You'll get invited to our Meetups as soon as they're scheduled!
| badi | |
|
|
Per quanto mi riguarda e' il MINIMO che posso fare per pino e per chi, come lui vive (non credo che sia la parola piu' esatta ma....) situazioni di questo tipo. Pino nonostante gli oltraggi subiti e' rimasto una persona dolce e gentile, nelle sue esposizioni non scaturisce la rabbia ma una grandissima voglia di solidarieta', e le persone che come me sono riuscite a vedere la sua fragilita' (e tu araba sei stata la prima) aderiranno sicuramente!!!! SOLIDARIETA' A PINO MASCIARI!!!!
|
| araba fenice | |
|
|
Abbiamo letto con sgomento le dichiarazioni di un funzionario anonimo del ministero degli interni sul tema dei testimoni di giustizia apparse su un'articolo di avvenire mercoledi 21 maggio.
Intendiamo rispondere con un comunicato stampa, sottoscritto dal più ampio numero di espressini della società civile, che formeranno un elenco alfabetico dei sottoscrittori. Vi preghiamo quindi di adoperarvi perchè l'associazione o il gruppo a cui appartenete dia la sua adesione nel più breve tempo possibile ricercando altri possibili sottoscrittori. Invieremo il comunicato Lunedi 26 maggio agli organi di stampa. vi prego quindi di rispondere entro tale termine indicando il nome o il gruppo di riferimento che vuole aderire e il vostro numero di telefono e se lo avete un contatto skype. Prego di far pervenire le adesioni all'indirizzo pinomasciari@gmail.com ragazzi fatemi sapere se posso dare l'appoggio del gruppo di la Spezia a Roberto. perchè ho bisogno di comunicarglielo entro domani. nel caso in cui avesse qualcosa da obiettare prenderò il silenzio assenso Edited by araba fenice on May 23, 2008 11:55 AM |
| araba fenice | |
|
|
Non avendo ottenuto nessun parere contrario qui sul board ed avendo ottenuto parere favorevole dai membri oggi presenti al banchetto (Badi, Lorenzo, Alessandro e andreab) ho comunicato stasera a Roberto la nostra adesione al comunicato stampa.
|
| badi | |
|
|
Bene araba! d'altronde la votazione c'e' stata e siccome il progetto masciari e' stato adottato dal MU e' giusto sostenere l'iniziativa!!!
|
| araba fenice | |
|
|
Ecco il comunicato stampa fatto dagli amici di Pino Masciari e a cui anche noi come meetup abbiamo dato la nostra adesione.
Sosteniamo i testimoni di Giustizia!!!!!!! COMUNICATO STAMPA In merito all'articolo pubblicato il 21 maggio 2008 su "L'Avvenire", in cui un anonimo funzionario del Ministero degli Interni rilascia dichiarazioni che mettono in cattiva luce il comportamento di alcuni Testimoni di Giustizia (TdG), ci sentiamo di intervenire e di puntualizzare quanto segue: Conosciamo più d'un testimone di giustizia. In questo momento, attraverso il caloroso appoggio che una rete di associazioni e di persone responsabili e socialmente impegnate può offrire, stiamo accompagnando alcuni di essi nel loro percorso travagliato e con la nostra concretezza. Per questo motivo, sappiamo bene quali siano le condizioni in cui sono costretti a vivere i TdG e conosciamo altrettanto bene quali siano i bisogni e gli interventi primari di cui necessitano e il modus operandi agito nei loro confronti dalle Istituzioni competenti. D'altronde, basterebbe leggere la Relazione sui Testimoni di Giustizia che l'ultima Commissione Parlamentare Antimafia ha approvato all'unanimità il 20 febbraio 2008, relatore Angela Napoli: "Lo spaccato emerso appare evidenziare come i testimoni di giustizia siano i primi a sperimentare sulla loro pelle quelle gravi cadute di efficienza del sistema, dovute spesso a inettitudine, trascuratezza e irresponsabilità. E l'inefficienza non riguarda casi isolati ma, sistematicamente, anche se con forme e modalità che variano da caso a caso, tutto il comparto, per cui, per far si che lo Stato recuperi il terreno perso nei confronti di chi ha mostrato di possedere uno spirito civico esemplare, occorrono un intervento normativo ed un approccio alla materia innovativi ed urgenti secondo le seguenti proposte, da distinguere tra quelle che possono essere assunte a legislazione invariata e quelle che richiedono appropriati interventi normativi." "Occorre un mutamento di mentalità e metodo, una diversa filosofia nell'approccio alla figura del testimone che va visto non come un "peso" ma come una "risorsa"." "Occorre contrastare un modus operandi basato sulla convinzione che l'elargizione delle somme di denaro -talvolta rilevanti- possa risolvere qualsiasi tipo di problema dei testimoni, assumendo una sorta di significato liquidatorio rispetto ad ogni obbligo dello Stato." "Occorre anche affrontare, con determinazione e pragmatismo, la questione relativa ai dati anagrafici e ai documenti identificativi del testimone di giustizia e dei suoi familiari?Deve considerarsi inammissibile che il TdG rimanga, anche solo per pochi giorni, privo dei documenti che gli consentano l'esercizio dei fondamentali diritti della persona, quali la libertà di movimento e di soggiorno, nonché il diritto alla salute e all'istruzione (carta di identità, patente di guida, tessera sanitaria)." Perciò, ci opponiamo con fermezza a certe dichiarazioni, per di più rilasciate nell'anonimato e dunque senza il coraggio di esporsi, che fanno apparire i Testimoni di Giustizia come una sorta di "ricattatori", di "batti cassa". La nostra speranza è che le Istituzioni, per la loro funzione di garante della sicurezza dei cittadini onesti e giusti, siano composte da persone come quelle della Commissione che hanno dimostrato la sensibilità necessaria e che lo "zelante" funzionario si scusi al più presto, dichiarando di aver preso un evidente abbaglio. L?omicidio di Domenico Noviello che fino al 2003 è stato inserito nel programma di protezione per i testimoni di giustizia per aver denunciato i suoi estorsori, ha riacceso violentemente i riflettori su un problema che meriterebbe una più alta assunzione di responsabilità e un intervento immediato da parte delle Istituzioni Più di ogni altra cosa, però, speriamo che quella Relazione non finisca in una cassetto e che al più presto divenga oggetto di nuove norme e nuove strutture che possano dare risposta a questo problema. Cerchiamo di ridare dignità a chi ci ha regalato, per la sua fiducia nello Stato e nelle Istituzioni, tanti anni della sua vita. Si tratta di persone che hanno avuto il coraggio di esporsi, di fare nomi e cognomi, perché hanno un alto senso di giustizia. Noi ci schieriamo apertamente con loro, proprio perché vogliamo una società più giusta e meno anonima. Sottoscritto da: ACMOS Addiopizzo Catania Amici di Beppe Grillo Cuneo e Provincia "Nuovo Paradigma" Amici di Beppe Grillo di Empoli Amici di Beppe Grillo di Napoli Amici di beppe grillo di nettuno & anzio Amici di Beppe Grillo di Pordenone Amici di Beppe Grillo di Torino Amici di Beppe Grillo di Trento Amici di Beppe Grillo di Verona Amici di Pino Masciari Ammazzateci Tutti Arteteka Napoli Associazione Consumatori Utenti (ACU) Ateneo Liberaldemocratico Beppe Grillo Meetup Group - Cosenza Bisignanesi.it Casa della Legalità e della Cultura Casa Umanista Torino Centro delle Culture Torino Circolo decrescita felice, Firenze Cittainsieme Movimento Collettivo Ingegneria Sapienza ComunicAzione Torino Creazzo Beppe Grillo Meetup Group Cultura Mista onlus Torino Avellino Salerno Energia per i Diritti Umani fa.ti.ka - cooperativa di produzione e lavoro Fondazione Antonio Scopelliti Generazione Attiva Associazione Tutela Consumatori Giovani di Italia dei Valori Grilli attivi di Bari Grilli Biellesi Associazione di Volontariato Grilli Sanniti grooming sas di fabrizio caliendo & P. Gruppo d'incontro Beppe Grillo di Cagliari1 kestè srl di fabrizio caliendo & P: La Comunità per lo sviluppo umano Torino Libera Borgomanero Meetup 323 di Olbia Meetup 361 di Como Meetup Amici di Beppe Grillo di Vibo Valentia Meetup Amici di Beppe Grillo di La Spezia e Provincia Movimento del Sole New York Beppe Grillo Meetup Group Opera Pia Famiglia di Maria - Napoli Oratorio di San Paolo d'Argon Orizzonti in libertà Associazione Partito Umanista Torino Presidenza Comitato Pro Ospedale di Rete San Sabino di Osimo Presidio Attilio Romano' Libera Torino Presidio Peppino Impastato Libera Moncalieri Progetto Umanista, Torino Qui BolognaLibera Rete per la Calabria. Rita Atria Associazione SINISTRA per l?UNIONE Gruppo Consiliare Regione Piemonte Speaker's corner Compagnia Teatrale Studenti Napoletani Contro la Camorra Unilibera Woodstock - cooperativa artisti associati Edited by araba fenice on May 28, 2008 9:22 AM |
| araba fenice | |
|
|
Da Casal di Principe e? iniziato l?attacco al cuore dello Stato
di Pietro Nardiello La strategia è fin troppo chiara e, semmai qualcuno avesse potuto alimentare ancora qualche dubbio, l?assassinio del collaboratore di giustizia Michele Orsi, avvenuto a Casal di Principe, si pone come un suggello definitivo su quanto è in atto non solo a Casale ma ben oltre la Provincia casertana. Il clan dei Casalesi ha sferrato un preciso attacco al cuore dello Stato con omicidi ed azioni di stampo terrosistico orientate all?eliminazione di ogni possibile oppositore e alla diretta o indiretta intimidazione della cittadinanza attiva. La sentenza di secondo grado del processo ?Spartacus ? si avvicina e le figure storiche del clan Francesco, Sandokan, Schiavone, Francesco Bidognetti, entrambi in carcere, alle quali si aggiungono i latitanti Michele Zagaria e Antonio Iovine hanno paura delle condanne definitive e, prendendo atto come l?azione intimidatoria che in principio avevano pensato non ha sortito alcun effetto, ricordiamo proprio le minacce rivolte alla giornalista Rosaria Capacchione, al pm Raffaele Cantone e allo scrittore Roberto Saviano contenute nella lettera letta nell?aula del tribunale napoletano da un avvocato difensore proprio durante lo svolgimento del processo, hanno deciso di innalzare i toni dello scontro dando luogo ad una serie di omicidi per far comprendere come, nonostante l?azione repressiva messa in atto dalle forze dell?ordine e gli slogan ripetuti in occasione di ogni particolare manifestazione proprio dai rappresentanti dello Stato, il territorio sia ancora sotto il loro pieno controllo. L?omicidio di Michele Orsi, che avrebbe dovuto comparire davanti ai giudici proprio giovedì prossimo per riferire su trame illecite sul traffico dei rifiuti in Campania, giudizio che vede coinvolto anche l?ex ministro della commissione di vigilanza Rai Mario Landolfi, si aggiunge a quelli di Umbero Bidognetti, padre del collaboratore di giustizia Domenico, dell?imprenditore Domenico Noviello che aveva denunciato e fatto arrestare i propri estorsori alcuni anni fa e al ferimento, avvenuto a meno di ventiquattr?ore di distanza a Villaricca, un paese del napoletano, della venticinquenne Francesca Carrino, nipote della collaboratrice Anna e compagna di vita di Francesco Bidognetti, nota oramai alle cronache nazionali per aver pubblicamente preso le distanze nei confronti del clan e che sta aiutando i giudici inquirenti a chiarire molti retroscena inquietanti. Se a ciò aggiungiamo anche la distruzione dell?azienda di materassi con un incendo doloso dell?imprenditore Pietro Russo, presidente dell?associazione antiracket di S.Maria C.V., e della lettera di Angela Pagano, vedova di Umberto e madre del collaboratore Domenico, con la quale ha invitato proprio quest?ultimo a terminare la via del pentitismo, si comprende come il tutto sia il frutto di una strategia studiata a tavolino con la quale si vuole instaurare un clima di terrore che crei dei contraccolpi anche tra gli inquirenti che, da un po di tempo, si stanno dedicando, giustamente, soprattutto ad un?azione di contrasto nei confronti degli enormi patrimoni illecitamente accumulati da questa forza criminale e alla ricerca dei due latitanti Iovine e Zagaria il cui eventuale arresto, ?potrebbe mettere in discussione addirittura il futuro dell?organizzazione?. La Commissione Parlamentare antimafia uscente, con la sua relazione conclusiva, aveva indicato come l?apparente calma non doveva trarre in inganno e di come la strategia ?chirurgica, fino ad allora adottata dal clan, ?caratterizzata da un bassissimo livello di omicidi e di violenza, si sarebbe potuta evolvere con gravi fatti di sangue?. Ma anche quest?analisi, così come tutte quelle meritevoli di considerazione, sembra aver stimolato solo alcuni addetti ai lavori e per nulla preoccupato la rappresentanza politica che continua a considerare, o preferisce farlo, la malavita casertana un fenomeno folkloristico locale che va semplicemente contenuto così come in passato è avvenuto a Napoli per il contrabbando. Nessun seguito sembra aver avuto, anche l?indicazione che si legge sempre nella medesima relazione della Commissione, sulla ?strana compravendita di terreni avvenuta nella zona di Villa Literno successivamente affittati al Commissariato di Governo per il ricovero provvisorio di ecoballe da parte di soggetti che sono risultati, in molti casi, imparentati ad esponenti del clan?. A conclusione di ciò va aggiunto che la giornata del primo giugno si sarebbe dovuta ressere una giornata di riflessione dedicata ai testimoni di giustizia che hanno deciso di lottare, in silenzio, in favore di quei principi che hanno ispirato i Padri costituenti sessant?anni fa quando, finalmente, anche questo Paese iniziò ad essere regolato da una Costituzione democratica. Una tappa di avvicinamento alla festa del due giugno che aveva visto l?arrivo a Casal di Principe di una delegazione di Libera Piemonte che insieme al coordinamento casertano rappresentato da Valerio Taglione, al comitato ?Don Peppe Diana? voleva offire la propria solidarietà ai collaboratori di giustizia. ?Una festa? alla quale avevano preso parte, raccontando le propria storia, anche Bruno Piazzese e Pino Mascari, e che tale non è potuta essere perché proprio qualche istante dopo l?omicidio di Orsi, nel ristorante dove si stava concludendo l?incontro si è precipitata una rappresentanza delle forze dell?ordine che ha invitato tutti i commensali ad abbandonare il luogo perché da quel momento, queste sono state le serafiche parole, ?non poteva essere garantita loro nessuna sicurezza?. Oramai è chiaro che per questo territorio, per l?intera regione Campania non servono solo analisi ma azioni concrete per estirpare definitivamente un cancro in metastasi, che ha irrimediabilmente coinvolto una rappresentanza trasversale di tutta la Società. Non possiamo più accettare e giustificare l?impotenza di uno Stato incapace di assicurare l?incolumità ai propri cittadini e che li invita, così com?è successo alle delegazioni dell?associazione Libera, ad abbandonare un luogo del Paese proprio come se ci si trovasse su uno scenario di guerra ritornando così indietro di sessant?anni. Edited by araba fenice on Jun 3, 2008 1:31 AM |
| araba fenice | |
|
|
AGI) - Vibo Valentia, 2 giu. - ?L?eliminazione del pentito Michele Orsi, avvenuta ieri a Casal di Principe per mano della Camorra, qualora ve ne fosse stato bisogno, sta dimostrando davvero, che siamo all?inizio di una vera e propria mattanza, una offensiva della criminalità organizzata contro chiunque osa denunciare, ribellarsi, siano essi pentiti, collaboratori di giustizia, testimoni di giustizia, sotto gli occhi assenti dello Stato che non reagisce, non provvede alla protezione. A questo punto penso che è arrivata l?ora che il Ministro dell?Interno Maroni a cui chiederò di essere ricevuto, si faccia carico di questo gravissimo problema ed intervenga con decisione prima che sia troppo tardi, se davvero si ha a cuore, come da anni si va sostenendo, la sconfitta della criminalità?. Ad affermarlo l?ex imprenditore calabrese Pino Masciari, uno tra i più importanti testimoni di giustizia che con le sue denunce ha spedito in galera numerosi esponenti della ?ndrangheta, di ritorno da Casal di Principe dove si è recato con una delegazione di suoi sostenitori per deporre un fiore sulla tomba di Domenico Noviello, anch?egli assassinato dalla Camorra e stringere la mano alla moglie e ai figli e che ha detto di temere per la sua vita. ? Nel momento in cui è avvenuto l?assassinio di Michele Orsi ? aggiunge Masciari - mi trovavo poco distante. Non si è capito niente. La Polizia ci fatti scappare. So soltanto che con questo ultimo delitto penso che lo Stato abbia fatto molti passi indietro sul piano della lotta alla criminalità e sulla voglia di ribellarsi ad essa dopo aver notato che è più forte, che uccide quando vuole e quando crede e quando si viene a sapere ? continua Masciari- che tutti coloro che hanno pagato non avevano un sistema di protezione, vedi Orsi, vedi Noviello. A chi non lo danno, c?è chi lo sta attendendo e chi come me glielo hanno tolto ed avendo fatto ricorso al Tar 41 mesi fa, non sa ancora qual è la risposta. Adesso mi stanno proteggendo alcuni ragazzi che credono nella mia lotta, ma a costo di passare per un ?rompiscatole? continuo a ripetere di temere sempre più per la mia vita?. Il caso di Pino Masciari che l?allora procuratore nazionale antimafia Pier Luigi Vigna, definì uno dei più importanti testimoni di giustizia d?Italia, è davvero emblematico. Una decina di anni addietro, adesso ha 48 anni, Masciari era titolare di una impresa edile con oltre 100 dipendenti che oltre ad operare a Serra San Bruno, il centro montano del vibonese, dove è nato, appaltava lavori in tante altre realtà calabresi: Catanzaro, Crotone e tutto il basso Jonio, ma ben presto, si è fatto avanti un comitato d?affari composto da ?ndranghetisti, politici, apparati dello Stato che pretendevano una tangente del 6% su tutti i lavori, pena incendio dei mezzi, attentati, minacce di morte. Fino a quando non trovò ascolto nel comandante della stazione di Serra San Bruno Nazzareno Lopreiato, che avviò le indagini che poi consentirono di arrestare decine di ?ndranghetisti contro cui si costituì parte civile in tutti i processi: quello contro le cosche dei ?Viperari? di Isola Capo Rizzato e via dicendo. Una scelta doverosa, un qualcosa che sentiva dentro, come spesso va dicendo. Una liberazione. Allora non c?era nemmeno l?antiracket. Ma per lui e per la sua famiglia, moglie dentista e due figli di pochi mesi, fu la fine, una specie di morte civile. Venne prelevato di notte e spedito in esilio, in una località segreta, si fa per dire, da dove continua a lottare, con un minimo programma di protezione che alla fine gli è stato tolto del tutto. Va in giro per tutta Italia, spesso senza scorta, per parlare di legalità. Torino ed altre città gli hanno concesso persino la cittadinanza onoraria, mentre lo Stato a cui si è rivolto, da quell?orecchio non sente, aspetta soltanto di prendere nota del prossimo morto ammazzato, collaboratore o testimone di giustizia che sia, per poi domandare perché non era stato ammesso al programma di Protezione. Tutte le volte così. Un fatto che non si sa fino a che punto sia casuale, come va dicendo Masciari.
|
| araba fenice | |
|
|
Lunedì 2 giugno, festa della Repubblica, gli Amici di Pino Masciari si sono incontrati presso il palazzo della Provincia Autonoma di Trento verso le dieci, in occasione della terza edizione del Festival dell?Economia.
Qui abbiamo fatto informazione e cercato di dare maggior visibilità alla storia di Pino e alla condizione in cui versano i Testimoni di Giustizia in Italia. Abbiamo esposto cartelloni e striscioni a loro sostegno, distribuito volatini, incontrato numerose persone con le quali ci siamo confrontati e abbiamo dialogato. Pino ci ha raggiunti a Trento verso le undici. Pochi minuti dopo il suo arrivo ci è giunta la notizia, un po? inattesa, che il Presidente della Provincia, Lorenzo Dellai, avrebbe ricevuto in un incontro ufficiale Pino e tutti noi. Trepidanti e frastornati dalla rapidità degli eventi, siamo dunque stati ricevuti a Palazzo. Durante l'incontro, Pino ha raccontato il calvario di questi 11 anni, chiedendo con forza l'aiuto e l?intervento di tutte le Istituzioni affinchè in Italia si inizi realmente un percorso mirato alla diffusione di una cultura di Giustizia e di Legalità. Il Presidente Dellai si è mostrato interessato alla situazione di Pino, che in larga parte conosceva, e si è impegnato ad invitarlo nuovamente per un incontro pubblico, qui a Trento probabilmente verso inizio autunno, al fine di coinvolgere la cittadinanza e le istituzioni su questo tema assai importante e delicato. Noi, ?Amici di Pino?, eravamo, tutti quanti, davvero emozionati e soddisfatti di aver compiuto questo piccolo passo, tutti insieme, proprio come una grande famiglia. Terminato il colloquio con il Presidente Dellai, Pino ha incontrato il Consigliere Comunale Bruno Firmani (Italia dei Valori) firmatario insieme a Dario Maestranzi (Leali del Trentino) di una mozione per la richiesta di Cittadinanza Onoraria a Trento. Firmani ha voluto specificare e sottolineare che era lì come semplice cittadino e non come rappresentante di partito, un gesto molto apprezzato da tutti noi, Pino compreso. Durante il resto della giornata abbiamo incontrato e parlato con tantissime persone che sapevano, o hanno saputo durante la giornata, della storia e delle scelte coraggiose di Pino, ed hanno sentito il bisogno di conoscerlo, di stringergli la mano per far capire a lui e a tutti noi che il suo non è un cammino isolato. Persone che ci hanno chiesto come potersi rendere utili e che hanno ringraziato Pino e tutti noi per il percorso intrapreso con coraggio e convinzione. Le emozioni e le sensazioni provate durante questa meravigliosa giornata, passata con Pino non sono facili da esprimere. A tutti, con le sue parole e la sua presenza, è riuscito a trasmettere una forza ed una convinzione che tutto quello che si sta facendo, anche la più piccola cosa, è un passo fondamentale per riuscire a costruire una società più equa, onesta, libera e giusta, dove le persone come Pino siano considerate una risorsa da preservare e un esempio per le nuove generazioni. Vogliamo infine ringraziare tutti coloro che ci hanno aiutato e sostenuto in questa iniziativa, a partire ovviamente da Pino, Marisa e i loro bambini; Roberto e i ragazzi di Torino per l?appoggio logistico; Omar di Pordenone che si è unito a noi, al quale inviamo un abbraccio tutto speciale. E infine tutti i ragazzi che ci hanno scritto dimostrandoci comunque la loro vicinanza. Denise |
| Lorenzo | |
|
|
siamo all?inizio di una vera e propria mattanza, una offensiva della criminalità organizzata contro chiunque osa denunciare, ribellarsi, siano essi pentiti, collaboratori di giustizia, testimoni di giustizia, sotto gli occhi assenti dello Stato che non reagisce, non provvede alla protezione. Purtroppo è dai tempi del brigantaggio che la solfa è questa!!! Avanti popolo |
| araba fenice | |
|
|
Oggi pomeriggio al Tg2 delle 18.30 andrà in onda un'intervista a Pino, che probabilmente sarà ripetuta anche al TG1 delle ore 20
|