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| Roberto Gualtieri | |
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IL DRAMMA BIRMANO
Il dramma Birmano è purtroppo d'attualità...dopo il passaggio di un tifone e decine di migliaia di morti e dispersi. In realtà è un dramma nel dramma e noi organizzatori del gruppo vorremmo preparare un banchetto di raccolta fondi per le vittime di questo ciclone (magari in collaborazione con Emergency...per esempio) ma anche per far conoscere il dramma di più di mezzo secolo di dittatura. Un esperta della situazione Birmana, Cecilia Brighi ( autrice di un libro a riguardo: Il Pavone i generali ), ha rilasciato questa dichiarazione che vi prego di leggere e di seguito l'appello della CISL per raccogliere fondi per le vittime del disastro provocato dal tifone. Cecilia BRIGHI (Dipartimento Internazionale CISL): è l'ultimo duro colpo alla credibilità dei generali. Roma, 6 mag. (Apcom) Nella catastrofe birmana, tutta la partita si gioca ora con la gestione degli aiuti in arrivo: "Il timore è che le risorse provenienti dagli aiuti internazionali possano essere convogliate solo verso alcuni soggetti e non a favore di tutta la popolazione". Lo dice Cecilia Brighi, esperta di Birmania e autrice del libro "Il pavone e i generali". Per evitare che ciò accada e il regime dei generali approfitti della situazione, avverte Brighi intervistata da Apcom, "gli aiuti devono essere distribuiti anche alle organizzazioni indipendenti e alla Lega nazionale per la democrazia di Aung San Suu Kyi, mentre le istituzioni internazionali devono avere il coraggio di sostenere una politica del cambiamento e dettare alcune condizioni. Solo così, e con una diversa politica del terzetto composto da Cina, Russia e India, le cose potranno cambiare, forse". La catastrofe naturale, secondo Brighi, è l'ultimo "duro colpo a quel poco di credibilità che qualcuno continua ad avere nei confronti del governo birmano". I generali temono le eventuali "infiltrazioni", possibili solo se le autorità concederanno i visti ai funzionari delle organizzazioni internazionali, perché temono che "la gente possa parlare". Mentre non temono i turisti che ogni anno visitano il paese: fra cui 120mila italiani. Quattro giorni dopo il passaggio del ciclone Nargis la situazione è "sempre più drammatica nella devastata Birmania: la gente ha cominciato ad assaltare i negozi e i mercati con il poco cibo rimasto, i prezzi dei generi alimentari sono alle stelle, la gente è furiosa con i militari che non sono in grado di fornire gli aiuti" denuncia Brighi citando "fonti interne". La cosa più preoccupante è che i militari, che non hanno avvertito in tempo la popolazione, non sono in grado di prestare aiuto alle vittime del ciclone: "Il paese era già in ginocchio prima - spiega Brighi al telefono con una voce che tradisce la rabbia - tutti conoscono il grado di corruzione e la non trasparenza delle istituzioni birmane; bisognerà ora vedere quanto questa loro incapacità di rispondere alla tragedia gli si ritorcerà contro nel prossimo futuro". Le case sono state spazzate via, il cibo scarseggia, mancano medicine ed è probabile che la catastrofe conduca a una "emergenza di lungo periodo sul piano occupazionale", dato che tra le zone maggiormente colpite c'è anche l'area industriale dell'ex capitale Yangon. APPELLO RACCOLTA FONDI CISL: La CISL a fronte della drammatica catastrofe umanitaria che si è abbattuta sul popolo birmano con il ciclone Nargis, lancia un appello urgente a tutti i lavoratori e le lavoratrici per far arrivare al più presto i primi aiuti al popolo birmano. Parecchie migliaia sono i morti e i dispersi, centinaia di migliaia sono i senza tetto, senza cibo, senza medicinali e senza futuro. La zona industriale vicino a Rangoon è stata distrutta. Tutta la regione che è la più popolata del paese è stata sommersa dalle acque e sconvolta dalle distruzioni provocate dal ciclone. Decine e decine di villaggi sono stati spazzati via. Intere città sono allo stremo. Questo anche a causa della assenza di misure di prevenzione e di allerta e al fatto che la giunta militare è concentrata nella preparazione del referendum-farsa per la approvazione della costituzione. Tutto ciò comporterà conseguenze gravissime nel lungo periodo sul futuro del paese. Se la situazione era già grave prima del ciclone oggi la sopravvivenza di questo popolo dipende dal sostegno internazionale. La CISL lancia l'appello per una raccolta fondi per far arrivare al più presto al popolo birmano le risorse necessarie a coprire l'emergenza. I fondi verranno fatti arrivare attraverso il Consiglio delle organizzazioni democratiche birmane NCUB di cui fa parte anche il sindacato birmano che ha rapporti storici con la CISL. La CISL chiede inoltre che gli aiuti internazionali e della UE vengano dati anche attraverso le organizzazioni democratiche della opposizione e il Comitato Aiuti Umanitari della Lega Nazionale per la Democrazia la cui leader Aung San Suu Kyi è ancora agli arresti domiciliari. Questo sarebbe un importante gesto che garantirebbe una gestione più trasparente degli aiuti con il contestuale riconoscimento del pluralismo politico nel paese. BANCA POPOLARE ETICA C/c Intestato a: ISCOS Solidarietà Causale: BIRMANIA - EMERGENZA CICLONE NARGIS c/c IT48 J050 1803 2000 0000 0101 547 o sul Conto corrente postale c/cp 68901008 intestato a ISCOS Causale: BIRMANIA - EMERGENZA CICLONE NARGIS Ricordati di conservare la ricevuta di versamento. Ogni donazione a favore di ISCOS è deducibile ai sensi della legge 49/87, del D.IGS 460/97 e della legge 80 del 2005. sito di riferimento: www.birmaniademocratica.org Edited by Roberto Gualtieri on May 7, 2008 6:05 PM |
| Daniele Guerreschi | |
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Birmania;Il generale Than Shwe accetta aiuti umanitari stranieri
Ban Ki-moon: via libera a tutti, di qualsiasi nazionalità Rangoon, 23 mag. (Apcom) - La Birmania ha accettato di lasciar entrare nel paese tutti gli operatori umanitari per aiutare le vittime del ciclone Nargis. Lo ha annunciato il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, dopo un incontro di due ore e un quarto avuto oggi con il numero uno della giunta militare birmana, il generalissimo Than Shwe, nella nuova capitale Naypyidaw. Il generale Than Shwe è d'accordo "per permettere" l'entrata di "tutti gli operatori umanitari, qualsiasi sia la loro nazionalità", ha detto Ban ai giornalisti. Finora il regime birmano si era rifiutato di far entrare in maniera libera sia aiuti che esperti internazionali. Secondo un bilancio ufficiale il ciclone Nargis, che ha colpito il paese il 2 e 3 maggio, ha fatto almeno 133.600 vittime tra morti e dispersi. "Ho avuto un incontro molto buono con il generalissimo, in particolare per quanto riguarda gli operatori umanitari" ha detto il Segretario Generale Onu aggiungendo che Than Shwe aveva "adottato una posizione assai flessibile su questo tema". Il numero un birmano ha anche accettato che l'aeroporto di Rangoon sia utilizzato come piattaforma internazionale per la distribuzione di soccorsi, ha detto Ban. Il Segretario Generale Onu era giunto in Birmania ieri proprio per convincere i generali a lasciare entrare nel paese in modo massiccio e non con il contagocce gli aiuti internazionali per i 2,4 milioni di sinistrati. (fonte Afp) Ricordo, per chi volesse, di aderire alla raccolta fondi promossa dalla CISL a favore del popolo Birmano BANCA POPOLARE ETICA C/c Intestato a: ISCOS Solidarietà Causale: BIRMANIA - EMERGENZA CICLONE NARGIS c/c IT48 J050 1803 2000 0000 0101 547 o sul Conto corrente postale c/cp 68901008 intestato a ISCOS Causale: BIRMANIA - EMERGENZA CICLONE NARGIS Ricordati di conservare la ricevuta di versamento. Ogni donazione a favore di ISCOS è deducibile ai sensi della legge 49/87, del D.IGS 460/97 e della legge 80 del 2005. |