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Lorenzo
Posted Jul 2, 2008 3:49 PM
user 3694476
La Spezia, SP
Post #: 304
Riporto il lancio dell?Ansa.

ROMA, 28 giugno - Il Csm assolve la Forleo

?Il fatto non costituisce illecito disciplinare?: con questa motivazione la sezione disciplinare del Csm dopo due ore di camera di consiglio ha assolto il gip di Milano Clementina Forleo dall?accusa di aver violato i suoi doveri di ?imparzialità, correttezza e equilibrio? per i contenuti dell?ordinanza con la quale nel luglio del 2007 chiese alle Camere l?autorizzazione a utilizzare intercettazioni telefoniche che riguardavano alcuni parlamentari nell?ambito dell?inchiesta sulle scalate bancarie. La procura generale della Cassazione aveva chiesto invece la condanna del magistrato alla sanzione della censura e al trasferimento d?ufficio da Milano. ?Avere fiducia nella giustizia prima o poi paga?, ha detto più che soddisfatta Forleo, esprimendo l?auspicio che la sua stessa sorte tocchi ora al collega di Catanzaro Luigi De Magistris. ?E? una sentenza importante perché riafferma il principio che la legge è uguale per tutti, magistrati e non, e che i provvedimenti giudiziari non sono sindacabili in sede disciplinare?, ha commentato invece il suo difensore il procuratore di Asti Maurizio Laudi. Mentre il vice presidente del Csm Nicola Mancino, che presiede la sezione disciplinare, ha sottolineato che la sentenza dimostra ?l?autonomia di giudizio? di Palazzo dei marescialli.

Tra le intercettazioni per le quali Forleo aveva chiesto alle Camere l?autorizzazione all?uso c?erano le conversazioni tra l?allora presidente di Unipol Giovanni Consorte e Piero Fassino, Massimo D?Alema e Nicola La Torre. E proprio su di loro, che pure non erano indagati, secondo quanto ha sostenuto in aula il sostituto pg della Cassazione Federico Sorrentino, il gip aveva espresso in quell?ordinanza un ?abnorme e non richiesto giudizio anticipato?, ledendo i loro diritti ed ?esorbitando? dalle sue competenze. Il riferimento era a quei passaggi del provvedimento in cui Forleo aveva definito ?consapevoli complici di un disegno criminoso? D?Alema e La Torre e li aveva descritti come ?disponibili a fornire i loro apporti istituzionali in spregio dello stato di diritto?.

Nessun provvedimento ?abnorme?, ha replicato Laudi, era un ?dovere? motivare in maniera dettagliata le ragioni per le quali era necessario utilizzare quelle intercettazioni; Forleo non ha espresso valutazioni eccessive; le sue parole sono ?la fotografia di una realtà inquietante?, documentata da ?dialoghi da stomaco forte?, ha detto, leggendo ampi stralci delle telefonate di Consorte con La Torre e D?Alema. Poi a sentenza pronunciata, ha aggiunto: ?il giudice ha il dovere di valutare anche in termini pesantemente critici determinati fatti, anche quando riguardano soggetti che ricoprono cariche importanti?.

Per Forleo il rischio di un trasferimento d?ufficio non è però del tutto scongiurato. Forse già la prossima settimana il plenum del Csm deciderà sulla richiesta della Prima Commissione di allontanarla da Milano: stavolta le si rimproverano le sue denunce sui poteri forti che avrebbero interferito nella sua attività giurisdizionale e l?accusa ai pm dell?inchiesta sulle scalate - Francesco Greco, Luigi Orsi, Eugenio Fusco, che sono stati ascoltati come testimoni- di voler insabbiare le indagini?.
araba fenice
Posted Jul 3, 2008 7:14 PM
user 5308496
La Spezia, SP
Post #: 1,465
Lo psiconano sarà domani ospite del suo dipendente Mentana, nella sua trasmissione Matrix, nella sua rete Canale 5 a dire ?pacatamente e serenamente che la giustizia è una vera emergenza?. Per lui.
Il Paese, pacatamente e serenamente, lo ascolterà e poi lo manderà a fanculo.
Lo psiconano vuole abolire le intercettazioni per la maggior parte dei reati. Quelli in cui sono coinvolti politici e industriali.
Telefonate a Matrix, 06/57787833 e leggete a Mentana una riga tra le seguenti sulla situazione del Paese dei papponi accompagnata da un Vaffanculo!

- Oltre il 40% della ricchezza nazionale è illegale (rapporto Alto Commissariato anti-Corruzione) Vaffanculo!
- Lavoro nero e sommerso: 27% del Pil (fonte Ocse) Vaffanculo!
- Evasione fiscale: 200 miliardi di euro (fonte Secit e Revue de droit fiscal) Vaffanculo!
- Grandi aziende con un fatturato superiore a 50 milioni di euro, che evadono il fisco: 98,40% (fonte Agenzia delle entrate fiscali) Vaffanculo!
- Esportazione illecita di capitali: 85-90 miliardi di euro (fonte Confcommercio, Eurispes, Procura Nazionale Antimafia, settimanale Economy) Vaffanculo!
- Beni consolidati delle mafie: 1.000 miliardi di euro (fonti Confcommercio, Economy, Procura Nazionale Antimafia) Vaffanculo!
- Affiliazioni alle mafie, esclusi i colletti bianchi che utilizzano il denaro riciclato: 1.800.000 persone (fonte Dia e relazione Commissione Parlamentare Antimafia 2003) Vaffanculo!
- Percentuali delle estorsioni per regione sul totale per Campania 14,9%, Sicilia 12,9% e Lombardia 10,4% (fonte Ministero dell'Interno) Vaffanculo!
- Nella sua ultima relazione il Commissariato contro la Corruzione ha affermato: siamo peggio che in Tangentopoli, la corruzione piega ogni settore e la sanità è terra di conquista.Vaffanculo!

Ps: ringrazio per i dati La Casa della Legalità
araba fenice
Posted Jul 7, 2008 7:53 PM
user 5308496
La Spezia, SP
Post #: 1,472
Veronica prepara l'affondo
Le intercettazioni-hard del Cavaliere potrebbero favorire la Lario (e i suoi figli) in caso di separazione. Ma perché ancora non sono state pubblicate?

MILANO, 7 lug - Il sex-gate all'italiana continua. Ma questa volta le indiscrezioni sono tutte concentrate sulle possibili ripercussioni che le piccanti intercettazioni (di cui per ora solo pochissimi conoscono il contenuto - dicono "gli addetti ai lavori" che fra questi ci sarebbero Mieli e il Gruppo Espresso - ma sulle quali tanto si è detto e ipotizzato, specie sul nome della possibile "lei") potrebbero avere sulla vita familiare dell nostro premier "donnaiolo".

Già Dagospia aveva insinuato che il silenzio di lady Veronica in questa occasione era quantomeno sospetto, lei che per una battuta di suo marito (guarda un po' a Mara Carfagna) aveva scritto una lettera a Repubblica pretendendo pubbliche scuse e che ora, sempre dalle pagine di quello stesso quotidiano, fa sapere che non dirà nulla. E lo fa grazie a un "articolone" a firma di Dario Cresto-Dina, che scrive: «Ci sono silenzi che nascondono dignità e dolore. Silenzi che pure fanno rumore... Veronica Lario .... Questa volta non farà alcuna dichiarazione» (cioè nessuna lettera-comunicato-intervista, come la chiama Dsagospia).

Ora il sito di Roberto D'Agostino, tirando le fila degli ultimi pettegolezzi (voci, cero, ma molto fondate visto che le «fonti» - Dago dixit - «sono ben autorevoli»), racconta che la Lario, tornata dalla sua vacanza, avrebbe contattato immediatamente i suoi legali. L'idea è che più di tutto sull'unione fra lei e Silvio pesa la divisione patrimoniale pensata e voluta dal Cavaliere: non il 20 percento a ciascuno dei cinque figli (perché in questo caso alla prole di Veronica spetterebbe il 60 per cento dell'intera eredità billionaria) bensì un'equa (almento secondo il pensiero di Berlusconi) divisione dell'impero, cioè metà ai figli di primo letto (Marina, già capo della Mondadori, e Piersilvio, capo di Mediaset) e metà agli altri tre, nati dalle sue seconde nozze (Luigi, Barbara ed Eleonora).

Lady Lario ovviamente non è affatto d'accordo ma se prima d'ora la separazione non avrebbe potuto portarle nulla di buono (in caso di una consensuale niente potrebbe far cambiare idea al marito e la cosa si risolverebbe solo con un accordo famigliare), ora l'ipotesi di un possibile (anche se smentita) divorzio per colpa (dove la colpa risiederebbe tutta in cui quelle maledette intercettazioni hard che però sembrano non volere uscire sui giornali) potrebbe favorirla e favorire di conseguenza i suoi adorati pargoli.

Come andrà a finire? Da qualto si legge nell'articolo del vicedirettore di Repubblica, Giuseppe D'avanzo, e sul pezzo di oggi di Curzio Maltese, molto probabilmente quelle conversazioni hard non verranno mai pubblicate. A meno di una decisione diversa da parte del gip di Napoli, prevista per l'8 luglio.

Sul perché, oltre alla legge che vieta di intercettare due deputati della Repubblica (senza debita e precedente autorizzazione del Parlamento), sempre Dagospia ipotizza che potrebbe essereci il parere negativo dello studio legale del Gruppo L'Espresso: le intercettazioni sarebbero infatti "troppo intime", ma soprattutto potrebbero rivelarsi causa di un vero "terremoto", come dire potrebbero scoperchiare il vaso di Pandora. E poi, quanto a scheletri nell'armadio, nessuno è immune da . Della serie: «chi è senza peccato scagli la prima pietra»? (Libero News)

Questo dimostra come non sempre il detto "Ognuno ha la moglie che si merita..." sia valido!!!

Coraggio veronica , siamo tutti con te, dagli un calcio nel sedere una volta per tutte, anche per noi!!!
Lorenzo
Posted Jul 8, 2008 10:46 PM
user 3694476
La Spezia, SP
Post #: 336
Deh ma qui ormai si parla di gossip, calcio, ma dove arriveremo così facendo?!wink
Lorenzo
Posted Jul 10, 2008 9:29 PM
user 3694476
La Spezia, SP
Post #: 341
» 2008-07-10 20:37

LA CAMERA LICENZIA IL LODO ALFANO, E' SCONTRO

ansa

ROMA - A tempo di record, la Camera licenzia il lodo Alfano, che impedisce di processare le quattro cariche più alte dello Stato: premier, presidente della Repubblica e presidenti di Camera e Senato. Il disegno di legge è stato approvato dall'assemblea di Montecitorio con 309 voti favorevoli, 263 contrari e 30 astenuti. A favore ha votato tutta la maggioranza, contro il Pd e l'Italia dei Valori, mentre ad astenersi sono stati i deputati dell'Udc.

La palla passa ora al Senato, dove la maggioranza conta di approvare il lodo Alfano brevissimamente, e comunque in tempo utile per fermare il processo Mills, nel quale il premier Silvio Berlusconi figura come imputato con l'accusa di corruzione in atti giudiziari. Il sì della Camera è arrivato al termine di una seduta segnata da momenti di tensione, e dove il tenue filo del dialogo tra maggioranza e opposizione ha subito l'ennesimo strappo. Unica vittoria del Pd, l'approvazione di un suo emendamento che rende lo scudo giudiziario inutilizzabile nel caso in cui uno dei 'fantastici quattro' passi ad un altro incarico: in sostanza, se Berlusconi passasse dalla presidenza del Consiglio a quella della Repubblica, lo scudo per lui non avrebbe più effetto. Il presidente del Consiglio non era in aula, ma gran parte degli interventi hanno riguardato proprio lui.

In mattinata, Massimo D'Alema lo ha sfidato a rinunciare alla protezione garantita dal lodo e a sottoporsi al giudizio dei giudici "a testa alta". "Questa legge - ha detto D'Alema - serve solo per bloccare in modo sbrigativo e rozzo il processo per corruzione che riguarda il presidente del Consiglio". Al momento di dichiarare il proprio voto, sono scesi in campo i tre leader dei partiti di opposizione: Walter Veltroni, Antonio Di Pietro e Pier Ferdinando Casini. Di Pietro è andato giù pesante, rivolgendosi a Berlusconi, assente, chiamandolo "presidente del Consiglio contumace" e accusando i deputati della maggioranza di essere "domestici in Parlamento". L'ex pm ha colto l'occasione per alimentare la sua polemica con il Pd, ribadendo che il suo no al lodo resterebbe anche se non ci fosse di mezzo Berlusconi, e precisando che bisognerà parlarne "quando si deciderà se continuare a stare insieme".

Veltroni ha risposto presentandosi come il leader di una "opposizione responsabile" e prendendo di nuovo le distanze dalla ormai famigerata manifestazione dell'8 luglio organizzata da Di Pietro e segnata dalle bordate di Sabina Guzzanti e Beppe Grillo. Ma il clou dell'intervento del segretario del Pd è stato contro il lodo, "che il Parlamento è chiamato ad approvare in 48 ore". Veltroni ha contestato la scelta della maggioranza di accelerare sulla legge "salva-premier", scelta che ha riportato la politica italiana a "replicare" il clima del 2001. "Non è questa la priorità del Paese, l'urgenza oggi è quella di aumentare salari e pensioni: presentate un decreto su questo e lo approveremo anche noi". L'Udc si è smarcata dall'opposizione di centrosinistra e ha confermato la scelta di astenersi: Casini ha spiegato di essersi voluto muovere "nella logica della riduzione del danno".

"C'é stato un scambio, dal decreto sulla sicurezza è stata tolta la norma blocca-processi: non vedo dove sia lo scandalo". La maggioranza ha difeso a spada tratta il suo provvedimento: "Da oggi - ha detto il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto - prendiamo il toro per le corna, per liberare la politica italiana dall'uso politico della giustizia". Anche la Lega Nord si è adeguata e ha dato il suo sì, come ha spiegata Carolina Lussana, "a un provvedimento che consentirà a Berlusconi di governare". Anche se ora il Carroccio chiede agli alleati di "tornare ad occuparsi dei problemi dei cittadini". Più che soddisfatto il ministro della Giustizia Angelino Alfano: "Sono contento per l'approvazione della norma, crediamo di aver fatto un buon lavoro", ha commentato a caldo. Il testo, ha aggiunto, "risponde alle esigenze del Paese e riteniamo possa rispondere alle esigenze di far svolgere serenamente il proprio lavoro alle alte cariche dello Stato".


Stasera tornando dal lavoro sono passato da marina di carrara dove c'era un convegno con Travaglio:
bene, era stata allestita una sala per 400 persone,ce n'erano 2000, ovvero 1600 persone non hanno potuto assistere.
Quindi complimenti per l'organizzazione al comune di carrara

araba fenice
Posted Jul 11, 2008 10:53 AM
user 5308496
La Spezia, SP
Post #: 1,488
Un decreto per Virginia
L'Espresso pubblica il documento ufficiale diramato da Berlusconi per nominarla «esperta della presidenza del Consiglio». A spese dello Stato. Quindi dei contribuenti

Forse non aveva tutti i torti l'ex marito (l'agente segreto Federico Armati) di Virginia Sanjust di Teulada, ex annunciatrice Rai nonché figlia dell'attrice Antonellina Interlenghi e di aristocratici romani, quando alludeva al rapporto "particolare" tra Virgina e Silvio Berlusconi. L'Espresso pubblica il decreto del premier con il quale Berlusconi nominava la ragazza, il 20 ottobre 2003, «esperta della presidenza del Consiglio». Atti concreti - scrive e dimostra L'Espresso -, con tanto di numeri di protocollo e stanziamenti che gravano sul bilancio dello Stato.

Per un compenso annuo lordo di 36 mila euro e Iva. Una spesa che trova copertura per euro 7 mila e 200 oltre Iva nelle disponibilità finanziarie iscritte nel capitolo 167 del bilancio. Poi, racconta Armati - che lamenta di esser stato ingiustamente licenziato dal Sisde per esser trasferito al Cesis -, il premier regalò alla Sanjust un bracciale di brillanti di Damiani. Non ci sono elementi - per la procura di Roma - per sostenere che Berlusconi abbia influito negativamente sulla carriera dello 007, in guerra da anni con l'ex moglie per l?affidamento del loro unico figlio.

Tutto cominciò il 29 settembre 2003, quando l'intervento del premier in tv per illustrare la riforma delle pensioni venne annunciato da Virginia Sanjust, 26 anni, tre lingue parlate fluentemente. Il premier le inviò un mazzo gigante di gardenie e rose, con un biglietto: «Un debutto storico a reti unificate evviva e complimenti», poi la invitò a colazione a Palazzo Chigi e in quella circostanza Virginia accennò alle sue difficoltà economiche. Detto, fatto. Berlusconi convoca un segretario, gli consegna il curriculum della Sunjust e prepara il decreto, firmato da Letta.

Nel 2004 Il Messaggero scrisse: «Berlusconi ha proposto a Virginia di diventare la donna immagine di Forza Italia». Articolo cui seguì un?interrogazione parlamentare e una smentita. Promossa a conduttrice del programma Oltremoda, Virginia vive in seguito un periodo di fascinazione per la new age e le comunità pseudo-religiose, mentre il suo matrimonio va sempre più a rotoli e il marito viene trasferito (per intervento di Berlusconi, denuncia lui, dicendo che i rapporti tra Silvio e Virginia sono continuati almeno fino all'estate scorsa).

Secondo Armati, in un sacca abbandonata dalla moglie nel giardino c'erano due cuccioli di cane e un estratto del conto corrente, nonché un assegno in data 14 giugno 2007 da cui risultava un bonifico di 50 mila euro, ordinante ?Berlusconi Silvio", causale ?Bonifico prestito infruttifero?. Comunque siano andate le cose, è il decreto che fa specie. E la continua confusione tra pubblico e privato. Ma gli italiani si indignano ancora o pensano che il malcostume è talmente diffuso, da esser diventato norma?

Libero news
Lorenzo
Posted Jul 11, 2008 9:22 PM
user 3694476
La Spezia, SP
Post #: 343
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Ricca-ghedini
da ridere
Lorenzo
Posted Jul 14, 2008 7:25 PM
user 3694476
La Spezia, SP
Post #: 350
12 luglio 2008, in Marco Travaglio
Il Lodo Metastasi
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Dunque abbiamo assodato che, quando Al Tappone definisce ?metastasi? la magistratura, è una battuta. Quando definisce ?coglioni? gli elettori che non votano per lui e ?spazzatura? 50 mila persone che manifestano contro di lui, è una battuta. Quando il ministro Bossi preannuncia ?300 mila fucili? pronti a sparare in Padania, è una battuta. Gli unici che non possono fare battute sono i comici: quelli ?insultano?, ?vilipendono?, minacciano la democrazia. Invece chi sfigura la Costituzione a propria immagine e somiglianza ?dialoga?, anche se parla da solo.
A questo proposito, circolano due singolari leggende metropolitane

1) Il Lodo Alfano, detto anche Dolo Berlusconi, sarebbe legittimo e ragionevole, se solo non fosse approvato con legge ordinaria, ma costituzionale.
2) Il Lodo Alfano risponderebbe ai rilievi avanzati dalla Consulta nella sentenza del gennaio 2004 che bocciava il Lodo Schifani. Ragion per cui, si apprende da una nota del Quirinale, la firma del capo dello Stato sarebbe addirittura ?una scelta obbligata? anche in calce a una legge ordinaria.

E? quel che sostiene, per esempio, l?ex presidente della Corte Alberto Capotosti con un?intervista al Corriere in cui afferma l?esatto contrario di quel che lui stesso disse al Corriere il 26 giugno. Allora parlava di ?via impervia?, di ?scorciatoia per ottenere l?immunità delle alte cariche?, citava ?il precedente della sentenza della Corte costituzionale che nel 2004 ha dichiarato illegittimo il lodo Schifani?, sentenza ?di cui sento circolare letture semplificate?, mentre in realtà bocciava l?immunità ?con molta eleganza e riferimenti a principi generali?. Ragion per cui, niente immunità per le alte cariche: piuttosto, meglio ?reintrodurre l?autorizzazione a procedere per i parlamentari, abolita nel ?93?.Ora, con una spettacolare capriola, Capotosti afferma che ?il lodo Alfano non va manifestamente contro la Costituzione? e può passare addirittura ?con legge ordinaria?.
Come possa la Costituzione prevedere all?articolo 3 che ?tutti i cittadini sono eguali dinanzi alla legge senza distinzioni?di condizione sociale? e una legge ordinaria stabilire che 4 cittadini sono più uguali degli altri solo per la carica che ricoprono, lo sa solo lui. Ma il partito dei pompieri s?è messo in moto, e poco importa se ben 100 costituzionalisti, fra cui gli ex presidenti della Corte Onida, Elia e Zagrebelsky, sostengono che il Lodo è incostituzionale sia perché è una legge ordinaria, sia perché viola - nel merito - alcuni principi fondamentali della Carta.

Potrebbe sembrare una disputa tra diversi orientamenti, ma non è così. Perché non è vero che la sentenza del 2004 dica che si può derogare alla Costituzione con legge ordinaria. Anzi, dice l?esatto contrario: ?Alle origini della formazione dello Stato di diritto sta il principio di parità di trattamento rispetto alla giurisdizione, il cui esercizio, nel nostro ordinamento, sotto più profili, è regolato da precetti costituzionali?. Non da leggi ordinarie, approvate a colpi di maggioranza semplice (in barba all?art.138, che impone la doppia lettura parlamentare e la maggioranza dei due terzi, pena il referendum confermativo). Dunque non è vero che la sentenza ?lavi? preventivamente il nuovo Lodo e imponga al Quirinale di firmarlo. Anche perché, a parte un paio di dettagli, il Lodo Alfano riproduce gli obbrobri - già bocciati dalla Consulta - del Lodo Schifani. L?unica differenza sostanziale è che è rinunciabile e vale per una sola legislatura, mentre l?altro era automatico e illimitato. Ma questo è pure ?reiterabile? in caso di nuova nomina nel corso della stessa legislatura?. Se, alla fine di questa, Al Tappone riesce a passare da Palazzo Chigi al Quirinale, porta con sé sul Colle lo scudo spaziale che aveva già a Palazzo Chigi. Che dunque durerebbe 5 anni più 7, rendendolo auto-immune fino al 2020 quando ne avrà 84.

Paradossalmente, se facesse uccidere Napolitano per sloggiarlo anzitempo, non sarebbe punibile e potrebbe prendere il suo posto senza che nessuno possa processarlo. E proprio questo era uno dei motivi della bocciatura del 2004: il Lodo Schifani era ?generale?, cioè sospendeva i processi per ?tutti gli ipotizzabili reati, in qualunque epoca commessi, che siano extrafunzionali, cioè estranei alle attività inerenti alla carica?, esattamente come l?Alfano; era ?automatico?, cioè scattava ?senza alcun filtro, quale che sia l?imputazione e in qualsiasi momento dell?iter processuale, senza possibilità di valutazione delle peculiarità dei casi concreti?, proprio come l?Alfano. La Corte citava poi l?art. 111, che impone la ?ragionevole durata dei processi?, ovviamente incompatibile con una sospensione di 5 anni che può arrivare a 12; e l?art. 3, sull?eguaglianza di tutti i cittadini (compresi quelli che hanno subìto un reato); e l?art. 24 (?Tutti possono agire in giudizio per tutelare i propri diritti e interessi legittimi. La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento?). Ma l?art. 3 finiva (e finisce) in pezzi anche per la bizzarra scelta delle alte cariche da immunizzare: è assurdo, scriveva la Corte nel 2004, ?accomunare in unica disciplina cariche diverse non soltanto per le fonti di investitura, ma anche per la natura delle funzioni e distingue, per la prima volta sotto il profilo della parità riguardo ai princìpi fondamentali della giurisdizione, i Presidenti delle Camere, del Consiglio dei ministri e della Corte costituzionale rispetto agli altri componenti degli organi da loro presieduti?. Il che conferiva alla norma ?gravi elementi di intrinseca irragionevolezza?.

Ora il Lodo Alfano sfila il presidente della Consulta, ma resta il frittomisto fra una carica monocratica come quella del capo dello Stato e quelle collegiali come dei presidenti delle Camere e del premier. Queste ultime infatti, come ricordano i 100 costituzionalisti, non godono di speciali immunità in nessun?altra democrazia del mondo. A parte l?Italia prossima ventura: questa è la sola, vera ?metastasi?.
Lorenzo
Posted Jul 15, 2008 7:10 PM
user 3694476
La Spezia, SP
Post #: 353
» 2008-07-15 18:37

SICUREZZA: LA CAMERA VOTA LA FIDUCIA CON 322 SI'

ROMA - La Camera ha votato la fiducia al governo Berlusconi approvando con 322 voti a favore l'emendamento al decreto legge in materia di sicurezza. I voti contrari sono stati 267. Otto deputati si sono astenuti. Il seguito dell'esame, con la discussione degli ordini del giorno e la votazione finale sul decreto è previsto per domani mattina, a partire dalle nove. Il provvedimento dovrà poi tornare a Palazzo Madama per la conversione in legge.

"Voi dovete votare in modo diverso in Parlamento" rispetto al "partito giustizialista e manettaro di Di Pietro". Questo e' stato l'invito rivolto al Pd dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano, prima del voto al decreto sicurezza.

"Se il Pd si illude di potersi differenziare dal partito giustizialista e manettaro di Di Pietro solo quando insulta il Papa e il Capo dello Stato - ha affermato Alfano, intervenendo al convegno dell'Unione Camere Penali - compie un gravissimo errore politico. Voi - ha aggiunto rivolgendosi al ministro della giustizia 'ombra' - dovete votare in modo diverso in Parlamento per differenziarvi da Di Pietro altrimenti lo legittimate". Il guardasigilli ha dunque rivolto un "appello al Pd" affinché prenda "di petto la questione giustizia" perché "il nutrimento antiberlusconiano che ha alimentato alcuni gruppi dirigenti necessità di un ripensamento profondo", altrimenti "non si fa né il bene del paese né il bene della giustizia".
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