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| Filippo | |
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Sempre nell'ottica di migliorare lo strumento informatico "meetup" nelle sue funzionalità, vi propongo di replicare quello che gli amici di Napoli stanno già facendo da un po':
- uno spazio (che solo tecnicamente coincide con una discussione), o meglio, una bacheca dove ognuno riporta una notizia o un fatto che ritiene importante e che vuole condividere, con Titolo, se riesce una immagine che aiuta per abbellire la grafica, e soprattutto obbligo della fonte (così ci abituiamo); non guasta neppure il collegamento alla fonte direttamente sul titolo; - nessuna replica o commenti su questo spazio a seguito dei lettori , e possibilmente limitati anche ad opera dello scrivente: piuttosto apre una discussione a parte, e inserisce nella "bacheca delle news" il link dove ciascuno può commentare. Così ci informiamo reciprocamente dei fatti importanti, citiamo le fonti, diamo un titolo all'argomento prima di leggere per facilitare le scelte e la consultazione, e teniamo aperte (con ordine ma a parte) gli spazi per i commenti. Ecco un esempio "bacheca News Napoli" Iniziamo anche noi di seguito? Mettete i vostri commenti Discussione Commenti alla "Bacheca News" e chi vuole utilizzi lo spazio di seguito per l'inizio della rassegna stampa vero e proprio. Di seguito un esempio Edited by Alex C. Vanadium on Sep 14, 2007 1:30 PM |
| Filippo | |
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L’altro genocidio
Maurizio Blondet ![]() Un bambino irakeno colpito da leucemia nel suo letto d'ospedale: nel rispetto di queste creature innocenti è l'unica immagine che ci sentiamo di pubblicare. IRAQ - Circolano sul web foto orribili di bambini abortiti in Afghanistan e Iraq. Corpicini senza occhi o con tumori al posto degli occhi, con gli organi interni sviluppatisi fuori dal corpo, senza arti, con enormi cancri fetali (1). E' l'uranio impoverito dei proiettili americani, naturalmente. «I bambini non nati della regione pagano il prezzo più alto, l'integrità del loro DNA», dice Ross Mirkarimi, di un'associazione chiamata Arms Control Research Center. «Le particelle di uranio impoverito ingestite causano mille volte i danni da raggi X», dice Mary Olson, biologa ed esperta del trattamento di rifiuti nucleari al Nuclear Information and Resource Service di Washington. Il Japan Times ha raccontato di una delegazione di tecnici giapponesi che hanno studiato nel 2003 gli effetti dell'uranio impoverito nell'Iraq meridionale. Hanno visitato un ospedale locale che ricoverava fino a 600 bambini al giorno per avvelenamento da radiazioni; molti morivano rapidamente. Nello stesso 2003 il dottor Jawad Al-Ali, primario del centro oncologico principale di Bassora, ha detto in un'intervista: «avvengono strani fenomeni che non ho mai visto prima. Il primo è il caso di pazienti con doppio e triplo cancro, per esempio con leucemia e cancro allo stomaco. Abbiamo avuto un paziente con due tumori, allo stomaco e a un rene; mesi dopo, ha sviluppato un cancro nell'altro rene: un cancro primario» [non una metastasi dei precedenti]. Fonte:http://www.effedieffe... Se volete potete dire la vostra su apposito spazioDiscussione e commenti su questo fatto Edited by Filippo on May 18, 2006 12:16 PM |
| Simlatt | |
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Intervista a Eva Biginelli e Gianni Naggi, Legambiente Torino
Daniela Iapicca ![]() Come valuta l'operato della giunta uscente dal punto di vista ambientale? E.B. “L’assessore all’ambiente del comune di Torino Dario Ortolano ha prodotto diversi regolamenti, da quello del verde pubblico a quello dell’inquinamento acustico e elettromagnetico fino a quello in favore degli animali. Ma per ciò che concerne la lotta all’inquinamento e il contenimento del traffico, nonostante gli sforzi compiuti con l’assessorato provinciale, di fatto non è stata prodotta nessuna misura efficace” Ovvero? E.B. “Nonostante le lodevoli iniziative come il car sharing, che interessa qualche migliaio di persone, in città gli automobilisti parcheggiano indisturbati ovunque ed è evidente la mancanza di applicazione delle regole vigenti”. Inoltre sul territorio comunale sono stati aperti nuovi parcheggi.. E.B. "I parcheggi recentemente costruiti sono un inno all’uso delle auto private e infatti il trasporto pubblico sta perdendo utenza. Anche se recentemente è stato chiuso l’ufficio biciclette, Torino vanta una rete abbastanza buona di piste ciclabili, qual è il suo parere? E.B. “Gli interventi a favore della mobilità ciclistica sono inefficaci quando non inutili. A titolo di esempio cito la pista ciclabile che c’è in corso Vittorio Emanuele: è impossibile utilizzarla in sicurezza e ad ogni incrocio si rischia di venir investiti dagli automobilisti che girano; inoltre con grande spreco di risorse è stato necessario rifarla perché non era a norma…” C’è nel mandato dell’assessore Ortolano una nota positiva? E.B. “Ritengo valide le iniziative come “Non inquino Torino” a sostegno dell’uso di combustibili meno inquinanti” Per quel che riguarda i rifiuti, le competenze dell’assessore Marco Calgaro, come valutate le politiche finora intraprese? G.N. “Direi che non solo non ci sono stati progressi ma è evidente un peggioramento rispetto a quanto portato avanti nel passato già nel 1998, il Piano comunale rifiuti della giunta Castellani presentava due punti fondamentali: il primo che riguardava il raggiungimento del 50 per cento di raccolta differenziata è stato ridimensionato – come impegno - dalla giunta uscente su una percentuale del 35 per cento, che è esattamente la stessa quota prevista dal decreto Ronchi! Il secondo prevedeva che la quota da destinare all’incenerimento fosse il 15% di , materia secca.” Ma le politiche in favore della raccolta differenziata sembrano essere implementate su tutto il territorio… G.N. ”In realtà più volte nel corso di questi anni l’Amiat ha proposto di estendere la raccolta porta a porta in tutte le circoscrizioni, ma alle prime resistenze dei cittadini si è subito desistito. Ora la giunta punta genericamente ad “aumentare” gli ecocentri che dovevano già nella giunta Castellani essere uno per ogni circoscrizione…. In aggiunta nel programma del presidente Saitta è indicato che si potrà ricorrere all’inceneritore solo dopo aver raggiunto il 50 per cento di raccolta differenziata su tutta la provincia essendo Torino è ancora molto lontana da questa quota è impossibile raggiungerla nonostante gli sforzi degli altri comuni della provincia. Voglio segnalare che Asti è sul 66 per cento, Verbania e Novara hanno superato il 60%...” Quindi ha delle idee su come correggere il tiro? G.N. “In prima battuta un comune grande come quello di Torino dovrebbe assumersi la responsabilità della politiche dei rifiuti, che invece sono affidate totalmente all’Amiat, la quale ha un approccio aziendalista e interessi meno urgenti di quelli dei cittadini rispetto alla riduzione e alla differenziazione. Esistono poi positive esperienze di riuso dei contenitori e di riduzione degli imballaggi che il comune potrebbe portare avanti con efficacia.” Fonte: www.ecodallecitta.it Edited by Simlatt on May 18, 2006 1:17 PM |
| marco baldassari | |
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Bloomberg
U.S. Economy: Leading Economic Indicators Decline in April May 18 (Bloomberg) -- An index of U.S. leading economic indicators unexpectedly declined in April, pointing to a slowdown from the fastest pace of growth in more than two years. The Conference Board's index, designed to project economic activity three to six months from now, fell 0.1 percent after rising 0.4 percent in March, the New York-based group said. The index was pulled down by declines in building permits and consumer confidence, evidence that higher interest rates and fuel prices are cooling off the housing market and personal spending, which have been powering the economy. Marca molto male, si prevede discesa del dollaro e rifugio su euro, oro e argento. mercato case frena. che fara' l'economia USA? |
| Simlatt | |
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Guerre stellari in Iraq
Maurizio Torrealta e Sigfrido Ranucci ![]() Guerre stellari in Iraq è una nuova inchiesta di Maurizio Torrealta e Sigfrido Ranucci. Il lavoro parte dall’ inquietante testimonianza di Majid Al Ghezali, primo violinista dell’ orchestra di Baghdad, che ha assistito ai duri combattimenti per la conquista dell’aeroporto da parte dell’esercito Usa. Al Ghezali racconta di aver visto i corpi delle vittime della battaglia ridotti nelle loro dimensioni e di aver sentito parlare dell’utilizzo di armi al laser. Anche il primario del General Hospital di Hilla, Saad al Falluji , racconta un episodio riguardante le orribili mutilazioni dei passeggeri di un autobus colpito a un posto di blocco americano da un’arma misteriosa e silenziosa. Il medico iracheno si stupisce di non aver riscontrato sui morti e feriti la presenza dei proiettili. I giornalisti di Rai News 24 hanno chiesto informazioni al Pentagono sull’ eventuale utilizzo letale di armi al laser, sui loro effetti e sul loro impiego nelle zone di guerra, ma fino a oggi non hanno ottenuto risposte. Partendo proprio da queste testimonianze, l’inchiesta di Rai news 24, analizza l’attuale impiego di una nuova tipologia di armamenti, destinata a segnare il passaggio epocale dalle armi "cinetiche" a quelle a energia. Dispositivi laser montati su Humvee sono già stati sperimentati in Afghanistan ed Iraq, ufficialmente per fare brillare mine ed ordigni occultati Nell'inchiesta si descrive, in particolare, anche un'arma considerata "non letale": il raggio del dolore. Le caratteristiche di questo strumento, che utilizza un raggio invisibile e provoca un intensissimo dolore ma non la morte, suscitano la preoccupazione delle organizzazioni che agiscono in difesa dei diritti umani che vedono in questa nuova arma il rischio di uno strumento di tortura graduale e legalizzata. Un allarme motivato anche dal fatto che gli studi degli effetti di queste armi sull'organismo umano, sono ancora coperti da segreto militare. Guarda il video dell'inchiesta. Fonte: www.rainews24.it Edited by Filippo on May 23, 2006 9:43 AM |
| Filippo | |
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I giganti del cibo
Noreena Hertz ![]() Una multinazionale che ha un giro d'affari come il pil di un piccolo stato si sente invincibile Il mese scorso la Fsa, l'autorità britannica che controlla la qualità dei prodotti alimentari, ha annunciato un piano che imporrebbe ai produttori di indicare sulle etichette il contenuto di grassi, sale, zucchero e grassi saturi usando un codice a colori: rosso=alto, arancio=medio, verde=basso. La risposta delle multinazionali dell'alimentazione è stata chiarissima. Nestlé, PepsiCo, Danone, Kraft e Kellogg's hanno rifiutato di adottare il nuovo codice e hanno proposto di riportare sulle confezioni le "percentuali dei quantitativi di nutrienti raccomandati per l'uso quotidiano dalle linee-guida": per decifrare un sistema del genere ci vorrebbe un dottorato in matematica. La Tesco, il gigante britannico dei supermercati alimentari, ha detto invece che continuerà a usare il suo codice a colori pastello, che la Fsa ha già bollato come inadeguato. C'è poco da stupirsi. Com'è noto, i produttori di generi alimentari fanno di tutto per presentare i propri prodotti sotto la luce più favorevole. Ultimamente la Pepsi Cola ha ingaggiato una nota agenzia pubblicitaria, la Hill and Knowlton, per trovare il modo di associare ai propri prodotti dei "messaggi salutari", senza però smettere di fabbricare bevande che fanno marcire i denti e favoriscono l'insorgere del diabete. Altre industrie spendono e spandono per ricerche volte a dimostrare, per esempio, che "il cioccolato fa bene". Intanto, ogni anno, l'industria dei cibi e delle bevande spende decine di milioni di euro per fare lobbying e per distribuire contributi ai politici. Ma puntare su messaggi ben confezionati, su informazioni parziali e sui dolcificanti, dimostra una certa miopia. Benché per il momento i pareri della Fsa non siano vincolanti, prima o poi lo stato sarà costretto a intervenire: è solo questione di tempo. Lo dico con certezza per i seguenti motivi: • primo, perché il legame tra obesità e il genere di cibi e bevande che consumiamo è ormai accertato. L'American academy of pediatrics ha individuato nelle bevande gassate la fonte principale di zucchero aggiunto nel regime alimentare quotidiano dei bambini. Il che è un vero problema (visto che negli Stati Uniti un bambino su sei è sovrappeso), e non solo per i paesi industrializzati (poiché da quando i produttori di fast food e di cibo spazzatura sono arrivati nei paesi in via di sviluppo, l'incidenza dell'obesità ha subìto un aumento esponenziale); • secondo, perché nessun governo potrà permettersi gli aumenti delle spese sanitarie che l'epidemia di obesità renderà necessari, e quindi dovrà scaricare questi costi sulle industrie; • terzo, perché oggi l'opinione pubblica è più informata che mai sulle manovre dei grandi gruppi alimentari: si è già visto Super size me, il quarto documentario di tutti i tempi per incassi al botteghino, e tra poco uscirà nelle sale la versione cinematografica di Fast food nation. Storicamente un'opinione pubblica informata e arrabbiata ha sempre dato un impulso significativo a cambiare le leggi; • infine, perché l'industria alimentare internazionale si sta dimostrando poco disposta ad affrontare la questione della nutrizione: come rivela uno studio condotto dalla City university sulle prime 25 industrie alimentari del mondo pubblicato questo mese, le aziende che hanno cominciato ad affrontare il problema dell'eccesso di sale o di zucchero, o delle dimensioni delle porzioni, si contano sulle dita di una mano. È facile sentirsi invincibile, se sei una multinazionale e hai un volume di vendite che è come il pil di un piccolo stato. Ma la sicurezza generata da questo senso di invincibilità può essere una chimera. McDonald's ha subìto un calo delle vendite da quando è costantemente nel mirino dei gruppi di attivisti. La Monsanto ha visto crollare il suo valore azionario perché le casalinghe britanniche non vogliono comprare alimenti geneticamente modificati. E in tutto il mondo si cominciano a mettere in discussione le nuove normative sull'industria alimentare. Alle aziende alimentari dico: fatevi furbe. Tagliate le spese per le pubbliche relazioni, e investite in prodotti meno dannosi. È la strategia che la Honda ha adottato negli Stati Uniti negli anni settanta. Allora, anziché fare lobbying contro la proposta di legge antinquinamento Clean air act come le industrie automobilistiche americane, la casa giapponese ha progettato auto meno inquinanti per il mercato statunitense. Così, quando la legge è entrata in vigore, era in vantaggio sui suoi concorrenti, come capita a chi prende iniziative coraggiose. Quindi, care industrie alimentari, smettete di inventare modi sempre nuovi di confondere le idee a noi consumatori e cominciate a riconquistarvi la nostra fiducia. Sapete con quale settore industriale viene sempre più spesso paragonata, tra i politici, l'industria alimentare? Con l'industria del tabacco. Sono certa che, alla luce di questo fatto, comincerete ad apprezzare perfino il codice "a semaforo" proposto dalla Fsa. Fonte: Internazionale 640, 4 maggio 2006 Edited by Filippo on May 19, 2006 12:45 PM |
| Filippo | |
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I Bomba ambientale pronta ad esplodere
Alessandro Previati Quattro discariche abusive rinvenute nei giorni scorsi a Ciriè, Collegno, Lessolo e Cuorgnè da parte della Guardia di Finanza e del Corpo Forestale dello Stato. La più pericolosa a Ciriè, dove pare rivivere concretamente, questa volta, il macabro fantasma dell’IPCA, l’azienda chimica ritenuta responsabile della morte di decine di operai. La Guardia di Finanza di Lanzo e la Forestale hanno infatti posto sotto sequestro un’area di 4000 metri quadri nei pressi del cimitero ciriacese, là dove il terreno risulta impregnato di sostante tossiche. I carotaggi dell’ARPA, effettuati lo scorso dicembre, hanno evidenziato, nel terreno, la presenza di nichel, cobalto, cromo, idrocarburi e tricloropropano. Tutti elementi altamente nocivi, probabilmente derivanti dagli scarti industriali dell’IPCA: qualcuno ha riversato le sostanze inquinanti sulla nuda terra, per poi ricoprirle nella speranza che nessuno se ne accorgesse. Invece le accurate indagini delle fiamme gialle e della Forestale lanzese, hanno portato alla luce una bomba ecologica che potrebbe avere proporzioni drammatiche: gli ulteriori accertamenti, che dovranno essere disposti dal Comune di Ciriè nei prossimi giorni, dovranno infatti stabilire quanto è estesa l’area inquinata, tenendo conto che nelle immediate vicinanze sono sorti quartieri residenziali e campi coltivati a granoturco. Non a caso l’operazione è stata denominata “Punto e a capo”, anche perché una prima discarica di rifiuti tossici, questa volta a cielo aperto, era stata scoperta nella stessa zona già nel 2001, dalle Guardie Ecologiche Volontarie. La proprietaria dell’area sequestrata, ascoltata dalla Guardia di Finanza, si è detta estranea alla vicenda: anzi, secondo le indagini, la donna non era nemmeno al corrente di essere la proprietaria del luogo. Lo scarico di liquami, comunque, dovrebbe essere avvenuto diversi anni fa, quando l’intera zona era invece di proprietà di un noto ex imprenditore chimico. Le indagini, condotte in stretta sinergia da fiamme gialle e Forestale, hanno preso il via sul finire dello scorso anno quando, a Ciriè, ha cominciato ad aleggiare la “leggenda” di una discarica tossica nei pressi del cimitero dove un ragazzo, nel toccare l’erba, era rimasto persino ustionato. Una leggenda che, purtroppo, si è trasformata in una triste realtà. Le altre tre discariche individuate si trovano a Collegno, in un’area agricola di via Fratelli Cervi, dove sono stati abbandonati blocchi di asfalto provenienti da lavori di rifacimento del manto stradale, a Lessolo, dove su una superficie agricola di circa mille metri quadrati, sono stati depositati plastiche, calcinacci, ferro, lamiere, piastrelle e cemento armato. Nel comune di Cuorgnè, infine, è stata accertata la formazione di un piazzale di 800 metri quadrati utilizzando il riporto di materiale terroso misto a rifiuti edili e residui di asfalto. Fonte: Alessandro Previati Torinocronaca 27/04/2006 Edited by Filippo on May 19, 2006 1:15 PM |
| Simlatt | |
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L'Eni “risarcisce” le vittime del Petrolchimico di Priolo (SR) ma senza riconoscere la propria responsabilità
![]() E' stato definito più volte il “triangolo siracusano della morte”. Ci riferiamo al triangolo industriale Priolo-Melilli-Augusta, dove, per fare un solo esempio, nel triennio 2000-2002 i morti a causa di tumore sono aumentati del 7% rispetto al quinquennio 1995-1999. Dopo tanti anni la Syndial, società del gruppo Eni, ha deciso di “risarcire” alcune famiglie per la nascita di bimbi malformati o per il ricorso all'aborto a causa dell'emissione di sostanze inquinanti dagli impianti del Petrolchimico di Priolo tra il 1991 e il 1993, soprattutto nella zona nord di Siracusa, quella che gravita più a ridosso del polo industriale, pagando 11 milioni di euro. La somma è stata assegnata a 101 famiglie, le presunte vittime del mercurio, la sostanza che dall'impianto clorosoda dello stabilimento Enichem (oggi Syndial) sarebbe finita in mare e assorbita dai pesci. Attraverso i prodotti ittici destinati al consumo, le sostanze inquinanti avrebbero alterato la catena alimentare provocando le malformazioni. Sulla vicenda da anni indaga la Procura di Siracusa, mentre la Syndial finora ha sempre negato la correlazione tra il versamento in mare del mercurio e le disfunzioni sui neonati. Metà degli 11 milioni di euro sono stati corrisposti come risarcimento per i bambini nati malformati e tutt'oggi in vita, mentre l'altra metà è stata erogata a beneficio di famiglie che hanno dovuto fare ricorso all'interruzione volontaria della gravidanza per via dell'accertamento di malformazioni al feto. Sono stati il procuratore capo di Siracusa Roberto Campisi e il sostituto procuratore Maurizio Musco, che coordinano alcune inchieste relative a diverse vicende nella zona industriale siracusana, a rivelare il risarcimento corrisposto dalla Syndial. I magistrati hanno specificato che in nessuno dei 101 casi, per i quali la Syndial ha deciso di erogare il risarcimento, è stato intentato o formalizzato un giudizio per il riconoscimento del danno. La società ha dunque pagato volontariamente, senza che esistesse alcun provvedimento che la obbligasse, pur ritenendo - hanno chiarito gli inquirenti - che le malformazioni accertate non siano da mettere in relazione con la propria attività industriale. Diversa invece la tesi della Procura di Siracusa che sta per concludere l'inchiesta sull'inquinamento da mercurio delle acque nella rada di Augusta, avviata tre anni fa. E proprio in relazione a questa inchiesta il procuratore capo Campisi ha detto che "i dirigenti apicali dell'Enichem (oggi Syndial) hanno tenuto una condotta di ampia e leale collaborazione con la procura anche tramite i loro consulenti". Secondo gli inquirenti il mercurio impiegato nella lavorazione dell'impianto clorosoda dell'Enichem finiva in mare e qui veniva assorbito dai pesci. Ma sull'esistenza di questo nesso di causalità diretta "tra la presenza di alcune sostanze inquinanti, come il mercurio, e alcune tipologie di malformazioni neonatali - ha aggiunto Campisi - la società disconosce una propria responsabilità nella determinazione dei gravi danni a carico di alcuni neonati". I risarcimenti già erogati oscillano tra un minimo di 15-20 mila euro per le malformazioni più lievi fino a un massimo di oltre un milione di euro per i casi più gravi. Per quantificare gli importi da risarcire, è stato spiegato, la società si è rifatta alle tabelle utilizzate in sede processuale: ciascun risarcimento formalizzato è pari a quello che sarebbe stato determinato nel caso in cui fosse stato avviato un procedimento giudiziario e la società fosse stata condannata al risarcimento. Fonte: www.guidasicilia.it Edited by Simlatt on May 20, 2006 11:54 AM |
| Simlatt | |
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L'UE condanna l'talia
![]() La Corte europea del Lussemburgo ha condannato l'Italia per non aver recepito, entro i termini stabiliti, la direttiva del 2003 che istituisce il sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nell’Unione europea. Gli Stati membri, ricorda la Corte, avrebbero dovuto trasporla entro il 31 dicembre 2003 e informarne immediatamente la Commissione. Dopo aver accertato che l'Italia non si era conformata alla normativa, l'esecutivo Ue ha seguito la procedura di messa in mora fino alla richiesta di condanna davanti ai giudici del Lussemburgo. «'Non avendo adottato, entro il termine prescritto, tutte le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra l' Italia e' venuta meno agli obblighi che le incombono in forza di tale direttiva», ha scritto oggi la Corte nella sentenza. «Nessuna sorpresa sulla condanna della corte di Giustizia europea contro l’Italia». Così Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente, sulla sentenza emessa oggi dai giudici di Lussemburgo per il mancato recepimento della direttiva del 2003 sullo scambio delle quote di emissioni dei gas serra. «Abbiamo ammonito il governo più volte – continua Della Seta – sulle conseguenze che sarebbero scaturite dalla procedura di mora. Ma le politiche messe in campo dalla maggioranza di Berlusconinon prevedevano tra le priorità il rispetto degli obblighi derivanti dalla Direttiva. L’ambiente è stato sapientemente relegato in soffitta, speriamo che il nuovo governo lo riporti quanto prima al centro delle strategie politiche, recuperando il terreno perso». 18 maggio 2006 Fonte: www.lanuovaecologia.it |
| Simlatt | |
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La Piccola Italia si rinnova
![]() Nel comune piccolo c’è l’energia "buona", quella rinnovabile. Non è un vecchio detto ma quello che emerge dal censimento realizzato da Legambiente sulla diffusione delle fonti rinnovabili in Italia che vede eccellere nell’impiego di fonti "pulite" proprio i comuni più piccoli del Belpaese. Per questo Voler Bene all’Italia, la giornata nazionale dei piccoli comuni, sarà anche l’occasione per festeggiare l’energia "pulita": solare, eolica, da biomasse. E sono già tanti i comuni d’Italia, quasi 2000, che domenica 21 maggio festeggeranno la giornata della PiccolaGrandeItalia, organizzata da Legambiente insieme ad un vasto comitato promotore di associazioni ed enti, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con la collaborazione di Enel. Come Cirigliano in provincia di Matera dove l’energia per illuminare le strade è interamente prodotta con pannelli solari fotovoltaici: ben 200kW installati in una realtà di meno di 500 abitanti (e per questo con una media altissima, pari a 443kW ogni mille abitanti). Oppure Selva di Val Gardena in provincia di Bolzano dove la diffusione di pannelli solari termici in rapporto alla popolazione è la più alta di tutto il territorio italiano: 2000mq complessivi con una media di oltre 792mq ogni 1000 abitanti. E per il solare termico le fanno compagnia altri 32 piccoli comuni. Questo dato è particolarmente importante perché il solare termico può soddisfare larga parte dei fabbisogni di acqua calda sanitaria delle abitazioni e quindi contribuire alla riduzione dei consumi energetici. «Gli ottimi risultati raggiunti da molti piccoli comuni nell’impiego delle fonti rinnovabili per coprire i propri fabbisogni energetici – ha dichiarato Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente - dimostra che i piccoli borghi d’Italia sono una fonte inestimabile di ricchezza per il Paese, non solo perché custodiscono buona parte del patrimonio storico, artistico, naturalistico e della tradizione enogastronomica italiana, ma anche perché sono capaci di innovazioni tecnologiche e investimenti lungimiranti, come nel caso delle scelte energetiche, in grado di contrastare lo spopolamento e dare impulsi positivi all’economia e al turismo». Un altro piccolo comune esempio di buone pratiche sull’eolico è Varese Ligure. Centro di 2.400 abitanti nell’entroterra spezzino, questo comune ha intrapreso negli ultimi anni innovative politiche per la promozione delle fonti rinnovabili e in questi anni ha raggiunto un risultato unico a livello europeo: quello di rispondere ai propri fabbisogni energetici al 100% da fonti rinnovabili. Ad un impianto eolico con 2 aerogeneratori che produce 4GWh l’anno, si aggiungono due impianti solari fotovoltaici sull’edificio del Comune (da 12kWh) e sulla scuola media (da 4,68kWh) capaci di produrre 23.000kWh/anno. Due nuove torri eoliche verranno presto installate per una produzione aggiuntiva di 3GWh l’anno. Grazie agli impianti già funzionanti è stata possibile una riduzione delle emissioni di CO2 pari a 9600 kg/anno, che aumenterà ulteriormente con le prossime installazioni di altri 9700 kg/anno. Anche per la biomassa è un piccolo comune a dare il buon esempio. A Fivizzano, in lunigiana, è stata realizzata una filiera corta legno-energia gestita all’interno della Comunita’ Montana della Lunigiana che impiega gli scarti di lavorazione del legno e la ripulitura dei boschi permettendo un risparmio di 18.000 euro all’anno e una riduzione di emissioni di anidride carbonica di 147 tonnellate. 19 maggio 2006 Fonte: www.lanuovaecologia.it Edited by Simlatt on May 22, 2006 12:02 AM |