato ogni anno un milione di tonnellate di plastica (100 miliardi di sacchetti) si ridurrebbero di 1,4 milioni di tonnellate le emissioni di CO2, risparmiando 700 mila tonnellate di petrolio. E per tutto questo occorrono «solo» 3 milioni di ettari di terreno coltivati a granturco e girasole (l?1,5% della superficie nell?Ue). |
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da LA REPUBBLICA di oggi
Vita sotto assedio di un cronista a Palermo "Sotto scorta in una Sicilia senza onore" L'arresto di Bernando Provenzano Dice Lirio Abbate che il lavoro di cronista a Palermo o è accurato o non è. Lirio ha 37 anni, è redattore all'Ansa. Come tutti i siciliani "buoni", come tutti i siciliani migliori, non è portato a far gruppo, a stabilire solidarietà e a stabilirvisi. Sono i siciliani peggiori quelli che hanno il genio del gruppo, della "cosca", ricordava Sciascia. Sarà per questo, che Lirio se ne sta per conto suo e segue la sua strada anche se sa bene quale sarebbe il modo più conveniente per starsene in ombra, un po' in disparte e in pace. Puoi sempre scivolare lento sulla superficie dei fatti e quindi "prendere atto": prendere atto che quello è indagato per mafia; che quell'altro è stato rinviato a giudizio; che quell'altro ancora è sotto processo per favoreggiamento alle cosche; che la magistratura sempre "indaga a 360 gradi". Nessuno te ne vorrà. È il tuo lavoro e se fai il tuo lavoro con prudenza, senza eccessi, con mediocrità, nessuno salterà su contro di te. Però, dice Lirio, che ha una compagna e un bimba di dieci mesi, questo lavoro non è accurato, non è onesto perché non racconta quel che vede e sa: "Io so, noi sappiamo chi sono i mafiosi e gli amici dei mafiosi o i loro protettori. Non ho, non abbiamo bisogno di attendere una sentenza o la parola della Cassazione o un'inchiesta giudiziaria perché penso che, prima della responsabilità penale, sempre eventuale, ci sia una responsabilità sociale e politica accertabile. Se il deputato, il consigliere regionale, l'assessore, il primario, il professore universitario se ne vanno in giro con il mafioso è un fatto. Si conoscono, passeggiano sottobraccio, si baciano quando s'incontrano. È soltanto accuratezza non rinviare ai tempi di una sentenza quel racconto. È il mio lavoro dirlo ora, subito. Non sono una testa calda, non sono un estremista, sono un cronista e credo che il mio impegno sia stretto in poche parole: raccontare quel che posso documentare". [continua] Edited by User 2,317,615 on Sep 5, 2007 10:49 AM |
| Francesca | |
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Dal sito www.repubblica.it di oggi
Le marche non tagliano il Co2: appena -0,2% in tutto il 2006 Difficile arrivare a 140 g/km in 2008. E l'analisi dell'autorevole Transport and Environment Fra l'altro cresce anche in peso: in media 17 Kg l'anno di VINCENZO BORGOMEO "I produttori europei di automobili non si stanno dando da fare abbastanza per tagliare le emissioni di co2 dei loro prodotti, restando quindi lontani dall'obiettivo di 140 grammi di anidride carbonica per chilometro percorso da raggiungere a fine 2008". La denuncia è pesante, e arriva dall'autorevole Transport and Environment, gigantesca associazione fondata nel 1989 e con sede a Bruxelles. "Nel 2006 - spiegano alla T&E - le emissioni delle nuove auto europee sono calate in media solo dello 0,2%, la minor diminuzione annuale mai registrata". Per capirci, questo significa che proprio nell'anno della - teorica - svolta - le emissioni sono diminuite di meno di mezzo grammo di co2 per chilometro, attestandosi a circa 160 g/km. Per non parlare poi di Spagna e Austria dove le emissioni sono addirittura aumentate (dal computo, che comprende tutta l'Ue, sono escluse Romania, Bulgaria e Malta). La cosa è effettivamente sorprendente perché invece a sentir parlare le case automobilistiche la riduzione sarebbe stata importante e non è un caso che tutti i prototipi presentati da un paio di anni a questa parte puntino molto sulla riduzione di Co2. A questo punto di una cosa si può star certi: dando per scontato che nessuno delle due parti in causa stia mentendo, è evidente che il problema riguarda i prodotti attualmente in vendita. Detto questo c'è da sperare che le cose cambieranno? Almeno a giudicare dai tanti prototipi presentati? Anche qui alla T&E gettano altra benzina sul fuoco: "Con queste premesse - spiegano da Bruxelles - l'associazione europea dei costruttori di automobili, Acea, che riunisce i 13 principali produttori, quasi certamente non risucirà a raggiungere l'obiettivo volontario di risuzione indicato dalla commissione nel 1998. L'obiettivo vincolante annunciato dall'Ue è di arrivare a 120 g/km di Co2 emessa dalle marmitte per il 2012". Ma non è tutto: "Nei primi 8 anni del loro impegno volontario i produttori auto hanno prodotto auto più grandi, pesanti e succhia-benzina, e i risultati parlano da soli -commenta Aat Peterse, di T&e - negli ultimi mesi, invece, hanno tirato fuori tante denominazioni 'verdi' da poterci riempire un dizionario". L'atto di accusa non è finito. E già perché per il Transport and Environment "la tendenza dei produttori di auto europei rimane quella di costruire auto sempre più pesanti che tendono a emettere di più e uccidono più pedoni". E fornisce anche dei dati: "il peso medio delle nuove auto realizzate in Europa è cresciuto di 17 chilogrammi nel 2006, arrivando a 1,38 tonnellate". La notizia, rilanciata anche dal Financial Times, sta ovviamente facendo il giro del mondo, ma per capire chi avrà ragione, purtoppo, occorrerà aspettare almeno un paio di anni. Allora, però, sarà tardi per prendere eventuali provvedimenti. (5 settembre 2007) |
| Andrea Sacco | |
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Associazione Rita Atria
02/09/2007 - Prodi: sempre più lontano dalla realtà Ci chiediamo se il Presidente del Consiglio scherza o dice il vero (come si dice a Palermo). E' l'ennesima volta che dice che la società civile del Sud si deve ribellare. Noi parliamo per la Sicilia e desideriamo informare il Presidente del Consiglio che la ribellione in questa Terra ha origini antiche tanto che la lista dei nostri martiri è molto lunga. Gli imprenditori chiedono l'esercito per proteggere i loro cantieri e Prodi risponde che deve essere la società civile a ribellarsi. Non abbiamo capito se ci dobbiamo armare per sparare contro i mafiosi, pagare la benzina alle macchine di scorta, fare collette per pagare gli straordinari agli agenti di scorta, fare le scorte a chi rischia veramente la pelle... Ricordiamo inoltre al Presidente del Consiglio che mentre a Palermo subito dopo le elezioni gridavamo agli imbrogli elettorali (palesi e con prove documentate depositate presso le Procure per lo svolgimento delle indagini-udienza ad ottobre) lui si affrettava a chiamare il sindaco neo eletto e contestato da quella società civile che lotta, per fargli gli auguri (solo pochissime ore dopo le 15 a risultati ancora non definitivi). Mai visto un tale eccesso di cordialità istituzionale. Non le sembra che i cittadini del Sud (e più in generale gli italiani) quando vanno a votare desiderano che il proprio voto conti qualcosa? Inoltre ricordiamo al Presidente del Consiglio che le liste presentate dal centro sinistra, alle ultime elezioni candidavano cognomi di indubbio imbarazzo per chi lotta contro la mafia. Gente con intercettazioni, video, documentazione presentata, come se parlare con un boss di mafia al telefono o incontrarlo fosse cosa casuale. Allora sig. Presidente del Consiglio desideriamo ribadire il nostro sdegno per l'insignificante lotta alla mafia che state facendo. Voi come il precedente governo Berlusconi non avete alcuna intenzione di aiutare quella società civile onesta che desidera contrastare seriamente tutte le mafie senza guardare in faccia i colori delle lobby. Siamo stanchi dei vostri sermoni che dicono che la società civile si deve ribellare. Se non le basta l'elenco di martiri, di persone sotto scorta, di associazioni impegnate,.... allora lei ha qualche problema con la realtà. Le ricordiamo inoltre che un giornale come I Siciliani, dopo l'assassinio di Pippo Fava, è fallito per quattro bollette della luce e per le rate delle rotative... Voi dove eravate per impedire che la libertà di informazione continuasse a vivere? Certo, lei era solo dirigente da qualche parte e lontano da questi problemi solo ed esclusivamente siciliani. Cosa fa un suo Ministro della Repubblica quando noi critichiamo fortemente il comportamento di un giudice di Messina che con il suo atteggiamento a dir poco discutibile ha permesso che gli assassini di una ragazza di soli 17 anni si godessero la vita fuori dal carcere? Manda degli ispettori al Tribunale di Messina e accetta le conclusioni (aspettiamo di leggere la relazione ufficiale che non si trova da nessuna parte in barba alla trasparenza) che è normale consegnare una sentenza dopo 650 giorni (contro max 180 giorni). Ma a chi volete rifilare le vostre verità? Volete dimostrare di lottare contro la mafia? Fate pulizia al vostro interno. E poi, solo poi, venite a dire a noi gente che la mattina si alza per andare a lavorare ed in più spende soldi propri per lottare per la propria libertà, che dobbiamo essere noi a reagire. Dica al Ministro Amato che invece di insultare un ragazzo in una assemplea a Palermo solo perché gli ha ricordato tutto quello che le stiamo scrivendo noi, è stato bollato come qualunquista. Dica ai suoi amici che il Sen. Andreotti è stato prescritto per il reato di associazione per delinquere fino al 1980 (si legga le carte). Ma voi vi inchinate alla confusione semantica delle parole approfittando di una società civile impegnata per la sopravvivenza quotidiana. Ci aspettavamo che il suo Governo riconoscesse al Dott. Caselli grandi meriti facendolo diventare Ministro della Giustizia (una risposta forte contro la mafia). Ma quale qualunquismo. Noi facciamo nomi e cognomi... voi solo parole. Si legga l'articolo del PM calabrese De Magistris. Desideriamo informala che ci avete stancato tutti! Ci hanno stancato gli uomini della P2 (ricordiamo che a Tina Anselmi la politica non ha mai perdonato quel magnifico lavoro) e di Gladio; ci avete stancato tutti voi uomini con un unico dio: il potere degli equilibri. A proposito.... a che punto è la legge sul conflitto di interesse? con la solita disitima, Associazione Antimafia "Rita Atria" P.S. Non vi affannate a cercare i nostri padrini politici, non ne abbiamo. |
| Giovanni Volpe | |
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Fonte: Verosudamerica.
Blog di controinformazione sull'America Latina. Isola dei famosi e isola del mattone, i villaggi vacanze dopo il reality Dietro il reality show di Rai 2, in programma da metà settembre, c?è un megaprogetto turistico per un resort di lusso sulla costa caraibica dell'Honduras. Il 17 agosto è stata posata la prima pietra. A incaricarsi dei lavori è l'italiana Astaldi. La popolazione locale, i garifuna, protesta e denuncia: ?Il progetto minaccia la nostra sopravvivenza?. Il Collettivo Italia Centro America lancia una campagna internazionale contro Astaldi. C?è un concorrente nascosto all edizione 2007 dell??Isola dei famosi?.È Astaldi, la seconda società di costruzioni in Italia. A luglio ha firmato il contratto per iniziare i lavori del megaprogetto turistico ?Laguna de los Micos?. Il complesso verrà realizzato nella Bahia de Tela, sulla costa caraibica dell?Honduras, a pochi chilometri dalle isole dei Cayos Cochinos, dove il 20 settembre inizia la nuova serie del reality show.La regione è abitata dal popolo afro-indigeno dei garifuna, che vive di pesca in comunità lungo la costa e teme l?impatto sociale e ambientale del turismo di massa.Oggi la Laguna de los Micos è un paradiso di mangrovie, una striscia vergine di spiaggia e vegetazione di oltre 3 km. Il progetto nella Bahia de Tela prevede la realizzazione di quattro hotel di lusso, 256 ville, un campo di golf, un club ippico e un centro commerciale -su una superficie complessiva di oltre 300 ettari-. Il tutto verrà realizzato all'interno del Parco nazionale intitolato a Jeanette Kawas (Pnjk) e di una laguna registrata (con il numero 722) nell'elenco delle paludi protette dalla Convezione internazionale di protezione delle paludi (conosciuta come Ramsar). Perciò il riempimento di gran parte della palude per la realizzazione del campo da golf è illegale. Non ci sono state nemmeno le consultazioni con le popolazioni locali, come vorrebbe l'Accordo n. 169 dell'Organizzazione internazionale del lavoro. Astaldi si incaricherà di realizzare la rete di infrastrutture di base, per un importo complessivo di circa 18 milioni di dollari (il budget complessivo del progetto è di circa 200): l'azienda italiana costruirà le strade, le fognature, il sistema elettrico, quello per la raccolta dei rifiuti solidi e per immagazzinare l'acqua potabile.Il 17 agosto scorso il ministero del Turismo ha posto ?la prima pietra? del megaprogetto: presto arriveranno i villaggi vacanze, pronti ad attrarre nel Paese un numero sempre maggiore di turisti occidentali (da Milano ogni settimana parte già un volo charter diretto in Honduras, porta i turisti sull'isola di Roátan, attualmente l'unica ?Cancún? del Paese). Non è un caso, perciò, se per il secondo anno consecutivo ?i famosi? e l'Isola metteranno per tre mesi le spiagge honduregne in vetrina davanti a milioni di telespettatori italiani (lo scorso anno il programma raccolse il 25% di share). Cosa nasconde l'Isola? Nel dicembre 2006 un'inchiesta della rivista Altreconomia ha rivelato che le isolette dei Cayos, sedi del reality, sono in vendita. In più, il format prodotto da Magnolia e trasmesso dalla Rai sconvolge gli equilibri su cui si regge la vita delle popolazioni locali. Lo scorso anno, ad esempio, la gente del Cayo Chachahuate non poté uscire in barca a pescare per tutto il tempo delle riprese.Il Collettivo Italia Centro America (Cica), impegnato al fianco dei garifuna di Ofraneh, l'Organizzazione fraterna dei popli negri dell'Honduras, lancia domani una campagna internazionale contro Astaldi. Sul blog lisolaeilmattone.blogspot.com dossier e una dettagliata lettera di denuncia (in tre lingue: italiano, inglese e spagnolo) da inviare ai rappresentanti dell'azienda in Italia e in Honduras. Il Collettivo Italia Centro America (Cica) è un collettivo di base, formato da persone che negli ultimi anni hanno lavorato in progetti di cooperazione popolare in diversi Paesi del Centro America. Lavora per monitorare gli interessi del capitale italiano in America Centrale e denunciare le violazioni dei diritti umani nella regione. ( www.puchica.org ) Consiglio anche di consultare il blog nato per promuovere questa campagna: http://lisolaeilmatto... Edited by Giovanni Volpe on Sep 7, 2007 5:40 PM |
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V-day a Torino in piazza Castello
TORINO Domani anche in Piemonte sarà la giornata del V-day: la raccolta delle firme per la proposta di legge di iniziativa popolare «Parlamento pulito», ideata da Beppe Grillo contro la presenza in parlamento di politici condannati dalla Giustizia. Sarà anche una festa, perchè il fulcro dell'iniziativa, piazza Castello a Torino, ospiterà dalle ore 16 un grande concerto-spettacolo. Tra le altre città aderenti in Piemonte ci sono Cuneo, Vicoforte (Cuneo) e Ivrea. Nel V-day, fissato simbolicamente per l'8 settembre e sostenuto da banchetti in circa 180 piazza italiane, Beppe Grillo invita a firmare a sostegno della proposta di legge popolare. I punti chiave sono tre: nessun cittadino italiano possa candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva o in primo e secondo grado, in attesa di giudizio finale; non sia possibile essere eletti in Parlamento per più di due legislature, anche retroattivamente; infine, i parlamentari non siano scelti dai segretari di partito, ma votati dai cittadini con la preferenza diretta. In piazza Castello si esibiranno numerosi gruppi musicali e attori, sarà proiettato in diretta da Bologna l'intervento di Beppe Grillo. Fonte "La Stampa Web" Edited by User 3,339,499 on Sep 7, 2007 3:26 PM |
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Ho inserito nei Files il servizio del TGR Piemonte delle ore 19.30 riguardo al V-DAY a Torino.
QUI Necessita Real Player. |
| Andrea Sacco | |
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ROMA - "Una vecchia regola della politica è che i vuoti si riempiono. Certo, non sempre i materiali che riempiono il vuoto sono eccellenti, ma non possiamo prendercela con chi li riempie". Così il presidente della Camera Fausto Bertinotti a margine di un incontro avuto nel suo studio di Montecitorio con Claudio Baglioni, ha commentato il 'V-day' di Beppe Grillo sabato scorso a Bologna.
(La Repubblica 10 settembre 2007) |
| Andrea Sacco | |
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Dal blog di Beppe Grillo
Gli intellettuali con il cuore a sinistra e il portafoglio a destra hanno evocato il qualunquismo, il populismo, la demagogia. Uno con la barba ha anche citato, lui può farlo, Aristofane per spiegare il V-day. Un altro ha affermato che comincia ADESSO a capire la Rete, ma che il mio giudizio sull?otto settembre è una belinata. Non dice perchè, non ne ha bisogno. E? un intellettuale di sinistra. Bossi ha bisbigliato che non bisogna esagerare con l?antipolitica, lui, luiiiiiiiiiiii! Esagerare? Casini in Caltagirone si è indignato, lui, luiiiiiiiiii! Indignato. A proposito Mele è ancora deputato? E nell?Udc c?è qualche indagato, condannato, prescritto? E Biagi aveva la scorta? Fini cita tre politici: Togliatti, Almirante e Berlinguer. Dice che con la nuova legge non li avremmo avuti in Parlamento a vita, ma solo per due legislature. Ma un decennio non è forse sufficiente? Non nomina invece nessuno dei politici in Parlamento. Si vergogna, evidentemente, delle centinaia di politici di lungo corso: Andreotti, Mastella, Pomicino... Riporto una testimonianza di Marco Travaglio dall?Unità di oggi. Spiega che non è stata offesa la memoria di nessuno a Bologna. Ci sono, se servono, altri 150.000 testimoni presenti. ?Ho trascorso l?intero pomeriggio sotto il palco e sul palco, e mai ho sentito parlare non dico ?contro? Marco Biagi, ma ?di? Marco Biagi. Il nome ?Marco Biagi? non è mai stato citato per esteso. S?è parlato un paio di volte della legge 30 che abusivamente il governo Berlusconi intestò al professore assassinato, che non poteva più ribellarsi, mentre un ministro di quel governo lo chiamava ?rompicoglioni?. E ne ha parlato Grillo per chiedere di riformarla, insieme alla legge Treu, aggiungendo che però ?il vero problema non sono neppure le leggi: è che in Italia non c?è lavoro?. Lo dico perchè un amico, l?ex giudice ora assessore Libero Mancuso, che nessuno ha visto alla manifestazione, ha parlato di presunte ?offese a Biagi?. Posso assicurare che se qualcuno, dal palco, avesse davvero mancato di rispetto a Marco Biagi, su quel palco nessuno di noi, nemmeno Grillo, sarebbe rimasto un minuto di più?. Marco Travaglio. articolo completo |